esperienze in Italia

Banca della Terra

Non se ne parla molto, ma in Italia esiste la Banca della Terra. Viene definita come un’opportunità e per l’imprenditoria privata e per il recupero dei terreni abbandonati. In pratica si cerca di favorire l’accesso dei giovani agricoltori a terreni agricoli e forestali. La Banca della Terra è in realtà una lista dei terreni, sia pubblici che privati, messi a disposizione per affitto o concessione.

Qual è l’obiettivo? Riprendere la gestione del territorio per ridurre i rischi dovuti all’abbandono delle terre.

Cosa si vuole ottenere?

Favorire l’occupazione in particolare giovanile, rivalorizzare i terreni pubblici e privati attraverso un loro uso produttivo, rilanciare l’agricoltura e le foreste legandole alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, preservare la biodiversità, tutelare il paesaggio, prevenire i dissesti idrogeologici, difendere le zone e le popolazioni di montagna dalle calamità naturali, incrementare i livelli di sicurezza contro incendi e deterioramento ambientale, arrestare la perdita di produzione locale, …

La “Banca nazionale delle Terre Agricole“, è stata istituita in Italia con la Legge 28 luglio 2016, n.154, Art.16 ed è amministrata dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare).

Ci si basa su una identificazione e mappatura delle zone incolte abbandonate. Può essere alimentata sia con i terreni derivanti dalle attività fondiarie gestite dall’Istituto stesso, sia da quelli appartenenti a Regioni e Province Autonome o altri soggetti pubblici interessati a dismettere i propri terreni. Nel loro sito si può consultare la mappa nazionale delle zone incolte abbandonate e dei terreni messi a disposizione ed eventualmente presentare una manifestazione di interesse per l’acquisizione del terreno.

È comunque lasciata al livello regionale o comunale la gestione delle superfici identificate.

Il caso della Toscana ci è parso particolarmente interessante perché assistito dalla Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura (ARTEA). La “banca della terra” si trova nel loro portale www.artea.toscana.it e permette di visionare i bandi e gli avvisi sui terreni messi a disposizione. Chiunque può partecipare alle selezioni per la concessione/affitto di un terreno o di un’azienda inserita nella banca. L’obiettivo principale resta quello di favorire l’accesso ai giovani e a tale scopo sono previsti vari strumenti di sostegno economico e giuridico. Inoltre, per ovviare al fenomeno del mancato ricambio generazionale e dell’eccessiva frammentazione, è possibile prendere in gestione solo terreni abbandonati la cui identificazione è stata demandata ai Comuni.

https://www.artea.toscana.it/sezioni/Evidenza/Testi/TerreToscaneIntro.aspx

Alle buone intenzioni deve però seguire un accompagnamento e una collaborazione che le strutture pubbliche difficilmente riescono a dare. Il cambio generazionale va visto sotto diversi aspetti e non solo rispetto all’acquisizione di terra da coltivare. Questo è quanto si è posta come obiettivo l’iniziativa Và a Zapp creata in Puglia. Si prefigge di collegare tra loro “giovani con studi, sogni e professionalità differenti e creiamo ecosistemi dove possano incontrarsi per mettere a valore passioni e idee di futuro“.

L’accoppiata disposizioni amministrative pubbliche e iniziative ed esperienze dei giovani agricoltori permette di vedere con più fiducia il futuro per le prossime generazioni.