Forum SIP

Un manifesto per democratizzare l’Europa

L’UE sarà democratizzata. O si disintegrerà!

Questo è il titolo e il grido che il Manifesto per democratizzare l’Europa lancia a tutta l’Unione.

Il ‘grido’ – allo stesso tempo provocatorio e realistico – chiama tutti i cittadini europei ad una presa di coscienza e all’azione ed identifica le seguenti priorità immediate:

“(A) la piena trasparenza nel processo decisionale (ad es. trasmissione in diretta delle riunioni del Consiglio europeo, dell’Ecofin e dell’Eurogruppo, la piena divulgazione dei documenti di negoziazione commerciale, la pubblicazione dei verbali della BCE, ecc.) e (B) l’urgente ridistribuzione delle attuali istituzioni dell’UE nel perseguimento di politiche innovative che affrontino realmente le crisi del debito, delle banche, degli investimenti inadeguati, dell’aumento della povertà e delle migrazioni.”

Al Manifesto è seguito un proficuo dibattito con la concretizzazione di “Che cosa l’Europa deve fare ora!”: una agenda progressiva incentrata su salute pubblica, prosperità condivisa e pace sostenibile. Le tre serie di politiche proposte dal primo movimento paneuropeo unificato sono assolutamente coerenti con la lettera dei Trattati UE.

La loro attuazione riunirà:

• tutela della salute pubblica in tutto il continente europeo

• solidarietà con i paesi vicini e con tutti gli altri, che non è solo un dovere morale dell’Europa, ma anche l’unica misura efficace contro le pandemie che non rispettano i confini

• elaborazione e finanziamento della Green Transition senza la quale sia la società che il Pianeta decadranno

• Adozione di strumenti di finanziamento pubblico a beneficio di molti – strumenti attualmente ampiamente utilizzati a beneficio di pochissimi.

Ritorneremo a parlare di questi documenti nei nostri Bollettini.

Manifesto in IT : https://diem25.org/wp-content/uploads/2016/02/diem25_italian_long.pdf

non siamo soli!

NON SIAMO SOLI : Malles

Forse alcuni dei nostri lettori ricorderanno gli articoli su Malles e il controllo democratico.

https://angelidelsuolo.wordpress.com/2018/10/01/malles-impazienza-o-pazienza/

https://angelidelsuolo.wordpress.com/2019/06/01/controllo-democratico/

Ritorniamo sull’argomento per riportare una notizia che consideriamo importante: la Corte d’appello di Trento, distaccamento Bolzano, con sentenza n°01 del 4 gennaio 2020, ha dato ragione al 100% al Comune di Malles. Il referendum popolare di Malles del 2013 si poteva fare, perché non arrecava nessun tipo di danno a nessuno. Non solo, ogni cittadino italiano (così è scritto nella sentenza) ha il diritto di fare una raccolta di firme e di porre un quesito referendario e democratico.

esperienze in Italia

Strumenti collaborativi e conflitti ambientali

Già in passato abbiamo affrontato in questo Bollettino temi relativi al controllo democratico.  A Milano, lo scorso 22 novembre, si è svolto un interessante convegno su “Sviluppare collaborazione nei confitti ambientali e urbani“. Abbiamo chiesto ad una delle relatrici, l’avv. Veronica Dini, di illustrarci perché e come ci si debba occupare di strumenti collaborativi nell’ambito dei conflitti ambientali. Gentilmente ci ha inviato il seguente contributo.

“La prima ragione consiste nel fatto che, come ci racconta la cronaca, di ambiente non possiamo non (pre)occuparci: troppe sono le urgenze e troppo rilevanti sono le sfide da affrontare. Il secondo motivo attiene al fatto che la gestione e la tutela dell’ambiente riguardano beni e interessi fondamentali che, quanto meno, sono percepiti come contrapposti: in questo campo, dunque, il conflitto è ineludibile e destinato ad aggravarsi con il progressivo esaurirsi delle risorse disponibili. Continua a leggere “Strumenti collaborativi e conflitti ambientali”

esperienze in Italia

Controllo Democratico

Nel Bollettino 59 abbiamo accennato al rischio dovuto alla normalizzazione della devianza. Concludevamo con l’indicazione che solo un vero controllo democratico potrà permettere d’impedire che limiti sempre più degradanti diventino la norma. Ci hanno scritto chiedendo di chiarire meglio cosa intendiamo per controllo democratico, perché alcuni lo potrebbero confondere con la “delazione” o “il fare la spia”.

Non vogliamo soffermarci su una definizione, partiamo da un esempio concreto.

Muhammad Yunus (premio Nobel per la pace) nel 1976 lanciò la Grameen Bank in Bangladesh, una banca che offriva crediti ai più poveri. Il meccanismo, ripreso in Europa e in altre parti del mondo, è basato sulla compartecipazione: si offre un credito a una persona ma in quanto membro di un gruppo che ne assicura la responsabilità. Cioè il “controllo” dell’uso dei fondi concessi era direttamente seguito da tutti i componenti del gruppo solidale. Il successo è stato positivo enorme e immediato: chi riceveva i fondi sapeva che, se non rispettava le regole, penalizzava gli altri componenti del gruppo.

Nel Bollettino 54 abbiamo parlato della SAFER (Société d’Aménagement Foncier et d’Etablissement Rural) Auvergne-Rhône-Alpes in Francia. Essa, non potendo più intervenire sulle transazioni di superfici agricole, ha creato nel territorio una rete di persone responsabili di avvertirla preventivamente delle vendite di terreni. Questo dispositivo vuole bloccare la vendita di terreni a investitori non appartenenti al territorio, evitare speculazioni fondiarie e allo stesso tempo facilitarne l’acquisizione da parte di giovani senza forti possibilità economiche, ma con la volontà di coltivare la terra. Continua a leggere “Controllo Democratico”