istituzioni europee

Valutazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici per l’Europa e l’Asia Centrale

Si sente parlare del IPCC il panel intergovernativo sul cambiamento climatico. Molto meno si sente menzionare la piattaforma scienza-politica intergovernativa sulla Biodiversità e i Servizi Ecosistemici (The Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services -IPBES). Anche quest’ultimo è una organizzazione intergovernativa creata nel 2012 per fornire ai politici di tutto il mondo una valutazione sullo stato della biodiversità e degli ecosistemi basandosi su dati rilevati scientificamente. Il suo obiettivo finale sta in poche parole: la possibilità di preservare l’ambiente naturale per le generazioni future.

Ne parliamo perché l’IPBES, nella seduta plenaria del marzo 2018, ha presentato un rapporto esaustivo sulla situazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici. La raccolta ed elaborazione dei dati e la preparazione del rapporto hanno impiegato in totale tre anni e l’impegno di centinaia di esperti di 45 paesi. Suddiviso per regioni geografiche, questo rapporto rappresenta la più attuale fotografia della stato della biodiversità e degli ecosistemi. Allo stesso tempo indica quali misure possano essere messe in atto per evitare un ulteriore degrado delle condizioni naturali.

I dati sono sempre più allarmanti, i costi in vite umane e in termini economici sempre maggiori. Tra i dati più inquietanti c’è quello sulla degradazione del suolo e del territorio che produrrà una forte riduzione della produzione di cibo. Si prevede infatti una riduzione di produzione agricola entro il 2050 che a seconda delle regioni potrà andare dal 10% al 50%. Naturalmente, la degradazione del suolo è descritta anche come una delle maggiori componenti del cambiamento climatico. Il rilascio del Carbonio precedentemente catturato dal suolo e ora degradato, ha prodotto una emissione ulteriore di CO2 stimata a 4,4 miliardi di tonnellate annue.

Per ovviare a questa situazione il rapporto indica: gestione sostenibile dei suoli, riforestazione, cambiamento di pratiche agricole, meno pesticidi, … e tutte le altre modalità che i ricercatori, inascoltate Cassandre, raccomandano da tempo. Si sottolinea inoltre che le azioni di restauro sono economicamente 10 volte più vantaggiose dei costi di riparazione.

Indichiamo qui la sezione che riguarda l’Unione Europea e che è contenuta nella regione Europa e Asia Centrale.