bollettino

Bollettino n. 81

01/03/2021

1.ESPERIENZE: Missione Suolo della DG Ricerca – punti di forza e debolezza

2.NOTIZIE DAL FORUM SIP: 

3.NOTIZIE SU SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE:

4. NON SIAMO SOLI!

esperienze in Italia

Missione Suolo della DG Ricerca – punti di forza e debolezza

Riceviamo e pubblichiamo una analisi sul rapporto del Board di esperti nominati dalla DG Ricerca della Commissione europea: Caring for soil is caring for life.

Ricordiamo che tale rapporto è stato il soggetto del seminario di studio organizzato dal Forum SIP il 24 settembre 2020.

“Il documento intitolato: “Prendersi cura del suolo è prendersi cura della vita” ha il merito di aiutare a porre il suolo al centro dell’attenzione pubblica europea. Rappresenta quindi una occasione per sviluppare la cultura del suolo in Europa e per iniziare politiche e azioni per la conservazione del suolo. Accanto ai numerosi punti di forza che si possono evidenziare ci sono però alcuni punti di debolezza, sui quali è bene discutere.

A mio parere, uno dei meriti principali del documento è quello di sottolineare che il suolo ci interessa non solo per i servizi resi all’uomo, ma anche per se stesso, cioè per il suo valore di corpo naturale e di supporto a tutte le forme di vita, non solo della nostra. Questa posizione contrasta quella che è stata sostenuta e viene tutt’ora ripetuta da molti tra i principali attori della ricerca pedologica e delle politiche europee.

Passando alla visione strategica invece c’è da osservare che l’obiettivo posto dalla Commissione di esperti appare molto ambizioso e difficilmente raggiungibile, in quanto, a detta della stessa Commissione, corrisponderebbe ad un aumento del 100% dei terreni sani rispetto all’attuale valore di riferimento, con l’inversione di tendenza di molti processi di degradazione in atto.

Un’altra preoccupazione che scaturisce dalla lettura di Missione terra riguarda l’allestimento dei laboratori viventi ed esempi faro (lighthouses e living lab).  Si tratta del rischio di investire sempre di più a vantaggio di pochi “premium farmers”, lasciando tutti gli altri agricoltori sempre più indietro. Questa tendenza è già presente ed è evidenziata dai risultati delle politiche della PAC, che vedono l’1,1% delle aziende, quelle di grandi dimensioni, raccogliere il 22,8% degli aiuti economici europei, mentre le piccole aziende, che sono la maggioranza (55%), solo il 5,8%. Nella realizzazione della Missione la selezione dei laboratori viventi ed esempi faro dovrà considerare attentamente la dimensione territoriale e la loro collocazione, di modo che siano veramente motori di sviluppo per un ampio territorio e per comunità agricole numerose.

C’è poi la mancanza di considerazione di una questione fondamentale, le conseguenze ambientali e il degrado del suolo causati dalle politiche della UE relative agli accordi commerciali con Paesi terzi. Questi infatti consentono l’importazione di alimenti e mangimi prodotti con metodi e strumenti non consentiti in Europa. La concorrenza sleale ha messo fuori mercato molti agricoltori europei ed è una delle cause del massiccio abbandono agricolo registrato soprattutto nell’Europa meridionale e orientale. Ma ovunque in Europa il degrado del suolo va di pari passo con il taglio spasmodico dei costi di coltivazione, per competere con i prezzi bassi (e la bassa qualità) di alimenti e mangimi importati.

Missione Suolo avrebbe dovuto chiaramente affermare che nell’attuale sistema di produzione, distribuzione e spreco dei beni di consumo alimentare, la differenza tra il loro prezzo di mercato (relativamente basso) e l’effettivo costo di produzione (relativamente alto) qualcuno la paga: la salute degli agricoltori e del suolo!”  

Maggiori info: Edoardo A.C. Costantini eac.costantini@gmail.com

President Elect – International Union of Soil Sciences Secretary – European Society for Soil Conservation

Forum SIP

Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano (Napoli)

Francesco Russo, in qualità di rappresentante del Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano, da molto tempo fa parte di Salviamo il Paesaggio a livello nazionale.

Il Comitato segue e partecipa alle iniziative volte alla protezione dell’ambiente e in particolare del suolo e del territorio. Ha un nucleo di persone particolarmente attivo che si preoccupa della formazione dei giovani. Da anni é nata l’Università Popolare Paesi Vesuviani, di cui Russo è presidente, che si dedica alla formazione professionale e offre le conoscenze necessarie per orientarsi nella competitività internazionale dell’import-export delle aziende produttrici di beni e servizi e per le strategie di marketing con i Paesi emergenti di Asia, Africa, Europa e America Latina. Esportazioni/importazioni soprattutto nel settore agro-alimentare. I docenti sono spesso manager delle grandi compagnie di navigazione, che trasferiscono esperienze, operatività pratica, sapere teorico e pratico, competenze, che consentono opportunità di lavoro attraverso le aziende del settore del marketing, del commercio internazionale e del turismo.

Contatti: Università Popolare Paesi Vesuviani
Via E. A. Mario 6
80046 San Giorgio a Cremano (NAPOLI) Email: unisangiorgio@virgilio.it e Saverio.france.russo@gmail.com

Forum SIP

Approccio agroecologico

GNDE – Società Civile   https://report.gndforeurope.com/

Agroecologia è un termine che sta via via entrando nei documenti ufficiali che riguardano l’agricoltura. La definizione di agroecologia data dalla FAO è alquanto complessa:

“L’agroecologia si basa sull’applicazione di concetti e principi ecologici per ottimizzare le interazioni tra piante, animali, esseri umani e ambiente, tenendo in considerazione gli aspetti sociali che devono essere affrontati per un sistema alimentare sostenibile ed equo. Costruendo sinergie, l’agroecologia può supportare la produzione alimentare e la sicurezza alimentare e la nutrizione ripristinando i servizi ecosistemici e la biodiversità che sono essenziali per un’agricoltura sostenibile. L’agroecologia può svolgere un ruolo importante nella costruzione della resilienza e nell’adattamento ai cambiamenti climatici.”

Indipendentemente dalla definizione, l’agroecologia accomuna un cambiamento delle relazioni sociali, rafforzando gli agricoltori, privilegiando le catene di produzione-consumo corte. Si sta quindi imponendo come la soluzione alternativa ad una agricoltura industriale noncurante dei limiti ambientali. Ecco allora che, a fronte di un rinnovo della politica agricola comune europea ancora fortemente concentrata sulla vecchia produzione agricola, 20 associazioni non governative europee hanno lanciato un comune appello per un approccio agroecologico basato sui 10 elementi indicati dalla FAO e sui 13 principi dell’agroecologia (vedi allegato).

L’appello raccomanda principalmente di utilizzare i 10 elementi e i 13 principi per guidare la progettazione degli interventi politici in tutta l’Unione Europea. Di conseguenza, gli Stati membri dell’UE dovrebbero elaborare piani strategici nazionali per incorporarvi l’agroecologia e progettare i loro interventi secondo obiettivi specifici, compresi gli eco-schemi e gli interventi di sviluppo rurale.

Plaudiamo a questa iniziativa che esorta l’inclusione dell’agroecologia nelle future politiche europee relative ai sistemi di produzione alimentari. Notiamo come anche la Commissione europea cerchi di sottolineare l’importanza delle pratiche agroecologiche. Nel gennaio 2021 ha pubblicato una lista delle pratiche agricole che potrebbero supportare gli Eco-Schemi. La lista include molti degli elementi dell’agroecologia e in particolare di pratiche per la conservazione delle caratteristiche strutturali e della fertilità del suolo

istituzioni europee

Tassonomia … cui prodest?

GNE – Commissione Europea

Già in precedenti Bollettini ci siamo occupati della “Tassonomia – Finanziamento di un’economia europea sostenibile.

Ritorniamo sull’argomento, perché – come prevedibile – suscita non poche discussioni. La Tassonomia dell’UE è lo strumento per aiutare gli investitori, le società, i creatori e i promotori di progetti a concretizzare un’economia a basse emissioni di carbonio, resiliente ed efficiente sotto il profilo delle risorse.

L’Unione Europea sta affrontando con importanti scelte politiche la sfida dovuta alla crisi climatica: compiere passi verso un impegno a zero emissioni nette di gas serra (GHG) entro il 2050; e un obiettivo più concreto per il 2030.

Le ultime possibilità per raggiungere i nostri obiettivi climatici condivisi si stanno avvicinando rapidamente e molti nel mercato sottovalutano ancora la portata e il ritmo della transizione necessaria. La tassonomia è quindi lo strumento guida per concretizzare questi obiettivi e definisce cosa è “verde”. Non dice che tutto il resto è dannoso per l’ambiente o che deve essere escluso dalla transizione verso un’economia più sostenibile. In effetti, una Tassonomia dice il contrario, mostra in modo inclusivo il percorso per la transizione economica. In altre parole, la tassonomia fornisce indicazioni e fiducia in ciò che dobbiamo fare.

Ora il settore industriale si lamenta che i limiti imposti dalla tassonomia sono troppo stretti e che è difficile poterli rispettare in poco tempo.

Cercano pertanto di allungare i tempi della transizione … come se la natura potesse ancora aspettare i tempi dell’industria – soprattutto di quella inquinante – e come se il problema dell’inquinamento fosse nato alla data dell’approvazione della tassonomia.

La tassonomia è comunque anche un problema per i Governi che stanno preparando i loro piani nazionali 2020-2030 per l’energia e per il clima. Si incontrano difficoltà per finanziare i progetti di investimento. La proposta di tassonomia dell’UE dovrebbe essere adottata nelle prossime settimane. Ciò lascia il tempo per garantire che le soglie di emissione proposte non lasceranno l’industria bloccata nel mezzo della transizione energetica.

Malgrado l’importanza e la necessità di un tale strumento, non siamo comunque alla fine del dibattito e della sua definizione. Una rielaborazione è prevista per marzo. D’altronde, se si vuol avanzare rispettoa ció che non è stato fatto negli scorsi decenni, la tassonomia può essere la “chiave” per forzare i più recalcitranti a muoversi per un futuro non più eco- sostenibile, bensí eco – compatibile.

Forum SIP

La terribile situazione dell’eradicazione della povertà

Noi non conosciamo l’Australiano Philip Alston, né sapevamo che fino all’estate del 2020 era il “Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla povertà estrema e i diritti umani”. Alla fine del suo incarico, sostituito dal belga Olivier De Schutter, ha redatto un rapporto dal titolo ‘The parlous state of poverty eradication’ (La terribile situazione dell’eradicazione della povertà).

É uno scritto che andrebbe letto da tutti, perché mette a nudo le incongruenze che a livello mondiale sono utilizzate per “pacificare” gli animi delle persone e mettere a tacere possibili rivolte di quelle più sensibili.

Alston non usa mezzi termini: l’estrema povertà non si sta eliminando. Al contrario, i limiti indicati dalla Banca Mondiale sono non solo fasulli ma anche fuorvianti.  Riportiamo qui la sintesi del rapporto allegando il testo integrale e raccomandandone la lettura.

“Il mondo è a un bivio esistenziale che coinvolge una pandemia, una profonda recessione economica, un cambiamento climatico devastante, un’estrema disuguaglianza e una rivolta contro le politiche razziste. A far fronte a tutte queste sfide è la lunga trascuratezza della povertà estrema da parte di molti governi, economisti e sostenitori dei diritti umani.

Concentrandosi risolutamente sulla linea di povertà internazionale imperfetta della Banca Mondiale, la comunità internazionale valuta erroneamente i progressi nell’eliminazione della povertà facendo riferimento a uno standard di sussistenza miserabile piuttosto che a uno standard di vita anche minimamente adeguato. Ciò a sua volta facilita affermazioni molto esagerate sull’imminente sradicamento della povertà estrema e minimizza lo stato di impoverimento in cui vivono ancora miliardi di persone.

Sebbene gli obiettivi di sviluppo sostenibile abbiano ottenuto molto, stanno fallendo in relazione a obiettivi chiave come l’eliminazione della povertà, l’uguaglianza economica, l’uguaglianza di genere e il cambiamento climatico. Devono essere ricalibrati in risposta al COVID-19, alla conseguente recessione e all’accelerazione del riscaldamento globale.

La povertà è una scelta politica e la sua eliminazione richiede di: (i) riconsiderare il rapporto tra crescita ed eliminazione della povertà; (ii) affrontare la disuguaglianza e abbracciare la ridistribuzione; (iii) promuovere la giustizia fiscale; (iv) attuare la protezione sociale universale; (v) centrare il ruolo del governo; (vi) abbracciare la governance partecipativa; e (vii) adattare la misurazione internazionale della povertà.”

https://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/RegularSessions/Session44/Pages/ListReports.aspx

istituzioni europee

Consultazioni pubbliche della DG Ambiente su strategie Suolo e Foreste

Abbiamo due occasioni da non perdere per far conoscere le nostre ambizioni e i nostri obiettivi a livello europeo su due tematiche ambientali importanti: suolo e foreste.

La Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea ha infatti lanciato due Consultazioni pubbliche per la preparazione di queste due strategie. Quella sulle Foreste il 29 gennaio con scadenza il 19 aprile, quella sul suolo il 2 febbraio con scadenza il 27 aprile 2021.

Si tratta quindi di compiere un ulteriore passo avanti per la definizione di ambedue le Strategie.

Le consultazioni sono multilingue e i questionari da riempire sono anche in Italiano, da selezionare attraverso l’icona della lingua in alto della pagina web. I questionari vertono su proposte specifiche di possibili azioni da prevedere nelle strategie. Il fatto che siano a scelta multipla permette di trattare automaticamente in maniera statistica numeri molto elevati di risposte (anche decine di migliaia). Dalle domande si deduce già quali saranno i contenuti delle strategie.

Invitiamo tutti i nostri lettori a prendere il tempo di rispondere, ricordando che per poterlo fare ci si deve prima registrare.

Qui i dettagli:

NEWS ARTICLE | 2 FEBRUARY 2021

Commission consults on new EU Soil Strategy

The European Commission has launched an online public consultation on the development of a new EU Soil Strategy:

https://ec.europa.eu/environment/news/commission-consults-new-eu-soil-strategy-2021-02-02_en

Consultazione:

NEWS ARTICLE | 29 JANUARY 2021

Commission consults on new EU Forest Strategy

As part of the European Green Deal, the European Commission has launched an online public consultation on the development of a new EU Forest Strategy.

https://ec.europa.eu/environment/news/commission-consults-new-eu-forest-strategy-2021-01-29_en

non siamo soli!

Come salvare il suolo di Dobrudzha (Bulgaria) e non solo!

La Dobrudzha è una regione del Nord-Est di Bulgaria. Una terra nota come il territorio – dopo l’Egitto (le terre accanto il Nilo) e l’Ucraina – con lo strato di humus più profondo nel mondo. Il suo suolo è il più ricco in sostanza organica di tutta l’Europa. Nella conferenza mondiale per il suolo di due anni fa, nella città di Albena, i partecipanti e i ricercatori restarono meravigliati dal paesaggio, dalla qualità e dalla ricchezza che proviene da questo suolo. Sottolineiamo che i suoli di Dobrudzha sono tra il 5% dei suoli del mondo che ci permettono di essere ancora ottimisti per il futuro del nostro pianeta. Quindi, non possiamo permetterci – ed è dovere di tutti – che questi suoli scompaiano o siano destinati a altro uso.

Però da più di 17 anni questo territorio è conteso fra proposte di aziende diverse per cercare ed estrarre il gas. Ad esempio l’azienda americana Chevron è stata bloccata nel 2012 dall’opinione della cittadinanza e poi dal Governo bulgaro che ne ha proibito con una moratoria l’attività. Ciò non ha fermato altre proposte, per ora tutte respinte una dopo l’altra. Le amministrazioni, le istituzioni, le società, gli esperti, la cittadinanza (risultato di referendum: 97% di “No alla ricerca ed estrazione di gas”) e infine anche il Ministro dell’Ecologia hanno protetto il territorio e impedito l’estrazione del gas.

Tutti si sono tranquillizzati pensando di aver raggiunto la fine delle battaglie.

Stando così la situazione le aziende estrattive dovrebbero restare “tranquille” e invece continuano a cercare il modo per raggiungere comunque il loro obiettivo: ottenere un diritto di sfruttamento del territorio per 60 anni (fino a pochi mesi fa erano 35). I progetti prevedono di installare 41 sonde per fare ancora ricerche per l’estrazione del gas su un vasto territorio sotto cui vi è anche il lago che è l’unica fonte dell’acqua per l’irrigazione e per l’uso potabile di centinaia di migliaia di abitanti.

 Un grosso rischio sono anche le acque che escono come prodotto dei sondaggi perché contengono acidi chimici che si versano in grandi pozze prima di essere trasportate altrove. Ma la possibilità di fuoriuscite nelle terre limitrofe, anche a seguito di forti piogge, è sempre presente e la probabilità che arrivino fino alle falde freatiche è molto alta. Si è già constatata la perdita di microorganismi del suolo, la morte di api, insetti. Di qua passa la storica strada Via Pontica degli uccelli.

Va ricordato infine che questa è un’area ad alto rischio sismico e il gas dovrà essere estratto dagli strati che sono sotto il lago.

Per la gente di Dobrudzha difendere questa terra Madre è una questione non solo di obbligo per il futuro, ma un onore. La salvaguardia di Dobrudzha riguarda tutta l’Unione europea e mondiale! La comunità di Dobrudzha che si batte da anni per la difesa del suo territorio lo fa per tutti noi e non può essere lasciata sola. Questa è la terra di tutti, ecco perché la cittadinanza ha il suo sito con tutte le informazioni su ogni passo compiuto fino a qui, tre profili Facebook con più di 70 000 membri, e in preparazione un nuovo website per la difesa di questo territorio.

Maggiori informazioni:  Villi Simeonova velichkasimeonova7@gmail.com

Siti su cui approfondire:

http://shalegas-bg.eu/

https://www.facebook.com/groups/ecobg/?ref=share

https://www.facebook.com/groups/retaer93/?ref=share

https://www.facebook.com/groups/Dobrudzha/?ref=share

qui la nuova pagina Facebook che è nata da soli pochi giorni: https://www.facebook.com/dobrogeabg/