Bollettino n. 42

A tutti quelli che leggono questo bollettino … Buone Feste di fine anno!!!

dell`1/12/2017

1.ESPERIENZE: Mondeggi, concretizzazione del concetto di Suolo Bene Comune

2.NOTIZIE DAL FORUM SIP:

3.NOTIZIE SU SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE: Simposio Suoli Vivi e 2a Conferenza su Biodiversità Globale del Suolo

4.NON SIAMO SOLI!

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Mondeggi, concretizzazione del concetto di Suolo Bene Comune

Chi ha letto il recente libro “Credere, disobbedire, combattere” di Marco Cappato vi avrà trovato concreti esempi di – come scriveva Don Lorenzo Milani – “L’obbedienza non è più una virtù”. La società attuale, imperniata sul solo parametro del profitto, necessita di coraggio per dimostrare che – usando un altro slogan – “un altro mondo è possibile”.

Riuscire a realizzare idee considerate utopiche o visionarie basate sulla salvaguardia della dignità dell’essere umano è la vera sfida che noi oggi dobbiamo affrontare e che le future generazioni dovranno risolvere.

“Suolo bene comune” è uno di questi concetti considerati astratti che invece sintetizza l’importanza del suolo per la vita. Significa l’urgente necessità di un uso del suolo sostenibile. Se si vuole una società economicamente praticabile nel corto periodo ed ecologicamente sostenibile nel lungo, va da sé che gli aspetti biofisici e socioeconomici sono da considerare fra loro inscindibili. Ed è proprio di questo tipo d’approccio che l’essere umano ha la totale responsabilità, poiché può determinare il degrado o la salvaguardia del suolo per il futuro.

Chi è stato capace di concretizzare questo termine astratto?

Sono stati in tanti e, anche se si sente parlare raramente dell’Agricoltura Sociale, essa è una realtà che acquisisce importanza e visibilità crescenti. Non ci riferiamo qui, seppur rilevante, alla confisca dei beni delle cosche mafiose, ma alle iniziative di cittadini che occupano e usano terreni e strutture agricole altrimenti destinate all’abbandono.  Esistono in tutta Italia e dal 2011 possono raggrupparsi sotto il loro Forum Nazionale per un’Agricoltura Sociale che ha tenuto il suo ultimo incontro in Calabria lo scorso 13 e 14 ottobre.

Questa lunga premessa, per presentare l’esperienza dell’occupazione uso e rilancio dei terreni della villa di Mondeggi vicino a Firenze. Storica villa-fattoria, Mondeggi è stata per secoli proprietà di famose famiglie e alla fine è diventata proprietà della Provincia di Firenze. Una gestione del tutto irrazionale ha portato al fallimento (con un grosso debito finanziario) e al successivo abbandono con relativo degrado di tutte le sue strutture. Così la Provincia decide di liberarsene e di venderla. È a questo punto che nasce un comitato di cittadini che si oppone, chiedendo sotto la bandiera “Terra Bene Comune”, una gestione pubblica dei terreni e rivendicando “la gestione partecipata e autonoma delle terre pubbliche da parte delle comunità locali, nell’ambito di progetti di neo-ruralità, privilegiando progetti di agricoltura contadina, naturale, comunitaria, sociale e di sussistenza, entro una nuova relazione tra città e campagna.

I proponenti si sono costituiti come comitato “Mondeggi Bene Comune – Fattoria Senza Padroni” per il recupero dell’intera fattoria. Nonostante l’appoggio del Comune, la Provincia di Firenze ha insistito per la vendita la cui gara è andata deserta grazie anche alle azione dei cittadini e volontari che hanno effettuato dibattiti, sottoscrizioni, appelli e allertato l’attenzione di giuristi, accademici e soprattutto della popolazione. Senza più aspettare è iniziata la Custodia Popolare di Mondeggi con occasioni di conoscenza e di socialità aperte a tutti, cominciando il recupero dei fabbricati e dei poderi.

Altra importante azione è legata al progetto Mondeggi Terreni Autogestiti (il cui acronimo MoTA è usato comunemente in toscana per indicare il fango) con cui si affidano – a chi ne fa richiesta – appezzamenti di terreni per coltivarli e recuperarli a fini agricoli. Va da sé che il vincolo è di usare un’agricoltura biologica rispettosa dell’uomo e dell’ambiente.  La villa è diventata luogo di aggregazione dove, grazie all’azione volontaria di agricoltori più sperimentati e di professori provenienti dalla Facoltà di Agraria, si è rilanciata la produzione agricola prioritariamente per il consumo di chi ci lavora e successivamente per lo scambio con produttori che rispettino gli stessi principi della Fattoria.

Si è pertanto formata una comunità agricola senza padroni, basata sulla solidarietà e non sul profitto, per condividere l’amore per la terra e la natura nel rispetto dei loro ruoli e ritmi. A ciò si aggiunge la creazione di relazioni umane basate sulla reciproca considerazione e la partecipazione, con decisioni comuni prese con vari livelli assembleari.

Rimane comunque una ‘spada di Damocle’ sulla testa di tutte le persone coinvolte nella fattoria: le istituzioni rifiutano questa realtà comunitaria e hanno sempre sul loro tavolo la pratica per la vendita della Villa-Fattoria di cui hanno già alienato i beni mobili. Per cercare di ovviare a questo rischio, si è autocostituita la Comunità di Mondeggi con l’obiettivo di farsi riconoscere come l’entità capace della gestione agricola della Fattoria considerata come bene comune ed a tale scopo è stata redatta la “Dichiarazione di gestione civica di un bene comune”, con la descrizione di regole chiare e condivise.

Il suolo è vita – Giornata Mondiale del Suolo a Bruxelles

Il suolo è sempre considerato materia per specialisti. La sua “Giornata Mondiale” vede un susseguirsi di iniziative celebrative praticamente tra i … soli “addetti ai lavori”.

Il Forum SIP con il suo Gruppo Suolo Europa ha scelto un approccio diverso. Presentare il suolo a tutti coloro che non ne hanno sentito parlare utilizzando linguaggi e mezzi di comunicazione chiari (vedi foto nel frontespizio).

Grazie alla disponibilità e al supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (IIC) si è potuto mettere in piedi un evento basato su racconti, video, musiche, esperienze. Tra attori professionisti, ricercatori, volontari e attori amatoriali, oltre dieci persone si alterneranno sul palco del teatro dell’IIC. Anche gli spettatori saranno sollecitati ad interagire. Si tratta di comunicare riflettendo e ridendo, senza continuamente ripetere messaggi catastrofici bensì cercando di indicare le opzioni possibili. Per questo l’evento è strutturato in due parti: la descrizione della problematiche legate al suolo, l’illustrazione di possibili soluzioni per altro già esistenti ma poco o affatto conosciute. Quest’ultima parte è affidata proprio a giovani che sperimentano un tipo d’agricoltura rispettosa del suolo e della sua fertilità.

Se qualcuno dei lettori fosse a Bruxelles il 5 dicembre alle 19.00 è il benvenuto all’IIC !

Maggior dettagli https://goo.gl/kfNsF4

Programma dell’evento https://goo.gl/FNc6CG

Creare sinergie e dialogo

Uno degli obiettivi che il Forum SIP persegue col suo Gruppo Suolo Europa (GSE-SIP) è di stabilire contatti con associazioni e rappresentanze della società civile per creare una rete di associazioni, istituzioni e persone che in Europa possano convergere sul comune obiettivo di salvaguardare e proteggere il suolo per le presenti e future generazioni. In questa ottica contatti sono presi informalmente con persone e gruppi interessati nei vari stati membri dell’UE, con l’obiettivo di verificare disponibilità e possibilità di convergenza.

Precisiamo che ci rivolgiamo prioritariamente a quelle associazioni o gruppi che non hanno il suolo tra le loro preoccupazioni. Mentre con quelle che già se ne occupano, cerchiamo di identificare opportunità e sinergie.

Una delle azioni in corso è creare un dialogo con chi usa il suolo, ma non se ne preoccupa, come ad esempio costruttori e promotori immobiliari. I contatti sono delicati, perché si teme che la nostra proposta porti al solito confronto conflittuale cui i diversi attori sono regolarmente sottoposti. Questa è una delle ragioni per cui, da alcuni mesi il GSE-SIP ha preso contatto col Comitato Europeo Economico e Sociale (vedi articolo del 16 ottobre 2015) al fine di ottenere una sede neutra di confronto tra i diversi attori interessati. Oltre alla disponibilità di un luogo, occorre stabilire quel rapporto di trasparenza e rispetto necessario a instaurare un dialogo franco.

Questa rubrica, da ora in poi, cercherà di informare sulle iniziative e contatti per la concretizzazione degli obiettivi sopra citati.

Simposio Suoli Vivi e 2a Conferenza su Biodiversità Globale del Suolo

Lo scorso ottobre è stato un mese particolarmente “fertile” per il suolo. Oltre alle iniziative della Presidenza estone dell’Unione Europea (di cui abbiamo parlato nel Bollettino del 1 novembre scorso) vi sono state il Simposio in Canada e la conferenza sulla biodiversità dei suoli in China.

“Simposio sui suoli vivi” organizzato dall’Università Concordia di Montreal dal 13 al 15 ottobre. Non è stato un incontro riservato a ricercatori e scienziati. Sebbene si inserisca nella cornice delle attività e dibattiti in corso a livello internazionale (Iniziativa 4×1000, Colloquio FAO sul Carbonio Organico e quello sulla Sicurezza Alimentare, …), l’iniziativa ha messo al centro del suo dibattito l’ascolto della Società Civile. In effetti è un dato di fatto che iniziative, esperienze e proposte per la protezione dei suoli e della sua fertilità vengano poste in essere principalmente dalla società civile che ha fatto sua la necessità di porre sempre maggiore attenzione alla salvaguardia e rigenerazione dei suoli.

Il Simposio si svolto attorno a 4 argomenti principali:

  1. Ciclo degli elementi nutritivi
  2. La filtrazione e la capacità di ritenzione dell’acqua
  3. L’inibizione di parassiti e di malattie per piante, animali e esseri umani
  4. Sequestro dei gas a effetto serra e produzione di gas puliti

I 400 partecipanti hanno discusso seguendo moduli basati quasi esclusivamente su assemblee plenarie. Ne è scaturita una volontà di dialogo e di confronto da perpetuare nel tempo.

Questo confronto tra società civile e struttura di ricerca è sicuramente un esempio da seguire. Permette di aprire il mondo accademico al confronto con gli attori diretti sul terreno, al contempo di chiarire cammini, scopi, rischi da affrontare per assieme trovare e sperimentare soluzioni. È quello che cerca di fare, nel suo piccolo, anche il Forum SIP.

Maggiori informazioni: Prof. Gabrielle Bastien gabrielle@livingsoilssymposium.ca

La 2a Conferenza su Biodiversità Globale del Suolo (Global Soil Biodiversity) si è tenuta il 15-19 Ottobre 2017 a Nanchino in China. Sull’importanza della biodiversità nei suoli non si esprimono più né dubbi né timori. Serve un ripensamento totale dell’approccio agricolo imperniato sulla produzione e non sulla conservazione del suolo.

Più di mille i partecipanti, principalmente ricercatori e accademici, in provenienza da oltre 47 paesi di tutti i continenti. Dibattiti plenari, sessioni, workshop, posters hanno fornito il quadro complessivo e completo della problematica del suolo e della sua biodiversità. Partendo dalla relazione tra la biodiversità del suolo e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile fino ad arrivare al futuro della biodiversità del suolo, ma passando dal contributo all’agricoltura sostenibile, al ciclo globale biogeochimico, al rafforzamento dei servizi ecosistemici, alla salute ambientale, ai metodi di valutazione, al collegamento tra struttura e funzioni, ai legami sopra e sotto la superficie, fino ad arrivare a tracciare la dinamica ecologica e la sua evoluzione e all’ottenimento di strumenti operativi (toolbox).

Impossibile riassumere la quantità di informazione, dati e proposte fornite durante il convegno. Gli interessati troveranno maggiori dettagli acquisendo il volume della conferenza in preparazione e previsto disponibile entro dicembre 2017. La terza conferenza è programmata per il 2020.

Programma con sintesi dei maggiori interventi http://ddl.escience.cn/f/PsCF

Carta degli orti collettivi di … Bruxelles (Belgio)

In molte città europee si coltivano aree che poco hanno a che fare coi terreni agricoli. In italiano vengono spesso chiamati “orti di guerra” in altre lingue si parla di orti collettivi. È interessante scoprire che sempre più le municipalità incoraggiano queste forme di messa a coltura. A Bruxelles è stata redatta una carta che recensisce 651 orti collettivi nella Regione di Bruxelles (in effetti la capitale del Belgio è amministrativamente una regione) e 1175 se si includono quelli della Vallonia. Non sono piccoli numeri e toccano realtà agricole che hanno raggiunto una certa visibilità specie localmente. È interessante notare che vi sono orti collettivi anche in pieno centro storico della città e altri nel “Pentagono” che è l’area storica della città.

Dove è possibile installare un orto collettivo? La risposta è meno difficile di quanto si possa immaginare. Se un gruppo vuole ottenere una superficie, può cercare su tetti piatti (naturalmente facilmente accessibili) specie se appartenenti a entità pubbliche (esempio il tetto della Biblioteca Reale), terreni appartenenti a enti pubblici o semipubblici, ai lati delle strade o su larghi marciapiedi poco utilizzati (magari anche con strutture appositamente costruite). Chi fornisce aiuto e informazioni? L’Istituto di Bruxelles per la Gestione dell’Ambiente (IBGE), organismo della Regione Capitale.

I principi su cui si basano gli orti collettivi sono pochi e semplici: la gestione del terreno è data al gruppo che gestisce l’attività su base comunitaria. Ci si incontra, si scambiano idee, si decide, si lavora, si sta assieme. Il tutto è basato su un’agricoltura il più possibile naturale e che copra quasi permanentemente il suolo (permacoltura). Si ottengono così giardini che durante tutto l’anno fornisco prodotti alimentari dai pomodori ai cavolini di Bruxelles, dalla lattuga ai fagioli, dalle carote alle rape rosse, dai carciofi ai finocchi ai broccoli … il tutto in armonia col ritmo della natura. Chi vi lavora afferma che tale attività permette oltre a mangiare sano, a vivere con maggiore relax e maggior buonumore costruendo legami sociali e non solo conoscenze formali.

Tutto questo in un ambiente che comunque è circondato da rumori, traffico, aria inquinata. La società moderna non educa più alla solidarietà e alla cooperazione, invece con gli orti collettivi si riapprende a vivere insieme … vivendo insieme.

 

Iniziativa 4 per 1000: Riunione dell’Iniziativa a Bonn 16 novembre 2017

Si è svolta a Bad Godesberg (Bonn) la seconda riunione del Forum e la terza riunione del Consorzio “Iniziativa 4 per 1000”. La presenza di Ministri e autorità nella sezione iniziale, sottolinea l’importanza che l’Iniziativa ha acquisito a livello di Stati e Governi. Ne è ulteriore prova l’ingresso dell’Olanda come membro ufficiale dell’Iniziativa.

Le relazioni del Segretariato e del Comitato scientifico tecnico hanno illustrato le attività dell’ultimo anno. In sintesi: un Forum attivo che pragmaticamente ha consolidato la struttura organizzativa dell’Iniziativa. Possiamo affermare che il lavoro finora effettuato da questi due segmenti ha realizzato i previsti obiettivi organizzativi.

Dagli interventi dei vari responsabili è anche emersa la preoccupazione di evitare sovrapposizioni o potenziali conflitti con azioni già esistenti della FAO, della Commissione Europea o di altre organizzazioni internazionali. La disponibilità alla collaborazione e alla sinergia viene offerta e richiesta a tutti. Però, è evidente che con lo schema classico con cui si è strutturata l’Iniziativa 4×1000, si debba prima a poi arrivare ad un confronto con le organizzazioni che da anni si occupano delle stesse tematiche.

Rimane inoltre ancora parzialmente nebuloso come concretizzare l’obiettivo principale dell’Iniziativa: aumentare del 4 per 1000 l’accumulo di carbonio nei suoli. Va forse definito meglio quale contributo attivo è richiesto agli agricoltori e agli attivisti che sono partner dell’Iniziativa. Alcuni suggerimenti – purtroppo non valorizzati a causa del limitato tempo a disposizione per la loro analisi e presentazione – sono emersi nei brainstorming organizzati per i 6 gruppi di partner: i) organizzazioni internazionali; ii) Banche e fondazioni; iii) Istituti di ricerca e di educazione; iv) agricoltori/allevatori/forestali; v) Società Civile e ONG; vi) Aziende e Gruppi privati.

Tre le domande cui ogni gruppo era sollecitato a rispondere:

  1. Come l’Iniziativa 4×1000 può facilitare un’azione comune a tutti i livelli?
  2. In quanto attore, come puoi impegnarti nella concretizzazione dell’azione comune?
  3. Quali condizioni possono facilitare o rallentare le azioni?

Interessante il dibattito del gruppo delle società civile e delle organizzazioni non governative. Esse proponevano una nuova e importante azione di comunicazione dell’Iniziativa che portasse – usando la piattaforma elettronica ancora in preparazione – a organizzare dibattiti, analisi e ricerche basate su una partecipazione volontaria ripartita non geograficamente – come è attualmente proposto – ma tematicamente. L’obiettivo è di fare interagire gli attori interessati ad una comune tematica, dal livello governativo a quello degli attivisti sul terreno. Una strutturazione tematica permetterebbe quindi uno scambio di apprezzamenti e di contributi attualmente non facile tra i gruppi sopracitati e creati per altri scopi.

Con la piattaforma si potrebbero ottenere gruppi virtuali di analisi / studio su diversi soggetti da far gestire ai partecipanti stessi. Esempi di gruppi, coloro che vogliano lavorare su: struttura del suolo; biodiversità del suolo; approccio basato sul coltivare il suolo piuttosto che le piante; … Tali dibattiti potrebbero essere strutturati dagli attori interessati indipendentemente dalla loro dislocazione fisica o dalle loro attuali attività o responsabilità.

Il Forum, con la sua piattaforma elettronica, potrebbe diventare allora il punto di riferimento dove dibattere liberamente novità, approcci, idee con il comune obiettivo di aumentare del 4 per 1000 il carbonio nel suolo e diminuire drasticamente i problemi dovuti al cambiamento climatico.

QUI Rapporto della Attività 2016-2017 dell’Iniziativa (versione inglese, quella francese è disponibile su richiesta a suolo.europa@gmail.com).

Newsletter n.41

World Soil Day

If you understand Italian and you are in Brussels next 5 December at 19.00 – 21.30

attend the event “Il suolo è vita!” (Soil is Life!)

at the Italian Culture Institute – Rue de Livourne 38 – Brussels

16/11/2017

1.EXPERIENCES: Special issue on soil by the National Rural Network

2.NEWS FROM THE SIP FORUM:

3.NEWS ON SOIL AND EUROPEAN INSTITUTIONS: Estonian Presidency at the EU

4.WE ARE NOT ALONE!