Tea Bag Index

Non vi è progetto di ricerca sul suolo che non preveda il “coinvolgimento” delle persone che vivono in quel territorio. Abbiamo usato le “virgolette” perché molto spesso il coinvolgimento sta solo sulla carta. D’altronde i ricercatori specializzati in pedologia trovano difficoltà a confrontarsi con chi il suolo lo usa e lo calpesta senza troppo curarsene. Ecco allora che l’approccio lanciato da alcuni ricercatori europei acquista tutto un altro significato.

Il Tea Bag Index prevede un coinvolgimento diretto e la responsabilizzazione dell’individuo che decide di partecipare. Non si tratta di alchimie e non occorre seguire corsi specialistici. Basta prendere un comune sacchetto di tè, misurarne i parametri, sotterrarlo nel terreno di cui si voglia seguire la vitalità, dopo tre mesi dissotterrarlo e rimisurarne i parametri, infine mandare le informazioni ottenute al laboratorio dell’Università di Utrecht che ne cura la formalizzazione e l’inserimento in un data base che comincia lentamente ad acquisire carattere mondiale.

Cosa si ottiene con questo metodo? Si analizza la velocità di decomposizione organica.

Le piante gettate sul terreno si decompongono naturalmente. Attaccate da microrganismi e insetti, perdono rapidamente acqua e liberano CO2 nell’atmosfera. Più veloce è la decomposizione, più anidride carbonica arriva nell’atmosfera. Più lenta è la decomposizione, più carbonio si accumula nel suolo. Naturalmente la velocità di decomposizione dipende da molti fattori: materiale vegetale, clima, localizzazione, umidità, acidità, … Molti di questi dati sono già noti per parecchi tipi di suoli e sono già a disposizione dei ricercatori. Non si conosce invece la rapidità con cui i materiali organici si decompongono nei vari suoli. Ecco allora la “chiamata alle armi” dei singoli. Per ottenere dati comparabili, dunque, basta prendere due bustine (una di tè verde e una di tè rosso), pesarle e sotterrarle a 8 cm di profondità in un terreno (non nel giardino). Dissotterrare dopo tre mesi, rimisurare il tutto e inviare i dati via internet al laboratorio in Olanda. Il Tea Bag index così ottenuto permette di costruire e confrontare le informazioni via via raccolte e affinare la comprensione sul funzionamento dei suoli, legato anche ai cambiamenti climatici. Dai dati ricevuti per ogni suolo si calcolano due parametri: la Stabilizzazione (S), cioè il grado con cui il tè si “rompe”, e la velocità con cui ciò avviene (k).

Lentamente si sta costituendo una mappa mondiale che permette di vedere e comparare l’Index nel mondo.

Interessante notare che questo approccio partecipativo è stato adottato in alcune nazioni da studenti delle scuole primarie e secondarie. In effetti, si è rivelato un interessante strumento didattico che permette di concretizzare teorie e dati che altrimenti potrebbero essere considerati solo teorici dagli allievi.

Ulteriori dettagli: QUI,

descrizione del metodo scientifico: QUI

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