istituzioni europee

Tassonomia … cui prodest?

GNE – Commissione Europea

Già in precedenti Bollettini ci siamo occupati della “Tassonomia – Finanziamento di un’economia europea sostenibile.

Ritorniamo sull’argomento, perché – come prevedibile – suscita non poche discussioni. La Tassonomia dell’UE è lo strumento per aiutare gli investitori, le società, i creatori e i promotori di progetti a concretizzare un’economia a basse emissioni di carbonio, resiliente ed efficiente sotto il profilo delle risorse.

L’Unione Europea sta affrontando con importanti scelte politiche la sfida dovuta alla crisi climatica: compiere passi verso un impegno a zero emissioni nette di gas serra (GHG) entro il 2050; e un obiettivo più concreto per il 2030.

Le ultime possibilità per raggiungere i nostri obiettivi climatici condivisi si stanno avvicinando rapidamente e molti nel mercato sottovalutano ancora la portata e il ritmo della transizione necessaria. La tassonomia è quindi lo strumento guida per concretizzare questi obiettivi e definisce cosa è “verde”. Non dice che tutto il resto è dannoso per l’ambiente o che deve essere escluso dalla transizione verso un’economia più sostenibile. In effetti, una Tassonomia dice il contrario, mostra in modo inclusivo il percorso per la transizione economica. In altre parole, la tassonomia fornisce indicazioni e fiducia in ciò che dobbiamo fare.

Ora il settore industriale si lamenta che i limiti imposti dalla tassonomia sono troppo stretti e che è difficile poterli rispettare in poco tempo.

Cercano pertanto di allungare i tempi della transizione … come se la natura potesse ancora aspettare i tempi dell’industria – soprattutto di quella inquinante – e come se il problema dell’inquinamento fosse nato alla data dell’approvazione della tassonomia.

La tassonomia è comunque anche un problema per i Governi che stanno preparando i loro piani nazionali 2020-2030 per l’energia e per il clima. Si incontrano difficoltà per finanziare i progetti di investimento. La proposta di tassonomia dell’UE dovrebbe essere adottata nelle prossime settimane. Ciò lascia il tempo per garantire che le soglie di emissione proposte non lasceranno l’industria bloccata nel mezzo della transizione energetica.

Malgrado l’importanza e la necessità di un tale strumento, non siamo comunque alla fine del dibattito e della sua definizione. Una rielaborazione è prevista per marzo. D’altronde, se si vuol avanzare rispettoa ció che non è stato fatto negli scorsi decenni, la tassonomia può essere la “chiave” per forzare i più recalcitranti a muoversi per un futuro non più eco- sostenibile, bensí eco – compatibile.