Siti Industriali e aree dismesse – recuperate con successo in Europa (Rapporto del CCR)

Oltre 200 anni di industrializzazione hanno causato una contaminazione diffusa del suolo in tutte le nazioni europee. Politici, scienziati, imprese e singoli cittadini in generale comprendono gli effetti dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua, ma percepiscono meno gli effetti negativi della contaminazione del suolo sulla salute umana e sull’ambiente. Inoltre, l’inquinamento del suolo è spesso percepito come un “peso” dai responsabili politici e dalla amministrazione pubblica e non lo si vede come una minaccia reale o potenziale.

Dal 1980 fino ad oggi, l’Europa ha sviluppato numerose leggi per ridurre e risolvere gli effetti negativi di inquinamento del suolo. Ogni paese ha raccolto informazioni molto utili e pubblicato il proprio lavoro nella lingua nazionale (normalmente non accessibile o non conosciuto da altri paesi in Europa), su come gestire i siti contaminati da insediamenti industriali, urbanizzazione o incidenti. Si è andati e si va ancora avanti in ordine “sparso”.

Diventa allora importante leggere e capire lo studio del Centro Comune di Ricerca sul recupero dei siti contaminati industriali e delle aree dismesse (“The Remediated sites and brownfields – Success stories in Europe – CCR”) – Siti Industriali e aree dismesse recuperati con successo in Europa -. Il documento è il risultato di una iniziativa dei Centri Nazionali di Riferimento della rete di osservazione dell’Agenzia Europea dell’Ambiente che coordina le informazioni sull’ambiente in Europa (EIONET).  L’obiettivo era descrivere i casi, le storie e le modalità con cui i siti contaminati e le aree dismesse sono state risanate con successo.

Il documento non ha lo scopo di fornire un inventario completo dei siti bonificati in tutti i paesi. Presenta esempi di storie di successo di bonifica di suoli contaminati in tredici nazioni che comprendono 19 regioni e un totale di 29 casi. Si illustra così come la bonifica delle aree dismesse sia essenziale ad una gestione sostenibile del territorio, invertendo la tendenza del degrado e garantendo la fornitura dei servizi ecosistemici del suolo.

I casi-studio mostrano: progressi nel campo della ricerca e delle tecnologie innovative di bonifica dei terreni, nuovi approcci alla gestione della bonifica, l’integrazione delle parti interessate nel processo decisionale, le modalità per una positiva sensibilizzazione dell’opinione pubblica e quelle per la partecipazione dei cittadini.

L’Italia è citata con due esempi: i) il recupero dell’area industriale dimessa di Porto Marghera (Venezia): bonifica che limita la perdita di terreno grazie all’impegno di istituzioni pubbliche, private e di ricerca; ii) i suoli contaminati di Portoscuso (Sardegna): alto livello di coinvolgimento della parti interessate nel processo di valutazione del rischio delle acque sotterranee e contaminazione del suolo.

http://esdac.jrc.ec.europa.eu/public_path/shared_folder/doc_pub/RemediatedSites_Brownfields_success%20stories.pdf

Annunci