I Paesi Bassi si dotano di un’agricoltura che salvaguarda la biodiversità?

Il governo olandese ha adottato una nuova strategia per l’agricoltura che si basa sulla protezione delle risorse naturali e la riduzione dell’impatto ecologico. La loro “Visione di protezione delle piante entro il 2030” si basa sulla selezione di piante innovatrici e sull’agricoltura di precisione. Obiettivo è una drastica riduzione di uso di pesticidi attraverso l’uso di piante più resistenti e nuovi metodi colturali. Il progetto ha come scopo finale di proteggere la natura e la biodiversità con piante sane e con chiare prospettive economiche per gli agricoltori. Tutto bene allora? … forse.

Il programma olandese non impedisce l’uso dei pesticidi. Lo vuole limitare, inducendo ad utilizzare sempre più la capacità naturale delle piante a difendersi. Si basa quindi sull’identificazione e uso di piante selezionate, più resistenti alle malattie e agli agenti patogeni. Inoltre si vuole arrivare ad ottenere un suolo in buona salute, più fertile in maniera naturale e capace di contribuire alla resilienza delle piante. E fin qui … tutti d’accordo.

Ora, le caratteristiche della pianta – come la tolleranza alla siccità o la resistenza ai parassiti – sono ottenute attraverso nuove tecniche di miglioramento delle piante (NTSP), metodi di ingegneria genetica intra specie. Secondo la legislazione europea tali nuove piante devono essere classificate come organismi geneticamente modificati e quindi sottoposti alla direttiva sugli OGM. L’industria alimentare contesta tale classificazione. Il governo olandese ha comunque preso l’iniziativa di sostenere l’uso di queste nuove piante che una volta create sono sterili e obbligano gli agricoltori a riacquistarle ogni anno.

L’altro aspetto su cui vuole agire il governo olandese è l’agricoltura di precisione. Essa prevede l’introduzione di pratiche di agricoltura digitale, al fine di limitare l’uso di pesticidi, da un punto di vista ecologico. Queste tecniche consentono di monitorare da vicino i terreni e le colture e quindi di allertare rapidamente se c’è un rischio.

Ci è sembrato necessario attirare l’attenzione dei nostri lettori su questa questione, perché simili tematiche saranno sempre più sottoposte al dibattito pubblico. Crediamo comunque che creare dipendenza e monopolio nella creazione di piante e semenze sia da evitare, e non solo per la salvaguardia degli agricoltori.