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Dichiarazione ONU dei Diritti dei Contadini

Diritti dei contadini? È un argomento di cui si discute da oltre 40 anni. Già nel 1981 la FAO, a seguito della Conferenza Mondiale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale del 1979, aveva lanciato la Carta dei Contadini con cui si sollecitavano programmi e politiche in favore dei contadini e del mondo rurale. Si invitavano inoltre tutte le istanze delle Nazioni Unite a impegnarsi per la concretizzazione dei principi a favore dei contadini. Si rimaneva però un vicolo cieco, anche perché si pensava ai diritti dei contadini solo nel mondo in via di sviluppo.

Da allora varie proposte sono state lanciate e rese valide per la realtà nelle varie nazioni del mondo. Alla fine solo il 28 settembre scorso, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato a larga maggioranza (33 voti a favore, 11 astenuti, 3 voti contrari) il testo della Dichiarazione dei diritti dei contadini e di altre persone che lavorano nelle aree rurali. Ne va riconosciuto il merito al movimento internazionale La Via Campesina che si è battuto durante ben 17 anni per ottenerla.

Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite con questa dichiarazione riconosce la necessità di rafforzare i diritti dei contadini. Le comunità contadine sono infatti le più colpite dalla fame e si trovano di fronte a violazioni sistematiche dei loro diritti fondamentali, quali: accaparramento di terre e risorse naturali, biopirateria, criminalizzazione di leader contadini, lavori forzati in grandi piantagioni industriali, … .

Proteggendo i diritti di coloro che producono il nostro cibo mentre proteggono le risorse naturali, la Dichiarazione contribuisce ad affrontare le maggiori crisi attuali: povertà rurale e insicurezza alimentare, cambiamenti climatici, degrado delle risorse naturali, collasso della biodiversità, … .

In termini concreti, la Dichiarazione raccoglie e chiarisce i diritti dei contadini e di altre persone che lavorano nelle aree rurali, come i diritti alla terra, alle sementi, all’acqua, alla sicurezza sociale, alla salute, all’alloggio, all’istruzione, al reddito dignitoso, allo sviluppo, alla partecipazione, alla giustizia.

Questa vittoria del movimento contadino è stata tuttavia offuscata dal voto di astensione di 11 nazioni tra cui 6 dell’Unione Europea (Belgio, Croazia, Germania, Slovacchia, Slovenia e Spagna), nonché dai voti contrari di Inghilterra, Ungheria e Australia.

La posizione degli Stati europei è veramente incomprensibile, perché diverse istituzioni europee – tra cui il Consiglio economico e sociale europeo (CESE) e il Parlamento europeo -avevano espressamente chiamato, nel 2018, gli Stati membri a votare all’ONU per i diritti dei contadini.

Il testo della Dichiarazione è disponibile per il momento solo in inglese. Nel sito delle Nazioni Unite verranno messe a disposizione le versioni delle 5 lingue ufficiali (E-F-S-A-C-R).

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