Lobbies del cemento

Sempre più negli Stati Membri si accusa Bruxelles di agire in maniera non trasparente e si considerano i funzionari come un’enorme massa di burocrati totalmente scollati dalla realtà.

Due sono gli errori insiti in questo “pensiero”:

  1. non vi è una “massa enorme” di funzionari. Basti pensare – come paragone – a quanti funzionari ha il comune in cui si abita e si comprenderà facilmente che a Bruxelles i funzionari che devono occuparsi di 27 stati europei sono pochi e insufficienti;
  2. con la riforma istituzionale del 2004, per volontà politica degli Stati Membri, si è deciso che le istituzioni diventassero cinghie di trasmissione delle decisioni prese dai governi degli Stati Membri. Pertanto la Commissione – la cui vocazione è di motore della costruzione europea – si è ritrovata a svolgere il ruolo di ruota di scorta di una macchina guidata dal Consiglio e cioè dai desiderata dei Governi nazionali.

Oltre a ciò, vanno aggiunte le centinaia di lobbies che circondano le istituzioni.per difendere interessi specifici. Naturalmente le più forti (quelle delle multinazionali) investono cifre considerevoli per ottenere soluzioni politiche a loro favorevoli.

Può il funzionario europeo opporsi a tutto ciò? Molto più di quello che non si possa immaginare. Resta il fatto però che non si “combatte ad armi pari”. Alle pressioni politiche o di carriera si aggiungono in alcuni casi veri e propri atti di corruzione.

Alcuni casi sono stati evidenziati nel passato e hanno portato per esempio alla dimissione della Commissione guidata dal lussemburghese Santer nel 1999, all’incriminazione di alcuni alti funzionari e alla creazione di regole più rigide, ivi compresa la creazione di un registro delle lobbies.

Non si sono però altrettanto evidenziati ruolo e attività dei lobbisti poco onesti. È difficile far emergere e soprattutto dimostrare la disonestà. Quand’anche poi viene scoperta, denunciata e condannata essa non assurge alle pagine importanti dei mass media. Per esempio non è stata riportata dalla stampa in maniera evidente la condanna da parte del tribunale del Lussemburgo di Rudi Winzen (belga) e del suo avvocato Oostvogels (belga ed iscritto ai tribunali e di Bruxelles e del Lussemburgo). Il primo ha confessato e accettato sia il verdetto che la pena, mentre l’avvocato ha fatto appello ed è stato infine condannato definitivamente nel dicembre 2015. I due sono stati accusati di infrazioni (falsi e utilizzo di falsi) tra il 1998 e il 2008 per l’emissione di 65 fatture per un totale di 1, 046 milioni di euro usati per pagare in nero dei funzionari tedeschi e ottenere così informazioni confidenziali per i bisogni dell’industria del cemento. In effetti nelle istituzioni la lobby del cemento è una delle più potenti sia dal punto di vista economico che per i suoi legami con la criminalità organizzata. In Italia ne siamo ben coscienti, basti ricordare in che condizioni si sono svolti i lavori per l’Expo 2015 a Milano.

D’altra parte c’è da tener conto che, grazie alle legislazioni in vigore, è attualmente più facile essere a “fianco” della legge che nella legalità.

Médor – Trimestale Belga, n2 – 2016 : Le Carnaval des multinationales

Annunci