Numero monografico sul suolo della Rete Rurale Nazionale (RRN)

Il programma Rete Rurale Nazionale è lo strumento operativo, cofinanziato dalla Commissione Europea (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – FEASR) e dal Ministero delle Politiche Agricole per attuare programmi di sviluppo nel mondo rurale. In Italia tale fondo viene utilizzato anche per sostenere la Rete Rurale Nazionale (RRN) presente in tutte le Regioni. Tra le sue attività ha la pubblicazione di un periodico. Dal primo settembre la rivista ha cambiato nome e veste tipografica, non si chiama più Pianeta PSR ma RRN Magazine ed è un quadrimestrale di approfondimento di tematiche relative alle politiche di sviluppo rurale. Continua a leggere “Numero monografico sul suolo della Rete Rurale Nazionale (RRN)”

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Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche

È passato poco più di un anno dal lancio del protocollo di intesa per la creazione di una serie di percorsi ciclistici di carattere turistico. Insieme al MIT (Ministero Infrastrutture e Trasporti) e al MIBACT (Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo), otto Regioni italiane si sono impegnate a costruire e mantenere i circuiti: Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Basilicata e Puglia.

Questo è il primo passo per la creazione delle ciclovie che dovranno estendersi in tutta la penisola e collegarsi a quelle previste a livello dell’Unione Europea.

I percorsi considerati prioritari, complessivamente per oltre 1.500 chilometri e da completare entro il 2018 sono: i) Verona-Firenze – Ciclovia del Sole; ii) Venezia-Torino – Ciclovia Ven-To; iii) da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE) – Ciclovia dell’acquedotto pugliese o dell’Acqua; iv) Grande raccordo anulare delle biciclette – GRAB di Roma. Continua a leggere “Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche”

Il “Progetto Scuola” dell’associazione Italian Climate Network Onlus

Nella sezione “Esperienze” cerchiamo di segnalare azioni che possano ispirare il lettore ad agire in prima persona. Illustriamo pratiche che hanno prodotto risultati interessanti e che potrebbero essere adattate a realtà simili dal lettore. Basta volerlo fare.

Questa volta si tratta dell’associazione Italian Climate Network Onlus (ICN) che opera nel campo dell’educazione. Italian Climate Network – partner italiano di 350.org e membro del Climate Action Network (CAN) Europe – è una realtà composta interamente da volontari attivi nello sforzo di creare una coscienza individuale e collettiva riguardo il cambiamento climatico, per la definizione di misure adeguate a contrastare una delle sfide più grandi di questo secolo.

Le attività dell’ICN si articolano su più livelli: dalla partecipazione come osservatori ai negoziati sul clima, per seguire le sessioni negoziali e tenere aggiornato il grande pubblico circa i principali traguardi, alle attività di empowerment e sensibilizzazione realizzate dalle sezioni “Giovani”, “Clima e Salute” e “Donne, Diritti e Clima”, al lavoro per rimarcare aspetti spesso meno noti circa gli impatti del cambiamento climatico. Tra l’altro ICN sostiene people4soil direttamente e tramite la sua rete europea.

Sul piano della divulgazione, l’associazione è particolarmente attiva attraverso il Progetto Scuola: nata nel 2013, tale iniziativa si rivolge alle scuole secondarie di primo e secondo grado allo scopo di fornire agli studenti le conoscenze necessarie per comprendere la questione climatica, non solo trattata dal punto di vista scientifico ma inquadrata nel proprio contesto sociale, economico e politico.

Il programma che viene offerto viaggia su due binari: a) lezione base: incontro di circa un’ora in cui vengono affrontati il problema clima, le conseguenze, le soluzioni; b) percorsi di approfondimento, anche questi della durata di circa un’ora ciascuno, attraverso cui affrontare in maniera più dettagliata una delle seguenti tematiche: il clima e l’energia; i negoziati sul clima; il clima e i diritti umani; il clima e la salute; il clima e la gestione dei rifiuti.

La scelta della durata di un’ora è stata fatta in maniera oculata: non si altera troppo il ritmo scolastico e contemporaneamente si riesce ad entrare in sintonia con gli studenti tramite filmati esplicativi e chiarimenti con domande/risposte. La modularità consente inoltre alle scuole di approfondire le tematiche più vicine a quelle di indirizzo e, quando possibile, di realizzare un percorso didattico che affronti tutti gli aspetti nell’arco di più incontri.

Nell’anno scolastico 2016/17 il Progetto Scuola ha visto lo svolgimento di 30 incontri in 20 scuole situate in 9 differenti Regioni, con una partecipazione complessiva di circa 1400 studenti. La nuova edizione 2017/18 partirà a settembre con l’obiettivo di confermare i risultati raggiunti lo scorso anno.

L’ICN nella sua offerta formativa non tratta in maniera diretta il suolo e le sue problematiche. Le menziona solo in alcuni casi particolari, per esempio se legate ai fenomeni di accaparramento di terre e di acqua. Allora, forse, le varie associazioni del Forum SIP potrebbero cogliere l’opportunità per creare sinergia nel campo dell’educazione. Intravediamo due modalità: a) facilitando il contatto ICN con scuole o strutture didattiche nei territori delle varie associazioni del Forum SIP; b) proponendo la possibilità di includere la tematica del suolo nell’offerta didattica dell’ICN con materiale o con partecipazione adeguata.  Naturalmente entrambe queste modalità necessitano di un confronto diretto tra il gruppo del Forum SIP che si occupa di educazione e il relativo gruppo dell’ICN.

Per richiedere una lezione o per maggiori dettagli: scuole@italiaclima.org

http://www.italiaclima.org/attivita/con-le-scuole/

Referente Progetto: Federico Brocchieri federico.brocchieri@italiaclima.org

Il suolo sostiene la vita ed è pieno di vita

L’articolo sulla biodiversità (Bollettino 33) ha suscitato molta attenzione. Abbiamo ricevuto importanti informazioni e sollecitazioni a tornare sull’argomento. Lo facciamo volentieri, partendo dal motto con cui i pedologi si riferiscono alla biodiversità presente nel suolo: “Il suolo sostiene la vita ed è pieno di vita!”.

A chi volesse avere una visione completa ed esaustiva della biodiversità nei suoli, consigliamo la lettura del Global Soil Biodiversity Atlas. Pubblicato dal Centro Comune di Ricerca della Commissione è un’opera esaustiva tanto sul piano scientifico che didattico. Corredato di numerosissime foto, permette la comprensione della complessità degli organismi, micro e macro, presenti nei suoli.  Continua a leggere “Il suolo sostiene la vita ed è pieno di vita”

Area ex fabbrica CISA-SNIA

In uno dei nostri primi Bollettini abbiamo parlato del “Bosco in Città” iniziativa di cittadini guidati da Italia Nostra che ha portato a salvaguardare una superficie di 110 ha per farli diventare un parco pubblico a pochi km dal centro di Milano. Questo caso fortunatamente non è isolato. Una esperienza simile si trova a Roma su via Prenestina, altezza largo Preneste, non lontano dalla fermata Malatesta della Metro C.

La storia di questa area è emblematica. Si tratta del recupero di una superficie industriale che, una volta dismessa, è stata oggetto di vari tentativi di speculazione edilizia. Solo l’intervento degli abitanti ne ha impedito la cementificazione, trasformandone una parte in un parco, il Parco delle Energie, accanto al centro sociale CSOA exSnia (Centro Sociale Occupato Autogestito eXSnia). Ma raccontiamo la storia dagli inizi. La fabbrica Cisa Snia Viscosa, attiva dal 1923, viene definitivamente dismessa nel 1955. La pineta, sulla collinetta che sovrasta l’area della fabbrica adibita a produzione, ottiene nel 1968, un vincolo paesaggistico, e nel Piano Regolatore Generale di Roma, l’area è destinata a verde e servizi pubblici. Nel 1990, il nuovo proprietario presenta un progetto per un centro commerciale e ottiene la concessione edilizia basata su una mappa del Piano Regolatore Generale, che la magistratura dichiarerà, in seguito, essere stata contraffatta. Nel 1992 durante i lavori per la realizzazione dei parcheggi sotterranei, viene intercettata la falda acquifera che scorre in corrispondenza del fosso della Marranella e si crea di fatto un lago. A nulla valgono i tentativi di convogliare le acque nelle condutture fognarie. Questa operazione provoca lo scoppio del collettore e l’allagamento di largo Preneste. I lavori si interrompono e il lago diventa una realtà permanente (vedi foto). Continua a leggere “Area ex fabbrica CISA-SNIA”

Certificazione biologica in Italia

L’articolo sul Consiglio dei Certificatori Biologici Europei (EOCC) apparso nel Bollettino n. 34 ha attirato l’attenzione di alcuni lettori che hanno chiesto maggiori informazioni sullo stato della certificazione biologica in Italia. Torniamo quindi sull’argomento al fine di fornire alcuni dettagli a coloro che vogliano far riconoscere le proprie produzioni da parte di organismi italiani ufficialmente abilitati alla certificazione.

Non è ancora tutto codificato o finalizzato a livello sia italiano che europeo. La certificazione dipende infatti dall’ente di controllo e dalla sua incisività rispetto sia alle verifiche periodiche sia alla propria credibilità. Per questo notiamo continui riaccorpamenti/aggregazioni di associazioni e nascite di nuovi consorzi di certificazione.

Dal 1982 l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) collega varie associazioni regionali italiane che si occupano di agricoltura biologica e di sviluppo sostenibile. Inizialmente aveva ricevuto dal Ministero le funzioni di organismo di controllo e certificazione. Continua a leggere “Certificazione biologica in Italia”

Biodiversity? Did you say biodiversity?

We are looking at a shameful manipulation of reality. More and more architects and engineers are making the effort to create areas containing traces of eco-friendliness. Milan now has the vertical wood in the Porta Garibaldi area. Other buildings (banks, public and private offices, …) contain trees, plants, shrubbery. But what about soil? It appears to be no longer necessary: all one needs nowadays is substrata, to which add water and nutritional elements. Those in charge will monitor plant growth and their development. As a result, two questions may arise: 1. Why all this? And 2. How much will it cost? Answers to these questions evoke safeguarding biodiversity alias plant, insect and animal biodiversity protection and net improvement of air quality. Costs are high and afforded by … those that have money! We are not sure that those plants, especially those in a closed building, help in protecting biodiversity and clean air. In the end, it is clear that normal people without high revenues cannot afford it.

We would therefore like to tell you about an initiative, which is also a challenge in itself:

“Biodiversity: a way to cultivate it home, every day”. Continua a leggere “Biodiversity? Did you say biodiversity?”

Biodiversità? Avete detto biodiversità?

Assistiamo ad una vergognosa manipolazione della realtà. Sempre più architetti e ingegneri si sforzano di costruire luoghi contenenti una parvenza di vita ecologica. Milano si è dotata del bosco verticale a Porta Garibaldi. Altri palazzi (banche, uffici pubblici, privati …) hanno al loro interno alberi, piante, arbusti. Ma dov’è il suolo? Sembra non sia più necessario: si possono usare vari substrati ai quali basta fornire acqua e elementi nutritivi. Del personale specializzato si occupa di seguire la crescita e lo sviluppo delle piante. Due domande sorgono spontanee: perché tutto ciò? quanto costa? Le risposte ricevute evocano la salvaguardia della biodiversità di piante, insetti e animali con un miglioramento della qualità dell’aria. Costi? Elevati e sopportati da chi … se lo può permettere. Siamo sicuri che piante “nutrite” aiutino biodiversità e producano aria più pulita specie se al chiuso? E soprattutto: come fa chi non se lo può permettere?

Ecco allora che vi segnaliamo un’esperienza, che di per sè rapprresenta una sfida:

“Coltivare la biodiversità: un percorso per farlo a casa tua, ogni giorno”.

L’Associazione Culturale Amici di Cuirone aderente al Forum Salviamo il Paesaggio in collaborazione con Slow Food Condotta Provincia di Varese, a partire dallo scorso ottobre ha allestito una mostra nel piccolo borgo di Cuirone di Vergiate (Varese) per avvicinare ogni persona a godere di quello che la natura offre. Il messaggio è chiaro: non c’è bisogno di andare lontano, la terra – anzi madre terra come ricorda san Francesco d’Assisi – ci circonda, offrendoci l’opportunità di scoprire gli equilibri che essa ha creato. Questi equilibri sono all’interno del riconoscimento della diversità biologica in cui terra, piante, animali, insetti lavorano tutti alacremente per formare e sostenere la vita sul pianeta. Continua a leggere “Biodiversità? Avete detto biodiversità?”