esperienze in Italia

Agricoltura senza suolo

Alcune notizie riguardanti le colture senza suolo ci inducono ad una serie di riflessioni. Molti considerano questa agricoltura detta “verticale” il futuro dell’alimentazione. Anche a Parigi ci si cimenta con la produzione sul tetto di uno dei padiglioni della fiera, nel quartiere della Défense, su una superficie di 15000 metri quadri. Obiettivo: produrre centinaia di chili di frutta e vegetali attraverso l’aeroponica, cioè la tecnica con cui le piante – senza suolo – sono alimentate con nutrienti liquidi. Si tratta della più grande fattoria aeroponica su tetto al mondo.

In quanto agronomi “classici”, rimaniamo sempre un po’ perplessi di fronte a simili esperienze. Non abbiamo niente contro, ma ci domandiamo se è possibile far dipendere dall’essere umano il controllo di tutti i parametri della Natura. Uno sguardo al passato ci fa particolarmente riflettere. Un esempio: pochi anni fa in Piemonte residui di pesticidi erano presenti nel 91.5% dei punti di campionamento delle acque superficiali e nel 65.9% di quelli delle acque profonde. Inoltre nelle acque sia superficiali che profonde della regione sono presenti, tra gli altri, i diserbanti Atrazina (e i suoi metaboliti), Terbutilazina (e metaboliti), Glifosato (e metaboliti), Metolaclor, ecc. ecc. L’impiego dell’atrazina è vietato dal 1994, in Piemonte dal 1990: dopo 30 anni è ancora lì, nelle acque superficiali e di falda. Nel 2016 si è poi trovato DDT (il cui uso in Italia è vietato da 42 anni) in campioni di acque sotterranee piemontesi e in campioni di quelle superficiali, in percentuale superiore agli standard europei.

Nel passato eravamo cattivi, ma ora siamo buoni: l’alimentazione aeroponica sarà controllata da un computer con intelligenza artificiale annessa. Così non si potrà sbagliare e sarà dato il giusto alimento al momento in cui la pianta ne ha bisogno … e gli essudati radicali che sono la linfa vitale per batteri funghi micro e anche macro fauna? Vengono lavati ed espulsi.

Si continua così a perpetuare il concetto che l’importante è solo la produzione della pianta. Allora chiediamo di aprire le finestre e guardare fuori: fiumi che straripano, ponti che crollano, smottamenti, frane, città sott’acqua … No! in queste condizioni oggi non possiamo sentirci “buoni”. Allora, coraggio! riprendiamo a difendere il suolo che come mostra l’immagine della nostra copertina è il perno per il rilancio sia italiano che europeo.

Andate a visitare il padiglione alla Défense, osservate attentamente le piante, toccatele, accarezzatele, forse loro si renderanno conto che almeno voi capite l’importanza del suolo.