Corte Penale Internazionale (CPI)

La Corte Penale Internazionale (CPI) è un’istituzione permanente creata a seguito dello Statuto di Roma del 1998, firmato da 120 Stati, entrato in vigore nel 2002 quando ratificato da 60 Stati. Nel 2010 sono stati introdotti degli emendamenti che diventeranno esecutivi nel 2017. La Corte che risiede all’Aia, ha per mandato di giudicare i crimini contro l’umanità, come genocidi, guerre, aggressioni.

Perché ne parliamo? Perché l’Ufficio del Procuratore Generale della Corte ha annunciato nel documento di orientamento ufficiale, che saranno presi in considerazione i crimini implicanti “distruzione dell’ambiente, sfruttamento illegale delle risorse naturali e de-possessione illegale di terre”, cioè crimini ambientali e accaparramento illegale di terre.

Certo passare da un documento orientativo alla sua concretizzazione e applicazione il passo non sarà breve, ma così facendo la Corte dispone un punto fisso. Non allarga il suo mandato, piuttosto sottolinea che i crimini ambientali possono essere considerati come crimini contro l’umanità e che il diritto internazionale esistente è sufficiente per agire contro coloro che fino ad oggi pensavano di poter agire impunemente.

È quindi un segnale forte per il mondo economico e soprattutto per quei dirigenti di imprese e investitori economici che dovranno considerare l’ambiente come un bene di tutta l’umanità. Qualora causassero catastrofi ambientali – come è successo e succede – corrono il rischio di pagarne i danni materiali e di finire in prigione. Basti pensare à quanto è accaduto in Italia con le fabbriche di diossina o di amianto.

Inoltre, ciò che non può fare uno Stato Nazionale perché debole, corrotto o non in grado di competere contro forti multinazionali, lo potrà fare la Corte Penale Internazionale.

È sicuramente un passo nella buona direzione, ma ancora da rafforzare. L’Europa si è dotata di una possente istituzione ambientale di analisi e di denuncia come l’Agenzia Europea dell’Ambiente (vedi Bollettino n.3 del 1 novembre 2015), ma continua a tenersi ben lontana dal creare un’istituzione che possa agire direttamente in tutti gli Stati Membri contro abusi e crimini ambientali. La Corte Penale Internazionale ci indica quindi un cammino da intraprendere anche a livello delle istituzioni dell’Unione Europea.

Per maggiori informazioni:

http://multinationales.org/La-Cour-penale-internationale-elargit-son-mandat-aux-crimes-environnementaux-et

https://business-humanrights.org/fr/la-cour-p%C3%A9nale-internationale-%C3%A9largit-son-mandat-pour-poursuivre-des-crimes-relatifs-aux-ressources-naturelles-et-%C3%A0-l%E2%80%99accaparement-des-terres

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