La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane

Lo scorso 27 Febbraio si è tenuto il Webinar[1]La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane”. Si tratta del primo appuntamento formativo organizzato da PAN Europe nell’ambito della campagna “Città Libere dai Pesticidi”. PAN Europe è una ONG con sede a Bruxelles impegnata dal 1987 nella lotta contro l’utilizzo dei pesticidi chimici (vedi presentazione del PAN Europa nel Bollettino n. 40 del 1 ottobre 2017).

La Rete Europea delle Città Libere dai Pesticidi è il progetto PAN che nasce con l’obiettivo di riunire una massa critica di Comuni impegnati ad eliminare l’uso degli antiparassitari e fornire una piattaforma europea all’interno della quale condividere esperienze, pratiche e conoscenze, ricevendo un supporto reciproco. Continua a leggere “La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane”

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Iniziativa 4 per 1000: Workshop a porte chiuse con potenziali investitori

L’8 febbraio 2018 si è tenuto un workshop a Londra, ospitato dal Centro Hoffmann per l’economia delle risorse sostenibili, e organizzato congiuntamente da The Nature Conservancy, Cornell University e 4 per 1000 Initiative.

L’evento, la cui partecipazione era solo su invito, ha affrontato la possibilità di creare sinergie tra potenziali investimenti e l’azione di stoccaggio / sequestro del carbonio organico nel suolo. Si è cercato cioè di creare una maggiore comprensione dei risultati scientifici che si occupano del carbonio nel suolo per responsabili – pubblici e privati – delle decisioni di vari settori economici.

Questo incontro si è effettuato secondo la regola del Chatham House che prevede di lasciar esprimere liberamente i partecipanti senza registrazione di cosa è stato detto e di chi lo ha detto. Solo il documento finale contente il risultato del dibattito viene reso pubblico. Continua a leggere “Iniziativa 4 per 1000: Workshop a porte chiuse con potenziali investitori”

Educazione – LEAF (Learn about Forest)

Con il Bollettino, siamo sempre alla ricerca di esperienze capaci di indurre cambiamenti del comportamento umano al fine di non mettere in difficoltà le generazioni future. Per questo cerchiamo esempi che tocchino direttamente l’educazione e che siano, secondo noi, utili e riproducibili.

Siamo stati attratti dal programma educativo Learn about Forest (LEAF) creato nel 1999 assieme alla Foundation for Environmental Education per introdurre l’educazione ambientale e forestale nelle scuole di Norvegia, Svezia e Finlandia. Il programma di educazione ambientale si basa su otto principi concordati da queste nazioni ed è richiesto a chi desideri raggiungere l’iniziativa di seguirli e difenderli. Oggi, questi tre paesi fondatori svolgono ancora un ruolo importante nell’organizzazione LEAF che nel frattempo è diffuso in 26 nazioni (non in Italia!) e tocca otre 600mila studenti dalle scuole dell’infanzia alle superiori. Continua a leggere “Educazione – LEAF (Learn about Forest)”

“Mitigare il cambiamento climatico con i piedi nella terra”

Quando è stata lanciata l’Iniziativa 4per1000 a Parigi nel dicembre 2015 non ci si sarebbe immaginati che perfino il New York Times avrebbe affrontatato il tema dell’accumulo di carbonio nel suolo. È quanto emerge dall’articolo di Jacques Leslie pubblicato il 2 dicembre 2017:

“Soil Power! The Dirty Way to a Green Planet” (Potere al suolo! Lo sporco cammino per un pianeta verde). L’articolo, per chi segue l’Iniziativa 4×1000, risulta alquanto generico, ha tuttavia il pregio di indicare la strada da seguire: il suolo è il deposito più probabile per l’accumulo di grandi quantità di carbonio.

Anche le possibili soluzioni per accumulare il C nel suolo ripetono ciò che l’Iniziativa 4×1000 chiede a gran voce. Consideriamo altamente positivo che un quotidiano di larga diffusone si sia interessato alla problematica Carbonio-Suolo-Cambiamento climatico. In questo modo un vasto pubblico (soprattutto urbano) potrà essere meglio informato sulla necessità di proteggere i suoli. Nell’articolo si menzionano professori universitari, alcuni dei quali presenti all’Assemblea di Bonn. Le loro indicazioni per aumentare l’accumulo di carbonio ripercorrono le indicazioni già presenti nel manifesto dell’Iniziativa e sottolineano l’importanza di pensare al suolo prima che alle coltivazioni.

Ai nostri lettori, raccomandiamo la lettura dell’articolo che ha anche una versione spagnola.

Consigliamo al board e al comitato scientifico dell’Iniziativa 4per1000 di prendere contatto col NYT e il suo giornalista, informandoli sugli obiettivi e la struttura operativa dell’Iniziativa 4×1000.

Suolo Sociale (Romania)

Oggi, quando pensiamo alla parola contadino, pensiamo spesso all’agricoltura di sussistenza e ad una persona china sulla terra a spaccarsi la schiena. Invece questa parola ha un valore semantico molto forte. Se la traduciamo dalla sua versione francese “paysan” ha a che fare con paesaggio cioè con paese e non c’è paese né un paesaggio senza un contadino. Dunque non possiamo esimerci dal considerarne il valore sociale e culturale, oltre a quello economico di produzione.

In tema di suolo e di territori, il contadino ha bisogno di rigenerare le proprie risorse naturali, non può solo sfruttarle, pena una loro perdita. Per questo esistono associazioni che si preoccupano della difesa dei territori e si fanno un’infinità di lotte in tutta Europa per salvaguardarli. Possono essere lotte per la difesa e il mantenimento di terreni agricoli, o per il loro cambio d’uso, contro la cementificazione, la deforestazione o l’uso di inquinanti … e la lista è senza fine. Continua a leggere “Suolo Sociale (Romania)”

La piattaforma collaborativa 4per1000

Ricordiamo che l’ambizione dell’Iniziativa 4per1000 è di riuscire a riunire partner pubblici e privati per ottenere un’agricoltura basata sulla gestione sostenibile di terreni e suoli con creazione di dignitosi e redditizi posti di lavoro. Una buona gestione dei suoli con aumento di materia organica, e quindi di carbonio, permette di avere maggiore fertilità e procura un immediato impatto positivo sul cambiamento climatico, riducendo l’effetto serra.

La riunione di Bonn ha consolidato la struttura dell’Iniziativa e permesso di tracciare il cammino da seguire per il prossimo anno. Malgrado le difficoltà iniziali, la complessa macchina organizzativa cresce e si rafforza.

In particolare la piattaforma elettronica, importante dispositivo operativo, è stata ufficialmente “inaugurata” a Bonn, anche se ancora non accessibile. Continua a leggere “La piattaforma collaborativa 4per1000”

Agricoltori proprietari di un supermercato (Francia)

Quando entriamo in un supermercato siamo l’anello finale di una catena che comincia dall’agricoltore e che, attraverso vari altri attori commerciali, arriva fino sul bancone di fronte ai nostri occhi. Il primo anello, l’agricoltore, è quello più penalizzato. La sua produzione è soggetta alle “leggi del mercato”… in realtà a chi controlla la rete di commercializzazione e vendita. Non è un caso che la mafia abbia occupato proprio questo “spazio” che assicura un massimo rendimento, mentre acquisisce e compra terreni agricoli a fini speculativi di riciclaggio di capitali.

La soluzione sta nello spezzare la “catena”. In precedenti bollettini abbiamo parlato di gruppi di agricoltori e consumatori che si fondono per la salvaguardia della dignità del lavoro agricolo e allo stesso tempo per la sicurezza alimentare. Abbiamo ora trovato un’altra interessante iniziativa ed esperienza attuata dagli agricoltori di Colmar in Francia. 35 di loro si sono messi insieme e hanno acquistato un supermercato dove vendono la loro produzione agricola. Da anni i produttori bio creano propri canali di vendita al dettaglio, anche con piccoli mercati specifici. Il passaggio alla “grande” distribuzione era ancora considerato fuori portata, salvo previ accordi specifici con le stesse catene commerciali. Gli agricoltori di Colmar sono riuisciti a comprare un vecchio supermercato Lidl e a riempirlo coi loro prodotti. Si chiama “Cuore contadino” (Cœur Paysan), è luogo di vendita diretta: dal produttore al consumatore. Vari prodotti vi sono offerti, nel rispetto del valore antico e naturale.

E’ interessante constatare come i consumatori riscoprano sapori e varietà di prodotti che il settore commerciale classico non prende più in considerazione. I 35 agricoltori offrono tutta la loro produzione diversificandola e rispondendo alla crescente domanda di prodotti sani e nati localmente (tutti gli agricoltori producono entro un raggio di 40km dal supermercato). Inoltre i prezzi sono ben inferiori a quelli della rete commerciale classica.

Gli agricoltori restano responsabili dei loro prodotti fino al pagamento alla cassa da parte del consumatore. Sono loro stessi che fissano i prezzi di vendita ed è al momento dell’acquisto che viene prelevato tra un quarto e un terzo del prezzo per coprire i costi di gestione del supermercato. L’agricoltore è quindi garante della merce fino alla sua consegna al cliente: un’ulteriore protezione per il consumatore. Gli agricoltori a turno sono presenti nel supermercato (almeno due mezze giornate al mese) in modo da permettere ai clienti di contattarli personalmente. In altre parole si stabilisce un rapporto tra produttori e consumatori basato sulla trasparenza e la reciproca fiducia.

Riteniamo che questo sia un ottimo esempio da riprodurre in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

 

 

World Future Council premia l’Iniziativa 4×1000

Il World Future Council (WFC) è una fondazione che opera a livello internazionale per consentire ai responsabili politici di affrontare più rapidamente le sfide globali cui dobbiamo rispondere. Il WFC cerca le migliori soluzioni politiche e le consiglia ai vari responsabili politici per la loro messa in esecuzione. Negli ultimi dieci anni ha organizzato più di 100 audizioni parlamentari, viaggi di studio e workshop per diffondere le buone politiche che ha identificato.

La sede del WFC è ad Amburgo, in Germania, con uffici a Ginevra, Londra e Pechino. Una delle attività annuali del WFC è l’assegnazione del Future Policy Award. Questo premio è unico a livello internazionale, in quanto si assegna alle politiche piuttosto che alle persone.

Dal 2009, questo premio ha permesso di mettere in luce le politiche nelle aree in cui i progressi sono più urgenti: sicurezza alimentare, protezione della biodiversità, foreste, oceani e coste, disarmo, diritti dei bambini, fine della violenza contro donne e ragazze.

Nel 2017, il Future Policy Award è stato organizzato in collaborazione con la Convenzione delle Nazioni Unite per Combattere la Desertificazione (UNCCD) e ha premiato politiche di forte impatto per combattere la desertificazione e il degrado del territorio. Il degrado del suolo purtroppo si espande ancora ad un ritmo spaventoso, con conseguenze disastrose per la sicurezza alimentare, i mezzi di sussistenza e la stabilità climatica. I premi del Future Policy Award hanno sottolineato che con la volontà politica, le priorità giuste e le politiche più efficaci in atto, si possono ottenere risultati considerevoli per concretizzare gli obiettivi dell’UNCCD e limitare gli effetti della desertificazione.

In breve ecco i premi del 2017:

  1) Il premio d’Oro è stato consegnato alla strategia di sviluppo regionale della regione del Tigray in Etiopia.

Dall’introduzione di questa politica, sono stati avviati importanti azioni per rimediare al degrado delle risorse naturali. Grazie ad una combinazione unica collettiva, il popolo del Tigray ha restaurato terreni su larga scala e migliorato significativamente la sicurezza alimentare e idrica.

  2) I due premi d’Argento:

  • alle politiche del Brasile per il suo programma delle cisterne per fornire in modo bottom-up l’acqua per il consumo familiare, la produzione di cibo e il mantenimento del bestiame. In questo modo sono stati aiutati e responsabilizzati milioni di persone, le più povere del Paese.
  • alla Cina che – prima al mondo – si è dotata di una legge che vede un approccio integrato per la lotta contro la desertificazione, grazie alla quale il paese ha invertito la tendenza negativa degli ultimi 15 anni.

  3) I tre premi di Bronzo: sono andati alle politiche di Australia, Giordania e Niger.

Infine, un altro premio, il Future Policy Vision Award 2017 è stato assegnato all’Iniziativa 4 per 1000, per il suo approccio che richiede il tanto necessario cambio di paradigma nella pratica agricola. Questa iniziativa di alto livello che accomuna i responsabili delle politiche del suolo (dagli agricoltori ai governi) ha creato un’attenzione senza precedenti sul rilevante ruolo svolto dai suoli per la sicurezza alimentare e la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Tutte queste politiche rilevanti e innovative sono state premiate durante la cerimonia – cena in Ordos (Cina) dal governo ospitante l’UNCCD COP13, alla presenza di circa 300 ministri e capi delegazioni.

Maggiori informazioni:

Ingrid Heindorf ingrid.heindorf@worldfuturecouncil.org