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Basta col diritto intellettuale sui farmaci!

In piena crisi Covid-19 ci aspettiamo l’annuncio liberatorio: il vaccino è disponibile! Non ci interessa qui vedere chi e come lo scoprirà. Ci atteniamo invece alla regola d’oro: i soldi per la ricerca sono soprattutto pubblici, dati anche a centri di ricerca e laboratori privati. Ciò significa che avremo vaccini gratis per tutti e per tutti i paesi del mondo?

Pia illusione?

È rimasta famosa la ricerca di un gruppo di scienziati pubblici di Liverpool che ha stimato il costo di produzione di un trattamento contro l’epatite C a circa €300 per un anno. Quel medicinale era invece venduto a €41.000 euro annui, cioè oltre 400 volte più caro!

La lobby delle multinazionali farmaceutiche è tra le più potenti al mondo. Solo grazie al rigore, alla volontà e dirittura morale di Nelson Mandela il Sud Africa riuscì a far riprodurre i medicinali contro l’AIDS, malgrado l’opposizione delle ditte farmaceutiche. Queste ultime, ricordiamolo ancora, ricevono finanziamenti pubblici per effettuare le ricerche. La cosa vale anche per i fondi dei Programmi di Ricerca Comunitari che non impongono nessun limite alla creazione di proprietà intellettuali.

Allora cominciamo dal Covid-19: i vaccini e le medicine creati grazie a finanziamenti pubblici siano senza diritti di proprietà intellettuali privati e i costi di produzione e di distribuzione coperti direttamente dalla sanità pubblica.

Utopia? C’è un paese al mondo che agisce così da 50 anni: Cuba ed è interessante comparare coi dati dell’OMS la situazione sanitaria di questo paese in confronto ai paesi più industrializzati.