Esperienze da altri Stati europei: Demain e Landraub

Nel mondo mediatico in cui viviamo, il Film resta uno strumento comunicativo notevole. Gli autori hanno la possibilità e il tempo di andare in profondità nelle analisi che propongono. Gli spettatori hanno il tempo di riflettere e -volendo- possono “appropriarsi” della tematica. Non solo: spesso attorno ad un film si ritrovano gruppi di amici e conoscenti per continuare a discuterne.

Ci sembra il caso di segnalare due films usciti poco prima della fine del 2015: “Demain” dei francesi Mélanie Laurent et Cyril Dion e “Landraub” del regista austriaco Kurt Langbein. Qualora arrivassero nel circuito cinematografico Italiano, ve ne raccomandiamo la visione.

Demain” di Mélanie Laurent et Cyril Dion

Film pieno di ottimismo! Fa comprendere che non siamo soli. Che le cose possono essere cambiate. Che tanti nel mondo le stanno veramente cambiando attraverso fatti, esperienze, azioni e non parole o enunciati. In vari paesi di diversi continenti,  gli autori hanno trovato realizzazioni concrete nell’ambito dell’agroecologia, dell’energia, dell’economia, dell’educazione, della democrazia. Dunque, non solo cambiare si può ma, visto che abbiamo meno di 20 anni per reagire, cambiare si deve! Si esce dalla visione del film con la consapevolezza che possiamo farcela concretamente a creare un nuovo futuro in alternativa alla distruzione del nostro pianeta. Il film offre una discreta carica di serenità. Il suolo vi interpreta un ruolo fondamentale.

Trailer: http://www.cinenews.be/fr/films/demain-1/videos/bandes-annonces/56381/

Landraub” – di Kurt Langbein

laundraub

Realizzato da un’equipe austriaca, si tratta di un film di denuncia che mette il dito nella piaga della land grabbing. A causa dei massicci investimenti finanziari, il fenomeno del land grabbing ha raggiunto dimensioni mostruose. Si calcola che dal 2000 siano stati occupati oltre 200 milioni di ettari, cifra superiore all’intera superficie agricola utile dell’Europa. Non solo: i più forti “occupatori” di suoli nei paesi poveri non sono i cinesi, ma gli europei (circa il 44%). Nessuno si preoccupa minimamente del fatto che, in alcuni paesi compiacenti (es. Cambogia), ciò comporta l’allontanamento forzato delle persone con la distruzione delle loro case col fuoco e coi bulldozer.

Nel film appare netto il contrasto tra le affermazioni ufficiali di Commissari e politici europei e le varie realtà documentate sul terreno in diverse regioni del mondo, dall’UE all’est Europa all’Africa … .

Uscito nelle sale l’8 ottobre scorso, dura 95′, è in tedesco e ne esiste una versione sottotitolata in inglese. ll trailer in inglese, in soli due minuti, rende bene la gravità del fenomeno.

https://www.idfa.nl/industry/tags/project.aspx?id=B8017106-5DCE-4161-862B-37E2A8C6C167

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