Suolo bene comune

L’attuale situazione politica in Italia rimette in discussione i tempi per l’approvazione del DDL sul consumo del suolo. Se da un lato ciò è un dato negativo, dall’altro esso permette al Forum SIP di strutturare con maggiore tempo la propria proposta per un DDL sul consumo dei suoli e quindi di ripresentarlo con rinnovato vigore alle forze politiche del paese.

Può un testo di legge essere sufficiente per cambiare l’attuale tendenza di occupazione dei suoli e di distruzione della loro fertilità? Certamente no. Occorre un radicale cambiamento di mentalità.

Si devono proteggere i suoli perché sono fondamentali alla vita degli esseri umani: di questo ognuno dev’essere cosciente. Il principio suolo bene comune non è un mero concetto astratto. Purtroppo, negli ultimi anni, contro questo principio opera una corsa sfrernata a massicci acquisti di terra da parte di grandi gruppi finanziari, di multinazionali e – non ultimo – delle mafie.

Vale per l’Italia, che ha in Europa il primato negativo di consumo di suolo, ma vale altrettanto per tutti gli altri Stati Membri dell’Unione Europea.

Invitiamo a rileggere l’articolo, che qui alleghiamo, “Suolo, bene comune non rinnovabile” di Silvia Zamboni (Rivista Micron n. 23/il punto pag. 20-23). Cosí conclude: “Continuare a trattarlo (ndr il Suolo) alla stregua di una merce qualsiasi, anziché come bene comune non riproducibile non dovrebbe essere più consentito.”

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