non siamo soli!

Coalizione dell’azione 4 per la Salute del Suolo (CA4SH)

Una proposta di coalizione per il suolo è stata presentata il 23 settembre al Summit 2021 delle nazioni Unite sui Sistemi di Alimentazione. Di cosa si tratta?

CA4SH vuole “Stabilire una coalizione multi-stakeholder per facilitare l’adozione e il ridimensionamento delle pratiche di ripristino che migliorano la salute del suolo nei paesaggi produttivi attraverso investimenti e azioni politiche. In particolare, la proposta a valore aggiunto di CA4SH è quella di sviluppare meccanismi e processi globali di coordinamento e funzionamento (compresi strumenti per monitorare i risultati su diverse scale) per guidare e catalizzare gli investimenti del settore pubblico e privato sulla salute del suolo come risposta fondamentale e proattiva per affrontare la sicurezza alimentare e nutrizionale, i cambiamenti climatici, la redditività e la crescita socioeconomiche, la produttività e i mezzi di sussistenza rurali, la biodiversità, il clima e la natura.”

In particolare “l‘istituzione di CA4SH offre l’opportunità di rafforzare la collaborazione e galvanizzare un numero importante di Stati membri, società civile, istituti di ricerca, agenzie delle Nazioni Unite, attori dello sviluppo e aziende agroalimentari e altri elementi chiave interessati: per migliorare la collaborazione tra i molteplici attori che lavorano sui problemi della salute del suolo; e per attirare il sostegno di coloro che sono interessati alla sicurezza alimentare e nutrizionale, alla biodiversità, ai cambiamenti climatici, ai mezzi di sussistenza sostenibili ed equi, allo sviluppo rurale e ad altre questioni correlate.

Riteniamo che il Forum SIP debba partecipare alla creazione di CA4SH. Inoltre pensiamo che anche il Governo italiano dovrebbe prendersi carico e diventare motore trainante della Coalizione creata all’interno del Summit 2021 delle Nazioni Unite sui Sistemi di Alimentazione. Riuscirà l’attuale Ministro della Transizione ecologica a valutarne l’estrema importanza?

English

Consumer footprint calculator

Those who pay close attention to environmental matters are already aware of the Ecological footprint calculator . Those who have used it, even if they are already very aware of climate change issues, have often been surprised to find that they are living in an unsustainable way.

The European Commission’s Research Centre has now created its own calculator to establish the Consumer Footprint in relation to the UN’s Sustainable Development Goals (SDG). What is it, and what is it based on?

“The Consumer Footprint Calculator allows you to calculate the environmental impacts of your consumption pattern, as well as to evaluate how changes in your lifestyle may affect your personal footprint. It considers five areas of consumption, namely food, mobility, housing, household appliances, and household goods.

The tool is based on a life cycle thinking approach, meaning that it considers the impacts occurring along the entire life cycle of the products and the energy that you consume.

The Consumer Footprint Calculator covers 16 environmental impact indicators related to emissions generated into soil, water, and air as well as to resource use. These 16 indicators are those adopted in the European Commission Product Environmental Footprint method and can be summarised in a so-called “single score”. This Calculator allows you to evaluate the impacts of your consumption, to help achieve SDG 12 on responsible consumption, and many other Sustainable Development Goals.”

But let’s not kid ourselves! Even when replying to the calculator’s questions, the results will always be worrying since they will confirm the unsustainability of the current model of society in the EU. There is the possibility of a “consolation” compared with the other calculator, however: and that is discovering that the most virtuous, despite living unsustainably, generally have a less negative impact than the average European citizen. Careful though! This does not mean that we can be satisfied with the lesser evil and give up trying to improve our environmental and consumer footprints.

Consumer Footprint Calculator : https://knowsdgs.jrc.ec.europa.eu/cfc

istituzioni europee

Calcolatore dell’impronta del consumatore

Le persone più attente alle questioni ambientali conoscono già l’esistenza del calcolatore dell’impronta ecologica . Chi lo ha utilizzato, pur considerandosi già attento alle tematiche legate al cambiamento climatico, spesso resta sorpreso dal risultato perché scopre che sta vivendo in maniera insostenibile.

Il Centro di Ricerca della Commissione europea ha creato un proprio calcolatore per definire l’impronta del consumatore in funzione degli obiettivi dello sviluppo sostenibile come definiti dalle Nazioni Unite (SDGs). Cosa è e su cosa si basa?

“Il Consumer Footprint Calculator consente di calcolare gli impatti ambientali del proprio modello di consumo e di valutare come i cambiamenti nello stile di vita possano influenzare la propria impronta di consumo personale.  Prende in considerazione cinque aree di consumo: cibo, mobilità, alloggio, elettrodomestici e beni per la casa.

Lo strumento si basa su un approccio relativo al concetto ‘ciclo di vita’, cioè considera gli impatti che si verificano lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti e l’energia che si consuma.

Il calcolatore copre 16 indicatori di impatto ambientale relativi alle emissioni generate nel suolo, nell’acqua e nell’aria, nonché all’uso delle risorse. Questi 16 indicatori sono quelli adottati nel metodo Product Environmental Footprint della Commissione Europea e possono essere riassunti in un cosiddetto “punteggio singolo”. Si possono così valutare gli impatti dei propri consumi, e concretizzare le azioni atte a raggiungere l’SDG 12 sul consumo responsabile, e molti altri obiettivi di sviluppo sostenibile.”

Comunque non illudetevi! Rispondendo anche alle domande di questo calcolatore, il risultato resterà sempre preoccupante dato che vi confermerà l’insostenibilità dell’attuale modello di società dell’Unione europea. Vi è però la possibilità di una “consolazione” rispetto all’altro calcolatore: scoprire che i più virtuosi, malgrado un modo di vivere insostenibile, hanno generalmente un impatto negativo inferiore al risultato di un cittadino medio europeo. Attenzione! Questo non significa affatto che possiamo accontentarci del male minore e rinunciare a cercare di migliorare le nostre impronte ecologica e di consumatore.

Consumer Footprint Calculator : https://knowsdgs.jrc.ec.europa.eu/cfc

Forum SIP

Piano d’Azione Zero Inquinamento (ZPAP)

Abbiamo un piano Europeo contro l’inquinamento di aria acqua e suolo! 22 pagine descrivono le buone intenzioni. Se non fossimo in situazioni particolarmente critiche, ci riempirebbe di gioia leggere questo piano d’azione che la Commissione europea ha inviato al Parlamento e al Consiglio. In sintesi: sappiamo di avere un problema e è stato deciso di affrontarlo a livello europeo.

Ecco gli obiettivi di inquinamento zero per il 2030:

Continua a leggere “Piano d’Azione Zero Inquinamento (ZPAP)”
istituzioni europee

Gestione sostenibile dei suoli all’interno dell’European Green Deal

In questi ultimi mesi si sono accumulate, sotto l’ombrello del Green New Deal, serie di documenti aventi diretta interconnessione con i suoli. Gli addetti ai lavori hanno letto e analizzato i vari documenti su agricoltura, clima, biodiversità, foreste, ricerca, … cercando di ritrovarvi parametri, dati, indicazioni, obiettivi da considerare comuni.  È un compito arduo: perciò riteniamo più che benvenuto un articolo scritto da due ricercatori del Centro Comune Ricerca (JRC) che analizzano comparano e descrivono le implicazioni per i suoli di tre documenti comunitari: Farm to Fork, Biodiversità, Clima. La sintesi della loro analisi è riportata nell’immagine della nostra copertina, ma lasciamo loro la parola.

“Questo documento affronta l’importanza dei suoli all’interno del Green Deal e identifica la rilevanza dei suoli nella Strategia sulla Biodiversità, Farm to Fork e Climate Law. In tutte e tre le politiche, la salute del suolo beneficerà di obiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2030: riduzione del 50% dei pesticidi, riduzione del 50% dell’eccesso di nutrienti, riduzione del 20% dei fertilizzanti, agricoltura biologica al 25% dei terreni agricoli, aumento del 10% dei fattori relativi al paesaggio, aumento del 30% delle aree protette, ripristino delle zone umide e arresto del degrado del suolo.

Il suolo giocherà quindi un ruolo considerevole nella futura politica agricola (strategia Farm to Fork), nella protezione ambientale (strategia Biodiversità) e nel cambiamento climatico (legge sul Clima).

…  …  …

Il Green Deal europeo definisce una strategia globale per affrontare le sfide legate al clima e all’ambiente. I suoli svolgono un ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) entro il 2030 (Bouma et al., 2019). Per l’Europa, ciò significa che il suolo deve essere incluso come elemento chiave del Green Deal Europeo (EGD).

Soprattutto i suoli svolgono un ruolo chiave nel raggiungimento dell’ambizioso obiettivo europeo di un’UE climaticamente neutra entro il 2050. In qualità di principale “pozzo” di carbonio, il suolo è determinante nella mitigazione delle emissioni di gas serra e pertanto dovrebbe essere un elemento essenziale della nuova legge sul clima dell’UE.

Inoltre, i suoli detengono una grande riserva di biodiversità (Jeffrey et al., 2010) e quindi sono inclusi nella nuova strategia dell’UE sulla biodiversità 2030. Poiché la strategia sulla biodiversità ha gli obiettivi ambiziosi di migliorare le caratteristiche del paesaggio, aumentare l’agricoltura biologica, impegnarsi con l’installazione di 3 miliardi di nuovi alberi, riduzione dei pesticidi e arresto del degrado del suolo, la gestione sostenibile del suolo vi è quindi pienamente affrontata. Infine, il suolo è il fondamento dell’agricoltura e pertanto dovrà svolgere un ruolo significativo nella strategia europea “Farm to Fork”.

Incorporare un quadro coerente di gestione sostenibile del suolo all’interno di tutte e tre le strategie sarà difficile, dati i necessari compromessi tra obiettivi e traguardi talvolta contraddittori. Un quadro coerente potrebbe essere una revisione della strategia tematica dell’UE per il suolo che tenga conto degli obiettivi e delle ambizioni del Green Deal Europeo.”

Anche a detta dei due redattori, questo articolo non è da considerarsi un documento esaustivo, ma ha l’alto valore aggiunto di fare il punto della situazione sul suolo e le attuali politiche in discussione a livello Europeo. Riteniamo che possa essere considerato, assieme al rapporto del Board di esperti della Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea, la leva per arrivare ad una nuova Direttiva europea sul suolo.

Ci ripromettiamo pertanto come Forum SIP di promuovere un dibattitto di analisi/studio di questo articolo, questa volta da strutturare e programmare a livello delle organizzazioni e degli attori interessati dal suolo in Europa. A presto riparlarne dunque.

Questo articolo è pubblicato da: Elsevier

Titolo: The relevance of sustainable soil management within the European Green Deal

(L’importanza della gestione sostenibile del suolo nell’ambito del Green Deal europeo)

Titolo della rivista: Land Use Policy (Politica sull’uso del suolo)

Collegamento DOI CrossRef alla versione mantenuta dall’editore:

https://doi.org/10.1016/J.LANDUSEPOL.2020.104950

Tipo di contenuto: articolo

Copyright: © 2020 Gli autori. Editore: Elsevier Ltd.

non siamo soli!

I Paesi Bassi si dotano di un’agricoltura che salvaguarda la biodiversità?

Il governo olandese ha adottato una nuova strategia per l’agricoltura che si basa sulla protezione delle risorse naturali e la riduzione dell’impatto ecologico. La loro “Visione di protezione delle piante entro il 2030” si basa sulla selezione di piante innovatrici e sull’agricoltura di precisione. Obiettivo è una drastica riduzione di uso di pesticidi attraverso l’uso di piante più resistenti e nuovi metodi colturali. Il progetto ha come scopo finale di proteggere la natura e la biodiversità con piante sane e con chiare prospettive economiche per gli agricoltori. Tutto bene allora? … forse.

Il programma olandese non impedisce l’uso dei pesticidi. Lo vuole limitare, inducendo ad utilizzare sempre più la capacità naturale delle piante a difendersi. Si basa quindi sull’identificazione e uso di piante selezionate, più resistenti alle malattie e agli agenti patogeni. Inoltre si vuole arrivare ad ottenere un suolo in buona salute, più fertile in maniera naturale e capace di contribuire alla resilienza delle piante. E fin qui … tutti d’accordo.

Ora, le caratteristiche della pianta – come la tolleranza alla siccità o la resistenza ai parassiti – sono ottenute attraverso nuove tecniche di miglioramento delle piante (NTSP), metodi di ingegneria genetica intra specie. Secondo la legislazione europea tali nuove piante devono essere classificate come organismi geneticamente modificati e quindi sottoposti alla direttiva sugli OGM. L’industria alimentare contesta tale classificazione. Il governo olandese ha comunque preso l’iniziativa di sostenere l’uso di queste nuove piante che una volta create sono sterili e obbligano gli agricoltori a riacquistarle ogni anno. Continua a leggere “I Paesi Bassi si dotano di un’agricoltura che salvaguarda la biodiversità?”

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Ricerca e Innovazione per l’obiettivo Zero Fame nel Mondo

La Prof.sa Roberta Sonnino dell’Università di Cardiff, su nostra richiesta, ci ha gentilmente inviato una sintesi del suo intervento del 16 ottobre al convegno tenutosi al Parlamento Europeo: “Zero Fame nel Mondo entro il 2030 è possibile”. Alleghiamo le relative diapositive che hanno accompagnato la presentazione.

“Iniziative globali come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e gli impegni climatici della Conferenza sul Clima di Parigi (COP21) ci forniscono obiettivi chiari per la creazione di sistemi alimentari più sostenibili che offrano diete sane per tutti. Ci sono stati dei progressi nel raggiungimento di questi obiettivi in un passato non troppo lontano. Tra il 1990 e il 2015, la percentuale totale di persone affamate sul pianeta si è ridotta di circa la metà, specialmente nelle aree in cui i governi hanno attuato politiche basate sulla riduzione della povertà, sulla sicurezza alimentare e sulla crescita inclusiva (ad esempio, il Brasile).

Negli ultimi tre anni, tuttavia, questa tendenza positiva si è interrotta. Le cifre ufficiali della FAO ci dicono che la fame è di nuovo in aumento, a causa di una combinazione nociva di guerre, espansione urbana incontrollata, maggiore incidenza di siccità e inondazioni e scarsità di risorse (incluso il suolo). C’è una richiesta urgente di riformulare il problema della fame che emerge da questo quadro desolante e, ovviamente, una richiesta per l’identificazione di nuove soluzioni a questa crisi in corso. Continua a leggere “Ricerca e Innovazione per l’obiettivo Zero Fame nel Mondo”

istituzioni europee

16 Ottobre – Giornata mondiale dell’alimentazione al Parlamento Europeo

Il 16 ottobre è la Giornata Mondiale dell’Alimentazione che corrisponde al giorno della nascita della FAO, l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (16 ottobre 1945). La FAO è particolarmente impegnata in tutte le nazioni del mondo a far “celebrare” questa giornata. A Bruxelles, al Parlamento Europeo, si è commemorata questo momento con un convegno su “Zero Fame nel Mondo entro il 2030 è possibile.”. Ne parliamo brevemente perché, oltre agli interventi di rito, alcune presentazioni sono state particolarmente interessanti.

Il direttore del programma Bioeconomy della DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea, ha sottolineato l’importanza della ricerca europea sull’alimentazione, in particolare per il contributo che essa deve offrire a livello politico. La ricerca sull’alimentazione deve integrare tutti gli aspetti, da quelli più tecnici a quelli più sociali e ambientali. Scinderli o separarli, come spesso è stato fatto nel passato, non permette di intravedere concrete e possibili vie di uscita per le future generazioni. Ricerche e studi devono allora affrontare i sistemi di produzione di cibo, di alimentazione e nutrizione, rispettando contemporaneamente la sicurezza alimentare in tutte le sue specificità, nonché la creazione di dignitosi posti di lavoro. Continua a leggere “16 Ottobre – Giornata mondiale dell’alimentazione al Parlamento Europeo”