Marciare strumento di conoscenza

“Presto e bene non marciano assieme” recita un vecchio e saggio proverbio.

Marciare assieme invece induce a maggiore consapevolezza, a riflettere, a ricostruirsi. Marciare con gli altri produce dialogo, scambio, pragmatismo, rafforzarsi, ritrovarsi, uscire dal mondo virtuale, vedere le cose attraverso altri occhi …

Numerose sono le marce celebri, a partire di quella verso Compostela, alla via francigena, a quella della pace di Assisi. Esse via via si rivalorizzano e i villaggi sul loro percorso riacquistano nuova vita proprio grazie al passaggio dei “marciatori”.

Meno conosciute e più partecipate sono quelle organizzate dai comitati locali con obiettivi specifici: per la salute, per la salvaguardia degli alberi, per la vita comunitaria… Impossibile ricordarle tutte, segnaliamo qui quella del Fitoforo che si svolge annualmente a Roma. Il «fitoforo» è un fratello degli alberi, simbolo di una rinnovata e ritrovata serenità tra uomo e foreste, tra l’umanità e la Madre Terra. I marciatori portano in giro degli alberelli dentro gli zainetti, come dimostrazione della loro importanza e necessità. Nata a Roma nel 2010, questa iniziativa è stata replicata anche in altri luoghi e in altre regioni. Dal 2013 la marcia dei fitofori ha il patrocinio dello stesso Comune di Roma e vi aderiscono non solo i primi volontari ma un numero sempre maggiore di associazioni e singole persone.

Il 27 Novembre 2016 si è svolta a Roma la quinta edizione della Marcia Nazionale degli Alberi. Questa volta l’obiettivo era la salvaguardia del Parco Archeologico di Centocelle: i fitofori hanno potuto così mostrare che un bosco cammina a sostegno dell’area archeologica minacciata da negligenza sciatteria e noncuranza.

Anche il suolo è oggetto di “marce” dimostrative o di conoscenza. Normalmente esse sono organizzate da amanti della natura che illustrano terra, vegetazione, animali insetti. Alcune però sono “mirate”, tipo quelle organizzate dai pedologi che portano i visitatori a scoprire i profili del suolo con la loro struttura, tessitura, colori, vita.

Se qualcuno dei lettori ha partecipato ad una di queste uscite pedologiche e l’ha considerata ben organizzata, ce lo comunichi.

In ogni caso, tutti sono invitati ad uscire dalle proprie abitazioni e, assieme ad altri, andare a scoprire il suolo per toccarlo, osservarlo, conoscerlo. Non servono “esperti” per cominciare a capirne l’importanza.

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