Fiume Bruna – No all’inquinamento delle falde

Un caro amico, sempre impegnato nella lotta per la giustizia e la dignità, affermava di avere attaccato alla schiena un cartello di divieto di sosta che nessun altro poteva vedere. Quel cartello gli ricordava in ogni momento che non poteva “fermarsi” e che l’impegno contro le ingiustizie lo obbligava ad essere presente là ove una battaglia per la dignità dell’essere umano era in gioco. Questa rubrica ha lo stesso approccio. Segnala azioni, battaglie, idee, esperienze che permettono al lettore di “scoprire” opzioni alle quali aderire, se possibile, o meglio ancora da “copiare”.

Segnaliamo questa volta il cammino intrapreso dal Comitato per la difesa del fiume Bruna (vedi foto) per dire no al deposito di gessi rossi nella cava Bartolina. I gessi rossi sono i residui della produzione del biossido di titanio (colorante bianco utilizzato in industria e alimentazione, possibile cancerogeno secondo sia l’OMS che l’UE) uniti alla polvere di marmo delle cave di Carrara. Una volta in presenza di acqua, questi “gessi” cedono nelle falde valori fuori norma di cloruri, cromo, vanadio, solfati e manganese, tutti elementi considerati cancerogeni.

Di cosa stiamo parlando? Continua a leggere “Fiume Bruna – No all’inquinamento delle falde”

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Il Bosco di Ogigia, comunicare partendo dalla terra

Il Bosco di Ogigia è un progetto di comunicazione su temi dell’ambiente, dell’agricoltura e della sostenibilità portato avanti dai giornalisti Francesca Della Giovampaola e Filippo Bellantoni. L’iniziativa originale parte dal racconto personale della gestione di un piccolo campo (vedi foto), seguendo i principi della permacultura. Nel terreno si sta sviluppando un bosco commestibile (food forest), ovvero una coltivazione mista che imita l’ecosistema boschivo, in cui crescono insieme alberi, arbusti, ortaggi e tutto quanto possa essere utile al soddisfacimento dei bisogni, non solo alimentari, dell’uomo. La comunicazione legata ai temi ambientali è sviluppata sui social network e utilizza soprattutto i video per raggiungere un pubblico vasto e aumentare la sensibilità delle persone verso la salvaguardia della natura.

Il progetto parte dall’interesse di Francesca Della Giovampaola per la permacultura, una disciplina nata in Australia quarant’anni fa per fermare il degrado degli ecosistemi naturali causato dall’uomo. La parola coniata in lingua inglese è una contrazione di “permanent agriculture” ovvero agricoltura permanente, ma anche di “permanent culture”, cultura permanente. La permacultura si interessò all’inizio soprattutto di agricoltura, imputata con i suoi metodi moderni di danneggiare irreparabilmente i sistemi naturali. Ben presto lo sguardo dei permacultori si ampliò per includere altri aspetti della vita delle persone, dall’abitare alle relazioni sociali.  Il messaggio che la permacultura propone in un momento di forti crisi ambientali, sociali ed economiche è positivo: il nostro pianeta può continuare a sostenerci, purché la smettiamo di fare tanta fatica per contrastare la natura e iniziamo a lavorare in armonia con essa. L’applicazione dei principi e dei suggerimenti della permacultura offre risposte concrete a molte delle criticità che ci pone la nostra epoca: dall’esaurimento del petrolio al cambiamento climatico, dall’esplosione demografica alla povertà. Continua a leggere “Il Bosco di Ogigia, comunicare partendo dalla terra”

Mettere radici “Le Macere”

Vi sono state interessanti reazioni al nostro articolo su produrre cibo senza suolo, pubblicato nel numero precedente. Possiamo portare tutte le cure che vogliamo ad una pianta sradicata … tagliarla, potarla, irrigarla, ma qualunque cosa le si faccia essa appassirà e morirà. Allora si deve cominciare col piantarla o seminarla e permetterle di formare le sue radici nel suolo. Solo dopo, la vita può fluire in essa.  Queste semplici riflessioni valgono anche per l’essere umano, cui non a caso si consiglia – quando si sposta in continuazione – di “mettere radici” per avere l’opportunità di costruirsi un futuro di vita armoniosa. Continua a leggere “Mettere radici “Le Macere””

Produrre cibo senza suolo

Alcuni lettrici e lettori ci hanno invitato a rispondere a questa domanda: “Perché preoccuparsi del suolo quando il futuro della produzione alimentare sarà fatto in industrie/fattorie dentro edifici chiusi e ipercontrollati?”.

Non è una domanda provocatoria, al contrario testimonia di una realtà che si sta affermando sempre più concretamente. Basti osservare il video su YouTube dove in poco più di tre minuti vengono presentate vere fattorie agricole sviluppatesi in capannoni industriali. Appositamente strutturati, questi siti chiusi ospitano grandi pancali metallici o speciali strutture ove crescono piante senza suolo e con speciali meccanismi che distribuiscono alle radici acqua nebulizzata contente le sostanze necessarie per il loro sviluppo. Vengono recuperati sia i substrati inerti che l’acqua “irrigua”, viene controllata l'”insolazione” con speciali specifiche lampade, non c’è nessun rischio di insetti o malattie. Inoltre si facilita la lavorazione per l’uomo (altezze dei pancali, avanzamento e innalzamento automatici, …) e  tutto è controllabile tramite appositi sensori collegati a specifici computer e relativi programmi. Non siamo su Marte, bensì nel cuore di metropoli che possono a loro volta distribuire i loro prodotti quasi a km 0. Continua a leggere “Produrre cibo senza suolo”

L’importanza della difesa del territorio

Non siamo il solo Forum che cerca di occuparsi del territorio. L’esigenza di mettersi insieme, di oltrepassare le barriere ideologiche o psicologiche che inducono a agire da “soli” è diventata una necessità. A questa conclusione è arrivato anche un gruppo di persone e di ricercatori universitari che nel 2015 sono stati riuniti dalla Fondazione Basso. Attraverso una serie di riunioni sono arrivati alla formulazione e creazione del “Forum Diseguaglianze Diversità” (Forum DD). Ufficialmente operativo dall’ottobre 2017, il forum ha avuto la sua conferenza di lancio nel febbraio 2018.

Perché lo segnaliamo?

Per due motivi, il primo è che possiamo e dobbiamo collaborare; il secondo è che tra i loro primi punti di ricerca il Territorio è indicato come una delle importanti tematiche che influenzano disuguaglianze e povertà . Continua a leggere “L’importanza della difesa del territorio”

Raccomandazioni dai Professionisti per l’Italia e dall’ASviS

Ammettiamolo: chi si occupa di suolo, paesaggio e territorio spesso si sente una Cassandra che parla nel deserto. Invece, ogni tanto si scopre che c’è qualcuno che ha “ascoltato” e ha fatto propri alcuni dei principi e valori proferiti.

Abbiamo letto con piacere il documento che il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (CUP) e la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) hanno presentato alla stampa e ai rappresentanti delle professioni lo scorso 21 febbraio. Il documento si intitola: Professionisti per l’Italia – Idee per la modernizzazione del paese.

Undici sono le tematiche da loro proposte. Attiriamo l’attenzione sulle seguenti: Continua a leggere “Raccomandazioni dai Professionisti per l’Italia e dall’ASviS”

Plaudiamo la Proposta di legge popolare per fermare il Consumo di suolo!

13 mesi di lavoro, più di 75 persone coinvolte nella stesura, larga consultazione e verifica, ecco che il Forum SIP presenta la sua proposta di legge popolare per fermare il consumo di suolo.

Il testo riassume il dramma della situazione italiana e in 10 articoli chiarisce quale è la strada da percorrere se si vuole risolvere il problema.

Invitiamo tutti ad una attenta lettura ed attiriamo l’attenzione sull’articolo 8 che ribadisce la funzione sociale della proprietà, prevista dalla nostra costituzione, ma ripresa più recentemente anche dalla Corte Costituzionale tedesca per mantenere i terreni agricoli nella loro veste di produzione di alimenti e non di mera speculazione.

Non possiamo che allegare il testo e ricordare che a breve si attiverà la campagna per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione della proposta al Parlamento italiano.

Ma si può vivere di agricoltura su piccoli spazi?

Filippo Dattola ha lavorato per 10 anni nell’informatica a Bologna e circa 8 anni fa è atterrato a Bruxelles dove è nata la sua connessione con il suolo, appassionandosi all’agricoltura urbana e cercando una risposta alla domanda: “Ma si può vivere di agricoltura su piccoli spazi? “.

Dopo qualche ricerca, si è reso conto che l’unico modo per rispondere a quella domanda era di creare dei progetti, degli esempi che potessero “parlare” meglio di mille parole. Bisognava passare all’azione, essendo l’esempio uno dei più grandi motori del cambiamento. Così, nel 2012, grazie ad una associazione, nasce il suo primo progetto: un grande orto biologico sul tetto della biblioteca nazionale belga, a 50 metri da terra, in pieno centro di Bruxelles (vedi foto).

La produzione non si è fatta attendere: 500 kg di verdure in 500 sacchi di terra profondi solo 30 cm, con tanto di lombrichi. Dopo solo 2 anni di attività, è stato possibile rinunciare ai sussidi pubblici che spettavano al progetto e si è potuto retribuire i volontari col ricavato delle vendite dirette sul posto. La dimostrazione che un suolo può essere generoso anche in quelle condizioni “precarie” e che dove c’è terra, c’è vita! Continua a leggere “Ma si può vivere di agricoltura su piccoli spazi?”