Raccomandazioni dai Professionisti per l’Italia e dall’ASviS

Ammettiamolo: chi si occupa di suolo, paesaggio e territorio spesso si sente una Cassandra che parla nel deserto. Invece, ogni tanto si scopre che c’è qualcuno che ha “ascoltato” e ha fatto propri alcuni dei principi e valori proferiti.

Abbiamo letto con piacere il documento che il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (CUP) e la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) hanno presentato alla stampa e ai rappresentanti delle professioni lo scorso 21 febbraio. Il documento si intitola: Professionisti per l’Italia – Idee per la modernizzazione del paese.

Undici sono le tematiche da loro proposte. Attiriamo l’attenzione sulle seguenti: Continua a leggere “Raccomandazioni dai Professionisti per l’Italia e dall’ASviS”

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Plaudiamo la Proposta di legge popolare per fermare il Consumo di suolo!

13 mesi di lavoro, più di 75 persone coinvolte nella stesura, larga consultazione e verifica, ecco che il Forum SIP presenta la sua proposta di legge popolare per fermare il consumo di suolo.

Il testo riassume il dramma della situazione italiana e in 10 articoli chiarisce quale è la strada da percorrere se si vuole risolvere il problema.

Invitiamo tutti ad una attenta lettura ed attiriamo l’attenzione sull’articolo 8 che ribadisce la funzione sociale della proprietà, prevista dalla nostra costituzione, ma ripresa più recentemente anche dalla Corte Costituzionale tedesca per mantenere i terreni agricoli nella loro veste di produzione di alimenti e non di mera speculazione.

Non possiamo che allegare il testo e ricordare che a breve si attiverà la campagna per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione della proposta al Parlamento italiano.

Ma si può vivere di agricoltura su piccoli spazi?

Filippo Dattola ha lavorato per 10 anni nell’informatica a Bologna e circa 8 anni fa è atterrato a Bruxelles dove è nata la sua connessione con il suolo, appassionandosi all’agricoltura urbana e cercando una risposta alla domanda: “Ma si può vivere di agricoltura su piccoli spazi? “.

Dopo qualche ricerca, si è reso conto che l’unico modo per rispondere a quella domanda era di creare dei progetti, degli esempi che potessero “parlare” meglio di mille parole. Bisognava passare all’azione, essendo l’esempio uno dei più grandi motori del cambiamento. Così, nel 2012, grazie ad una associazione, nasce il suo primo progetto: un grande orto biologico sul tetto della biblioteca nazionale belga, a 50 metri da terra, in pieno centro di Bruxelles (vedi foto).

La produzione non si è fatta attendere: 500 kg di verdure in 500 sacchi di terra profondi solo 30 cm, con tanto di lombrichi. Dopo solo 2 anni di attività, è stato possibile rinunciare ai sussidi pubblici che spettavano al progetto e si è potuto retribuire i volontari col ricavato delle vendite dirette sul posto. La dimostrazione che un suolo può essere generoso anche in quelle condizioni “precarie” e che dove c’è terra, c’è vita! Continua a leggere “Ma si può vivere di agricoltura su piccoli spazi?”

Guida all’Agricoltura Sociale della Regione Lazio

L’articolo sull’agricoltura sociale del precedente Bollettino ha attirato l’attenzione di alcuni dei nostri lettori. Ci è stato segnalato il libro della Regione Lazio che raccoglie le informazioni più importanti delle comunità agricole sociali nella regione, a cominciare da quella storica di Capodarco. La nuova versione della “Guida dell’Agricoltura Sociale – Lazio” data 2015 e fotografa in 262 pagine il forte incremento rispetto alla precedente analisi del 2011. Dalle 36 realtà associative si è passati alle 96 della presente versione (un’altra 50na non ha risposto al questionario). Si consolida quindi quel ritorno all’agricoltura di molti giovani che, forse anche a causa della persistente crisi economica, trovano nell’agricoltura sociale un’attività e allo stesso tempo una forte motivazione per la tutela del suolo, dei territori e dei valori di una società più solidale ed umana. Continua a leggere “Guida all’Agricoltura Sociale della Regione Lazio”

Mondeggi, concretizzazione del concetto di Suolo Bene Comune

Chi ha letto il recente libro “Credere, disobbedire, combattere” di Marco Cappato vi avrà trovato concreti esempi di – come scriveva Don Lorenzo Milani – “L’obbedienza non è più una virtù”. La società attuale, imperniata sul solo parametro del profitto, necessita di coraggio per dimostrare che – usando un altro slogan – “un altro mondo è possibile”.

Riuscire a realizzare idee considerate utopiche o visionarie basate sulla salvaguardia della dignità dell’essere umano è la vera sfida che noi oggi dobbiamo affrontare e che le future generazioni dovranno risolvere.

“Suolo bene comune” è uno di questi concetti considerati astratti che invece sintetizza l’importanza del suolo per la vita. Significa l’urgente necessità di un uso del suolo sostenibile. Se si vuole una società economicamente praticabile nel corto periodo ed ecologicamente sostenibile nel lungo, va da sé che gli aspetti biofisici e socioeconomici sono da considerare fra loro inscindibili. Ed è proprio di questo tipo d’approccio che l’essere umano ha la totale responsabilità, poiché può determinare il degrado o la salvaguardia del suolo per il futuro.

Chi è stato capace di concretizzare questo termine astratto?

Sono stati in tanti e, anche se si sente parlare raramente dell’Agricoltura Sociale, essa è una realtà che acquisisce importanza e visibilità crescenti. Non ci riferiamo qui, seppur rilevante, alla confisca dei beni delle cosche mafiose, ma alle iniziative di cittadini che occupano e usano terreni e strutture agricole altrimenti destinate all’abbandono.  Esistono in tutta Italia e dal 2011 possono raggrupparsi sotto il loro Forum Nazionale per un’Agricoltura Sociale che ha tenuto il suo ultimo incontro in Calabria lo scorso 13 e 14 ottobre.

Questa lunga premessa, per presentare l’esperienza dell’occupazione uso e rilancio dei terreni della villa di Mondeggi vicino a Firenze. Storica villa-fattoria, Mondeggi è stata per secoli proprietà di famose famiglie e alla fine è diventata proprietà della Provincia di Firenze. Una gestione del tutto irrazionale ha portato al fallimento (con un grosso debito finanziario) e al successivo abbandono con relativo degrado di tutte le sue strutture. Così la Provincia decide di liberarsene e di venderla. È a questo punto che nasce un comitato di cittadini che si oppone, chiedendo sotto la bandiera “Terra Bene Comune”, una gestione pubblica dei terreni e rivendicando “la gestione partecipata e autonoma delle terre pubbliche da parte delle comunità locali, nell’ambito di progetti di neo-ruralità, privilegiando progetti di agricoltura contadina, naturale, comunitaria, sociale e di sussistenza, entro una nuova relazione tra città e campagna.

I proponenti si sono costituiti come comitato “Mondeggi Bene Comune – Fattoria Senza Padroni” per il recupero dell’intera fattoria. Nonostante l’appoggio del Comune, la Provincia di Firenze ha insistito per la vendita la cui gara è andata deserta grazie anche alle azione dei cittadini e volontari che hanno effettuato dibattiti, sottoscrizioni, appelli e allertato l’attenzione di giuristi, accademici e soprattutto della popolazione. Senza più aspettare è iniziata la Custodia Popolare di Mondeggi con occasioni di conoscenza e di socialità aperte a tutti, cominciando il recupero dei fabbricati e dei poderi.

Altra importante azione è legata al progetto Mondeggi Terreni Autogestiti (il cui acronimo MoTA è usato comunemente in toscana per indicare il fango) con cui si affidano – a chi ne fa richiesta – appezzamenti di terreni per coltivarli e recuperarli a fini agricoli. Va da sé che il vincolo è di usare un’agricoltura biologica rispettosa dell’uomo e dell’ambiente.  La villa è diventata luogo di aggregazione dove, grazie all’azione volontaria di agricoltori più sperimentati e di professori provenienti dalla Facoltà di Agraria, si è rilanciata la produzione agricola prioritariamente per il consumo di chi ci lavora e successivamente per lo scambio con produttori che rispettino gli stessi principi della Fattoria.

Si è pertanto formata una comunità agricola senza padroni, basata sulla solidarietà e non sul profitto, per condividere l’amore per la terra e la natura nel rispetto dei loro ruoli e ritmi. A ciò si aggiunge la creazione di relazioni umane basate sulla reciproca considerazione e la partecipazione, con decisioni comuni prese con vari livelli assembleari.

Rimane comunque una ‘spada di Damocle’ sulla testa di tutte le persone coinvolte nella fattoria: le istituzioni rifiutano questa realtà comunitaria e hanno sempre sul loro tavolo la pratica per la vendita della Villa-Fattoria di cui hanno già alienato i beni mobili. Per cercare di ovviare a questo rischio, si è autocostituita la Comunità di Mondeggi con l’obiettivo di farsi riconoscere come l’entità capace della gestione agricola della Fattoria considerata come bene comune ed a tale scopo è stata redatta la “Dichiarazione di gestione civica di un bene comune”, con la descrizione di regole chiare e condivise.

Numero monografico sul suolo della Rete Rurale Nazionale (RRN)

Il programma Rete Rurale Nazionale è lo strumento operativo, cofinanziato dalla Commissione Europea (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – FEASR) e dal Ministero delle Politiche Agricole per attuare programmi di sviluppo nel mondo rurale. In Italia tale fondo viene utilizzato anche per sostenere la Rete Rurale Nazionale (RRN) presente in tutte le Regioni. Tra le sue attività ha la pubblicazione di un periodico. Dal primo settembre la rivista ha cambiato nome e veste tipografica, non si chiama più Pianeta PSR ma RRN Magazine ed è un quadrimestrale di approfondimento di tematiche relative alle politiche di sviluppo rurale. Continua a leggere “Numero monografico sul suolo della Rete Rurale Nazionale (RRN)”

Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche

È passato poco più di un anno dal lancio del protocollo di intesa per la creazione di una serie di percorsi ciclistici di carattere turistico. Insieme al MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) e al MIBACT (Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo), otto Regioni italiane si sono impegnate a costruire e mantenere i circuiti: Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Basilicata e Puglia.

Questo è il primo passo per la creazione delle ciclovie che dovranno estendersi in tutta la penisola e collegarsi a quelle previste a livello dell’Unione Europea.

I percorsi considerati prioritari, complessivamente per oltre 1.500 chilometri e da completare entro il 2018 sono: i) Verona-Firenze – Ciclovia del Sole; ii) Venezia-Torino – Ciclovia Ven-To; iii) da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE) – Ciclovia dell’acquedotto pugliese o dell’Acqua; iv) Grande raccordo anulare delle biciclette – GRAB di Roma. Continua a leggere “Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche”

Il “Progetto Scuola” dell’associazione Italian Climate Network Onlus

Nella sezione “Esperienze” cerchiamo di segnalare azioni che possano ispirare il lettore ad agire in prima persona. Illustriamo pratiche che hanno prodotto risultati interessanti e che potrebbero essere adattate a realtà simili dal lettore. Basta volerlo fare.

Questa volta si tratta dell’associazione Italian Climate Network Onlus (ICN) che opera nel campo dell’educazione. Italian Climate Network – partner italiano di 350.org e membro del Climate Action Network (CAN) Europe – è una realtà composta interamente da volontari attivi nello sforzo di creare una coscienza individuale e collettiva riguardo il cambiamento climatico, per la definizione di misure adeguate a contrastare una delle sfide più grandi di questo secolo.

Le attività dell’ICN si articolano su più livelli: dalla partecipazione come osservatori ai negoziati sul clima, per seguire le sessioni negoziali e tenere aggiornato il grande pubblico circa i principali traguardi, alle attività di empowerment e sensibilizzazione realizzate dalle sezioni “Giovani”, “Clima e Salute” e “Donne, Diritti e Clima”, al lavoro per rimarcare aspetti spesso meno noti circa gli impatti del cambiamento climatico. Tra l’altro ICN sostiene people4soil direttamente e tramite la sua rete europea.

Sul piano della divulgazione, l’associazione è particolarmente attiva attraverso il Progetto Scuola: nata nel 2013, tale iniziativa si rivolge alle scuole secondarie di primo e secondo grado allo scopo di fornire agli studenti le conoscenze necessarie per comprendere la questione climatica, non solo trattata dal punto di vista scientifico ma inquadrata nel proprio contesto sociale, economico e politico.

Il programma che viene offerto viaggia su due binari: a) lezione base: incontro di circa un’ora in cui vengono affrontati il problema clima, le conseguenze, le soluzioni; b) percorsi di approfondimento, anche questi della durata di circa un’ora ciascuno, attraverso cui affrontare in maniera più dettagliata una delle seguenti tematiche: il clima e l’energia; i negoziati sul clima; il clima e i diritti umani; il clima e la salute; il clima e la gestione dei rifiuti.

La scelta della durata di un’ora è stata fatta in maniera oculata: non si altera troppo il ritmo scolastico e contemporaneamente si riesce ad entrare in sintonia con gli studenti tramite filmati esplicativi e chiarimenti con domande/risposte. La modularità consente inoltre alle scuole di approfondire le tematiche più vicine a quelle di indirizzo e, quando possibile, di realizzare un percorso didattico che affronti tutti gli aspetti nell’arco di più incontri.

Nell’anno scolastico 2016/17 il Progetto Scuola ha visto lo svolgimento di 30 incontri in 20 scuole situate in 9 differenti Regioni, con una partecipazione complessiva di circa 1400 studenti. La nuova edizione 2017/18 partirà a settembre con l’obiettivo di confermare i risultati raggiunti lo scorso anno.

L’ICN nella sua offerta formativa non tratta in maniera diretta il suolo e le sue problematiche. Le menziona solo in alcuni casi particolari, per esempio se legate ai fenomeni di accaparramento di terre e di acqua. Allora, forse, le varie associazioni del Forum SIP potrebbero cogliere l’opportunità per creare sinergia nel campo dell’educazione. Intravediamo due modalità: a) facilitando il contatto ICN con scuole o strutture didattiche nei territori delle varie associazioni del Forum SIP; b) proponendo la possibilità di includere la tematica del suolo nell’offerta didattica dell’ICN con materiale o con partecipazione adeguata.  Naturalmente entrambe queste modalità necessitano di un confronto diretto tra il gruppo del Forum SIP che si occupa di educazione e il relativo gruppo dell’ICN.

Per richiedere una lezione o per maggiori dettagli: scuole@italiaclima.org

http://www.italiaclima.org/attivita/con-le-scuole/

Referente Progetto: Federico Brocchieri federico.brocchieri@italiaclima.org