istituzioni europee

Dati aggiornati sul Land Take

Il termine inglese Land Take sintetizza il concetto di occupazione e uso del terreno agricolo per scopi differenti da quelli agricolo o forestale, per costruire infrastrutture, abitazioni, edifici industriali, ecc.

Lo traduciamo con “consumo di suolo” e si verifica soprattutto nelle aree periurbane, dove la domanda di nuove infrastrutture è elevata e la qualità del suolo, per motivi storici di insediamento umano, è buona.

I dati più recenti sulla situazione di occupazione dei suoli nell’Unione Europea sono stati pubblicati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente nel dicembre scorso. Sono stati messi a disposizione nel sito dell’Agenzia e forniscono in maniera interattiva le informazioni e i dati sul consumo di suolo in 39 paesi membri dell’Agenzia di cui i 28 (ora 27) dell’UE.

Sinteticamente:

  • Il consumo di suolo è stato di oltre 1000 km2/anno tra il 2000-2006. Nonostante una riduzione nell’ultimo decennio, il consumo di suolo nei 28 Stati dell’UE (UE-28) è stato ancora pari a 539 km2/anno tra il 2012-2018.
  • Mentre alcune terre sono state ricoltivate, nell’UE-28 nel periodo 2000-2018 sono state prese 11 volte più terreni per altri usi.
  • Tra il 2000 e il 2018, il 78% del consumo di suolo è avvenuto in aree agricole, vale a dire terreni coltivabili, pascoli e aziende agricole con terreni spezzettati.
  • Dal 2000 al 2018, lo 0,6% di consumo di suolo è avvenuto nei terreni seminativi e in quelli destinati a colture permanenti, mentre lo 0,5% si è avuto per i pascoli e per le aziende agricole con appezzamenti sparsi, infine lo 0,3% nei prati delle aree urbane.
  • In percentuale alla loro superficie, Cipro, i Paesi Bassi e l’Albania hanno visto il maggior consumo di suolo tra il 2000 e il 2018.
  • Il recupero e la rimessa a coltura dei terreni è aumentata dal 2012 al 2018, principalmente in Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito e Belgio.
  • I principali fattori del consumo di suolo per il periodo 2000-2018 sono stati l’uso del suolo per fini industriali e commerciali, nonché l’estensione delle aree residenziali e dei cantieri.

EEA ItalyAlle parole e alle spiegazioni seguono i dati, disponibili in maniera globale e per singolo Stato. Sono interattivi e si possono esportare con dettagli relativi all’uso specifico del suolo perso.

Nei 28 Stati dell’UE tra il 2000 e il 2018, l’Agenzia Europea dell’Ambiente stima che si sono persi circa 14mila km2, cioè più di un milione e 400mila ettari, alias 171 m2/sec (abbiamo sottolineato appositamente sec). L’Italia nello stesso periodo ha consumato 95mila ettari, ma ha rallentato la sua corsa. È passata da quasi 49mila (2000-2006) a 35mila (2006-2012) ai quasi 12mila (2012-2018) ettari.

Osservando questi dati ci è venuto in mente il proverbio turco: Quando l’ascia entrò nel bosco, molti alberi dissero: “Almeno il manico è dei nostri!”. Ben magra consolazione! Drasticamente il consumo di suolo continua …