Mafie e suolo

Ci è stato domandato perché tra le tematiche che affrontiamo abbiamo quello delle mafie (in linguaggio burocratico: criminalità organizzata) coi loro interessi su suolo e territorio.

Premettiamo che, oltre ad essere un potenziale produttivo (agricolo, industriale, costruttivo), il suolo è un potenziale “bene” per investimenti finanziari. Oltre ai potentati bancari, chi possiede enormi capitali da investire sono proprio le criminalità organizzate, in particolare quelle denominate mafie. Non sono solo in Italia e in Europa: in tutto il mondo hanno attivato i loro “meccanismi” per acquistare e gestire immobili, negozi, commerci, ma anche terreni ed aziende agricole.

Questo fenomeno è stato più volte denunciato e pubblicamente illustrato. Già il film di Francesco Rosi “Le mani sulla città” del 1963 spiegava l’interesse che poteva avere il metro quadrato di terreno. A quel tempo si occupavano del terreno edificabile. Più recentemente il video “Fondi rubati all’agricoltura” illustra un nuovo aspetto: la particolare “attenzione” che le mafie in Italia hanno sul territorio, con l’accaparramento dei fondi per l’agricoltura elargiti dall’Unione Europea.

Suggeriamo vivamente la lettura del recente Studio preliminarePiano di Azione – Beni confiscati e coesione territoriale aggiornato al 29/02/2016. Lo studio affronta le politiche della legalità e la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscate alla criminalità organizzata. In tale quadro l’assegnazione dei beni confiscati viene orientata al loro riuso per fini sociali, basandosi su principi di inclusione, occupazione, democrazia. La Tabella 4 (pag. 8) indica che le aziende confiscate nel settore agricoltura, caccia e pesca sono 127, per una percentuale di 3,54% del totale. Malgrado il numero impressionante complessivo (3585 aziende, la maggioranza delle quali nel settore del commercio e delle costruzioni) si fotografa solo la punta dell’iceberg. Non si possono infatti quantificare i territori e gli investimenti che le mafie operano – riciclando i loro introiti – in tutta legalità in territori italiani, europei e non solo.  I beni agricoli confiscati in Italia sono riutilizzati per creare cooperative sociali per l’agricoltura biologica. In questo quadro, il progetto Libera Terra di Libera (Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie) raccoglie nove cooperative per valorizzare i terreni liberati dalle mafie, investendo sul recupero sociale e produttivo dei beni agricoli. Maggiori dettagli su queste terre liberate, li fornisce il recente rapporto BeneItalia, effettuato sempre da Libera nella sua serie “i quaderni di Libera con narcomafie”. Questo rapporto fa il punto della situazione al 31 maggio 2016 circa l’utilizzazione dei beni confiscati alle mafie in Italia e trasformati in beni comuni che sono quindi un diritto di tutti.

E l’Europa come si comporta?

Vedi l’articolo nella sezione “Notizie su suolo e istituzioni europee”

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