Malles – impazienza o pazienza?

In Italia vi è un comune che ha di fatto imposto il blocco dell’uso di pesticidi e insetticidi nel proprio territorio. Si tratta del Comune di Malles Venosta situato nel Sud Tirolo a circa 70 km da Bolzano. La sua dislocazione è in territorio italiano, ma di fatto è vicino ai confini di Austria e Svizzera.

La “storia” è riassumibile in poche righe: presa di coscienza dei rischi all’uomo, al suolo, alle piante, agli animali provenienti dall’uso indiscriminato di pesticidi e insetticidi soprattutto – in questa regione – per la coltivazione delle mele. Grazie a un movimento che ha coinvolto praticamente tutti gli abitanti del Comune e delle sue frazioni, il nuovo sindaco e la giunta hanno potuto stabilire un regolamento comunale fortemente limitante l’uso basato su: i) divieto di uso dei due più tossici pesticidi chimici (conosciuti come T+ e T); ii) per lo spargimento dei pesticidi distanza minima di 50 metri di zona tampone dai limiti delle proprietà adiacenti; iii) l’agricoltura biologica sarà sostenuta e incoraggiata nel territorio comunale.

Questa ordinanza comunale è stata possibile anche grazie al risultato di un referendum tenutasi nel Comune nell’estate 2014. Il referendum tenutosi ha visto la partecipazione del 69% degli aventi diritto e l’adesione schiacciante al rifiuto dei pesticidi pari al 75 %. Tutto ciò malgrado l’opposizione di associazioni di coltivatori, autorità politiche provinciali e nazionali. Questo risultato ha avuto eco a livello nazionale, ma molto più a livello europeo e mondiale. Si tratta di una azione di democrazia diretta proveniente dai cittadini che è riuscita ad opporsi al modello agricolo industriale dominante. Quest’ultimo distrugge la biodiversità, attacca la salute umana, riduce la sovranità alimentare e influisce negativamente sul cambiamento climatico.

L’esito di questo referendum non è arrivato per caso. È stato il lungo lavoro e l’impegno inizialmente di un piccolo gruppo di persone che si preoccupavano per la salvaguardia dei loro prodotti locali ottenuti con coltivazioni biologiche. Successivamente ha visto la partecipazione e il coinvolgimento di ampi strati della popolazione dai medici, al farmacista, alla parrucchiera, alle casalinghe senza contare i gruppi di agricoltori e allevatori impensieriti per i rischi di inquinamento per i loro prodotti certificati biologici.

Quello che si legge sui giornali o nei media italiani, però non fornisce i dettagli di come questo gruppo di persone sia riuscito a imporre limiti ai colossi alimentari. Lo racconta invece un recente libro in inglese, “A precautionary Tale” del Prof. Philip Ackerman-Leist. Quest’ultimo ha potuto seguire – con alcuni suoi allievi – da vicino la presa di coscienza dei rischi dei pesticidi e lo sviluppo dell’azione degli abitanti di Malles. Il libro – appena pubblicato – è facilmente leggibile perché scritto in maniera quasi romanzata. Presenta i vari “personaggi” nel loro contesto, sviluppa la storia e le eredità ricevute dagli abitanti della Valle Venosta, fornisce i fatti avvenuti. Con occhio vigile ai dettagli è riuscito a fornire e a far capire gli elementi che hanno permesso al piccolo “Davide” di battere “Golia”. In effetti, a seguito dell’esperienza di Malles per non fare che i pesticidi arrivino fino dentro la propria “casa”, il professore identifica e riassume i seguenti 5 punti:

  • Fornire sempre informazioni oggettive e fattuali, in particolare sul rischio per la salute rappresentato dai pesticidi.
  • Invitare i migliori esperti del mondo (ambiente, medicina, tossicologia) a tenere lezioni pubbliche.
  • Coinvolgere i migliori avvocati
  • Attrarre gli agricoltori locali alla tua causa
  • Presentare un progetto di sviluppo incentrato su salute, problemi sociali, etica ed ecologia.

L’azione degli abitanti di Malles non è finita e deve andare avanti. Vi sono le basi per concretizzare la visione di uno sviluppo fondato sulla qualità della vita e la salvaguardia dell’ambiente. Non danno segni di impazienza, sanno che la pazienza è la loro più grande compagna. Le parole del 1997 del Direttore del WWF International, riportate nel frontespizio si possono concretizzare.

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