istituzioni europee

I Diritti della Natura – Studio del CESE – e ecocidio

Uno studio del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) pubblicato nel dicembre 2019 acquisisce oggi una particolare importanza. S’intitola I Diritti della Natura (Nature’s Rights) ed affronta cosa dovrebbero fare le istituzioni comunitarie per incorporare nella propria legislazione il concetto di eco compatibilità cioè di salvaguardia della natura in tutte le sue forme, riconoscendole il concetto di elemento vitale con veri e propri diritti giuridici.

La strada consigliata è quella di una Carta dell’Unione Europea dei Diritti Fondamentali della Natura da includere o direttamente nei Trattati dell’Unione europea o con l’adozione di un atto non legislativo inter-istituzionale da parte del Consiglio, del Parlamento e della Commissione.

Anche se non vincolante, la Carta potrebbe generare sia un impatto politico-istituzionale che effetti giuridici rilevanti. Da un punto di vista politico, l’approvazione della Carta potrebbe rappresentare un ambizioso obiettivo all’interno della più ampia politica del Green Deal for Europe e potrebbe essere utilizzata anche dai Governi nazionali come importante risultato raggiunto nell’ambito degli impegni internazionali in materia di cambiamento climatico e ambientale, in dibattiti politici nazionali e di fronte ai propri collegi elettorali.

Riteniamo che attualmente questo documento rivesta particolare importanza, perché il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato il 19 gennaio 2021 la Risoluzione che invita l’Unione Europea e gli Stati membri a promuovere il riconoscimento dell’ecocidio quale crimine internazionale. In questo contesto, la Carta dei Diritti della Natura indicata dallo studio del CESE potrebbe essere il quadro per la definizione europea dell’ecocidio.

Riportiamo qui il punto della Relazione sui diritti umani e la democrazia nel mondo e sulla politica dell’Unione europea (A9-0259/2020) approvata dal Parlamento Europeo che presenta il riconoscimento dell’ecocidio come crimine:

“12. Sottolinea che la biodiversità e i diritti umani sono interconnessi e interdipendenti e ricorda gli obblighi degli Stati in materia di diritti umani intesi a tutelare la biodiversità dalla quale tali diritti dipendono, tra l’altro fornendo ai cittadini la possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano la biodiversità e predisponendo mezzi di ricorso effettivi nei casi di perdita e degrado della biodiversità; esprime sostegno agli sforzi normativi incipienti a livello internazionale in relazione ai reati ambientali; incoraggia a tale riguardo l’UE e gli Stati membri a promuovere il riconoscimento dell’ecocidio quale crimine internazionale ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI);”.https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-9-2020-0259_IT.pdf