non siamo soli!

L’appello degli agricoltori per rendere più verde il mondo

“La Terra è la nostra unica casa e l’Umanità è su una traiettoria ci collisione col mondo naturale”. Con questo “grido” gli agricoltori lanciano l’iniziativa per attirare l’attenzione sui problemi causati dall’uomo alla natura. Riportiamo la traduzione integrale dell’appello degli agricoltori, cui abbiamo aderito a livello personale. Invitiamo tutti coloro che lo condividono a sottoscriverlo qui.

Invito degli agricoltori a rinverdire il mondo

 “La Terra è la nostra unica casa. E l’umanità è in rotta di collisione con il mondo naturale. Il 13 novembre 2017, 15.000 scienziati di tutto il mondo hanno lanciato all’Umanità, un vero e proprio grido d’allarme sullo stato del pianeta: “Sfruttiamo collettivamente il pianeta in un modo che non lo può sopportare. Il ritmo di deterioramento che infliggiamo alla biosfera si è accelerato dal nostro primo appello nel 1992. Rifiutando e ritardando per il benessere fisico o intellettuale le trasformazioni indispensabili, stiamo segando il ramo su cui siamo seduti, condannandoci così come i nostri discendenti a delle grandi sofferenze”.

Questa crisi ambientale che affrontiamo, non è apparsa da un giorno all’altro. È stata costruita nel corso di molti decenni, al ritmo dell’inerzia delle nostre società ad avviare le necessarie riforme per la protezione degli ecosistemi che ci fanno vivere. E anche se questi ultimi anni hanno visto emergere una reale presa di coscienza, lo sviluppo della popolazione umana e gli squilibri che essa crea sono ormai tali che gli sforzi effettuati per preservare il nostro ambiente, non sono più sufficienti di fronte alle sfide da affrontare.

 Oggi la situazione è empirica. La traiettoria preoccupante del cambiamento climatico ha delle ripercussioni economiche, sociali e ambientali sempre più catastrofiche, e l’Umanità ha innescato un evento di estinzione di massa, il sesto in 540 milioni di anni, così che tante forme di vita attuali potrebbero essere distrutte o almeno messe sulla strada dell’estinzione entro la fine di questo secolo.

 Se vogliamo evitare una povertà diffusa a causa di una grave recessione ecologica, l’Umanità deve ascoltare il grido d’allarme sullo stato del pianeta della comunità scientifica mondiale. Presto sarà troppo tardi per allontanarsi dalla nostra traiettoria di insuccessi, e ora il tempo sta giocando a nostro discapito. Dobbiamo renderci conto che la Terra, con tutta la sua vita, è la nostra unica casa.

 Dobbiamo tutti agire. Massicciamente. Decisamente. Dobbiamo assolutamente fermare l’erosione del capitale ambientale che è in corso e ripristinare gli ecosistemi che contengono la vita. Questo è un imperativo morale nei confronti delle generazioni attuali e future, nei confronti di altre forme di vita e nei confronti della nostra stessa umanità.

 Siamo centinaia di milioni di agricoltori in tutto il mondo. Ogni giorno lavoriamo il suolo per nutrire le nostre famiglie e garantire la sicurezza alimentare dei nostri paesi. Siamo un anello vitale nello sviluppo di tutte le società del mondo e siamo anche i primi ad essere colpiti dagli impatti economici e sociali dei cambiamenti ambientali.

 La nostra diversità e il nostro lavoro quotidiano nel cuore degli ecosistemi sono una forza senza pari nel pianeta, per cambiare radicalmente il nostro modello di produzione e cibo. Già alcuni di noi hanno iniziato ad avviare le necessarie riforme, mettendo in pratica soluzioni e pratiche innovative. Ma questo è ancora insufficiente in considerazione dell’urgenza della situazione ambientale.

Ci stiamo mobilitando oggi per mettere in opera un modello di produzione agricola e cibo verde. Abbiamo due elementi maggiori: quello del nostro numero e quello della nostra intelligenza collettiva. La mobilitazione e l’innovazione ne sono le forze trainanti. Dobbiamo accelerare urgentemente lo spiegamento, su tutto il pianeta, di innovazioni che rendano possibile costruire un’agricoltura rispettosa dell’ambiente, benefica per la salute, generatrice di reddito e creatrice di posti di lavoro.

È nostro dovere chiamarvi per sostenerci in maniera massiccia. È solamente assieme, con voi cittadini, con voi membri della società civile, con voi attori economici e con voi responsabili delle decisioni politiche, che saremo in grado di effettuare positivamente il rinverdimento del nostro mondo.

 Siamo tutti agricoltori della nostra vita!”