non siamo soli!

HEAL – Alleanza Salute Ambiente

L’ultima pandemia ci obbliga a riflettere profondamente sulla relazione tra salute e ambiente. Chi si occupa in particolare di questo specifico rapporto è HEAL, l’Alleanza Salute Ambiente, alias una struttura non profit che raccoglie 90 organizzazioni di otre 50 nazioni d’Europa.

HEAL agisce per definire legislazioni e politiche che promuovono la salute umana e planetaria e proteggono le persone più colpite dall’inquinamento. Così HEAL “integra la prevenzione sanitaria nella politica ambientale, nella pianificazione urbana e nello sviluppo sostenibile informando e responsabilizzando le persone e i responsabili politici sui benefici per la salute derivanti dalla riduzione dell’inquinamento ambientale.” Obiettivo è ottenere: “un mondo privo di sostanze chimiche dannose per la salute, dove l’aria che respiriamo e il cibo che mangiamo promuovono la salute; e un futuro in cui siamo passati a un’economia e uno stile di vita sostenibili privi di sostanze tossiche, decarbonizzati, resilienti ai cambiamenti climatici.”

Quattro sono i settori coperti dall’azione di HEAL: Salute e malattie; Sostanze chimiche tossiche; Clima e energia; Qualità dell’aria.

Quello che ha attirato la nostra attenzione è la campagna: “10 modi per proteggere la nostra salute e l’ambiente“.

Giustificazione: “Prevenire l’inquinamento ambientale può salvare vite umane. Esistono dati scientifici chiari su come l’inquinamento ambientale, i prodotti chimici atmosferici o persino il cambiamento climatico minacciano e influiscano sulla nostra salute. L’Europa ha una reale opportunità di proteggere e migliorare la salute degli europei e di prevenire gravi epidemie di malattie croniche: ecco dieci modi per farlo.”

1. Un pianeta sano per persone sane; 2. Protezione dei più vulnerabili; 3. Azione per il clima per la salute; 4. Un futuro senza EDC [EDC = Sostanze chimiche che interferiscono con il sistema endocrino]; 5. Ripulire l’aria che respiriamo; 6. Stop ai pesticidi per promuovere la salute; 7. Energia sana, rinnovabile ed efficiente; 8. Un futuro privo di sostanze tossiche; 9. Mobilità sana; 10. Un ambiente sicuro e privo di sostanze tossiche.

Forum SIP

Forgiare un’Europa resiliente al clima – la nuova strategia dell’UE per l’adattamento ai cambiamenti climatici

Il 24 febbraio 2021 la Commissione europea ha pubblicato “Forgiare un’Europa resiliente al clima: la nuova strategia dell’UE per l’adattamento ai cambiamenti climatici“.

Si direbbe che con questa nuova strategia sia stata innescata la marcia superiore per l’attuazione del Green Deal. Non è così.

Il vice presidente della Commissione europea Timmermans, presentando e difendendo la strategia, ha dichiarato:

“Se oggi intensifichiamo il lavoro sull’adattamento, possiamo assicurarci che l’UE e il pianeta saranno molto più preparati per gli inevitabili cambiamenti che affronteremo domani. Dobbiamo farlo immediatamente ” aggiungendo che l’UE deve” evitare il peggio e prepararsi per l’inevitabile “. https://bit.ly/3vpnulp

L’adattamento climatico significa prepararsi agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici – tempeste, inondazioni, siccità, incendi e ondate di calore più frequenti – che continueranno anche se le nazioni del mondo riducono le loro emissioni.

Possiamo ritrovare queste stesse belle parole anche in molti dei discorsi tenuti da vari responsabili politici negli anni passati. Il risultato finale è che la politica dei piccoli passi non ha modificato il degrado ambientale, anzi lo ha portato a un livello ormai catastrofico. Quando la “casa” continua a bruciare ci vogliono interventi drastici e imperativi.

Per questo le organizzazioni ambientaliste e della società civile hanno criticato la strategia che non impone chiari obiettivi vincolanti che blocchino le cause del cambiamento climatico. Le strutture comunitarie devono smettere di affidarsi a comitati di “esperti” che si confrontano tra di loro solo per trovare punti di compromesso, sempre al ribasso, a danno di uno sviluppo compatibile con i limiti della natura e dell’ambiente.

istituzioni europee

Interrogazione con richiesta di risposta orale

I parlamentari europei hanno diversi strumenti per far avanzare la definizione delle politiche. Uno dei più usati è l’interrogazione alla Commissione. In effetti è la Commissione europea che deve prendere l’iniziativa di presentare proposte di direttive.

Una recente interrogazione ha attirato la nostra attenzione: il 25 novembre i parlementari Lídia Pereira, Marek Paweł Balt, Fredrick Federley, Simona Baldassarre, Pär Holmgren, Alexandr Vondra, Petros Kokkalis a nome della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) hanno rivolto delle domande riguardanti la Strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici.

Eccone il testo:

“La Commissione presenterà all’inizio del 2021 una nuova strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. Le misure di adattamento sono essenziali per prepararsi a un clima che cambia mediante la costruzione di società resilienti in grado di ridurre al minimo l’impatto negativo del clima. La nuova strategia offre alla Commissione l’opportunità di dimostrare il ruolo guida dell’UE nell’adattamento ai cambiamenti climatici e di garantire che gli Stati membri siano sulla buona strada per conseguire l’obiettivo di adattamento previsto dall’accordo di Parigi.

In tale contesto, accoglieremmo con favore una risposta ai seguenti interrogativi:

Continua a leggere “Interrogazione con richiesta di risposta orale”
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Suolo – soluzione anche per la crisi climatica (UK)

Abbiamo bisogno di soluzioni e indicazioni positive. Ricercatori del suolo e agricoltori difficilmente riescono a trasmettere le loro conoscenze al grande pubblico. Ci è riuscito un non agricoltore! Un giornalista di The Guardian ha illustrato in maniera didattica la “problematica” suolo in un video di 7 minuti disponibile già da luglio del 2019. Ha brevemente accennato a definizioni e problemi, ma ha indicato soluzioni e opportunità. In tempo di crisi pandemica e negazionismo fa piacere vedere che potremmo farcela.

Il video, purtroppo solo in inglese, merita di essere visto e spiegato ai bambini, anche ai più piccoli.

Una volta visto il video, risulta molto più semplice comprendere l’appello dell’Alleanza per suoli sostenibili (Sustainable Soils Alliance – UK) che identifica in 8 punti ciò che un governo deve fare per avere dei suoli sani da trasmettere alle future generazioni. Ne Indichiamo qui solo i titoli, mentre alleghiamo copia integrale dell’Appello.

1.Strategia a lungo termine, 2. Impatto economico, 3. Monitoring, 4. Misure per promuovere pratiche e incentivi finanziari, 5. Riduzione degli elementi inquinanti, 6. Innovazione e mezzi, 7. Educazione e formazione, 8. Collaborazione

istituzioni europee

Gestione sostenibile dei suoli all’interno dell’European Green Deal

In questi ultimi mesi si sono accumulate, sotto l’ombrello del Green New Deal, serie di documenti aventi diretta interconnessione con i suoli. Gli addetti ai lavori hanno letto e analizzato i vari documenti su agricoltura, clima, biodiversità, foreste, ricerca, … cercando di ritrovarvi parametri, dati, indicazioni, obiettivi da considerare comuni.  È un compito arduo: perciò riteniamo più che benvenuto un articolo scritto da due ricercatori del Centro Comune Ricerca (JRC) che analizzano comparano e descrivono le implicazioni per i suoli di tre documenti comunitari: Farm to Fork, Biodiversità, Clima. La sintesi della loro analisi è riportata nell’immagine della nostra copertina, ma lasciamo loro la parola.

“Questo documento affronta l’importanza dei suoli all’interno del Green Deal e identifica la rilevanza dei suoli nella Strategia sulla Biodiversità, Farm to Fork e Climate Law. In tutte e tre le politiche, la salute del suolo beneficerà di obiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2030: riduzione del 50% dei pesticidi, riduzione del 50% dell’eccesso di nutrienti, riduzione del 20% dei fertilizzanti, agricoltura biologica al 25% dei terreni agricoli, aumento del 10% dei fattori relativi al paesaggio, aumento del 30% delle aree protette, ripristino delle zone umide e arresto del degrado del suolo.

Il suolo giocherà quindi un ruolo considerevole nella futura politica agricola (strategia Farm to Fork), nella protezione ambientale (strategia Biodiversità) e nel cambiamento climatico (legge sul Clima).

…  …  …

Il Green Deal europeo definisce una strategia globale per affrontare le sfide legate al clima e all’ambiente. I suoli svolgono un ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) entro il 2030 (Bouma et al., 2019). Per l’Europa, ciò significa che il suolo deve essere incluso come elemento chiave del Green Deal Europeo (EGD).

Soprattutto i suoli svolgono un ruolo chiave nel raggiungimento dell’ambizioso obiettivo europeo di un’UE climaticamente neutra entro il 2050. In qualità di principale “pozzo” di carbonio, il suolo è determinante nella mitigazione delle emissioni di gas serra e pertanto dovrebbe essere un elemento essenziale della nuova legge sul clima dell’UE.

Inoltre, i suoli detengono una grande riserva di biodiversità (Jeffrey et al., 2010) e quindi sono inclusi nella nuova strategia dell’UE sulla biodiversità 2030. Poiché la strategia sulla biodiversità ha gli obiettivi ambiziosi di migliorare le caratteristiche del paesaggio, aumentare l’agricoltura biologica, impegnarsi con l’installazione di 3 miliardi di nuovi alberi, riduzione dei pesticidi e arresto del degrado del suolo, la gestione sostenibile del suolo vi è quindi pienamente affrontata. Infine, il suolo è il fondamento dell’agricoltura e pertanto dovrà svolgere un ruolo significativo nella strategia europea “Farm to Fork”.

Incorporare un quadro coerente di gestione sostenibile del suolo all’interno di tutte e tre le strategie sarà difficile, dati i necessari compromessi tra obiettivi e traguardi talvolta contraddittori. Un quadro coerente potrebbe essere una revisione della strategia tematica dell’UE per il suolo che tenga conto degli obiettivi e delle ambizioni del Green Deal Europeo.”

Anche a detta dei due redattori, questo articolo non è da considerarsi un documento esaustivo, ma ha l’alto valore aggiunto di fare il punto della situazione sul suolo e le attuali politiche in discussione a livello Europeo. Riteniamo che possa essere considerato, assieme al rapporto del Board di esperti della Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea, la leva per arrivare ad una nuova Direttiva europea sul suolo.

Ci ripromettiamo pertanto come Forum SIP di promuovere un dibattitto di analisi/studio di questo articolo, questa volta da strutturare e programmare a livello delle organizzazioni e degli attori interessati dal suolo in Europa. A presto riparlarne dunque.

Questo articolo è pubblicato da: Elsevier

Titolo: The relevance of sustainable soil management within the European Green Deal

(L’importanza della gestione sostenibile del suolo nell’ambito del Green Deal europeo)

Titolo della rivista: Land Use Policy (Politica sull’uso del suolo)

Collegamento DOI CrossRef alla versione mantenuta dall’editore:

https://doi.org/10.1016/J.LANDUSEPOL.2020.104950

Tipo di contenuto: articolo

Copyright: © 2020 Gli autori. Editore: Elsevier Ltd.

non siamo soli!

Convenzione dei Cittadini per il Clima (Francia)

Quando non si sa come risolvere un problema, normalmente si chiede consiglio a qualcuno di fiducia. Lo stanno facendo alcuni governanti: per riacquistare visibilità politica o per non essere accusati di “fare da soli”, si rivolgono direttamente ai cittadini. Il caso più evidente è quello di Putin che ha costruito un meccanismo che gli permette di restare al potere per altri anni. Meno chiaro è quel che ha fatto il primo ministro Conte che in una settimana ha consultato, partendo da un documento di riflessione, tutte le parti sociali (dal settore privato alle organizzazioni non governative ivi compreso rappresentanti dei FFF), lasciando alla fine scontenti i più.

Più sottile è l’approccio del Presidente francese Macron: sommerso da forti critiche rispetto alle sue scelte politiche (gilets jaunes, elezioni comunali, gestione COVID-19, …) ha cominciato col confrontarsi in assemblee popolari. Poi ha permesso che 150 cittadini – tirati a sorte, rappresentativi della società francese e denominati Convenzione dei Cittadini per il Clima – esprimessero le loro idee su come dovrebbe essere una società rispettosa dell’ambiente in un contesto di giustizia sociale, in particolare definendo una serie di misure che possano ridurre almeno del 40% le emissioni dei gas a effetto serra entro il 2030. Dopo 8 mesi di lavoro, la Convenzione ha consegnato al governo un rapporto risultato del loro impegno.

Ci interessa quest’ultimo approccio, perché è qualcosa che dei ricercatori indicano da alcuni anni come la nuova “strada” da percorrere. La democrazia rappresentativa, con persone identificate da classiche elezioni, sta mostrando molte crepe e carenze. Non sarebbe meglio che cittadini tirati a sorte e per periodi limitati abbiano la possibilità di assumersi responsabilità governative e decisionali? Le esperienze tentate in diverse situazioni hanno dato risultati positivi con una responsabilizzazione e una partecipazione ampia e molto sentita e soprattutto con risultati concreti e approvati da tutta la popolazione. Continua a leggere “Convenzione dei Cittadini per il Clima (Francia)”

Forum SIP

GNDE (Società Civile) ≠ GNE (Commissione Europea): Proposte di cambiamento del comportamento

GNDE – Società Civile  

Ci è stato chiesto perché “ci piace” il GNDE. Molti ci segnalano che non vi trovano idee “ecologiche” specifiche che indichino il cammino da seguire.

Cerchiamo di spiegare perché consideriamo fondamentale riferirsi al GNDE.

In quanto “cultori” del suolo siamo pronti a elencare i modi con cui salvaguardarlo e trasmetterlo in buone condizioni. Sappiamo elencare metodologie e tecniche specifiche, fino a descrivere le strutture microscopiche delle argille e le posizione dei vacuum.

Ma riusciamo con questi dati a cambiare il comportamento delle singole persone e dei vari responsabili politici e tecnici? La risposta è negativa.

Lo stesso vale per gli altri problemi che si riferiscono al cambiamento climatico.

In pratica possiamo considerarci anche noi delle Cassandre inascoltate.

Allora, cosa fa di importante il GNDE?

Crea il quadro di riferimento in cui le azioni di salvaguardia della natura e degli ecosistemi devono essere inserite. Lo fa ripartendo dai concetti fondamentali: a) riportare sotto il controllo pubblico e decisionale tutto ciò che riguarda l’ambiente (Green Public Work) descrivendone la possibilità di finanziamento e togliendone il controllo/gestione al settore privato; b) ricostruisce un quadro di credibilità dell’Unione europea trasformando l’attuale complessa struttura burocratica in una nuova identità capace di salvaguardare l’ambiente per le nuove generazioni (EnU – Environmental Union); c) cerca di stabilire un contesto di giustizia sociale, quindi di democrazia e di partecipazione, che si rivolga ai più deboli rafforzando le comunità di base e invitandole a partecipare ai livelli decisionali su programmi e regole. Continua a leggere “GNDE (Società Civile) ≠ GNE (Commissione Europea): Proposte di cambiamento del comportamento”

istituzioni europee

La macchina europea si è messa in moto

Il confinamento ha accelerato la preparazione dei documenti previsti dalla Commissione europea per il Green Deal for Europe. Ne emerge un quadro complesso a volte entusiasmante, spesso contraddittorio. Elenchiamo qui i documenti che, secondo noi, vanno letti. Sono tutti disponibili in inglese, e per alcuni esistono delle versioni in italiano.

  1.  Strategia europea della Biodiversità per il 2030 (Biodiversity EU Strategy for 2030),Contiene un intero paragrafo sul suolo e la sua importanza. Introduce la  preparazione di una specifica direttiva sul suolo entro la fine del 2021.
  2. Dal produttore al consumatore (From Farm to Fork), Cerca di mettere tutti d’accordo ed è cosa impossibile, ma ha almeno il merito di indicare dei limiti e degli obiettivi precisi entro il 2030.
  3. Analisi dei legami tra la riforma della PAC e il Green Deal (Analysis of links between CAP Reform and the Green Deal). Tutto tende a sottolineare che l’attuale proposta PAC è in linea col Green Deal. Utopia, menzogna o eufemismo?
  4. Legge europea sul clima (European Climate Law). Da approfondire e dettagliare.
  5. Tassonomia: rapporto finale del gruppo di esperti tecnici sulla finanza sostenibile (Taxonomy: Final report of the Technical Expert Group on Sustainable Finance)

Grosso volume di circa 700 pagine, necessario per capire cosa e come sia possibile finanziare le azioni del Green Deal.

È chiaro per tutti che non possiamo tornare alla “normalità” di prima del COVID19. Allora  bisogna impegnarci a seguire la discussione su questi documenti e su gli altri che seguiranno per contribuire al loro miglioramento e alla loro ridefinizione. Vi è l’assoluta necessità/urgenza di un impegno comune nel coinvolgere tutti gli attori interessati per ottenere un quadro di riferimento europeo per la salvaguardia dei suoli.  Il Forum SIP deve agire in prima persona anche su tale fronte.