non siamo soli!

World Location Day 2022

L’anno scorso vi abbiamo parlato del World Location Day.

Nel giugno 2022, per il terzo anno consecutivo, le persone di tutto il mondo si riuniscono per esplorare il potere della localizzazione, e per onorare i molti sforzi e iniziative – vecchi e nuovi – che promuovono economie ecologiche, comunità fiorenti e sistemi alimentari locali sani. Ulteriori dettagli e informazioni: https://worldlocalizationday.org/

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Il viaggio in moto del maestro indiano di Yoga

Ha avuto e sta avendo un discreto impatto mediatico il viaggio in Europa del maestro indiano Vasudev Sadhguru, per salvare il suolo. Il suo viaggio in motocicletta è iniziato il 19 marzo da Birmingham e finirà, per l’Europa a Bucarest, ma continuerà poi fino in India. Ricevuto da autorità, parlamentari, politici e da tanti sostenitori ha parlato in molte capitali europee; in Italia è stato accolto a Roma e Venezia. Dappertutto un solo messaggio: Salviamo il suolo.

Per chi dei nostri lettori non conoscesse Vasudev Sadhguru, ricordiamo che è un guru indiano dello yoga e fautore della spiritualità. Insegna yoga nel sud dell’India dal 1982 ed è autore di diversi libri, viene invitato come relatore in molti forum internazionali. Nel 2017, ha ricevuto il Padma Vibhushan, il secondo premio civile più alto dell’India, per i suoi contributi al benessere sociale.  Ha fondato l’associazione per un Pianeta Consapevole che si prefigge come primo obiettivo di salvare il suolo.

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Schema dell’agricoltura del carbonio …

Ci è stato chiesto di ritornare sul concetto di “agricoltori come soldati” presentato nell’articolo di marzo ” L’agricoltura del carbonio una questione prioritaria per l’UE”.

In effetti, oltre alle posizioni del Ministro francese e del Commissario all’agricoltura, ci è stato chiesto in cosa consiste la proposta politica europea. Come accennato, con una Comunicazione al Parlamento e al Consiglio (la comunicazione ha carattere informativo e non deliberativo) del dicembre 2021, la Commissione europea ha presentato “Cicli del Carbonio Sostenibili” che contiene i principi di progettazione di uno schema per una agricoltura del carbonio. 

Essa illustra la necessità di assorbire, riciclare e accumulare in maniera sostenibile il carbonio. Tra le proposte vi è quella del Carbon Farming Scheme (CFS) cioè un meccanismo di remunerazione degli agricoltori che si attivino per “sequestrare” il carbonio nei suoli agricoli proteggendone contemporaneamente la biodiversità.

Alcuni attenti lettori ci hanno segnalato una analisi di questa comunicazione prodotta da IDDRI, I4CE e IFOAM che identificano le condizioni per concretizzare questa specifica misura.

Sono organizzazioni che indicano i principi chiave di progettazione per un “CFS” che favorirebbe contemporaneamente sia la mitigazione del clima sia gli altri obiettivi stabiliti dalle strategie Farm2Fork e Biodiversità. Raccomandano però di utilizzare i seguenti criteri: “una riduzione assoluta di tutte le emissioni di gas serra; aumentare il sequestro di carbonio nei suoli e nelle infrastrutture agro ecologiche; favorire la diversificazione degli agroecosistemi dall’appezzamento ai paesaggi; e ridurre la dipendenza complessiva dei sistemi agricoli da input esterni e sintetici.”

Inoltre, “i fondi dedicati a un “CFS” dovrebbero essere diretti principalmente a sostenere transizioni sistemiche e sostenibili dei sistemi agricoli sulla base di un quadro di valutazione/certificazione chiaro e multidimensionale. A questo proposito, questo quadro dovrebbe essere utilizzato in modo “tassonomico”, cioè per aiutare gli investitori pubblici e privati a identificare i progetti giusti da sostenere.”

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Elettricità dal suolo (Spagna)

Difficile non meravigliarsi di fronte a idee rivoluzionarie.

Che si potesse creare elettricità da un frutto lo avevamo capito e lo crediamo possibile, nonostante la necessità di notevoli quantità ad esempio di arance per accendere una piccola lampadina. Ma prendere un vaso di suolo con dell’erba o delle piante e toccandolo arrivare ad accendere e spegnere un circuito non … ci era mai sembrato possibile.

Invece… è quanto ha fatto la società spagnola Bioo. Partendo dal principio che si possa dalle biotecnologie trovare soluzioni innovative, hanno sviluppato dei sensori (progetto finanziato dalla Commissione europea) per una agricoltura di precisione capace di produrre energia derivata dallo stesso suolo con i suoi batteri e la sua vegetazione. Hanno così creato un bioreattore capace di “estrarre” energia direttamente dal suolo.

In pratica: una “scatola” di terra di 10 cm di lato e 20 cm di profondità, con la sua vegetazione e la sua microflora e microfauna, può produrre 100ms 28W scarica/giorno. Scarica che si ricarica automaticamente dal suolo ogni 24 ore. Ciò avviene indipendentemente da condizioni di temperatura, umidità, pH e anche dal sistema di comunicazione senza fili. In altre parole si riesce a creare una batteria nutrita dal suolo. Ciò è possibile grazie alla cella Bioo a combustibile microbica, alimentata da materia organica e fertilizzanti.

Quindi in pratica: se teniamo in casa un vaso pieno di terra, di 40 per 40 cm profondo 25 cm, abbiamo una produzione di energia equivalente a 20Wh/anno per metro quadrato.

Oltre ad essere interessante dal punto di vista scientifico, è importante l’approccio tecnico e commerciale. Non c’è l’arroccamento da parte dei 9 gruppi di ricerca che hanno sviluppato il bioreattore e la tecnologia relativa, bensì un’apertura verso ulteriori sviluppi e applicazioni. Il progetto ha già ricevuto riconoscimenti e premi sia europei che internazionali.

https://www.biootech.com/

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Iniziativa 4 per 1000:      L’Iniziativa si rinnova!

Il sito web dell’iniziativa 4×1000 è stato modificato e aggiornato. Segnaliamo il suo video che illustra gli scopi e il contesto in cui agisce l’iniziativa e invitiamo a percorrere il nuovo sito ove sono raccolte le informazioni principali sulle attività e gli avvenimenti dell’iniziativa.

La carta che indica i membri e i partner (in totale 678 tra cui anche il Forum SIP) permette di avere una visione sulla dimensione che l’Iniziativa ha raggiunto. Anche in Italia si contano sempre più partecipanti, ma con l’esclusione ingiustificabile dei nostri ministeri.

Oltre all’organizzazione di avvenimenti, vi si trova un libro specifico (sia in FR che in EN) ancora in corso di stampa, ma già in pre-vendita: “Les agriculteurs ont la Terre entre leurs mains” (Gli agricoltori hanno la Terra nelle loro mani). Destinato al grande pubblico, analizza l’agricoltura odierna e le possibili soluzioni per il futuro dell’umanità, sottolineando che l’agricoltura è parte attiva nella soluzione del cambiamento climatico.

https://4p1000.org/      

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Cooperativa Integrale Minga (Montemor-o-Novo, Portogallo)

Nella piccola città di Montemor-o-Novo, è stata fondata la Cooperativa Integrale Minga “per invertire un processo comune a molte città rurali portoghesi: la perdita di popolazione, l’abbandono dell’agricoltura e il declino del commercio locale“. La cooperativa Minga funge da ombrello per molteplici piccole imprese, che vanno dai produttori di alimenti ai produttori di pannelli solari, ai grafici. Collega agricoltori e consumatori locali, promuove l’agricoltura agroecologica, amministra un negozio di prodotti locali di ogni tipo, gestisce uno spazio comunitario e partecipa a un’iniziativa in valuta locale.

In altre parole, Minga è un’esperienza di economia solidale auto-finanziata basata sull’entusiasmo dei suoi membri. Ogni membro è allo stesso tempo produttore e consumatore dei differenti settori della cooperativa.  In effetti, la cooperazione rende più facile la tenuta delle imprese, contrariamente alla visione imprenditoriale prevalente che riduce ogni persona alla propria azienda individuale, diminuendone la capacità di sviluppare un progetto. Invece, rispettando i bisogni e le prospettive individuali e il modo in cui ognuno vuole interagire con la cooperativa, è evidente che insieme si fa e si ottiene molto di più di quanto farebbe e otterrebbe da solo ciascuno per se stesso.

Minga è guidata dalla promozione di pratiche sostenibili in termini ecologici, economici e sociali, attraverso una precisa strategia:

  • la riduzione dell’intermediazione, rendendo più accessibili i prezzi dei prodotti;
  • la gestione di un proprio punto vendita, che può presentare margini ridotti rispetto al mercato;
  • lo sviluppo della sezione Servizi, inclusa l’offerta di professionisti dei più svariati ambiti (abitazione, istruzione, salute e benessere, tra gli altri);
  • l’accesso facilitato a prodotti e servizi di provenienza locale;
  • la promozione del lavoro autonomo attraverso il supporto di un team multidisciplinare.

https://mingamontemor.pt

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L’agricoltura del carbonio una questione prioritaria per l’UE

Siamo nel bel mezzo della Presidenza francese dell’Unione Europea. Semestre non semplice, oltre che per la pandemia anche per i venti di guerra per la situazione in Ucraina. Poche persone perciò seguono gli sforzi del ministro francese dell’agricoltura e la sua azione per creare delle norme per la cattura del carbonio nei suoli.

Secondo il ministro, l’UE non può delegare ad altri la propria sovranità alimentare; ma, oltre a “nutrire”, l’agricoltura nell’Unione deve agire per una transizione agroecologica. Ciò implica delle norme reciproche che assicurino un adeguamento delle differenti politiche agricole. Tali norme standard europee permetterebbero la produzione e il commercio dei prodotti agricoli a livello internazionale per salvaguardare le dimensioni sia ambientale che sociale. Importare prodotti agroalimentari la cui produzione non corrisponde agli standard europei sarebbe “una sciocchezza in termini di sovranità e ambiente”.

Inoltre, l’agricoltura europea deve essere orientata a trattenere e aumentare il carbonio nei suoli onde ridurre l’impatto del cambiamento climatico. Gli agricoltori europei assumono allora un nuovo ruolo come “soldati del clima” e vanno accompagnati in modo da riconciliare “la creazione del valore ambientale con la creazione del valore economico”.

Fin qui … “parole sante”, che sintetizzano il dibattito informale tra i 27 ministri europei dell’agricoltura che si è tenuto a Strasburgo il 7 e 8 febbraio. Le proposte del ministro sono state considerate positivamente all’unanimità ed il Commissario europeo all’agricoltura ha riconosciuto: “È raro che una proposta della Commissione ed una della Presidenza ricevano tale forte sostegno da tutti gli Stati Membri”.  Ma la riunione ha messo anche in luce questioni tecniche delicate ancora da risolvere.

Purtroppo le proposte del ministro francese si scontrano con la cacofonia delle diverse posizioni degli Stati membri dell’UE. Solo alla fine dell’anno, con la proposta che verrà presentata dalla Commissione, si potrà verificare se le parole saranno state tradotte in azioni concretizzabili.

Infatti, l’esperienza dimostra che alle posizioni unanimi dei 27 partner, seguono poi sempre vie discordi e contraddittorie. Basti pensare a come si prevede una riconversione della Politica Agricola Comune con, da una parte i ministri tedeschi che chiedono la fine dei versamenti diretti e l’aumento della produzione biologica, mentre dall’altra alcuni Stati membri insistono per il mantenimento di pesticidi come il glifosato. Ironia della sorte, di quest’ultimo gruppo assieme all’Ungheria, all’Olanda, alla Svezia fa parte … la Francia! Non è un caso che il 10 gennaio scorso 5 ONG francesi abbiano denunciato lo Stato francese per “mancanza alle obbligazioni di protezione della biodiversità e per aver rinnovato l’autorizzazione di pesticidi controversi”. Della serie “Fate quello che il prete dice, non quello che il prete fa”.

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Alyssum Agrominiera (Albania)

L’accumulo di metalli pesanti nei suoli nei siti industriali o nei siti che raccolgono i residui di lavorazioni costituisce un problema spinoso in tutti le nazioni e non solo europee. Povere di nutrienti, le terre dell’Albania orientale sono naturalmente ricche di metalli pesanti.

Zinco, cobalto e soprattutto nichel – tutti particolarmente nocivi per la salute umana – sono presenti in grandi quantità in questi suoli e, in aggiunta, vi sono grandi aree coperte da resti e scarichi delle miniere da cui si estraevano questi metalli.

Un interessante esperimento condotto in Albania favorisce un’ottica diversa sulla possibilità di recupero di queste superfici. In effetti alcuni contadini di Podagrec (Albania) stanno coltivando una pianta considerata infestante la Alyssum Murale. Grazie alle ricerche condotte da oltre 15 anni dall’Università di Tirana, la Alyssum ha dimostrato grandi capacità di fitoestrazione. Riesce ad accumulare nei suoi tessuti fino al 2% del nichel che le sue radici traggono dal terreno. Grazie a tecniche agronomiche appropriate si arriva ad estrarre fino a 200 kg/ha di nichel dal suolo. Il che potrebbe portare a disinquinare un ettaro in un tempo prevedibile tra 5 e 10 anni. Non solo, la Alyssum si dimostra efficace sia nei suoli naturalmente ricchi di metalli pesanti che in quelli contaminati da attività industriali e minerarie (da cui il termine “agrominiera”).

Una volta raccolte ed essiccate, le piante possono essere incenerite e dalla massa che ne risulta – attraverso vari processi chimici – si può ottenere sale e ossido di nichel. Questi biominerali di alta qualità sono interessanti per vari usi industriali (colorazioni, batterie, …). L’approccio sembra promettente e risponde alle aspettative ecologiche e ambientali, anche se per ora il costo di produzione viene considerato non in grado di competere con quello dell’estrazione mineraria tradizionale.

Le piante come le Alyssum murale sono definite iperaccumulatrici ed hanno virtù disinquinanti dei suoli … se ne contano almeno 400 specie diverse nel mondo.

https://reporterre.net/L-Albanie-teste-l-agromine-la-depollution-des-sols-par-les-plantes