Newsletter n.41

World Soil Day

If you understand Italian and you are in Brussels next 5 December at 19.00 – 21.30

attend the event “Il suolo è vita!” (Soil is Life!)

at the Italian Culture Institute – Rue de Livourne 38 – Brussels

16/11/2017

1.EXPERIENCES: Special issue on soil by the National Rural Network

2.NEWS FROM THE SIP FORUM:

3.NEWS ON SOIL AND EUROPEAN INSTITUTIONS: Estonian Presidency at the EU

4.WE ARE NOT ALONE!

Annunci

The European Association for Rural Development (AEIAR)

When Florence was flooded in 1966, the European Association for Rural Development Institutions (AEIAR) was being created. The only thing these two events have in common is that they are both related to territorial management.

Why was the AEIAR founded? To upgrade agricultural structures, and take measures for the development of rural areas and land protection. With about 21 members from 10 EU Member States working in the field of rural development to improve the quality of life in rural areas through integrated rural development policies. This network is officially recognised by the European Commission and is therefore member of the Advisory Group on Rural Development of the Directorate General Agriculture and Rural Development. Continua a leggere “The European Association for Rural Development (AEIAR)”

Newsletter n.37

16/7/201

1. EXPERIENCES: Soil supports life and is full of life

2. NEWS FROM THE SIP FORUM: Meeting at the EESC and presentation of the SIP Forum

3.NEWS ON SOIL AND EUROPEAN INSTITUTIONS: A time for conferences

4. WE ARE NOT ALONE!

Signatures for the ECI still on.

Calls, public demonstrations and signature gathering is still going on. ‘Soil’ is a theme that many people still struggle to understand. It is too specific, the target too broad and clashing interests too many. This explains the difficulty in the signature collection but, at the same time, it requires each one of us to double own efforts in spreading and defending the objectives of this campaign.

The communication tools used by ECI organisers are mainly through social networks. Information on events or recent news are on Facebook and Twitter. There you can find Carlo Petrini’s recommendations (1′ video in Italian), and reasons why soil is at risk (1’ 40’’ video in English). It is now up to us to take initiative to raise awareness, inform and collect signatures.

 

È arrivato per gli Angeli del Suolo il tempo di agire

Là dove vi sono gruppi che già sono costituiti, possono attivarsi autonomamente. Siamo però consapevoli che la dimensione europea viene presa in considerazione con difficoltà anche da chi attivamente è impegnato sul territorio.

L’approccio da cui partire è: continuiamo a fare ciò che stiamo facendo, tenendo presente che ciò che accade in Italia non è diverso da ciò che succede negli altri Stati membri dell’Unione Europea. Quando si parla di dimensione europea non ci si riferisce solo alle istituzioni comunitarie, ma a tutte quelle realtà che – come il Forum SIP – si battono nei loro specifici paesi contro speculazioni edilizie, cattivo governo del territorio, degrado del suolo.

Che cosa dobbiamo fare?                  Discutere, parlare, sollecitare, sensibilizzare!

Come? Ecco alcune idee: Continua a leggere “È arrivato per gli Angeli del Suolo il tempo di agire”

Dall’Europa-mercato all’Europa-comunità di destino

Riportiamo qui di seguito un breve articolo (originale in francese, traduzione di M. Catizzone) redatto da Pierre Defraigne, politologo molto noto in Belgio. Lo segnaliamo perché sintetizza un modo di sentire di fronte all’evoluzione dell’Unione Europea di questi ultimi anni. In poche righe illustra il perché della necessità di riappropriarsi di una democrazia diretta senza più deleghe in bianco.

Olaf Ferguson, presidente del Parlamento Europeo ha deciso di indirizzarsi all’assemblea degli eletti per ricordare i fondamenti della giovane federazione europea, grazie ai riferimenti storici di un visionario della sua epoca, difensore della coscienza europea, che indica i segni premonitori qui di seguito espressi.

La debolezza delle istituzioni e degli uomini non basta a spiegare l’impotenza dell’Europa di fronte alle crisi che si moltiplicano e si aggravano: ripugnante crisi dei rifugiati avvelenata dall’indurimento del regime Erdogan in Turchia; crisi esistenziale del Brexit; dilagante ma formidabile crisi dell’euro; crisi morale delle élite europee finalmente rivelata dalla decadenza di Barroso, diventato ormai un soldato di ventura al servizio della finanza americana.

 Bisogna piuttosto porsi domande sulla pertinenza dell’Europa-mercato che si è sostituita nel corso degli ultimi due decenni all’ambizioso progetto dei padri fondatori. È un’Europa di divisione e di esclusione: crescita anemica, elevata disoccupazione soprattutto tra i giovani, diseguaglianze in aumento che generano la grande paura di retrocessione della classe media e soprattutto divergenza tra il centro e la periferia dell’Eurozona. Questa è la più grave minaccia per l’Europa, perché la discrepanza ha indotto la formazione di una piramide gerarchica in cima alla quale la Germania, più numerosa, più sviluppata e più forte creditore dell’eurozona, domina la vita dell’Unione Europea.

 L’uscita della Gran Bretagna in effetti rimette l’Europa continentale di fronte alla Germania. Tutto ció è pericoloso e dannoso: urge far crescere l’Europa degli Stati con l’Europa dei cittadini. Si pone allora la questione centrale del significato da attribuire alla costruzione europea. I cittadini capiscono bene che gli stati-nazione europei sono ormai troppo piccoli per misurarsi con i giganti del mondo post-globalizzazione: imprese oligopolistiche globali americane e cinesi e potenze continentali emergenti. L’Europa appare loro più che mai necessaria, ma non un’Europa sottoposta alle forze centrifughe dell’intergovernamentalismo e neo-liberismo di oggi. L’Europa deve reinventarsi una dinamica centripeta che spinga alla sua unità politica e strategica intorno a una democrazia civica.

 Al di là delle identità nazionali, che restano indelebili poiché rimandano agli immaginari collettivi condivisi da secoli, oggi bisogna costruire una coscienza europea fondata sulla ragione e che si alimenti da due “sorgenti”: da una parte la percezione di un destino comune di fronte ai rischi e alle minacce di un mondo globalizzato in permanente trasformazione, dall’altra parte i valori della civilizzazione creati dall’Europa nel corso della sua storia feconda e caotica.

Concretizziamo e focalizziamo questa coscienza europea su due assi: un modello di sviluppo sostenibile fondato sull’innovazione e sulla solidarietà e che si appoggi ad un’Eurozona riequilibrata e alla re-industrializzazione dell’Europa tramite tecnologie avanzate e decarbonizzate; una potenza strategica propria costituita dalla difesa europea comune all’interno della NATO, condizione di una vera politica estera dell’Europa.

 

 Pierre Defraigne

Cittadino europeo

Direttore esecutivo del centro Madariaga – Collegio d’Europa

Direttore Generale onorario della Commissione Europea

Dal giornale “Le nouvel européen”

http://lenouveleuropeen.be/leurope-marche-leurope-communaute-destin/

Una Speranza per l’Europa!

Il 20 e il 21 giugno il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), assieme al Comitato per Cultura e Educazione del Parlamento Europeo, ha organizzato l’interessante conferenza Una speranza per l’Europa!.  Numerosi i partecipanti, molto interessanti gli interventi provenienti da rappresentanti di istituzioni pubbliche e della società civile di molti paesi dell’Unione Europea.

Il punto di partenza di dibattiti e discussioni era il posto che la cultura[1] deve assumere per l’Unione Europea. La cultura non è separata dall’umanità, essa unisce persone, istituzioni, associazioni, nazioni. L’Unione Europea (UE) ne è forse l’esempio più evidente. Continua a leggere “Una Speranza per l’Europa!”

Sentenza del Consiglio di Stato su continuità di una area

In questa rubrica abbiamo cercato di proporre fatti concreti, esperienze riproducibili affinché, con un po’ di volontà, ogni lettore possa “appropriarsene”. Questa volta segnaliamo la sentenza del Consiglio di Stato del 19 febbraio 2016 n. 675, perché è uno strumento opponibile in molti casi a chi vuole imporre usi speculativi o deturpazioni del territorio. Continua a leggere “Sentenza del Consiglio di Stato su continuità di una area”