non siamo soli!

La foresta di Bialowieza (Polonia)

Molto spesso si sente parlare di individui e associazioni che si battono contro gigantesche multinazionali. Al disprezzo dei valori di salvaguardia della vita si aggiungono le prevaricazioni su singoli attivisti o associazioni tramite denunce o richieste di indennizzi con montanti stratosferici. Molteplici sono le ragioni che inducono le compagnie private ad agire in questo modo, la più pressante resta quella di far “paura” e prendere tempo obbligando la controparte a stare costantemente sotto pressione. Anche in caso di “vittoria” dei singoli il risultato è il loro indebolimento e isolamento.

Questo è quanto sta avvenendo in Polonia. La foresta di Białowieża si trova a est e contiene ancora una ricchissima e unica biodiversità. È considerata l’ultima foresta primaria d’Europa, per questo è “protetta” da leggi nazionali ed europee ed è patrimonio naturale dell’UNESCO. Il governo polacco attuale ha stravolto tale “protezione” e, con la scusa di lottare contro insetti xilofagi, ha permesso l’abbattimento di oltre 50.000 alberi di cui molti ultra centenari.

La Corte Europea di Giustizia, su denuncia della Commissione Europea, ha ordinato al governo polacco di interrompere tale azione, ma le autorità hanno finora ignorato tutti gli appelli di ricercatori e accademici, di ONG, dell’UNESCO, di manifestanti e perfino della Corte Europea di Giustizia.

Per cercare di proteggere la foresta, dei militanti pattugliano, si battono con metodi non violenti e raccolgono le prove dell’abbattimento.

Queste persone sono soggette a tutte le forme di coercizione compreso minacce, denunce ai tribunali e anche violenze fisiche. Per evitare il loro isolamento si è attivato un comitato di solidarietà che richiede messaggi di incoraggiamento da far pervenire da tutta l’Europa.

Chi volesse può inviare un messaggio attraverso WeMoveEU

Non pensate che questo tipo di solidarietà sia “inutile”. Basti riflettere sull’attacco in giustizia fatto alle associazioni ambientaliste da parte della compagnia canadese Produits Forestiers Résolu. Essa chiedeva un indennizzo di 300 milioni di dollari per il mancato guadagno dovuto alle denunce delle sue pratiche non sostenibili nella foresta boreale canadese. Evidente l’obiettivo di zittire qualsiasi azione della società civile. Il 16 ottobre scorso, la Corte Federale della California ha rigettato la richiesta di Résolu. Il messaggio della giustizia è chiaro: la compagnia canadese deve abbandonare l’azione giuridica in Canada e rispettare i diritti delle popolazioni garantendo la sopravvivenza delle specie in pericolo.

Coloro che hanno sostenuto, anche con una semplice firma, l’azione delle associazioni in Canada, possono essere soddisfatte, ma non possono abbassare la guardia, poichè la creatività per cercare di turlupinare chi difende l’ambiente è infinita.

Importante è sapere di non essere soli ed è bene farlo sapere ai volontari che si battono in prima persona nella foresta di Białowieża.