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Assemblea del Gruppo Suolo Europa – 18 febbraio 2022

L’Assemblea annuale del Gruppo Suolo Europa (GSE), gruppo di lavoro del Forum Salviamo il Paesaggio, si è tenuta il 18 febbraio 2022 dalle 20:00 alle 22:30.

Vari i punti analizzati e profonde le analisi proposte che hanno toccato tematiche quali la comunicazione, i gap generazionali, gli equilibri ecosistemici, l’educazione scolastica, …

È risultata unanime l’analisi che il suolo/territorio/paesaggio implichi processi complessi la cui comprensione necessita di tempi lunghi e di strumenti appropriati (dai social network ai tavoli nelle strade), cui va aggiunto un lavoro di appropriazione e adeguamento del linguaggio rivolto ai vari interlocutori. Si è inoltre sottolineato che va evitata qualsiasi generalizzazione, specie quando ci si riferisce alle nuove generazioni. Superfluo ricordare che queste ultime sono state escluse dalla cittadinanza attiva, sono state loro tolte le opportunità del presente e soprattutto di un futuro nella dimensione sia sociale che ambientale.

Anche il Bollettino mensile, attuale strumento di comunicazione del GSE, risulta più un dispositivo per “gli addetti ai lavori” che non uno di volgarizzazione e di coinvolgimento. Altri strumenti, soprattutto più adatti ai nuovi mezzi mediatici, devono essere utilizzati.

Molte delle tematiche affrontate non sono limitabili al GSE, ma sono valide per una rimodulazione sia in tutto il Forum SIP sia in altre strutture basate sul volontariato, tanto in Italia che in Europa.

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Società della Cura

Uscire dall’economia del profitto, costruire la società della cura è il manifesto della Società della Cura lanciato a fine 2020 e sottoscritto da 1400 tra persone, associazioni e gruppi.

Cosa si prefigge? “Non sprecare le lezioni della pandemia, affrontare il collasso climatico e l’ingiustizia sociale ripudiando la gerarchia di valori e poteri che governa il mondo, per costruire la società della cura di sé, degli altri, del pianeta.”

Con quali obiettivi specifici?

1. Conversione ecologica della società

2. Lavoro, reddito e welfare nella società della cura

3. Riappropriazione sociale dei beni comuni e dei servizi pubblici

4. Centralità dei territori e della democrazia di prossimità

5. Pace, cooperazione, accoglienza e solidarietà

6. Scienza e tecnologia al servizio della vita e non della guerra

7. Finanza al servizio della vita e dei diritti

Gli “addetti ai lavori” leggendo il manifesto riconosceranno temi e punti presentati da GNDE, da FFF e da XR oltre che da tante altri gruppi e associazioni.  Perché allora parlarne? Perché la Società della Cura è nata proprio per unire, togliere le barriere che ostacolano attori che desiderano una società nuova, ma che non riescono ad aggregarsi pur avendo gli stessi obiettivi. Da due anni ci stanno lavorando e plaudiamo alla loro più recente iniziativa: il Forum della convergenza dei movimenti che si è tenuto in presenza dal 25 al 27 febbraio 2022 a Roma.

Maggiori informazioni: societadellacura@gmail.com

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Tassonomia europea: gas e nucleare !?!?!

A più riprese in questo bollettino abbiamo già affrontato l’argomento “Tassonomia – Finanziamento di un’economia europea sostenibile” (vedi Luglio e Agosto 2020 e Marzo 2021). Ricordiamo che con questo termine la Commissione prevedeva: “La tassonomia dell’UE è uno strumento per aiutare gli investitori, le società, gli emittenti e i promotori di progetti a navigare nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, resiliente ed efficiente sotto il profilo delle risorse. Belle parole e belle speranze che si scontrano contro l’ottusità. Che si parli di creare centrali “moderne” basate sulla fusione nucleare e di utilizzare e sovvenzionare attività legate al gas lo potremmo anche accettare dal punto di vista concettuale. Ma perché volerle inserire come green nel documento della tassonomia?

Siamo alla mistificazione delle parole e all’appropriazione del linguaggio menzionata nel resoconto dell’Assemblea del GSE.

Il nostro Ministro della Transizione ecologica pretende le scuse degli attivisti che hanno spaventato i dipendenti e funzionari del Ministero col loro attacco. Bene! Ma se cominciasse prima lui a spiegare a tutti noi le sue posizioni altalenanti sull’uso del gas e la protezione degli ecosistemi? Perché poi rifiutarsi di parlare con i giovani che da settimane manifestano per essere ascoltati? Perché non convoca almeno le associazioni che hanno lanciato l’allarme su questo ulteriore scandalo gas/nucleare e che non hanno ricevuto risposta né in Italia né in EU?

Lasciamo i lettori riflettere su quanto sta avvenendo e su come stiamo distruggendo il futuro ambientale, sociale e lessicale delle prossime generazioni. Noi ci contentiamo di seguire e, nella misura delle nostre possibilità, di accompagnare i nostri figli e nipoti che si battono per avere un futuro ben distante dall’arroganza e dalla prosopopea di continuo manifestate dai nostri governanti. Per chi volesse capire con parole più chiare dei nostri Bollettini cosa significhi realmente la Tassonomia raccomandiamo la visione del “fumetto” creato dai giovani di FFF e disponibile nel loro sito https://fridaysforfutureitalia.it/la-confusione-della-tassonomia-verde/

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Ricordiamoci dei dati del Rapporto Oxfam

Riteniamo che i dati provenienti dal rapporto Oxfam “Confronting carbon inequality – Putting climate justice at the heart of the COVID-19 recovery” (“Affrontare la disuguaglianza di carbonio – Mettere la giustizia climatica al centro della ripresa dal COVID-19”) ci debbano essere sempre presenti. Ne riportiamo qui il Sommario e ci auguriamo che i funzionari del Ministero della Transizione Ecologica abbiano potuto leggere il rapporto e siano in grado di attirare l’attenzione del Ministro sui precisi dettagli che fornisce.

“Una nuova ricerca condotta dai Oxfam e dallo Stockholm Environment Institute (SEI) mostra l’estrema disuguaglianza del bilancio del carbonio che negli ultimi decenni ha portato il mondo al collasso del clima. Dal 1990 al 2015, un periodo critico in cui le emissioni annuali sono cresciute del 60% e le emissioni cumulative sono raddoppiate, stimiamo che:

• Il 10% più ricco della popolazione mondiale (circa 630 milioni di persone) è responsabile del 52% delle emissioni cumulative di carbonio, esaurendo il bilancio globale del carbonio di quasi un terzo (31%) solo in quei 25 anni;

• Il 50% più povero (circa 3,1 miliardi di persone) era responsabile solo del 7% delle emissioni cumulative e utilizzava solo il 4% del budget di carbonio disponibile;

• L’1% più ricco (circa 63 milioni di persone) da solo è responsabile del 15% delle emissioni cumulative e del 9% del bilancio del carbonio, il doppio della metà più povera della popolazione mondiale;

• Il 5% più ricco (circa 315 milioni di persone) è stato responsabile di oltre un terzo (37%) della crescita totale delle emissioni, mentre la crescita totale delle emissioni dell’1% più ricco è stata tre volte quella del 50% più povero.

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Richiesta dimissioni ministro Cingolani 

I 68 membri del Gruppo Suolo Europa hanno all’unanimità aderito alla richiesta di dimissioni dell’attuale Ministro della Transizione Ecologica (esperto in robotica e intelligenza artificiale), che dimostra di non avere l’indispensabile sensibilità alla dimensione ambientale di cui ha la responsabilità. La petizione ha raccolto per ora circa 5500 adesioni.

https://www.change.org/p/occorre-un-vero-ministro-della-transizione-ecologica-cingolani-si-dimetta

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Il GSE è veramente necessario?

Come già annunciato, il prossimo 18 febbraio dalle 20:00 alle 23:00, via piattaforma elettronica, in lingua italiana, si terrà l’Assemblea annuale del Gruppo Suolo Europa (GSE). Il dibattito si concentrerà su: è ancora necessario avere questo gruppo di lavoro del Forum SIP? Vi parteciperanno tutti coloro che si sono iscritti entro il 25 gennaio e che hanno ricevuto la documentazione di riferimento.

Le considerazioni finora emerse pongono in discussione la validità dell’azione futura del GSE. Ci si domanda in particolare se il GSE risponde alle necessità delle nuove generazioni. Chi finora ha partecipato alle attività del GSE potrà continuare a farlo in altre istanze e secondo le proprie modalità, mentre una nuova ottica di comunicazione è necessaria per arrivare là dove finora siamo stati carenti. Per esempio un gruppo Facebook, Instagram, Linkedin, TikTok, Telegram – magari già in inglese – ha più probabilità di essere accettato dai giovani che non il nostro Bollettino.

Per questo è necessaria la presenza di nuovi referenti che si assumano la responsabilità del GSE e affrontino la sfida della definizione della Legge europea sul suolo che vedrà un confronto anche serrato tra le varie lobby cointeressate. Questa ultima tematica d’altronde è materia da affrontare da tutto il Forum SIP senza deleghe.

La generazione che finora ha gestito il GSE deve poter fare un passo indietro e, pur mantenendo la propria disponibilità se richiesta, deve lasciare spazio alle nuove generazioni.

Le cose nuove si fanno solo con i giovani perché collaborano con entusiasmo e senza personalismi” (La macchina Zero – Ciaj Rocchi, Matteo Demonte).

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Una breve guida contro l’eco-ansietà

L’eco-ansia (nota anche come ansia climatica) è un persistente senso di terrore per le perdite ecologiche vissute o previste che influiscono sulla vita quotidiana.

Sempre più spesso giovani attivisti ne soffrono, per questo Extinction Rebellion XR ha stilato una breve guida che riteniamo interessante per tutti coloro che si battono per una società inclusiva rispettosa dell’ambiente. Ne riportiamo qui qualche estratto.

Qualunque sia la tua esperienza vissuta di eco-ansia, è importante trovare il modo di condividere i tuoi sentimenti in un ambiente sicuro in modo da poterli gestire giorno per giorno.

 1) Partecipa: l’attivismo è un modo meraviglioso per sentirsi responsabilizzati e incontrare persone che la pensano allo stesso modo. …

2) Esprimi te stesso: discutere la tua eco-ansia con un ascoltatore o un gruppo empatico può aiutarti a capire cosa stai provando e cosa puoi fare al riguardo. …

3) Trova l’equilibrio: mentre l’attivismo può essere estremamente potenziante, può anche richiedere un’enorme resilienza emotiva per evitare di “bruciarti”. …

4) Ricorda che non sei solo: ci sono così tante persone piene di amore, rabbia e senso di colpa per lo stato del mondo e che lottano per venire a patti con esso. …

5) Non mollare: cercare di fermare il riscaldamento globale o le attività estrattive non è una battaglia che può essere vinta o persa. Ogni giorno è un’opportunità per sanare la devastazione che è già avvenuta e ridurre la devastazione del futuro. La sfida è enorme e dobbiamo sempre mettere al primo posto il nostro benessere, ma arrendersi non avrà mai senso, in qualsiasi condizione climatica.”

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Geopolitica del Green Deal Europeo

Il Green Deal Europeo (GDE) ha implicazioni che vanno ben al di là dei limiti territoriali dell’Unione Europea, per questo si parla di implicazioni geopolitiche del GDE. Due interessanti analisi su questo soggetto sono state affrontate nel 2021.

La prima nel febbraio, presentata dall’Istituto Bruegel, autori Mark Leonard, Jean Pisani-Ferry, Jeremy Shapiro, Simone Tagliapietra and Guntram Wolff, propone sette azioni:

“1. Aiutare i paesi vicini esportatori di petrolio e gas a gestire le ripercussioni del Green Deal europeo. L’UE dovrebbe impegnarsi con questi paesi per promuovere la loro diversificazione economica, anche in energia rinnovabile e idrogeno verde che potrebbero in futuro essere esportati in Europa.

2. Migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime critiche e limitare la dipendenza, in primo luogo dalla Cina. Le misure essenziali includono una maggiore diversificazione dell’offerta, un aumento dei volumi di riciclaggio e la sostituzione di materiali critici.

3. Collaborare con gli Stati Uniti e altri partner per creare un “club per il clima” i cui membri applicheranno misure di adeguamento del confine del carbonio simili. Tutti i paesi, inclusa la Cina, sarebbero i benvenuti se si impegnassero a rispettare gli obiettivi e le regole del club.

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