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FIEC – Manifesto

La Federazione Europea dell’Industria delle Costruzioni (in inglese European Construction Industry Federation – FIEC) raccoglie 31 federazioni nazionali dell’industria delle costruzioni di 26 paesi europei più la Turchia. Questa rappresentatività è tale che la FIEC è riconosciuta come interlocutore ufficiale da parte della Commissione europea e quindi un partner istituzionale nel dialogo sociale nel settore delle costruzioni.

Senza entrare nei dettagli, prendiamo qui in esame il “FIEC Manifesto per Azione” (2014-2019). Questo documento definisce 10 aree di azione per incoraggiare il settore delle costruzioni. Quest’ultimo viene presentato come elemento di crescita economica e creatore di posti di lavoro, valido per l’intera Unione Europea in un contesto di sostenibilità e di lungo periodo.

Punti salienti

Il manifesto si preoccupa di rafforzare e porre degli argini in un settore ove i problemi legati alla competizione (legislazioni diverse secondo le nazioni) e alla crisi economica degli ultimi anni ha prodotto profonde lacerazioni.Alcuni punti si concentrano su possibili soluzioni riguardanti investimenti, finanziamenti, equa competizione, pagamenti rapidi, riduzione di burocrazia, assicurazioni, …

Altri ambiscono alla creazione di infrastrutture per collegamenti, per l’energia, per le necessità dello sviluppo urbano.Il documento è chiaro e preciso nelle sue rivendicazioni e ciò può essere un valido oggetto di discussione se ci si siede a un tavolo comune.

Punti deboli

Documento redatto solo ed esclusivamente a difesa della categoria. Fornisce l’impressione che si può, anzi si deve, continuare a costruire dove e quando si vuole.Il riferimento alla sostenibilità è effimero, non si prende in considerazione l’ambiente e il dialogo sociale a parte quello relativo al lavoro degli addetti.Non si menziona gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e l’obiettivo specifico di non uso di suolo entro il 2030.Non si pone l’accento sul recupero e la riutilizzazione del patrimonio edilizio esistente.La relazione con le istituzioni (europee, nazionali e locali) è unidirezionale e sembra di proporre un diritto prioritario “acquisito”.

Aspettiamo commenti, critiche, riflessioni dai nostri lettori.