ELASA in Finland and Estonia

Last May we had the pleasure of being invited to the ELASA meeting in Matera organized by the Italian group.

As the SIP Forum, we follow the work that these young landscape students do during their European meetings. So we asked for a short report on the ELASA meeting held last summer.

As it has every year since 1990, ELASA (European Landscape Architecture Student Association) organized an annual meeting and a mini meeting in which students from all over Europe had the opportunity to work together and exchange ideas.

The ELASA  2019 annual meetingdi was held in Estonia and Finland, from 6 to 17 August. Around 40 students from 15 European countries took part, including three from Italy.

2019 was a year of firsts, not for Estonia which was hosting for the third time (the first was in 2000, the second in 2007), but for Finland (and also for Italy, which hosted the mini meeting in the spring), hosting for the first time since the association’s foundation. It is important to remember that this association, as well as the annual meetings, owes its existence entirely to the enthusiasm and commitment of the students who belong to it, who manage and organize everything themselves.

 The meeting was titled “Finest Landscapes”: a play on words (‘finest’ consists of the first syllables of the names of the host nations FINland and ESTonia); the meeting was designed to trace the threads that hold together the fabric of the landscape, using the tools and the knowledge that every landscape architecture  should know, as well as an invitation to look beyond appearances into the depths of the forest of contrasts, patterns, cultures, to discover the highest qualities of the landscape and those who work with it.

Turning to the various events that were organized during the meeting, many workshops were held and many places visited. Estonia is one of the greenest countries in Europe, with around 50% forest cover, and it proved to be the perfect destination for hikes and explorations of the wildlife, much of which is extinct in most European countries. Tallin, Tartu, Kreenholm, and Narva were the cities that hosted the meeting and the students had the opportunity to apply their knowledge in some very interesting projects, including a workshop to produce ideas and solutions for Tartu’s candidacy as Capital of culture in 2024 (a contest which it has won).

Many locations in Finland were also visited; while the untouched forest landscapes are in some ways very similar to those of Estonia, the Finnish landscapes offer something extra, which is water: indeed around 10% of its surface is covered by lakes.

Further information from: daniele-stefano@hotmail.it

Money: not much, but now

When those working for voluntary associations get together and talk about our financial situation, we often refer to the saying: “Please don’t make jokes on my account, put some money into it instead.

The phrase came to our minds when we saw the programme for the meeting that will be held on 30 March 2020 at the headquarters of the World Bank in Washington. Organized by the WB itself along with CGIAR, CCAFS, The Nature Conservancy and above all the 4 per 1000 Initiative, the conference has a challenging title: “Enhancing investment in soil health and carbon storage: Frontiers for linking finance and carbon accounting“. Continua a leggere “Money: not much, but now”

ELASA in Finlandia e in Estonia

Nel maggio scorso abbiamo avuto il piacere di essere invitati alla riunione dell’ELASA a Matera organizzata dal gruppo italiano. Come Forum SIP seguiamo ciò che questi giovani studenti del paesaggio effettuano durante i loro incontri europei. Abbiamo pertanto richiesto un breve rapporto dell’incontro ELASA tenutosi l’estate scorsa.

Come ogni anno dal 1990, ELASA l’associazione europea studentesca di architettura del paesaggio ha organizzato un meeting annuale e un mini meeting in cui gli studenti partecipanti, provenienti da tutta Europa, hanno potuto cooperare e scambiarsi idee. Continua a leggere “ELASA in Finlandia e in Estonia”

Soldi: pochi ma subito

Quando ci si incontra tra associazioni di volontariato e si parla della propria situazione finanziaria, ci si scambia spesso un vecchio adagio: “Vi prego non fate battute sul mio conto … versateci dei soldi …“.

La frase è riaffiorata osservando il programma dell’incontro che si terrà il 30 marzo 2020 nella sede della Banca Mondiale (WB) a Washington. Organizzata, oltre che dalla WB, anche dal CGIAR, da CCAFS, The Nature Conservancy e soprattutto dall’Iniziativa 4×1000, la conferenza porta un titolo particolarmente impegnativo: “Migliorare gli investimenti sulla salute del suolo e lo stoccaggio del carbonio: Frontiere per collegare contabilità finanziaria e carbonio” (Enhancing investment in soil health and carbon storage: Frontiers for linking finance and carbon accounting).

L’Iniziativa 4×1000 da sempre promuove un partenariato globale con l’intenzione di facilitare gli sforzi tra molteplici attori per promuovere – in tutti gli ambiti – procedure atte ad aumentare l’accumulo di carbonio nel suolo a livello globale. Rimane però un grande divario tra la possibilità di sequestro di carbonio nel suolo e la sua reale attuazione pratica sul terreno. Molte organizzazioni ora chiedono di sostenere meglio tali pratiche. Ma uno dei principali limiti sta nella necessità di metodi coerenti e comparabili per misurare, comunicare e verificare i cambiamenti delle scorte di carbonio nel suolo. Continua a leggere “Soldi: pochi ma subito”

NON SIAMO SOLI : Malles

Forse alcuni dei nostri lettori ricorderanno gli articoli su Malles e il controllo democratico.

https://angelidelsuolo.wordpress.com/2018/10/01/malles-impazienza-o-pazienza/

https://angelidelsuolo.wordpress.com/2019/06/01/controllo-democratico/

Ritorniamo sull’argomento per riportare una notizia che consideriamo importante: la Corte d’appello di Trento, distaccamento Bolzano, con sentenza n°01 del 4 gennaio 2020, ha dato ragione al 100% al Comune di Malles. Il referendum popolare di Malles del 2013 si poteva fare, perché non arrecava nessun tipo di danno a nessuno. Non solo, ogni cittadino italiano (così è scritto nella sentenza) ha il diritto di fare una raccolta di firme e di porre un quesito referendario e democratico.

BASTA … progetto di ricerca sul Biochar !

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo questo articolo sul Biochar.

BASTA è un progetto di ricerca (FWO n. S000119N) pensato, avviato e condotto dall’Università di Hasselt e dall’Istituto per la ricerca agricola, della pesca e della nutrizione – in Belgio (ILVO – Instituut voor Landbouw-, Visserij- en Voedingsonderzoek). Il progetto unisce la competenza e gli sforzi di diversi esperti in chimica, biologia, economia e diritto per determinare il valore aggiunto del biochar nell’uso sostenibile del terreno attraverso applicazioni mirate (BASTA e’ l’acronimo del titolo del progetto: Biochar’s Added Value in Sustainable land use with Targeted Applications).

Il biochar è un materiale carbonaceo stabile, poroso, prodotto mediante decomposizione termica (o pirolisi) della biomassa. Date le sue promettenti caratteristiche fisico-chimiche, il biochar può essere usato per esempio in agricoltura, principalmente come ammendante agricolo e fertilizzante, nell’allevamento per vari scopi, ma anche come mezzo per la bonifica del suolo, e può anche essere considerato una tecnologia NET (Tecnologia a Emissione Negativa) o CDR (Rimozione del biossido di carbonio).

Il biochar ha suscitato un grande interesse nella comunità scientifica nell’ultimo decennio: inizialmente studiato principalmente in relazione alla fertilità e al miglioramento del suolo – specialmente dopo la scoperta dei cosiddetti suoli Terra Preta (terreni neri) in Amazzonia -, ora viene anche ampiamente considerato per il suo possibile ruolo nel ridurre le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera e, quindi, per il suo potenziale di alterazione del clima, al punto che nei suoi ultimi rapporti l’IPCC (Gruppo Intergovernativo sul cambiamento climatico) elenca il biochar tra gli strumenti proposti per mitigare i cambiamenti climatici attraverso di rimozione di CO2.

 Il progetto BASTA risponde a molte delle “Grandi sfide” del 21 ° secolo: uso di materie prime rinnovabili, sicurezza alimentare globale, agricoltura sostenibile e resiliente al clima e lotta ai cambiamenti climatici. Il progetto mira a colmare le lacune in un’economia circolare attraverso un riutilizzo efficiente della biomassa organica residua, con particolare attenzione ai risultati economici, ambientali e sociali ed entro limiti economici, ecologici e giuridici ottimali.

In particolare, questo progetto, (co) finanziato da FWO (Fonds Wetenschappelijk Onderzoek, ovvero la Fondazione di ricerca – Fiandre), mira a creare diversi biochar “su misura” (e quindi aventi determinate caratteristiche) dalla biomassa residua e a studiarne il potenziale di valorizzazione in applicazioni specifiche: (1) il biochar viene aggiunto durante l’elaborazione di letame e altre biomasse per studiarne gli effetti sulla qualità del prodotto e sull’efficienza del processo, nonché sulle emissioni di gas serra (GHG) e ammoniaca (NH3); (2) il modo di agire del biochar nei substrati di coltivazione è studiato al fine di progettare alternative alla torba a base di biochar, alternative che siano sostenibili  e che sopprimano le malattie; (3) il biochar viene usato  in campi aperti che sono attualmente sotto pressione (suoli moderatamente inquinati da metalli e sensibili alla siccità) al fine di studiare le caratteristiche specifiche del biochar allo scopo di ripristinare questi terreni degradati. Inoltre, la capacita’ di resistenza agli effetti del cambiamento climatico del biochar è testata nell’Ecotron dell’Università Hasselt, un’infrastruttura sofisticata in cui vengono simulate condizioni climatiche future.

 

Continua a leggere “BASTA … progetto di ricerca sul Biochar !”

4p1000 Regional Strategies

L’aumento del sequestro del carbonio nel suolo attraverso l’uso sostenibile delle risorse e l’introduzione di pratiche di gestione economicamente valide e rispettose dell’ambiente ha molteplici vantaggi, che non dovrebbero essere compensati da impatti negativi.

Il Segretariato Tecnico Scientifico dell’Iniziativa 4×1000 ha lanciato la raccolta di idee, informazioni, esperienze su precise pratiche di gestione dei suoli che permettano di aumentarne l’accumulo di carbonio. Il materiale sarà raccolto in tutti e 5 i continenti e pubblicato da un numero specifico del giornale ‘Regional Environmental Change’ edito da SpringlerNature. Se ne conosce già il titolo: Pratiche di gestione sostenibile per aumentare il sequestro del carbonio nel suolo: qual è il loro contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, all’adattamento e alla sicurezza alimentare in diversi ecosistemi e regioni del mondo?“.

La speciale pubblicazione di Springler fornirà una panoramica specifica per ognuno dei 5 continenti sulle possibilità di sequestro di carbonio organico nel suolo, con pratiche adeguate e innovative e i loro benefici per la mitigazione dei cambiamenti climatici, l’adattamento, la resilienza dei sistemi alimentari e la sicurezza alimentare.

Tutti gli articoli completi, già proposti per dicembre 2019, sono previsti entro il 1 giugno 2020. Una volta pubblicati saranno una fonte di ispirazione per molti agricoltori e utilizzatori del suolo nel mondo.

Per maggiori informazioni: https://www.researchgate.net/project/4p1000-initiative-scientific-and-technical-committee

La piattaforma dei suoli alpini

Non è necessario sottolineare l’importanza dell’arco alpino per gli ecosistemi, l’apporto idrografico, i ghiacciai, senza parlare degli aspetti legati alla biodiversità animale e vegetale. Ci preme invece indicare l’iniziativa che riguarda i suoli alpini che quattro nazioni (Slovenia, Germania, Italia e Francia) hanno intrapreso con la creazione di un specifico partenariato per i suoli alpini: la Alpine Soil Partnership (AlpSP).

L’AlpSP, ufficialmente creata nel marzo 2018 a Grenoble, unisce le forze degli esperti e gli utenti della conoscenza del suolo (autorità, professionisti, ONG, ecc.) per introdurre meglio la protezione del suolo nelle pratiche di gestione del territorio. Inoltre promuove la cooperazione a livello alpino in materia di protezione e gestione del suolo e dei servizi ecosistemici. AlpSP collega esperti e attori a livello sia orizzontale che verticale: le autorità pubbliche e gli esperti del suolo hanno in  questo modo l’opportunità di comprendere meglio le lacune e le esigenze di conservazione del suolo. Si può così arrivare a integrare idonee soluzioni e creare strumenti di lavoro da utilizzare come nuovi parametri di riferimento. Continua a leggere “La piattaforma dei suoli alpini”