Ricercatori pedologi spesso cassandre inascoltate

Il nostro bollettino volutamente non illustra tematiche scientifiche che riguardano il suolo, perché vuole rivolgersi in particolare a “non addetti ai lavori” che – pur comprendendo l’importanza di suolo territorio e paesaggio per il nostro futuro e quello delle prossime generazioni – ritengono che non è più possibile restare indifferenti e quindi decidono di agire.

Questo non toglie che il nostro “humus intellettuale” provenga dal lavoro costante e spesso silenzioso di un vasto numero di pedologi ricercatori. Alcuni lettori ci hanno inviato informazioni su ricerche in corso o recentemente concluse e, trovandole interessanti, suggeriscono di diramarle attraverso il Bollettino. In maniera schematica citiamo qui due progetti di ricercatori europei, rimandando ai siti e riviste specializzate per ulteriori dettagli. Inoltre, facciamo riferimento all’articolo Climate-smart soils comparso sul numero di Nature del 7 aprile 2016.

Progetto SmartSoil

La perdita di sostanza organica nel suolo, cioè di carbonio, è uno dei più drammatici problemi del suolo. Dappertutto nel mondo si cerca di trovare soluzioni, consci che fertilizzanti e pesticidi non permetteranno di assolvere alla richiesta di produzione agricola.

Un consorzio europeo con ricercatori di Danimarca, Ungheria, Italia, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Polonia, Belgio e Olanda, con il progetto SmartSOIL hanno studiato come sia possibile sostenere la produzione agricola mantenendo e aumentando la fertilità del suolo. Sono riusciti a creare uno strumento di accompagnamento e consultazione valido per gli agricoltori e in diverse situazioni climatiche. Lo strumento è stato costruito come “semplice, efficace, facile da usare e basato su evidenza scientifica“. Si è costituita così una “scatola di attrezzi” a disposizione degli agricoltori che si basa su: rotazione delle colture, gestione dei residui, aggiunta di letame o compostaggio, colture coprenti o intercalari, agricoltura conservativa (ridotta lavorazione del terreno, gestione dei residui e colture coprenti il suolo).

Il altre parole si focalizza l’accumulo di sostanza organica sul suolo e lo si protegge dagli agenti climatici. Ma non tutti i suoli reagiscono alla stessa maniera, per cui la scatola di attrezzi è particolarmente valida per i terreni maggiormente mineralizzati.

Progetto Novihum

Novihum sta per “nuovo humus” e si basa su una reazione chimica che riattiva le molecole di carbonio in lignite e li trasforma in quel tipo di composti organici presenti nel terreno fertile. Tutti gli agricoltori conoscono l’impatto positivo che i residui biologici hanno sul suolo e come essi reagiscano nei diversi tipi di suolo. I ricercatori tedeschi con Novihum usano un approccio diverso: piuttosto che seguire il corso della natura, si cerca di invertire l’impoverimento del suolo attraverso le biotecnologie. Il meccanismo si basa sull’arricchimento del carbonio fossile con gas di azoto e di ossigeno che, legandosi con la sua struttura, ritornano ad essere un nuovo ingrediente ricco di carbonio sotto forma di granuli. In parcelle sperimentali, questo composto granulare ha permesso il recupero di suoli degradati e aridi, con un miglioramento generale del suolo e notevoli aumenti di produzione agricola.

Articolo di Nature: Climate-smart soils

Questo articolo, redatto da ricercatori USA e della Gran Bretagna, affronta la questione della riduzione degli effetti dei gas serra. La centralità dell’azione dei suoli viene chiaramente affrontata. Affinché le azioni di mitigazione dei gas serra diventino efficaci, occorre un preciso sostegno alla ricerca integrata e alla relativa piattaforma di attuazione (sintetizzata nell’immagine qui allegata). Ma implica anche incentivi per gli agricoltori affinché adottino pratiche alternative. Tali incentivi potrebbero essere concepiti attorno a: i) specifiche leggi o tasse; ii) sussidi; iii) iniziative nella catena di commercializzazione alimentare; iv) coloro che emettono gas serra affinché abbiano dei limiti permessi di emissione via via decrescenti.

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