non siamo soli!

Una nota triste, Pierre Rabhi è morto il 5 dicembre

A non tutti i nostri lettori il nome Pierre Rabhi è noto. È stato definito contadino, filosofo, agronomo, politico, scrittore. Noi preferiamo indicarlo come “maestro di vita”. Tutta la sua esistenza è stata consacrata ad una agricoltura rispettosa della natura e dei suoi ritmi. Non a caso è considerato tra i padri dell’agroecologia. I suoi metodi colturali partono dal rispetto del suolo, dato che esso nutre e alimenta la vita e non solo quella che direttamente ne scaturisce. Esattamente all’opposto della coltivazione e dell’allevamento intensivi.

Sarebbe comunque riduttivo pensare a lui solo dal punto di vista ambientale. Considerato uno degli “apostoli” dell’altermondialismo, i suoi libri sono un inno al riconoscimento della priorità della vita, dell’essere umano e dell’ambiente naturale, su quella tecnologica e consumistica.

Il suo libro “Verso la sobrietà felice” è un manifesto per indurre ad una vita appagata che non necessita di andare al di là dei propri bisogni. Non solo, per Rabhi sono le donne gli esseri più vicini a comprendere il valore della natura e della sua preservazione per le generazioni future.

Una grande parte delle sue attività si è concentrata sulla formazione, con numerosi programmi e progetti di lotta alla desertificazione e la malnutrizione in Africa e nel Maghreb.

In Francia ha creato nel 2006 il Movimento per la Terra e l’Umanesimo, e fondato nel 2007 il Movimento Colibris che “lavora per l’emergere di una società ecologica e unita, radicalmente diversa, favorendo il passaggio all’azione individuale e collettiva.”

Vogliamo ricordare qui il monito di Rabhi:

“Il Pianeta non ci appartiene,

siamo noi che gli apparteniamo.

Noi passiamo, lui resta.”