Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche

È passato poco più di un anno dal lancio del protocollo di intesa per la creazione di una serie di percorsi ciclistici di carattere turistico. Insieme al MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) e al MIBACT (Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo), otto Regioni italiane si sono impegnate a costruire e mantenere i circuiti: Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Basilicata e Puglia.

Questo è il primo passo per la creazione delle ciclovie che dovranno estendersi in tutta la penisola e collegarsi a quelle previste a livello dell’Unione Europea.

I percorsi considerati prioritari, complessivamente per oltre 1.500 chilometri e da completare entro il 2018 sono: i) Verona-Firenze – Ciclovia del Sole; ii) Venezia-Torino – Ciclovia Ven-To; iii) da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE) – Ciclovia dell’acquedotto pugliese o dell’Acqua; iv) Grande raccordo anulare delle biciclette – GRAB di Roma.

Salutato con grande favore da parte delle associazioni che sollecitano l’utilizzazione della bicicletta come mezzo da privilegiare, questo protocollo promuove le loro richieste nei confronti dei Comuni e autorità per la creazione di infrastrutture capaci di collegare percorsi ciclabili in e tra tutte le Regioni d’Italia.

Ai servizi tecnici delle Regioni e dei Comuni, ai suggerimenti delle associazioni ciclistiche e di valorizzazione territoriale (dal punto di vista culturale e ambientale) si sono affiancate anche strutture universitarie di pianificazione territoriale.

Il tutto fa ben sperare di ottenere, con questo approccio globale, percorsi capaci di rilanciare un turismo considerato minore – quello in bicicletta – ma molto più rispettoso di ambiente e aspetti sociali rispetto a quello di masse indiscriminate indifferenti alla protezione dei beni culturali e ambientali.

Togliere le biciclette dalle strade a forte presenza delle 4 ruote, dovrebbe portare ad una netta diminuzione di ciclisti e corridori professionisti uccisi incidentalmente a causa di questa pericolosa mescolanza di biciclette e automobili. Approfittiamo e godiamo allora delle ciclovie che permettono in tutta sicurezza di riappropriarsi di paesaggi e ambienti.

 

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