Re-soil-foundation

Il mondo accademico e il mondo scientifico che si occupano di suolo si stanno organizzando. Novamont, Politecnico di Torino e Università di Bologna hanno lanciato Re Soil Foundation per promuovere la ricerca scientifica e tecnologica su una bioeconomia sostenibile con al centro il suolo e i territori.

Per alcuni la Novamont è una entità poco conosciuta. Si tratta del centro di ricerca creato nel 1990 all’interno del gruppo Montedison con l’obiettivo di sviluppare prodotti chimici a basso impatto ambientale, utilizzando materie prime di origine agricola da derivare per esempio da mais, grano e patate. Due erano inizialmente le linee di ricerca: il biodiesel e le bioplastiche.

Al momento della crisi della Montedison, Novamont venne acquisita dalla Banca Commerciale Italiana e da investitori privati, tra cui dal 2016 anche l’ENI.

La Fondazione Re Soil si deve all’iniziativa della Dr.ssa Catia Bastioli che da anni segue per Novamont il settore bioplastiche e alla sua recente nomina nella Mission Board sul suolo di “Horizon Europa”, il nuovo programma quadro di ricerca della Commissione Europea. Continua a leggere “Re-soil-foundation”

Banca della Terra

Non se ne parla molto, ma in Italia esiste la Banca della Terra. Viene definita come un’opportunità e per l’imprenditoria privata e per il recupero dei terreni abbandonati. In pratica si cerca di favorire l’accesso dei giovani agricoltori a terreni agricoli e forestali. La Banca della Terra è in realtà una lista dei terreni, sia pubblici che privati, messi a disposizione per affitto o concessione.

Qual è l’obiettivo? Riprendere la gestione del territorio per ridurre i rischi dovuti all’abbandono delle terre.

Cosa si vuole ottenere?

Favorire l’occupazione in particolare giovanile, rivalorizzare i terreni pubblici e privati attraverso un loro uso produttivo, rilanciare l’agricoltura e le foreste legandole alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, preservare la biodiversità, tutelare il paesaggio, prevenire i dissesti idrogeologici, difendere le zone e le popolazioni di montagna dalle calamità naturali, incrementare i livelli di sicurezza contro incendi e deterioramento ambientale, arrestare la perdita di produzione locale, …

La “Banca nazionale delle Terre Agricole“, è stata istituita in Italia con la Legge 28 luglio 2016, n.154, Art.16 ed è amministrata dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare).

Ci si basa su una identificazione e mappatura delle zone incolte abbandonate. Può essere alimentata sia con i terreni derivanti dalle attività fondiarie gestite dall’Istituto stesso, sia da quelli appartenenti a Regioni e Province Autonome o altri soggetti pubblici interessati a dismettere i propri terreni. Nel loro sito si può consultare la mappa nazionale delle zone incolte abbandonate e dei terreni messi a disposizione ed eventualmente presentare una manifestazione di interesse per l’acquisizione del terreno.

È comunque lasciata al livello regionale o comunale la gestione delle superfici identificate. Continua a leggere “Banca della Terra”

Strumenti collaborativi e conflitti ambientali

Già in passato abbiamo affrontato in questo Bollettino temi relativi al controllo democratico.  A Milano, lo scorso 22 novembre, si è svolto un interessante convegno su “Sviluppare collaborazione nei confitti ambientali e urbani“. Abbiamo chiesto ad una delle relatrici, l’avv. Veronica Dini, di illustrarci perché e come ci si debba occupare di strumenti collaborativi nell’ambito dei conflitti ambientali. Gentilmente ci ha inviato il seguente contributo.

“La prima ragione consiste nel fatto che, come ci racconta la cronaca, di ambiente non possiamo non (pre)occuparci: troppe sono le urgenze e troppo rilevanti sono le sfide da affrontare. Il secondo motivo attiene al fatto che la gestione e la tutela dell’ambiente riguardano beni e interessi fondamentali che, quanto meno, sono percepiti come contrapposti: in questo campo, dunque, il conflitto è ineludibile e destinato ad aggravarsi con il progressivo esaurirsi delle risorse disponibili. Continua a leggere “Strumenti collaborativi e conflitti ambientali”

I giardini di Pomona

Non per caso Eva e Adamo, nell’immaginario riportato in molti quadri, si “coprono” con una foglia di fico. È una pianta che esiste da “sempre”: se ne sono trovati resti risalenti a circa 23.000 anni fa! D’altronde il frutto di questa pianta è qualcosa che gli esseri umani hanno sempre apprezzato. Oggi vive una rinnovata attenzione, perché della pianta del fico si utilizza tutto: foglie, latice, buccia, germogli, oltre naturalmente al frutto sia fresco che seccato.

Il Comune di Cisternino (Brindisi), situato nel centro della Valle d’Itria (meglio nota come valle dei trulli), ospita nel suo territorio “I Giardini di Pomona”, un conservatorio botanico che abbina la conservazione della biodiversità alla ricerca e alla divulgazione scientifica indirizzata a scuole di ogni ordine e grado, professionisti, amatori e turisti.  Questa banca genetica vivente nasce dal desiderio/dovere di trasmettere alle generazioni future la preziosa eredità selezionata nel corso dei millenni da innumerevoli generazioni di agricoltori. Per raggiungere tale scopo sono stati restaurati i muretti a secco, i terrazzamenti, le cisterne preesistenti e gli immobili, rispettando i canoni della tradizione locale e trasformando la proprietà in un parco-giardino, aperto al pubblico durante tutto l’anno. Continua a leggere “I giardini di Pomona”

Le audizioni del Parlamento Europeo dei Commissari Proposti

La nuova Commissione Europea si insedierà ufficialmente … e non rispetterà la data prevista del 1° novembre 2019!  Questo ritardo non va considerato negativamente, bensí come un elemento di democrazia. Nel mese di ottobre si sono tenute le audizioni dei singoli Commissari proposti per la nuova Commissione europea. Sono tutte disponibili nel sito del Parlamento Europeo nelle 23 lingue comunitarie, quindi anche in italiano. Sono interessanti non tanto per vedere come i Commissari proposti si sono “difesi” dalle domande da parte dei membri parlamentari, quanto per capire quali priorità prenderanno in considerazione nel quadro generale delle politiche tracciate dalla nuova Commissione e approvate dal Consiglio e dal Parlamento. Ecco brevemente le nostre impressioni sui Commissari proposti che ci “toccano” da vicino.

Il Commissario all’Ambiente, Virginijus Sinkevicius (Lettonia), ha risposto su tematiche relative a biodiversità, foreste, inquinamento, aria, plastica, cemento, economia circolare, farmaci, disturbatori endocrini, e soprattutto pesca. Nuovo a questo esercizio, ha comunque dato prova di competenza e serietà. Continua a leggere “Le audizioni del Parlamento Europeo dei Commissari Proposti”

Quaderni per pensare – La crisi climatica

I “Quaderni per pensare” sono pubblicati come supplementi a “La città possibile” dell’Ecoistituto della Valle del Ticino. Sono una più che lodevole iniziativa intrapresa da una moltitudine di associazioni per illustrare in maniera diretta, semplice e scientifica le problematiche sociale e ambientali. Il primo numero era su Migrazione e Europa, il secondo si concentra sulla Crisi Climatica.

Ci soffermiamo qui brevemente sul secondo quaderno.

La prima parte illustra la gravità della sfida legata al cambiamento climatico e alla necessità della concretizzazione dei principi della sostenibilità. Entrambi sono da considerarsi vincolati dalla volontà di mercificazione di una crescita costante imposta da mercati e da politici. Questo porta alla rovina ambientale e sociale. Le grida di allarme di ricercatori, associazioni, popolazioni e perfino del Papa finora non sono state sufficienti a cambiare la situazione. La speranza rinasce dalla richiesta di cambiamento manifestata dai giovani e giovanissimi che negli ultimi mesi ha dimostrato che il “re è nudo”. Continua a leggere “Quaderni per pensare – La crisi climatica”

Il V Rapporto SENTIERI

Nel marasma delle situazioni politiche e ambientali degli ultimi mesi è passato quasi inosservato il Quinto Rapporto SENTIERI (pubblicato a giugno 2019), acronimo di Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento.

Si tratta di un documento redatto da strutture scientifiche italiane che usano metodi standardizzati e riconosciuti internazionalmente con l’obiettivo di analizzare il profilo sanitario dei territori inquinati, considerando: mortalità, ospedalizzazioni, incidenza del cancro e delle malformazioni congenite. Questo rapporto presenta per la prima volta anche l’analisi dei tumori e dei ricoveri che si sono verificati con bambini o adolescenti. 

Il rapporto, redatto in italiano e parzialmente in inglese, è la fotografia di come l’inquinamento industriale stia creando sempre maggiori problemi di salute alle popolazioni, comprendendo anche le implicazioni transgenerazionali. Consente di approfondire le conoscenze sulle molteplici conseguenze e di indirizzare al meglio possibile le azioni preventive degli attori della salute pubblica. È quindi un documento fondamentale da consultare e tenere a disposizione ogniqualvolta si parli di territorio e/o inquinamento.

Lo studio è stato effettuato su 45 siti che rappresentano 319 comuni e una popolazione totale di quasi 6 milioni di persone. I dati si riferiscono a mortalità e ospedalizzazioni nel periodo 2006-2013. Gli eccessi di cancro più salienti concernono il mesotelioma, i polmoni, il colon e lo stomaco. Gli eccessi di mortalità del sito inquinato (dato considerato in rapporto al dato medio della sua regione) danno 5267 uomini e 6725 donne. Per il cancro preso singolarmente si ha un eccesso di mortalità di 3375 uomini e 1910 donne.  Continua a leggere “Il V Rapporto SENTIERI”

I nostri boschi, gli incendi e i cambiamenti climatici

Ogni genere di stampa parla di boschi in estate, per poi dimenticarsene nel resto dell’anno. In effetti gli incendi boschivi sono eventi distruttivi che ultimamente hanno assunto dimensioni catastrofiche. Nel 2017 sono morte 65 persone in Portogallo; nel 2018 è stata la volta della California e della Grecia, con centinaia di morti e case distrutte. Anche in Italia ci sono stati vasti incendi che per fortuna non hanno fatto vittime: in settembre 2018 in una sola notte sono bruciati oltre 1200 ettari fra boschi e oliveti sul Monte Pisano (PI) con 12 case distrutte; nel 2017 furono 273 gli ettari di pineta bruciata a Marina di Grosseto, assieme a 26 auto, a ridosso di campeggi e abitazioni.

Gli incendi boschivi sono un fattore ecologico, specialmente in ambienti mediterranei (dove si verifica il 95% degli incendi in Europa) la cui vegetazione ha sviluppato adattamenti per il rapido recupero dopo l’evento. Negli ultimi 50 anni lo spopolamento dei territori montani ha portato ad un abbandono colturale del bosco, con accumulo di legno combustibile e soprattutto minor manutenzione del territorio, in particolare degli spazi aperti. In 5 anni la superficie boschiva nei paesi mediterranei è aumentata di 1,8 milioni di ettari (Fonte FAO) a scapito di pascoli, prati, aree coltivate. Alle cause naturali degli incendi (poco più dell’1% in Italia) si aggiungono cause antropiche, dolose o colpose. La conseguente maggiore frequenza di incendi porta ad una minore capacità di recupero (resilienza) del bosco. Inoltre, a questo già preoccupante quadro si somma il cambiamento climatico (come riportato in questo articolo: http://tiny.cc/hzds9y ): l’aumento delle temperature, il mutato regime delle piogge e della direzione e intensità dei venti portano ad una maggiore frequenza e intensità degli incendi che così diventano sempre più difficilmente governabili. Continua a leggere “I nostri boschi, gli incendi e i cambiamenti climatici”