Una Roadmap per la decarbonizzazione

Nel marzo del 2017 la rivista Science ha pubblicato un articolo contenente la tabella di marcia (roadmap) con scadenze decennali per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di carbonio entro il 2050 e mantenere il riscaldamento del pianeta sotto i 2 gradi centigradi. La tabella descrive azioni specifiche per trasporti ed energia, e pone al terzo posto il settore agricolo e forestale.

Partendo dalla constatazione che le emissioni derivanti dall’agricoltura e dai cambiamenti nell’uso del suolo rappresentano quasi un quarto di tutte le emissioni causate dall’intervento umano, è interessante notare che la roadmap indica le strade su come contribuire a concretizzare l’obiettivo di 2 gradi centigradi che … somigliano alle proposte dell’Iniziativa 4per1000.

Ecco le 4 azioni concrete che la roadmap indica per il settore rurale, agricolo e forestale:

  • 2017-2020: Fermare l’espansione agricola sulle torbiere tropicali
  • 2020-2030: Cambiare il modo di alimentarsi
  • 2030-2040: Creare un’industria di prodotti del legno a base di carbonio neutro
  • 2040-2050: Sfruttare i vantaggi del ripristino di foreste e paesaggi

Riteniamo che sia indispensabile un’ulteriore presa di coscienza da parte di autorità e governi. Non sono più procrastinabili legislazioni e programmi atti a salvaguardare il carbonio nel suolo e a rilanciare massicce azioni di rimboschimento a livello mondiale. Pochi politici in materia di cambiamenti climatici hanno prestato adeguata attenzione alle specificità della sfida dell’uso del suolo che ci attende, e finora i segnali politici non sono riusciti a catalizzare le riforme agrarie necessarie a conseguire l’azione per il clima. In Europa c’è qualche segnale positivo, ad esempio in alcuni Stati membri è aumentata la superficie forestale. Bisogna però assolutamente passare dall’azione fatta su base nazionale a quella europea e mondiale.

Forse è arrivato il momento che l’Iniziativa 4per1000 intraprenda azioni più “visibili”. Il suo approccio prevede che il suolo sia considerato più chiaramente all’interno di un quadro integrato e intersettoriale. Va allora rafforzata, considerandola prioritaria, la sua azione di comunicazione con l’opinione pubblica, cominciando da quella europea. Solo con l’appoggio delle popolazioni si potrà indurre un cambiamento nelle priorità e nelle decisioni dei governi e delle istituzioni internazionali.

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