bollettino

Bollettino n. 32

Del 1 febbraio 2017

1.ESPERIENZE: Discariche rifiuti speciali? Ebbene sì, persino nei Parchi d’Interesse Sovracomunali!

2.NOTIZIE DAL FORUM SIP:

3.NOTIZIE SU SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE: Accesso alla terra per agricoltori nell’UE

4.NON SIAMO SOLI!

esperienze in Italia

Discariche rifiuti speciali? Ebbene sì, persino nei Parchi d’Interesse Sovracomunali!

La protezione del territorio in Italia e in Europa è tematica davvero “sfuggente”. Organismi istituzionali se ne occupano, leggi ferree ne tutelano i vincoli, … ma alla fine tocca sempre ai cittadini intervenire per frenare le aberrazioni.

Nel 2014 l’Italia è stata condannata dalla UE al pagamento di una multa da svariate decine di milioni di euro (la sentenza è del 2007), per il mancato rispetto degli obblighi comunitari relativi alla gestione delle discariche e dei rifiuti in esse contenuti. Lo smaltimento dei rifiuti è per l’Italia un problema annoso, insieme a quello delle discariche: il caso italiano è forse un esempio emblematico delle carenze delle istituzioni preposte.

Nelle numerose discariche messe sotto sequestro dalla Magistratura per illeciti ed irregolarità nella gestione, i rifiuti sia urbani che industriali lasciano in eredità falde inquinate, territori devastati, elevato rischio per la salute degli abitanti. Inoltre è ormai risaputo che vengono impiegati ingenti mezzi (economici e non) per addomesticare le leggi e gli amministratori. Cosí come si sa che solo le popolazioni locali sono capaci di trovare le risorse – umane, economiche, tecniche – per opporsi a certe scelte pubbliche viziate da tatticismi burocratici, interessi privati, se non mafiosi.

Bisognerebbe studiare e valorizzare proprio quegli esempi che riescono a cambiare direzione. Si tratta di persone che si raggruppano e vigilano sul loro territorio con l’obiettivo di ridare identità alla popolazione, perché possa riappropriarsi della sua storia ed autodeterminare il suo futuro. Esse non solo agiscono localmente contro criticità quali le attività industriali estrattive e la gestione dei rifiuti, bensì pensano alle problematiche ambientali globali.

Nell’Altomilanese si battono da anni contro la devastazione di un’area di 70 ettari di terreni agricoli sita tra i Comuni di Casorezzo e Busto Garolfo (area inserita nel Parco del Roccolo – Parco Locale d’Interesse Sovracomunale). Lí da tempo si svolgono attività di escavazione e di discarica per rifiuti speciali (circa 300.000 metri cubi, già operanti) e ora se ne vorrebbe aggiungere una nuova da 500.000 metri cubi, sempre per rifiuti speciali (terre da siti contaminati, terre di fonderia, terre di bonifica …). In più, altri 2.000.000 di metri cubi circa saranno scavati per essere utilizzati successivamente come ampliamento. Il tutto a poche centinaia di metri dai centri abitati e direttamente sopra una falda acquifera già problematica.

Nonostante la contrarietà dei cittadini e di 50 comuni dell’Altomilanese e del Magentino Abbiatense, la Città Metropolitana di Milano (ex Provincia di Milano) ha dato parere favorevole alla Valutazione d’impatto ambientale (VIA). La Regione invece, dopo 3 audizioni coi rappresentanti delle comunità interessate, ha sottoscritto all’unanimità una risoluzione di opposizione al progetto.

L’unica possibilità di bloccare questo ulteriore scempio ambientale è stato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), ricorso supportato da una dettagliata relazione scientifica. Quindi un tavolo di discussione con la Città Metropolitana ha portato alla fattibilità di un progetto pilota che, dotato di più attuale metodologia scientifica, prevede la modifica del concetto di valutazione d’ impatto ambientale precedentemente utilizzato.

Perché citiamo questa storia? Perché

  1. Viene riconosciuto che la VIA (Valutazione Impatto Ambientale), sebbene affidata ad una Università, ha affrontato l’analisi in termini tecnicistici, mentre la comunità scientifica da tempo ormai considera l’ambiente non più un mero supporto geofisico delle attività antropiche, bensí un sistema complesso costituito da diverse comunità viventi, uomo incluso;
  2. Possa essere praticato un progetto pilota di gestione “esportabile” e, coinvolgendo la Regione ad un tavolo allargato di discussione, si possa modificare la norma rendendola più coerente ai fini della tutela ambientale;
  3. I cittadini sono stati riconosciuti come i veri protagonisti nella gestione e programmazione del loro territorio. Hanno dovuto occuparsi del ricorso ed hanno preso parte a tutti i tavoli di discussione. Come ricorrenti si sono avvalsi di ricercatori, tecnici scientifici internazionali, hanno sostenuto tutti i costi, hanno creato una specifica azione di crowdfunding. Hanno cioè dimostrato volontà e capacità di aggregazione di un gran numero di attori.

Resta da porsi una doppia domanda:

  • Perché si devono attivare i cittadini e le popolazioni locali?
  • Perché le amministrazioni – preposte alla gestione del territorio – non agiscono direttamente in sua tutela e delle generazioni future?

Maggiori informazioni, anche su come inviare eventuali contributi monetari, Luigi Dell’Arena: soundcooker@gmail.com

Forum SIP

Assemblea Annuale Elettronica del Gruppo Suolo Europa (GSE)

L’assemblea annuale del GSE avrà luogo nella settimana del 20-25 febbraio. Oltre al resoconto dei risultati ottenuti con le azioni intraprese rispetto agli obiettivi definiti per il 2016, l’Assemblea si propone un rinnovamento e un ampliamento delle attività. Per questo essa sarà aperta a tutti coloro che vi vorranno partecipare, sia del Forum SIP che degli Angeli del Suolo.

Ricordiamo che l’assemblea si svolge esclusivamente attraverso lettura e scambio di email durante circa una settimana (la durata dipenderà dagli argomenti che si vorranno discutere) e ha l’obiettivo di definire il lavoro da compiere nel 2017.

Per il momento si prevede un dibattito nella sola lingua italiana, su: resoconto attività svolte nel 2016; obiettivi e attività per il 2017; struttura del GSE; nomina dei referenti.

Invitiamo tutti i lettori interessati a manifestarsi entro il 10 febbraio 2017 per:

  1. partecipare all’assemblea elettronica, inviando un email a europa@gmail.com con scritto nell’oggetto “Nome Cognome – Partecipazione Assemblea Elettronica GSE”.
  2. suggerire attività, obiettivi e azioni relative alla concretizzazione della dimensione europea di cui il GSE dovrebbe farsi carico;

Programma dettagliato e modalità inerenti l’assemblea elettronica saranno inviati a coloro che chiederanno di parteciparvi.

Forum SIP

People4Soil: Principali Obiettivi dell’ICE

Ricordiamo qui motivazione ed obiettivi dell’Iniziativa dei Cittadini Europei people4soil:

Il suolo rappresenta una delle principali risorse strategiche dell’Europa, in quanto garantisce la sicurezza alimentare, la conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici. È giunto il momento di proteggere i suoli europei.

Obiettivi dell’ICE:

Riconoscimento del suolo come patrimonio comune che necessita di protezione a livello UE, poiché apporta benefici essenziali legati al benessere umano e alla resilienza ambientale; sviluppo di uno specifico quadro giuridicamente vincolante che copra le principali minacce ai suoli: erosione, impermeabilizzazione, perdita di materia organica, perdita di biodiversità e contaminazione; integrazione, nelle politiche UE, degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite relativi ai suoli; adeguata considerazione e riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra provenienti dal settore agricolo e forestale.

 IMPORTANTE! Fate firmare amici, parenti, colleghi e conoscenti. Muniti di carta d’identità basta riempire il formulario online nel sito www.salvailsuolo.it .

istituzioni europee

Accesso alla terra per agricoltori nell’UE

Nel Bollettino del 16 dicembre erano menzionate alcune delle conferenze tenutesi a Bruxelles in concomitanza col World Soil Day. In particolare quella su Access to land for farmers in the EU ha attirato l’attenzione di lettori che hanno richiesto maggiori informazioni.

La conferenza, organizzata dal gruppo dei Verdi del Parlamento Europeo, s’è svolta in due sessioni il 7 dicembre 2016. Nella prima, la mattina, al Comitato Economico e Sociale Europeo è stato presentato il rapporto “Land Rush – The sellout of Europe’s Farmland” (La corsa alla terra: la svendita dei terreni agricoli in Europa). Nella seconda, di pomeriggio, al Parlamento Europeo e in presenza di parlamentari europei, si è discusso della perdita di sicurezza e sovranità alimentare, nonché della difficoltà di accesso alla terra e della possibilità di lavoro per le nuove generazioni di giovani agricoltori europei.

In effetti il terreno è diventato opportunità d’investimento e quindi oggetto di forte speculazione. Lo studio sopra menzionato illustra la situazione dell’acquisto e occupazione delle terre (land grabbing) in Europa da parte di multinazionali e grossi investitori europei e stranieri. Se anni addietro erano i grossi capitali statunitensi a fare la parte del leone, attualmente sono le grosse imprese cinesi (che psicologicamente preoccupano più che non le multinazionali nord americane).

Ciò implica l’impossibilità alla sopravvivenza delle piccole o medie strutture agricole ed impedisce a qualsiasi giovane che voglia lanciarsi nella produzione agricola di poter acquisire dei terreni, salvo che non li erediti dalla propria famiglia. Si arriva così all’incongruenza che oltre la metà dei suoli agricoli in Europa è presa in affitto (con punte del 96 % in Slovacchia e 89 % in Bulgaria) e che chi coltiva non è proprietario.

A tale fotografia già di per sè negativa, va sommato l’impatto che la situazione ha sull’attuazione della Politica Agricola Comune (PAC): in pratica vengono sovvenzionati i grandi gruppi finanziari che hanno la capacità di rispondere alle varie forme amministrative imposte dalla Commissione Europea.

L’intervento di Adam Payne (agricoltore e membro del comitato di coordinamento di Via Campesina) ha fornito la seguente impietosa “fotografia” della situazione:

  • l’Europa ha 10,8 milioni di aziende agricole (media: 16,1 ha);
  • 91,8 % del lavoro agricolo è prodotto da componenti del nucleo familiare;
  • tra il 2003 e il 2013 l’unione Europea ha perso 4 milioni di piccole fattorie agricole (cioè il 33% del totale);
  • il 3% delle aziende agricole europee ha una superficie superiore a 100 ha e possiede il 52% di tutto il terreno agricolo;
  • mentre il 75% delle aziende è inferiore a 10 ha e ha solo l’11% del suolo agricolo; infine il 6% dei gestori delle aziende agricole ha meno di 35 anni, mentre 55% ha oltre 55 anni.

L’intervento del parlamentare Jose Bove ha dato alcune indicazioni su come poter ammendare questo contesto: limitare l’aiuto della PAC ad un massimo tra 50 e 100 mila euro per azienda agricola; sovvertire l’attuale falso modello agricolo che si basa su “più grande più redditizio” e sostenere invece le aziende agricole piccole e medie; fermare i grandi progetti agricoli (esempio quello di 20.000 vacche da latte che significa monopolizzare e occupare vaste superficie agricole); bloccare l’acquisto di terreni agricoli a fini speculativi (esempio l’attuale acquisto di terre da parte di alcune società francesi in Romania).

Nelle conclusioni tratte dalla parlamentare Maria Heubuch si sottolinea l’importanza di agire con nuovi obiettivi e nuove regole che facilitino l’ingresso nelle attività agricole delle nuove generazioni di agricoltori. Si auspica che ciò sia fatto rapidamente a livello europeo e dei singoli stati membri dell’Unione Europea.

 

Copia cartacea del rapporto ‘Land rush” può essere richiesta a:

maria.heubuch@europarl.europa.eu

non siamo soli!

Giornata Europea delle Alberate

Nel precedente bollettino s’è parlato della Marcia dei Fitofori che si svolge a Roma e in altre località italiane. Ci segnalano che iniziative analoghe esistono in altri paesi europei (in Germania dal 2008) e che dal 2015 vi è la Giornata Europea delle Alberate (European Avenue Day). L’obiettivo della giornata europea è di mettere in evidenza questo patrimonio vegetale per la sua conservazione. Le azioni effettuate nella giornata sono molte e diversificate: menzione nei media, conferenze, piantare degli alberi, concorsi fotografici, avvenimenti sportivi come corse ciclistiche. Ricordiamo che gli alberi a lato di strade, camminamenti, canali, fiumi, sono un patrimonio naturale capace di bloccare polveri, ridurre la concentrazione di elementi inquinanti, abbassare la temperatura; essi inoltre sono “pozzi” naturali di accumulo di carbonio, corridoi naturali per fauna e insetti, nonché elementi preziosi per la salvaguardia della biodiversità. Infine, e non di minore importanza, aumentano la sicurezza delle strade asfaltate e dei camminamenti grazie alla creazione di un microambiente che facilita una condotta più “rilassata”.

Allora non ci resta che collegare la Giornata Italiana delle Alberate con quella europea e contribuire alla preparazione della Conferenza internazionale che si terrà nel settembre 2018 in Olanda su “Crossing borders for a greener and sustainable transport infrastructure“ (Attraversare le frontiere per una infrastruttura di trasporti più verde e più sostenibile).

Maggiori informazionivisitate il sito della Société pour la Protection des Paysages et de l’Esthétique de la France (SPPEF) o contattate chantal.pradines@centraliens.net

non siamo soli!

Indicatori relativi allo stato organico e biologico dei suoli

L’Iniziativa 4per 1000 ha lo scopo di condividere le esperienze sul terreno, i lavori di ricerca, le pratiche agricole e quelle politiche al fine di avanzare sulla conoscenza dei suoli e del loro potenziale in accumulo di carbonio.

Per migliorare la qualità dei suoli e per valutare l’introduzione di cambiamenti nelle pratiche agricole, è necessario avere degli elementi di raffronto sullo stato dei suoli. Questi elementi sono detti “indicatori” e sono determinati da importanti attività di osservazione, analisi, studio e modellizzazione.  Gli indicatori sono necessari agli agricoltori e agli altri attori del territorio per effettuare scelte di gestione in un contesto tendente a migliorare l’evoluzione degli stati organici e biologici dei suoli.

Nel quadro dell’Iniziativa 4per 1000, il Ministero dell’Agricoltura francese ha riunito un panel di esperti per produrre un sintetico documento dal titolo “Indicatori dello stato organico e biologico dei suoli“. L’idea era di produrre un documento evolutivo che – partendo da una descrizione di indicatori esistenti – richieda regolari aggiornamenti a seguito di contributi, critiche suggerimenti provenienti dai diversi utilizzatori. Il testo va quindi usato, verificato e ammendato, restando in contatto con la rete che lo ha prodotto e che fa capo al Comitato Scientifico e Tecnico dell’Iniziativa, insediatosi a Marrakech lo scorso novembre 2016.

L’obiettivo è arrivare a ottenere un documento sintetico che possa essere utilizzato da diversi attori, ivi compresi i politici che spesso richiedono parametri comparabili sui suoli.

Ogni indicatore è descritto precisando cosa si è misurato, chi l’utilizza e per quale obiettivo. Inoltre si chiarisce come si effettuano le misure o le stime, a quale stadio sono il metodo di analisi e i suoi risultati, quale grado di certezza si ha sui risultati e infine vantaggi ed inconvenienti.

Gli indicatori qualitativi e quantitativi della materia organica si concentrano sulla misura e presenza di carbonio e di azoto. Quelli relativi allo stato biologico dei suoli focalizzano la presenza di fattori microbiologici (respirazione del suolo, biomassa microbica, attività enzimatica, …) e faunistici (lombrichi, nematodi, micro artropodi).

La prima versione del documento è già disponibile (in francese) e si può scaricare dal sito del Ministero, ma una nuova versione è prevista rapidamente. Si chiede infatti che chiunque sia interessato invii i propri commenti entro il 15 marzo 2017 al seguente indirizzo:indicateurs_sols.dgpe@agriculture.gouv.fr .

Il documento per ora è destinato ad esperti pedologi. Malgrado la complessità degli indicatori descritti, il suo uso potrà essere sempre più semplificato specie se si instaura un dialogo e un canale di comunicazione privilegiato tra chi segue l’evoluzione e la messa a giorno degli indicatori e chi lavora fisicamente la terra.