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Piano d’Azione Zero Inquinamento (ZPAP)

Abbiamo un piano Europeo contro l’inquinamento di aria acqua e suolo! 22 pagine descrivono le buone intenzioni. Se non fossimo in situazioni particolarmente critiche, ci riempirebbe di gioia leggere questo piano d’azione che la Commissione europea ha inviato al Parlamento e al Consiglio. In sintesi: sappiamo di avere un problema e è stato deciso di affrontarlo a livello europeo.

Ecco gli obiettivi di inquinamento zero per il 2030:

In base al diritto dell’UE, alle ambizioni del Green Deal e in sinergia con altre iniziative, entro il 2030 l’UE dovrebbe ridurre:

1. di oltre il 55% gli impatti sulla salute (morti premature) per l’inquinamento atmosferico;

2. del 30% la quota di persone cronicamente disturbate dal rumore dei trasporti;

3. del 25% gli ecosistemi dell’UE in cui l’inquinamento atmosferico minaccia la biodiversità;

4. del 50% di perdite di nutrienti, l’uso e il rischio di pesticidi chimici, l’uso di quelli più pericolosi e la vendita di antimicrobici per animali d’allevamento e in acquacoltura;

5. del 50% di rifiuti di plastica in mare e del 30% di microplastiche rilasciate nell’ambiente;

6. la riduzione di rifiuti in maniera significativa e del 50% i rifiuti urbani residui.

E per il suolo?

“Inoltre, la proposta “Missione nell’area della salute del suolo e dell’alimentazione”, insieme al Partenariato Europeo per l’Innovazione agricola (EIP AGRI), promuoverà l’ampia diffusione di pratiche per la riduzione dei pesticidi e dei nutrienti sostenendo innovazioni e scambio di conoscenze.

Mirerà a garantire che, entro il 2030, il 75% dei suoli sia sano, anche grazie a uno specifico obiettivo di riduzione dell’inquinamento del suolo e miglioramento del ripristino. Nell’ambito della prossima strategia dell’UE per il suolo, la Commissione svilupperà misure per aumentare in modo significativo gli sforzi per identificare, indagare, valutare e riparare i siti contaminati, in modo che entro il 2050 l’inquinamento del suolo non rappresenterà più un rischio per la salute o l’ambiente. La nuova contaminazione del suolo dovrebbe essere prevenuta il più possibile, ma quando si verifica nonostante misure preventive e di altro tipo, i rischi dovrebbero essere immediatamente affrontati. Si stima che circa 2,8 milioni di siti siano potenzialmente contaminati in tutta l’UE, di cui 390mila dovrebbero essere bonificati.

Nel 2018, solo circa 65.500 siti sarebbero stati risanati. È fondamentale che tutti gli Stati membri dispongano di un registro per i siti (potenzialmente) contaminati, intensifichino gli sforzi per risanare tali siti e sviluppino criteri chiari per dare priorità alla decontaminazione.

La prossima proposta di obiettivi di ripristino della natura, giuridicamente vincolanti nell’UE, prenderà in considerazione la possibilità di affrontare il ripristino degli ecosistemi del suolo degradati. La Commissione svilupperà anche un elenco di controllo prioritario dell’UE per i contaminanti del suolo con precise indicazioni, ad es. un passaporto per l’uso sicuro, sostenibile e circolare dei terreni scavati, sulla base delle esperienze esistenti negli Stati membri. Per comprendere meglio la questione dell’inquinamento diffuso del suolo nell’UE, la Commissione lavorerà per integrare un modulo di inquinamento zero nella futura indagine sul suolo LUCAS [Land Use/Cover Area frame statistical Survey]. Sarà promossa e facilitata la disponibilità e la consapevolezza di opzioni di finanziamento pubblico e privato per l’identificazione, lo studio e il risanamento dei suoli contaminati.”

Tutto bene … ma si pensa che illustrando la situazione abbiamo anche risolto il problema. Purtroppo non è così specie per il suolo. Dobbiamo annoverarci tra i soliti che non sono mai contenti? Forse no, visto che lo stesso Commissario all’Ambiente ammette che il problema suolo sarà affrontato nella prossima strategia sul suolo prevista in autunno … sic transit gloria mundi.