Associazione In Loco (Portogallo) progetto “Prato Certo”

A seguito dell’articolo su Agroecopolis in Grecia, un nostro lettore ci segnala una iniziativa che va nella stessa direzione in Portogallo. Creata nel 1988, l’Associazione IN LOCO è un’organizzazione senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo locale delle entità territoriali in particolare rurali. Sviluppo inteso come un processo di educazione permanente e partecipazione civica e solidale per soddisfare le esigenze attuali senza compromettere il futuro. Tutto ciò attraverso iniziative per l’animazione, la formazione e l’organizzazione di persone ed entità, in una logica di integrazione e in un quadro di apprendere facendo (learning by doing).

Un loro progetto di educazione si chiama il Prato Certo che in italiano significa il Piatto Giusto.

Ha l’obiettivo di formare e responsabilizzare le persone al rischio insicurezza alimentare.

Nelle aree più povere della nazione e nel periodo di crisi economica con l’imposizione di drastica riduzione del potere economico delle famiglie e degli individui, l’Associazione ha deciso di fornire fondamentali informazioni per fare in modo che si possa mettere nel piatto un cibo sano, equilibrato, appetitoso e sostenibile economicamente, ma con un costo inferiore ad un euro a pasto.

Per poterlo fare In Loco ha dovuto smantellare miti e pregiudizi e conquistare la fiducia dei gruppi identificati. Ha così fornito loro le informazioni per attivare processi di appropriazione di valori e di principi tipici dell’alimentazione mediterranea. Questa comunicazione capillare è stata indirizzata attraverso organizzazioni di aiuto alimentare e con aziende di distribuzione di alimenti e / o pasti a scuole e strutture pubbliche attraverso gli agenti di azione sociale.

Questi gli obiettivi specifici: Continua a leggere “Associazione In Loco (Portogallo) progetto “Prato Certo””

La scienza del suolo al di là del Covid19 di Rattan Lal

Il nome di Rattan Lal è sconosciuto alla maggior parte dei nostri lettori. È uno scienziato del suolo, americano di origine indiana, il cui lavoro si è concentrato sul potenziale dei suoli per aiutare a risolvere problemi globali come i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e la qualità dell’acqua. Nel 2019 il Giappone gli ha assegnato il Premio “per la gestione sostenibile del suolo per la sicurezza alimentare globale e la mitigazione dei cambiamenti climatici“. L’11 giugno 2020, il professor Lal ha ricevuto anche il prestigioso World Food Prize-2020.

La sua ricerca si discosta dalla convenzionale strategia di fertilità del suolo degli anni ’70, basata sulla forte dipendenza dai fertilizzanti commerciali. Lal ha portato a una migliore comprensione di come l’agricoltura no-tillage, le colture di copertura, i residui delle colture, la pacciamatura e l’agro-forestale possano ripristinare i terreni degradati, aumentando la materia organica sequestrando carbonio atmosferico nel suolo e aiutando a combattere l’innalzamento dei livelli di anidride carbonica nell’aria.

È importante conoscere le valutazioni di Lal sulla situazione attuale; le ha espresse in articolo pubblicato lo scorso aprile – in piena pandemia – nel Journal of Soil and Water Conservation dal titolo ‘Soil science beyond COVID-19’ (La scienza del suolo oltre il COVID19). A prima vista sembrerebbe un articolo per “addetti ai lavori”. Contiene invece chiare affermazioni che devono diventare patrimonio di tutti.

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I piccoli produttori agricoli rispondono alla crisi Covid19 con una campagna nazionale in Grecia!

Grecia vive bassi tassi di mortalità dovuta al corona virus. Le misure imposte tempestivamente sono state altrettanto severe che nei paesi più colpiti, mettendo a dura prova una società e un’economia già in rovina per la crisi economica in atto.

Come altrove nell’UE, COVID-19 ha aspramente leso i piccoli agricoltori greci agro-ecologici. Per la maggior parte di loro, le rigorose restrizioni alla circolazione e la chiusura provvisoria di molte aziende hanno improvvisamente reso inaccessibili luoghi come piccoli ristoranti, hotel e mercati agricoli locali. Inoltre, non ricevono sussidi o compensazioni e si affidano alla filiera corta per sopravvivere. Questo è fondamentale, non solo per il loro sostentamento, ma per la stessa esistenza dell’agricoltura familiare in Grecia.

Gli agricoltori della Community Supported Agriculture (CSA – Agricoltura Sostenuta dalla Comunità), che di solito operano su scala locale, hanno incontrato ulteriori difficoltà poiché in molti casi non erano autorizzati a viaggiare e dovevano utilizzare i servizi di aziende di consegna già sopraffatte, aggiungendo costi e sottraendo qualità ai loro prodotti. Oltre a ciò, fino ad ora la maggior parte degli schemi CSA nel paese è informale: non esiste un “contratto” firmato tra le due parti e non esiste un’associazione nazionale ufficiale per la promozione o la difesa dei loro interessi. Continua a leggere “I piccoli produttori agricoli rispondono alla crisi Covid19 con una campagna nazionale in Grecia!”

Piano d’Azione Biologica

La Danimarca ha preso molto sul serio la transizione dall’agricoltura industriale a quella ecologica ed ha creato e messo in atto le regole per l’agricoltura biologica, arrivando a detenere il primato della quota di mercato biologica più elevata nei supermercati. Sviluppando e attuando il piano d’azione biologico, dal 2011 il governo danese ha mirato a sviluppare ed aumentare ulteriormente la produzione biologica. Inoltre, il piano d’azione biologico danese intende raddoppiare l’area coltivata biologicamente entro il 2020, misurata dal livello del 2007.

Al fine di raggiungere questo obiettivo ambizioso, il governo danese ha considerato come fattore essenziale il coinvolgimento di tutte le parti interessate. Infatti, voleva che il settore pubblico aprisse la strada e accelerasse lo sviluppo e perciò ha indotto il passaggio dalla produzione convenzionale a quella biologica sui terreni di proprietà pubblica. Inoltre, sono continuati gli sforzi per usare cibo prodotto organicamente nelle cucine del settore pubblico. L’idea è che oltre 800’000 persone potrebbero beneficiare di pasti sani e biologici serviti ogni giorno in mense, ospedali e asili nido.

Da quando il piano d’azione biologico della Danimarca è stato adottato nel 2011, l’area coltivata biologicamente è cresciuta del 57% e le vendite di prodotti biologici nei negozi sono più che raddoppiate. In questi anni, le vendite di prodotti biologici a cucine professionali in Danimarca sono aumentate del 170% circa e 30 comuni stanno attualmente facendo diventare organiche le loro cucine.

Le politiche sviluppate per sostenere l’agricoltura biologica hanno svolto un ruolo chiave nella realizzazione dei risultati biologici significativi raggiunti in Danimarca. Tuttavia il successo di questa operazione è dovuto alla collaborazione tra agricoltori lungimiranti, organizzazioni e politici, il che ha permesso alla Danimarca di diventare il paese leader nel mondo per i prodotti biologici.

Riconoscimento dell’importanza dei contadini per la protezione del territorio

Salvaguardare i cittadini e il territorio attraverso la difesa del suolo e la tutela dell’ambiente avendo cura della salute e della sicurezza del personale impiegato.” sono le parole di presentazione del Consorzio 1 Toscana Nord da parte del suo presidente.

Quale è la caratteristica di questo consorzio territoriale? Il coinvolgimento degli agricoltori, meglio dire dei contadini, nella conservazione del territorio. Il consorzio ha già di suo la responsabilità della messa in sicurezza del territorio e a tale scopo interviene con opere idrauliche e di manutenzione. Ma la tutela del territorio non può esimersi dalla partecipazione diretta dei suoi abitanti specie nelle zone rurali.

Facciamo un passo indietro.

L’Italia si è uniformata al programma di coesione territoriale dell’Unione Europea ed ha una sua propria Agenzia col mandato di promuovere “lo sviluppo economico e della coesione, facilitando la cooperazione delle istituzioni e l’instaurazione di partnership strategiche tra i soggetti coinvolti al fine di eliminare il divario territoriale all’interno del Paese e rafforzare la capacità amministrativa delle amministrazioni”. L’Agenzia si è dotata di un “Strategia Nazionale per le Aree Interne” che si occupa dei territori con rischi ambientali o economici dovuti ad abbandono o declino demografico a favore delle aree urbane e con conseguente aumento di instabilità idrogeologica, di degrado e di consumo di suolo. Continua a leggere “Riconoscimento dell’importanza dei contadini per la protezione del territorio”

Lettera aperta della Confederazione Contadina (Francia)

La Confederazione Contadina è un sindacato agricolo francese che ha lo scopo di difendere i contadini in tutte le loro istanze. Presente in Francia a livello nazionale, regionale e dipartimentale, è membro fondatore della coordinazione europea di Via Campesina.  In questo periodo di crisi dell’intero settore agricolo dovuta al Covid19, il 20 marzo scorso, ha pubblicato una lettera aperta dal titolo inequivocabile: «Coronavirus: La nécessaire refondation de nos systèmes agricoles et alimentaires» (Coranavirus: la necessaria rifondazione dei nostri sistemi agricoli e alimentari).

La lettera ha valenza totale e la analisi che propone permettono una profonda riflessione sul nostro futuro non solo agricolo. Ne riportiamo qui alcuni passi significativi.

La crisi del coronavirus mostra che molte aree della nostra vita quotidiana devono essere astratte dalla logica della concorrenza globale, dalla ricerca del profitto a tutti i costi, dalla finanziarizzazione dell’economia reale, dalla specializzazione dei territori.

Se continuiamo a saccheggiare le risorse naturali, a considerare la terra, la sua fecondità e la forza lavoro come qualsiasi altra merce, a produrre cibo come derrata industriale standardizzata che può essere scambiata in tutto il pianeta, come faremo a vivere di fronte al crollo della biodiversità, alle conseguenze sanitarie e agronomiche dei cambiamenti climatici? […] Continua a leggere “Lettera aperta della Confederazione Contadina (Francia)”

Compost + culture = maggiore accumulo di C organico nel suolo

Un interessante e cerchio carbonio suoloimportante studio condotto durante 19 anni dall’Università della California dimostra che l’aumento del carbonio organico nel suolo, come il compost, fa aumentare considerevolmente e in maniera permanente l’accumulo totale del carbonio. Andando oltre il livello della superficie e scavando letteralmente in profondità, i ricercatori scienziati dell’Università hanno scoperto che il compost diventa un elemento chiave per immagazzinare carbonio nei terreni coltivati semi-aridi, una strategia per compensare le emissioni di CO2.

Schematicamente:

  • I suoli convenzionali in maniera autonoma non rilasciano né immagazzinano molto carbonio.
  • La convenzionale copertura dei suoli aumenta il carbonio nei primi 30 cm di superficie, al di sotto di quella profondità si possono effettivamente perdere quantità significative di carbonio.
  • Quando sia il compost che le colture di copertura sono stati aggiunti nel sistema con certificazione biologica, il contenuto di carbonio nel suolo è aumentato del 12,6 percento nel corso della durata dello studio, circa dello 0,07 percento all’anno.

Questo è qualcosa di più dell’iniziativa internazionale “4 per 1000”, che prevede Continua a leggere “Compost + culture = maggiore accumulo di C organico nel suolo”

Parlamento Rurale Europeo

Il Parlamento rurale europeo (ERP) è nato da un movimento di popolazioni rurali organizzate a livello locale, regionale, nazionale ed europeo per ricordare ai governi che gli agglomerati urbani non sono l’unico posto dove vivere ed essere, ma che le regioni e le popolazioni rurali hanno molto da offrire alla società e alle sfide attuali.

Questo movimento è iniziato negli anni ’80 in Svezia, dove le popolazioni rurali si sono opposte all’aspetto unilaterale dei politici nei confronti dell’agricoltura e degli agricoltori come l’unica attività rilevante e motivo per vivere nelle regioni rurali. Il primo parlamento rurale si è svolto in Svezia, seguito da movimenti e parlamenti rurali simili in tutta la Scandinavia, nei paesi baltici e quindi principalmente nei nuovi Stati membri dell’UE, compresi ora anche i Balcani occidentali e infine altri paesi dell’Europa occidentale.

Il Parlamento rurale europeo nato da questi movimenti rurali nazionali è ora una attività a lungo termine con incontri semestrali, che promuovono l’auto-aiuto e l’azione delle popolazioni rurali, in collaborazione con la società civile, con i governi nazionali e le istituzioni dell’UE. Il programma per i cittadini europei e i contributi degli ospiti e dei partecipanti agli eventi sostengono finanziariamente le riunioni. I parlamenti rurali europei hanno avuto luogo finora a Bruxelles, in Austria, nei Paesi Bassi e in Spagna. Continua a leggere “Parlamento Rurale Europeo”