Raccomandazioni dai Professionisti per l’Italia e dall’ASviS

Ammettiamolo: chi si occupa di suolo, paesaggio e territorio spesso si sente una Cassandra che parla nel deserto. Invece, ogni tanto si scopre che c’è qualcuno che ha “ascoltato” e ha fatto propri alcuni dei principi e valori proferiti.

Abbiamo letto con piacere il documento che il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (CUP) e la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) hanno presentato alla stampa e ai rappresentanti delle professioni lo scorso 21 febbraio. Il documento si intitola: Professionisti per l’Italia – Idee per la modernizzazione del paese.

Undici sono le tematiche da loro proposte. Attiriamo l’attenzione sulle seguenti:

Numero 8: “Valorizzare e tutelare il patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale per nuovi percorsi di crescita”

Sostiene la necessità di valorizzare paesaggi, territori, patrimoni alimentari, capitale naturale e culturale in un evidente contesto di sostenibilità e tutela delle risorse disponibili. A tale scopo chiede di investire capitali e professioni sul patrimonio ambientale e culturale al fine di tutelarne e valorizzarne le diverse forme. Risulta indispensabile revisionare, armonizzare e semplificare le legislazioni vigenti per una strategica valorizzazione dell’ambiente e territorio (includendovi il turismo).

Numero 9: “Rigenerare le città, curare le periferie urbane, valorizzare e tutelare il patrimonio edilizio per una migliore qualità della vita”

Considera componenti fondamentali per la riqualificazione urbana e la gestione sostenibile delle città “l’agricoltura, l’arboricoltura e la selvicoltura urbana, con produzione di cibo e servizi ecosistemici che contribuiscano alla valorizzazione dei Corridoi Ecologici Fluviali e Ambientali, incrementando la resilienza attraverso il verde e l’acqua.

Parla di interventi mirati per il riuso-rigenerazione degli immobili e di interventi di mitigazione del rischio sulle strutture esistenti. Sottolinea la necessità del “saldo zero” per il consumo di suolo, con elementi di priorità per il miglioramento paesaggistico e per la tutela dell’impresa agricola. Chiede di ridefinire le norme e le modalità d’intervento per la tutela e la gestione dei beni culturali e del paesaggio con l’avvicinamento alle comunità locali e l’omogeneizzazione dei criteri di tutela dei beni.

Un’altra informazione che ci rende “ottimisti”: è il lavoro che sta svolgendo l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, l’ASVIS, che esiste dal febbraio 2016 ed è nata per far comprendere l’importanza di realizzare anche in Italia i 17 obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDG) definiti nel 2015 dalle Nazione Unite. Quello del 2017 è il secondo rapporto sull’avanzamento del raggiungimento degli obiettivi. Pubblicato a novembre scorso, mette a nudo la situazione dell’Italia e avverte che è necessario un cambiamento radicale del modello di sviluppo italiano se si vuole ottemperare alla realizzazione degli SDG entro le date previste del 2020 e del 2030.

Interessante la lettura del rapporto. Vi si trova tra l’altro: “ridisegnare alcuni sussidi considerati “dannosi”, “neutrali” o “incerti” per renderli maggiormente favorevoli all’ambiente (ad esempio, le agevolazioni nel settore immobiliare/ edilizia che favoriscono il consumo di suolo)

Inoltre desta forti preoccupazioni “l’elevato consumo di suolo che aumenta l’impermeabilizzazione, aggrava la vulnerabilità idrogeologica e riduce le aree coltivabili“.

Il rapporto è il frutto di studi ed analisi condotti da circa 300 specialisti ed è presentato direttamente alle più alte istanze politiche italiane. Sia il gruppo che si occupa dell’Obiettivo 15 (relativo al suolo e al territorio) che quello dell’Obiettivo 2 (relativo alla fame, al cibo e all’agricoltura) sono composti ognuno da più di quindici esperti. Per ambedue il giudizio è tranciante: la politica italiana non tutela adeguatamente gli ecosistemi terrestri né il capitale naturale.

Il nuovo Governo Italiano che si insedierà nei prossimi mesi, farà bene a raccogliere le raccomandazioni provenienti dai sopra menzionati gruppi. Inoltre avrà già a disposizione la proposta di legge del Forum SIP che risulta esattamente come la concretizzazione di quelle raccomandazioni.

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