Forum SIP

…. Andiamo a cominciare

Come accennato in precedenti articoli ci stiamo muovendo come Gruppo Suolo Europa del Forum SIP per concretizzare due obiettivi: dialogo tra i differenti attori che usano o si occupano del suolo; sinergie tra le varie associazioni della società civile che non hanno il suolo tra le loro principali preoccupazioni.

Il primo obiettivo deve abbattere pregiudizi ed arroccamenti per costruire, se non proprio fiducia, almeno rispetto reciproco. Il secondo è molto spesso bloccato dalla struttura delle stesse associazioni della società civile.

Sono comunque ambedue obiettivi difficili da raggiungere e che necessitano di tempo. Ricordiamo che il parametro “tempo” per essere sostenibile deve essere rispettato e non può essere artificialmente “compresso”. Lo dimostra anche il fallimento della raccolta del milione di firme per l’ICE sul suolo people4soil che forse non ha rispettato proprio questo parametro.

Cosa induce una ONG o una associazione a non poter cooperare con un’altra associazione? Tanti motivi, a cominciare dalla carenza di fondi e di organici, cui s’aggiunge la dispersione in piccole e medie associazioni difficilmente collegate o collegabili, nonostante i moderni mezzi di comunicazione. Vi è poi il carattere di volontariato e di precarietà che induce ad un continuo turnover di responsabili e di persone. Se si guarda poi alla crisi economica e alla conseguente situazione di carenza di posti di lavoro, le attività nell’associanismo a volte “rimpiazzano” la disoccupazione …

Si instaura così per la stessa associazione il primo obiettivo: la sua sopravvivenza. Spesso sovvenzionata con scarsi fondi pubblici, deve – per potersi mantenere – effettuare azioni visibili che raccolgano insieme al consenso un sostegno economico. Così, all’ONG che, per esempio, si occupa di salute torna diffcile occuparsi anche di cultura. Eppure, ambedue dipendono direttamente o indirettamente da un corretto uso dei suoli …

Questa cruda sintesi si applica alle organizzazioni piccole o locali come pure a quelle grandi nazionali e internazionali. Malgrado tutte le difficoltà, è proprio grazie a tutta questa galassia di associazioni della società civile che si riesce ancora nell’Unione Europea a salvaguardare i valori alla base della costruzione europea: pace, solidarietà, ambiente. Inoltre, quando tutti questi movimenti si uniscono, ottengono risultati in maniera rapida ed evidente. Basti pensare alla battaglia degli ultimi mesi sul glifosato.

Come vogliamo allora muoverci con le associazioni della società civile per la difesa del suolo nell’Unione Europea?

C’è chi dice di lasciar fare gli specialisti. Non siamo d’accordo. Finora accademici, ricercatori, scienziati da soli non sono stati in grado di rompere la cortina d’indifferenza che avvolge le scelte sul suolo. Neanche le specifiche associazioni ambientalistiche, seppure in prima linea, hanno ottenuto risultati tali da invertire l’uso e la speculazione sui suoli.

Perció spetta ai non specialisti e alle associazioni che li rappresentano muoversi direttamente. Per questo devono essere ben spiegati i motivi per cui il suolo è in pericolo e contemporaneamente indicate le azioni da intraprendere visto che è in gioco la stessa sopravvivenza dell’essere umano.

Cosa ci proponiamo di fare?

Contattare le varie associazioni e prospettare loro la possibilità di una collaborazione basata sul reciproco rispetto e la creazione o messa in comune di strumenti di reciproca informazione. Una specie di agorà ove scambiare idee, esperienze, azioni e ove facilitare incontri dibattiti partecipazione gemellaggi …

In altre parole, stiamo proponendo di agire come farebbe un agricoltore: sarchiare il terreno per poter seminare e poi ottenere un raccolto. Il tutto basato sulla pazienza e sul rispetto delle persone, dell’ambiente e soprattutto del parametro tempo.