MEMOLA – Paesaggi Mediterranei di Montagna

L’argomento “ricerca sul suolo” non è molto presente nel nostro Bollettino, si privilegiano azioni o stimoli di cui il lettore possa appropriarsi. Le azioni di ricerca usano in genere canali di comunicazione e di diffusione specifici e specialistici, a volte di difficile comprensione se non si è “addetti ai lavori”. La scienza del suolo da anni cerca di ridurre la distanza tra i ricercatori e le persone, prestando attenzione alle esigenze della gente e delle popolazioni che agiscono nell’area oggetto di studio. Grazie anche a ciò, associazioni o singoli individui, seguono con sempre maggiore interesse le attività di ricerca e di studio che riguardano l’ambiente e in particolare il suolo.

Invitiamo a seguire le attività di un gruppo internazionale di ricerca, che riceve il sostegno del Programma Quadro della Commissione Europea. Vari gruppi di studio si sono uniti per analizzare il processo di formazione dei paesaggi storici in relazione all’utilizzo delle risorse naturali, in particolare il suolo e l’acqua. Il progetto di ricerca che ne è derivato si chiama “MEMOLA – Paesaggi Mediterranei di Montagna: un approccio storico al patrimonio culturale basato sugli agrosistemi tradizionali.”. Gli istituti di ricerca che vi partecipano provengono, oltre che dall’Italia, da Spagna, Inghilterra e Albania, ma tutti assieme fanno parte di una rete molto più vasta che vede la presenza di istituzioni di ricerca di molti altri paesi europei e non. I partner italiani sono due: l’Università degli Studi di Palermo e quella di Padova. Iniziato nel 2014, il progetto, attraverso un approccio interdisciplinare, si basa sullo studio e le analisi storiche del territorio, partendo dalle due risorse essenziali alla creazione di agro-ecosistemi: l’acqua e il suolo. Quattro sono le aree di studio: due in Italia (Monti di Trapani e Colli Euganei), una in Spagna (Sierra Nevada) e una in Albania (Vjosa Valley).

I territori sono condizionati dall’evoluzione nel tempo dei sistemi agricoli necessari alla vita delle popolazioni che vi abitano. Comprendere questi processi storici permette di abbracciare gli aspetti specifici di relazione del territorio con la natura. In effetti l’uso, lo sfruttamento, la gestione e la manutenzione del territorio sono il risultato dell’espressione culturale (in tutta l’Europa ma in particolare nelle aree del Mediterraneo) delle popolazioni che vi abitano, i cui i sistemi agricoli ne sono la più grande espressione. In effetti le tradizioni agricole e i diversi metodi di uso delle risorse erano e sono cruciali per la conservazione del territorio e la sua capacità ad adattarsi ai cambiamenti (globalizzazione, industrializzazione agraria, emigrazione e riduzione della popolazione rurale, perdita del savoir faire contadino, cambiamenti climatici, …).

La conservazione del territorio può allora essere concretizzata attraverso la valorizzazione di questa eredità per ottenere strategie conservative sia dell’ambiente che della cultura. Di conseguenza l’obiettivo principale è di riuscire a recuperare e trasferire questo patrimonio culturale e questo capitale di conoscenze alle presenti e future generazioni locali e – a più larga scala – europee. Ecco quindi che specialisti di agronomia, archeologia, educazione, etnografia, idrologia e pedologia e altre materie si sono uniti per analizzare tutte le diverse componenti dei territori sotto analisi. Anche se numerosi e competenti, questi ricercatori poco potrebbero fare senza le conoscenze delle persone che vivono in quelle aree geografiche. Il diretto contatto con le donne e gli uomini che vi abitano diventa il fulcro di tutte le attività del progetto. Non a caso, nella pagina introduttiva del sito web del progetto risalta l’invito a contattare e partecipare direttamente alle attività di analisi e di ricerca.

Iniziato il 1° gennaio 2014, il progetto continuerà fino al 31 dicembre 2017. Col Bollettino seguiremo l’evoluzione delle attività di ricerca e cercheremo di condividerne i risultati, ma invitiamo tutti gli Angeli del Suolo e tutti i lettori interessati a contattare sin da ora i gruppi di ricerca di MEMOLA.

Maggiori informazioni presso i partecipanti italiani: Gian Pietro Brogiolo (gpbrogiolo@unipd.it) e Giuseppe Bazan (giuseppe.bazan@unipa.it )
Sito web: http://www.memolaproject.eu/
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