Germania – 2000m²

In precedenti occasioni abbiamo accennato alla possibilità di recuperare terreni abbandonati per metterli nuovamente a coltura. Presentiamo oggi un’iniziativa, nata in Germania, che si riferisce alla superficie agricola da coltivare per vivere in regime di “autosufficienza”. Non si tratta degli “orti di guerra” con cui pensionati o amatori producono quantità limitate di cibo.

Il principio da cui sono partiti gli ideatori di questa esperienza è semplice: dividendo la superficie mondiale delle terre coltivabili per il numero degli attuali abitanti della terra si otterrebbero 2000 metri quadrati. 2000 m² ben lavorati contengono mille miliardi di micro-organismi assieme a miliardi di funghi, alghe e protozoi, migliaia di lombrichi, collemboli e altri insetti, oltre a talpe, topi, uccelli, … . Insomma vi è una frenetica e instancabile attività in tutto il terreno che equivale a una terra sana e fertile.

I volontari tedeschi dell’Associazione 2000m² hanno calcolato che 2000 metri quadrati sono l’equivalente di una superficie fertile che può permettere di nutrirsi e di vivere ad una famiglia che decida di coltivarla. 2000 m² sono un quinto di ettaro, cioè l’equivalente di due piscine olimpioniche (50m per 8 corsie). Una tale superficie, se disponibile, può permettere a dei neo agricoltori di sperimentare produzioni agricole, accompagnati dai volontari dell’associazione2000m². Si tratterebbe quindi di produrre per il proprio fabbisogno restando liberi dai vincoli di mercato.

Sulla base di queste iniziali premesse, un gruppo di poche persone ha accumulato solide esperienze che sono diventate punto di riferimento per molti altri volontari in altre nazioni. Il successo è stato tale che esiste ora un movimento a dimensione internazionale. Il loro sito web (http://www.2000m2.eu) è in otto lingue, incluso cinese e arabo (ma non in italiano!).

Da tenere anche presente che è importante ridurre l’energia esterna per mantenere lo schema dei 2.000 m² di terreno. Per esempio, per produrre ciò che mangiamo, una quantità significativa di energia è attualmente utilizzata nella fabbricazione di concimi minerali e di pesticidi. Ciò può essere evitato attraverso una migliore rotazione delle colture associate a pratiche di agricoltura biologica e metodi agro-ecologici per arricchire il suolo e proteggere le colture dagli insetti con mezzi naturali. Il risultato è che la superficie di 2000 m² può produrre tonnellate di prodotti agricoli (verdure, cereali, frutta, carne uova latte, fibre tessili, biogas …) che un gruppo familiare sarà incapace di consumare completamente. Naturalmente, questi metodi richiedono tempo enuove conoscenze da consolidare, ma portano immediatamente la soddisfazione di partecipare alla vera salvaguardia della propria salute e della biodiversità.

In effetti, attualmente noi consumiamo i “nostri propri” m² attraverso le cucine dei ristoranti, delle mense o via i supermercati. Ogni cibo e ogni pasto può essere espresso in ettari di produzione agricola. Alla fine è d’obbligo constatare che lo spreco di alimenti è enorme, insostenibile: siamo indotti a comprare molto più di quanto possiamo consumare, il che equivale alla necessità di sempre maggiore superficie agricola da coltivare.

Se è incredibile quello che si può coltivare e produrre su una parcella di 2000 m², allora la vera domanda da porsi è: produrre per nutrire chi?

I cittadini europei sono il peggiore esempio mondiale: ognuno di noi consuma, anzi sperpera molto più di quanto sia possibile produrre con i “propri” 2000m². Occorre allora acquisire una nuova filosofia basata sul principio di produrre solo quanto uomini, animali e piante necessitano per vivere. L’associazione 2000m² ha dimostrato che ciò si può fare ed è arrivato il momento di sollecitare una nuova orientazione della politica agricola e dello sviluppo rurale di tutta l’Unione Europea.

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