1 immagine = 1000 parole

“Un’immagine vale mille parole” recita un vecchio proverbio. Volentieri indichiamo qui tre video che ci sono stati segnalati. Possono essere considerati materiale da utilizzare sia nelle scuole che nelle riunioni o conferenze dove si voglia parlare di suolo, territorio, paesaggio. Hanno durata relativamente breve e introducono argomenti che possono essere ulteriormente approfonditi. Chiediamo a tutti i lettori di continuare a segnalare a suolo.europa@gmail.com video, pubblicazioni, film, poster o altro materiale relativo alle tematiche di cui ci occupiamo.

Better Save Soil (in italiano):  https://www.youtube.com/watch?v=AfIiq7qdLxY

In circa 4′ spiega l’importanza del suolo per la vita. Prodotto in inglese, esiste la versione italiana. Sebbene didattico, non sollecita abbastanza lo spettatore circa l’urgenza di agire subito.

The Soil Story:

https://www.youtube.com/watch?v=nvAoZ14cP7Q (inglese sottotitolato in spagnolo)

https://www.youtube.com/watch?v=nvAoZ14cP7Q (francese)

In soli 4 minuti, con poche parole e molti schemi, riesce a spiegare nascita, evoluzione e importanza del suolo, illustrando il suo fondamentale contributo per l’accumulo di carbonio e aiutando così a ridurre il cambiamento climatico. Adatto per scolaresche delle elementari e per adulti che non abbiano particolare conoscenza dell’interazione suolo-clima.

 

Monocoltura DOCG. Una devastante GRANDE OPERA (tutto e solo in italiano).

https://www.youtube.com/watch?v=_pVQ6uszWWA  Durata 17′.

Partendo dalla verità sul terreno, illustra come le catastrofi “naturali” siano annunciate e prevedibili. Il video comincia dalla cosiddetta “bomba d’acqua” del 2 agosto a Lierza, che causó 4 morti. Tale “bomba” è conseguenza diretta della manipolazione del territorio operata dall’uomo. Il documentario prosegue con l’avvelenamento di suoli e aria dovuto alle monocolture (in particolare uva e frutta) DOC o DOCG. Coltivazioni pompate da fitosanitari, anticrittogamici usati in maniera irrazionale e illogica, che producono elevati rischi per l’ambiente naturale e soprattutto per la salute delle popolazioni che vivono nell’area, specie le più giovani.

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