Suolo Sociale (Romania)

Oggi, quando pensiamo alla parola contadino, pensiamo spesso all’agricoltura di sussistenza e ad una persona china sulla terra a spaccarsi la schiena. Invece questa parola ha un valore semantico molto forte. Se la traduciamo dalla sua versione francese “paysan” ha a che fare con paesaggio cioè con paese e non c’è paese né un paesaggio senza un contadino. Dunque non possiamo esimerci dal considerarne il valore sociale e culturale, oltre a quello economico di produzione.

In tema di suolo e di territori, il contadino ha bisogno di rigenerare le proprie risorse naturali, non può solo sfruttarle, pena una loro perdita. Per questo esistono associazioni che si preoccupano della difesa dei territori e si fanno un’infinità di lotte in tutta Europa per salvaguardarli. Possono essere lotte per la difesa e il mantenimento di terreni agricoli, o per il loro cambio d’uso, contro la cementificazione, la deforestazione o l’uso di inquinanti … e la lista è senza fine. Continua a leggere “Suolo Sociale (Romania)”

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La piattaforma collaborativa 4per1000

Ricordiamo che l’ambizione dell’Iniziativa 4per1000 è di riuscire a riunire partner pubblici e privati per ottenere un’agricoltura basata sulla gestione sostenibile di terreni e suoli con creazione di dignitosi e redditizi posti di lavoro. Una buona gestione dei suoli con aumento di materia organica, e quindi di carbonio, permette di avere maggiore fertilità e procura un immediato impatto positivo sul cambiamento climatico, riducendo l’effetto serra.

La riunione di Bonn ha consolidato la struttura dell’Iniziativa e permesso di tracciare il cammino da seguire per il prossimo anno. Malgrado le difficoltà iniziali, la complessa macchina organizzativa cresce e si rafforza.

In particolare la piattaforma elettronica, importante dispositivo operativo, è stata ufficialmente “inaugurata” a Bonn, anche se ancora non accessibile. Continua a leggere “La piattaforma collaborativa 4per1000”

Agricoltori proprietari di un supermercato (Francia)

Quando entriamo in un supermercato siamo l’anello finale di una catena che comincia dall’agricoltore e che, attraverso vari altri attori commerciali, arriva fino sul bancone di fronte ai nostri occhi. Il primo anello, l’agricoltore, è quello più penalizzato. La sua produzione è soggetta alle “leggi del mercato”… in realtà a chi controlla la rete di commercializzazione e vendita. Non è un caso che la mafia abbia occupato proprio questo “spazio” che assicura un massimo rendimento, mentre acquisisce e compra terreni agricoli a fini speculativi di riciclaggio di capitali.

La soluzione sta nello spezzare la “catena”. In precedenti bollettini abbiamo parlato di gruppi di agricoltori e consumatori che si fondono per la salvaguardia della dignità del lavoro agricolo e allo stesso tempo per la sicurezza alimentare. Abbiamo ora trovato un’altra interessante iniziativa ed esperienza attuata dagli agricoltori di Colmar in Francia. 35 di loro si sono messi insieme e hanno acquistato un supermercato dove vendono la loro produzione agricola. Da anni i produttori bio creano propri canali di vendita al dettaglio, anche con piccoli mercati specifici. Il passaggio alla “grande” distribuzione era ancora considerato fuori portata, salvo previ accordi specifici con le stesse catene commerciali. Gli agricoltori di Colmar sono riuisciti a comprare un vecchio supermercato Lidl e a riempirlo coi loro prodotti. Si chiama “Cuore contadino” (Cœur Paysan), è luogo di vendita diretta: dal produttore al consumatore. Vari prodotti vi sono offerti, nel rispetto del valore antico e naturale.

E’ interessante constatare come i consumatori riscoprano sapori e varietà di prodotti che il settore commerciale classico non prende più in considerazione. I 35 agricoltori offrono tutta la loro produzione diversificandola e rispondendo alla crescente domanda di prodotti sani e nati localmente (tutti gli agricoltori producono entro un raggio di 40km dal supermercato). Inoltre i prezzi sono ben inferiori a quelli della rete commerciale classica.

Gli agricoltori restano responsabili dei loro prodotti fino al pagamento alla cassa da parte del consumatore. Sono loro stessi che fissano i prezzi di vendita ed è al momento dell’acquisto che viene prelevato tra un quarto e un terzo del prezzo per coprire i costi di gestione del supermercato. L’agricoltore è quindi garante della merce fino alla sua consegna al cliente: un’ulteriore protezione per il consumatore. Gli agricoltori a turno sono presenti nel supermercato (almeno due mezze giornate al mese) in modo da permettere ai clienti di contattarli personalmente. In altre parole si stabilisce un rapporto tra produttori e consumatori basato sulla trasparenza e la reciproca fiducia.

Riteniamo che questo sia un ottimo esempio da riprodurre in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

 

 

World Future Council premia l’Iniziativa 4×1000

Il World Future Council (WFC) è una fondazione che opera a livello internazionale per consentire ai responsabili politici di affrontare più rapidamente le sfide globali cui dobbiamo rispondere. Il WFC cerca le migliori soluzioni politiche e le consiglia ai vari responsabili politici per la loro messa in esecuzione. Negli ultimi dieci anni ha organizzato più di 100 audizioni parlamentari, viaggi di studio e workshop per diffondere le buone politiche che ha identificato.

La sede del WFC è ad Amburgo, in Germania, con uffici a Ginevra, Londra e Pechino. Una delle attività annuali del WFC è l’assegnazione del Future Policy Award. Questo premio è unico a livello internazionale, in quanto si assegna alle politiche piuttosto che alle persone.

Dal 2009, questo premio ha permesso di mettere in luce le politiche nelle aree in cui i progressi sono più urgenti: sicurezza alimentare, protezione della biodiversità, foreste, oceani e coste, disarmo, diritti dei bambini, fine della violenza contro donne e ragazze.

Nel 2017, il Future Policy Award è stato organizzato in collaborazione con la Convenzione delle Nazioni Unite per Combattere la Desertificazione (UNCCD) e ha premiato politiche di forte impatto per combattere la desertificazione e il degrado del territorio. Il degrado del suolo purtroppo si espande ancora ad un ritmo spaventoso, con conseguenze disastrose per la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza e la stabilità climatica. I premi del Future Policy Award hanno sottolineato che con la volontà politica, le priorità giuste e le politiche più efficaci in atto, si possono ottenere risultati considerevoli per concretizzare gli obiettivi dell’UNCCD e limitare gli effetti della desertificazione.

In breve ecco i premi del 2017:

  1) Il premio d’Oro è stato consegnato alla strategia di sviluppo regionale della regione del Tigray in Etiopia.

Dall’introduzione di questa politica, sono stati avviati importanti azioni per rimediare al degrado delle risorse naturali. Grazie ad una combinazione unica collettiva, il popolo del Tigray ha restaurato terreni su larga scala e migliorato significativamente la sicurezza alimentare e idrica.

  2) I due premi d’Argento:

  • alle politiche del Brasile per il suo programma delle cisterne per fornire in modo bottom-up l’acqua per il consumo familiare, la produzione di cibo e il mantenimento del bestiame. In questo modo sono stati aiutati e responsabilizzati milioni di persone, le più povere del Paese.
  • alla Cina che – prima al mondo – si è dotata di una legge che vede un approccio integrato per la lotta contro la desertificazione, grazie alla quale il paese ha invertito la tendenza negativa degli ultimi 15 anni.

  3) I tre premi di Bronzo: sono andati alle politiche di Australia, Giordania e Niger.

Infine, un altro premio, il Future Policy Vision Award 2017 è stato assegnato all’Iniziativa 4 per 1000, per il suo approccio che richiede il tanto necessario cambio di paradigma nella pratica agricola. Questa iniziativa di alto livello che accomuna i responsabili delle politiche del suolo (dagli agricoltori ai governi) ha creato un’attenzione senza precedenti sul rilevante ruolo svolto dai suoli per la sicurezza alimentare e la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Tutte queste politiche rilevanti e innovative sono state premiate durante la cerimonia – cena in Ordos (Cina) dal governo ospitante l’UNCCD COP13, alla presenza di circa 300 ministri e capi delegazioni.

Maggiori informazioni:

Ingrid Heindorf ingrid.heindorf@worldfuturecouncil.org

 

 

Carta degli orti collettivi di … Bruxelles (Belgio)

In molte città europee si coltivano aree che poco hanno a che fare coi terreni agricoli. In italiano vengono spesso chiamati “orti di guerra” in altre lingue si parla di orti collettivi. È interessante scoprire che sempre più le municipalità incoraggiano queste forme di messa a coltura. A Bruxelles è stata redatta una carta che recensisce 651 orti collettivi nella Regione di Bruxelles (in effetti la capitale del Belgio è amministrativamente una regione) e 1175 se si includono quelli della Vallonia. Non sono piccoli numeri e toccano realtà agricole che hanno raggiunto una certa visibilità specie localmente. È interessante notare che vi sono orti collettivi anche in pieno centro storico della città e altri nel “Pentagono” che è l’area storica della città.

Dove è possibile installare un orto collettivo? La risposta è meno difficile di quanto si possa immaginare. Se un gruppo vuole ottenere una superficie, può cercare su tetti piatti (naturalmente facilmente accessibili) specie se appartenenti a entità pubbliche (esempio il tetto della Biblioteca Reale), terreni appartenenti a enti pubblici o semipubblici, ai lati delle strade o su larghi marciapiedi poco utilizzati (magari anche con strutture appositamente costruite). Chi fornisce aiuto e informazioni? L’Istituto di Bruxelles per la Gestione dell’Ambiente (IBGE), organismo della Regione Capitale.

I principi su cui si basano gli orti collettivi sono pochi e semplici: la gestione del terreno è data al gruppo che gestisce l’attività su base comunitaria. Ci si incontra, si scambiano idee, si decide, si lavora, si sta assieme. Il tutto è basato su un’agricoltura il più possibile naturale e che copra quasi permanentemente il suolo (permacoltura). Si ottengono così giardini che durante tutto l’anno fornisco prodotti alimentari dai pomodori ai cavolini di Bruxelles, dalla lattuga ai fagioli, dalle carote alle rape rosse, dai carciofi ai finocchi ai broccoli … il tutto in armonia col ritmo della natura. Chi vi lavora afferma che tale attività permette oltre a mangiare sano, a vivere con maggiore relax e maggior buonumore costruendo legami sociali e non solo conoscenze formali.

Tutto questo in un ambiente che comunque è circondato da rumori, traffico, aria inquinata. La società moderna non educa più alla solidarietà e alla cooperazione, invece con gli orti collettivi si riapprende a vivere insieme … vivendo insieme.

 

Iniziativa 4 per 1000: Riunione dell’Iniziativa a Bonn 16 novembre 2017

Si è svolta a Bad Godesberg (Bonn) la seconda riunione del Forum e la terza riunione del Consorzio “Iniziativa 4 per 1000”. La presenza di Ministri e autorità nella sezione iniziale, sottolinea l’importanza che l’Iniziativa ha acquisito a livello di Stati e Governi. Ne è ulteriore prova l’ingresso dell’Olanda come membro ufficiale dell’Iniziativa.

Le relazioni del Segretariato e del Comitato scientifico tecnico hanno illustrato le attività dell’ultimo anno. In sintesi: un Forum attivo che pragmaticamente ha consolidato la struttura organizzativa dell’Iniziativa. Possiamo affermare che il lavoro finora effettuato da questi due segmenti ha realizzato i previsti obiettivi organizzativi.

Dagli interventi dei vari responsabili è anche emersa la preoccupazione di evitare sovrapposizioni o potenziali conflitti con azioni già esistenti della FAO, della Commissione Europea o di altre organizzazioni internazionali. La disponibilità alla collaborazione e alla sinergia viene offerta e richiesta a tutti. Però, è evidente che con lo schema classico con cui si è strutturata l’Iniziativa 4×1000, si debba prima a poi arrivare ad un confronto con le organizzazioni che da anni si occupano delle stesse tematiche.

Rimane inoltre ancora parzialmente nebuloso come concretizzare l’obiettivo principale dell’Iniziativa: aumentare del 4 per 1000 l’accumulo di carbonio nei suoli. Va forse definito meglio quale contributo attivo è richiesto agli agricoltori e agli attivisti che sono partner dell’Iniziativa. Alcuni suggerimenti – purtroppo non valorizzati a causa del limitato tempo a disposizione per la loro analisi e presentazione – sono emersi nei brainstorming organizzati per i 6 gruppi di partner: i) organizzazioni internazionali; ii) Banche e fondazioni; iii) Istituti di ricerca e di educazione; iv) agricoltori/allevatori/forestali; v) Società Civile e ONG; vi) Aziende e Gruppi privati.

Tre le domande cui ogni gruppo era sollecitato a rispondere:

  1. Come l’Iniziativa 4×1000 può facilitare un’azione comune a tutti i livelli?
  2. In quanto attore, come puoi impegnarti nella concretizzazione dell’azione comune?
  3. Quali condizioni possono facilitare o rallentare le azioni?

Interessante il dibattito del gruppo delle società civile e delle organizzazioni non governative. Esse proponevano una nuova e importante azione di comunicazione dell’Iniziativa che portasse – usando la piattaforma elettronica ancora in preparazione – a organizzare dibattiti, analisi e ricerche basate su una partecipazione volontaria ripartita non geograficamente – come è attualmente proposto – ma tematicamente. L’obiettivo è di fare interagire gli attori interessati ad una comune tematica, dal livello governativo a quello degli attivisti sul terreno. Una strutturazione tematica permetterebbe quindi uno scambio di apprezzamenti e di contributi attualmente non facile tra i gruppi sopracitati e creati per altri scopi.

Con la piattaforma si potrebbero ottenere gruppi virtuali di analisi / studio su diversi soggetti da far gestire ai partecipanti stessi. Esempi di gruppi, coloro che vogliano lavorare su: struttura del suolo; biodiversità del suolo; approccio basato sul coltivare il suolo piuttosto che le piante; … Tali dibattiti potrebbero essere strutturati dagli attori interessati indipendentemente dalla loro dislocazione fisica o dalle loro attuali attività o responsabilità.

Il Forum, con la sua piattaforma elettronica, potrebbe diventare allora il punto di riferimento dove dibattere liberamente novità, approcci, idee con il comune obiettivo di aumentare del 4 per 1000 il carbonio nel suolo e diminuire drasticamente i problemi dovuti al cambiamento climatico.

QUI Rapporto della Attività 2016-2017 dell’Iniziativa (versione inglese, quella francese è disponibile su richiesta a suolo.europa@gmail.com).

La foresta di Bialowieza (Polonia)

Molto spesso si sente parlare di individui e associazioni che si battono contro gigantesche multinazionali. Al disprezzo dei valori di salvaguardia della vita si aggiungono le prevaricazioni su singoli attivisti o associazioni tramite denunce o richieste di indennizzi con montanti stratosferici. Molteplici sono le ragioni che inducono le compagnie private ad agire in questo modo, la più pressante resta quella di far “paura” e prendere tempo obbligando la controparte a stare costantemente sotto pressione. Anche in caso di “vittoria” dei singoli il risultato è il loro indebolimento e isolamento.

Questo è quanto sta avvenendo in Polonia. La foresta di Białowieża si trova a est e contiene ancora una ricchissima e unica biodiversità. È considerata l’ultima foresta primaria d’Europa, per questo è “protetta” da leggi nazionali ed europee ed è patrimonio naturale dell’UNESCO. Il governo polacco attuale ha stravolto tale “protezione” e, con la scusa di lottare contro insetti xilofagi, ha permesso l’abbattimento di oltre 50.000 alberi di cui molti ultra centenari. Continua a leggere “La foresta di Bialowieza (Polonia)”

Iniziativa 4 per 1000: programma della Riunione a Bonn

La riunione di Bonn è la terza riunione dopo quella di Parigi (2015) e Marrakech (2016).

Si terrà nella sede del Comune di Bad Godesberg nella periferia di Bonn. La mattinata è riservata alla presentazione dei lavori finora effettuati e al rapporto del Comitato Tecnico Scientifico. Quest’ultimo si riunirà anche il 14 e il 15 novembre.

Il pomeriggio del 16, la riunione sarà riservata ai soli membri del Consorzio 4per1000.

Ancora non sono disponibili i documenti preparatori della conferenza, alleghiamo quindi qui solo il programma della giornata.

Come previsto il Forum SIP parteciperà ai lavori della riunione.