Bollettino n.51

1/09/2018

1.ESPERIENZE: Bruna – No all’inquinamento delle falde

2.NOTIZIE DAL FORUM SIP:

3.NOTIZIE SU SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE:  Il Riesame dell’Attuazione Ambientale

4.NON SIAMO SOLI!

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Fiume Bruna – No all’inquinamento delle falde

Un caro amico, sempre impegnato nella lotta per la giustizia e la dignità, affermava di avere attaccato alla schiena un cartello di divieto di sosta che nessun altro poteva vedere. Quel cartello gli ricordava in ogni momento che non poteva “fermarsi” e che l’impegno contro le ingiustizie lo obbligava ad essere presente là ove una battaglia per la dignità dell’essere umano era in gioco. Questa rubrica ha lo stesso approccio. Segnala azioni, battaglie, idee, esperienze che permettono al lettore di “scoprire” opzioni alle quali aderire, se possibile, o meglio ancora da “copiare”.

Segnaliamo questa volta il cammino intrapreso dal Comitato per la difesa del fiume Bruna (vedi foto) per dire no al deposito di gessi rossi nella cava Bartolina. I gessi rossi sono i residui della produzione del biossido di titanio (colorante bianco utilizzato in industria e alimentazione, possibile cancerogeno secondo sia l’OMS che l’UE) uniti alla polvere di marmo delle cave di Carrara. Una volta in presenza di acqua, questi “gessi” cedono nelle falde valori fuori norma di cloruri, cromo, vanadio, solfati e manganese, tutti elementi considerati cancerogeni.

Di cosa stiamo parlando? Continua a leggere “Fiume Bruna – No all’inquinamento delle falde”

Un passo alla volta

Abbiamo già annunciato che la proposta di legge preparata dal Forum SIP è diventata proposta della Camera dei Deputati dal 23 marzo scorso. L’iter non si è fermato e infatti a luglio il testo è stato presentato anche al Senato italiano. Una crescente responsabilità è quindi sulle spalle del Forum SIP. Sarebbe un errore considerare che il “gioco” è fatto e che il testo arriverà rapidamente alla sua approvazione finale. Se non si è riusciti negli ultimi 20 anni a far approvare una legge contro il consumo del suolo, non sarà nemmeno facile far approvare in poco tempo una legge che pone solide basi per la protezione del suolo e impone un cambiamento radicale nel concepire costruzioni e grandi opere.

Contemporaneamente sarebbe un altro errore considerare questa proposta di legge valida solo per l’Italia.  Si ricordi che per ben 8 anni (2006-2014) è stata discussa – senza approvarla! –  una proposta di direttiva europea sui suoli, la quale, benchè non rivoluzionaria, indicava il cammino da seguire per salvaguardare i suoli per le generazioni future. Dal ritiro di quella proposta di direttiva ci troviamo in un vuoto che potrebbe far rientrare dalla “finestra” europea ció che si riuscirà a far uscire dalla “porta” italiana. Per questo motivo bisogna da subito considerare che il testo della proposta di legge italiana, già così come è, debba essere presentato sui tavoli e nelle istituzioni europee al fine di trarne i principi cardini per una direttiva dell’Unione Europea. Continua a leggere “Un passo alla volta”

Parere del CESE su Utilizzo del suolo

Un vecchio adagio racconta di un contrabbandiere che attraversava ogni giorno la frontiera tra due Stati spingendo una carriola vuota. I doganieri a più riprese lo avevano fermato e perquisito senza mai trovare un appiglio da contestargli. Dopo molto tempo uno dei doganieri interpella il contrabbandiere e, annunciandogli che sarebbe andato in pensione, gli chiede di confidargli cosa e come contrabbandava. La risposta è stata: “carriole, basta spingerle”.

Come Gruppo Suolo Europa e Forum SIP non ci sentiamo “contrabbandieri”, ma sicuramente spingiamo quotidianamente la nostra “carriola” che contiene la visione di creare il Forum Europeo per Salvare il Paesaggio e Difendere il Territorio. Per questo continuiamo a cercare il contatto con coloro che usano il suolo senza preoccuparsene. Non si tratta di scendere a “compromessi”, ma di capirsi. Nella nostra “carriola” si stanno accumulando molti documenti che contengono le singole posizioni dei vari attori interessati. Descrivendoli cerchiamo di sottolineare i punti salienti, compresi quelli che a nostro avviso si possono ritenere come punti deboli. Continua a leggere “Parere del CESE su Utilizzo del suolo”

Il Riesame dell’Attuazione Ambientale

Quotidianamente i media informano sulle restrizioni economiche decise dalla Commissione europea e richieste agli Stati membri. Si sente parlare di lettere, controlli, valutazioni che impongono rigidità finanziarie molto spesso a danno della vita quotidiana delle singole persone. Queste misure sono considerate vessatorie, forse a giusto titolo, ma le istituzioni comunitarie non fanno altro che concretizzare ciò che gli stessi Stati membri hanno deciso. È come volersela prendere con il soldato delle decisioni prese dal colonnello.

Vi sono altre azioni che la Commissione ha intrapreso, ma di cui i media non parlano molto. Ad esempio Il Riesame dell’Attuazione Ambientale (The Environmental Implementation Review – EIR). L’EIR (COM (2016) 316 final) è uno strumento per migliorare l’effettiva messa in opera della legislazione ambientale dell’UE. Continua a leggere “Il Riesame dell’Attuazione Ambientale”

NON SIAMO SOLI!

Siamo sempre più incoscienti. Di fronte al negazionismo dilagante che tende a rifiutare l’esistenza del cambiamento climatico, va considerato il caldo canicolare che in questi giorni ha colpito anche il Nord Europa e molte altre zone della terra. Soprattutto va segnalato che si è ridotto di un altro giorno l’Earth Overshoot Day! Nel 2018 siamo al 1 di agosto, nel 2017 eravamo al 2 di agosto. Ricordiamo che questo indice misura il giorno nel quale gli abitanti della terra consumano interamente le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno.

Eco Ruralis (Romania)

Può un’organizzazione non governativa porsi l’obiettivo di cambiare l’agricoltura nella propria nazione? È quanto si propone Eco Ruralis, ONG fondata nell’aprile del 2009 da piccoli agricoltori di diverse regioni della Romania. Per divenire membri occorre un solo requisito: praticare un’agricoltura biologica e tradizionale sulla base di principi attenti all’ambiente.

Al contrario dell’agricoltura industrializzata, gli agricoltori di questa ONG utilizzano, moltiplicano e distribuiscono solo semi tradizionali. Si vuole in questo modo preservare la sovranità alimentare della Romania e soprattutto il rispetto per la salute del consumatore.

Eco Ruralis crede in una società che pone l’ambiente e l’agricoltura al centro della collettività, con un preciso e rivalorizzato ruolo per gli agricoltori. Solo in questo modo si otterrà una società ambientalmente sostenibile, economicamente equa e socialmente giusta. Continua a leggere “Eco Ruralis (Romania)”

Agricoltura agroecologica nell’Africa dell’Ovest

Riferendosi all’annuncio – pubblicato nel nostro precedente Bollettino – del primo simposio in Africa dell’Iniziativa 4per1000 (Johannesburg dal 24 al 26 ottobre 2018), un nostro lettore ci informa che il progetto “Sostegno al Progetto di transizione agro-ecologica nell’Africa dell’Ovest” è stato lanciato il 27 aprile in Abuja (Nigeria).

Si tratta di un progetto di 8 milioni di euro che coinvolge Costa d’Avorio, Burkina Faso, Mali, Senegal e Togo. La sua concezione è finalizzata a sostenere la transizione agro-ecologica nell’Africa occidentale attraverso il finanziamento di azioni per l’intensificazione agro-ecologica e lo scambio di esperienze. Lo scopo finale è riuscire a contribuire allo sviluppo di politiche pubbliche nel settore specifico. Finanziato dall’Agenzia Francese per lo Sviluppo (AFD), il progetto si basa quindi sull’obiettivo prioritario di sostenere l’agroecologia in particolare nelle aziende agricole familiari per consentire loro di produrre in modo sostenibile cibo di qualità in quantità sufficiente, mentre si affrontano i cambiamenti climatici. Continua a leggere “Agricoltura agroecologica nell’Africa dell’Ovest”