Valutazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici per l’Europa e l’Asia Centrale

Si sente parlare del IPCC il panel intergovernativo sul cambiamento climatico. Molto meno si sente menzionare la piattaforma scienza-politica intergovernativa sulla Biodiversità e i Servizi Ecosistemici (The Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services -IPBES). Anche quest’ultimo è una organizzazione intergovernativa creata nel 2012 per fornire ai politici di tutto il mondo una valutazione sullo stato della biodiversità e degli ecosistemi basandosi su dati rilevati scientificamente. Il suo obiettivo finale sta in poche parole: la possibilità di preservare l’ambiente naturale per le generazioni future.

Ne parliamo perché l’IPBES, nella seduta plenaria del marzo 2018, ha presentato un rapporto esaustivo sulla situazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici. La raccolta ed elaborazione dei dati e la preparazione del rapporto hanno impiegato in totale tre anni e l’impegno di centinaia di esperti di 45 paesi. Suddiviso per regioni geografiche, questo rapporto rappresenta la più attuale fotografia della stato della biodiversità e degli ecosistemi. Allo stesso tempo indica quali misure possano essere messe in atto per evitare un ulteriore degrado delle condizioni naturali. Continua a leggere “Valutazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici per l’Europa e l’Asia Centrale”

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Clausola di arbitraggio internazionale – incompatibile con l’UE !

Nel passato ci siamo già occupati della clausola di arbitraggio internazionale indicandola come l’ulteriore meccanismo inventato a protezione delle multinazionali dalle politiche a difesa dei diritti umani e dell’ambiente. Tale meccanismo è stato ora definito come incompatibile col diritto europeo dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CJUE).

La sua sentenza del 6 marzo 2018 ha chiarito che “la clausola compromissoria contenuta nel trattato bilaterale sugli investimenti pregiudica l’autonomia del diritto dell’UE e non è quindi compatibile con esso.”  Questa è la prima volta che la Corte si pronuncia sul meccanismo di regolamentazione delle controversie tra compagnie investitrici e Stati. Continua a leggere “Clausola di arbitraggio internazionale – incompatibile con l’UE !”

La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane

Lo scorso 27 Febbraio si è tenuto il Webinar[1]La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane”. Si tratta del primo appuntamento formativo organizzato da PAN Europe nell’ambito della campagna “Città Libere dai Pesticidi”. PAN Europe è una ONG con sede a Bruxelles impegnata dal 1987 nella lotta contro l’utilizzo dei pesticidi chimici (vedi presentazione del PAN Europa nel Bollettino n. 40 del 1 ottobre 2017).

La Rete Europea delle Città Libere dai Pesticidi è il progetto PAN che nasce con l’obiettivo di riunire una massa critica di Comuni impegnati ad eliminare l’uso degli antiparassitari e fornire una piattaforma europea all’interno della quale condividere esperienze, pratiche e conoscenze, ricevendo un supporto reciproco. Continua a leggere “La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane”

World Economic Forum – Davos 2018

Ci interessiamo oggi del World Economic Forum Annual Meeting che si è tenuto dal 23 al 26 gennaio scorso. Come mai e perchè poi nella sezione riguardante la “dimensione europea“?

Generalmente le analisi che riguardano l’ambiente, quando presentate da ricercatori o accademici, sono di rado prese in considerazione dal mondo politico. Ora abbiamo invece un documento che indica come mondo politico ed economico percepiscono per il 2018 i maggiori pericoli per il pianeta. Ci riferiamo al rapporto The Global Risks – Report 2018 arrivato alla sua 13ma edizione. Continua a leggere “World Economic Forum – Davos 2018”

Applicazione della direttiva sulla responsabilità ambientale

La politica attuata dall’Unione Europea negli ultimi anni ha portato alla disaffezione dei cittadini, all’aumento della sfiducia, al risorgere di nazionalismi e rigurgiti epocali che si pensavano definitivamente archiviati. Si è rinunciato persino a valorizzare ed evidenziare le politiche ambientali che molti paesi nel mondo ci invidiano. Siamo infatti una delle poche aree al mondo in cui ancora si cerca di difendere il valore della natura e dell’ambiente.

Attiriamo l’attenzione sulla Risoluzione del Parlamento europeo del 26 ottobre 2017 circa l’applicazione della direttiva relativa alla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale (detta anche “direttiva ELD” o “direttiva sulla responsabilità ambientale”). Continua a leggere “Applicazione della direttiva sulla responsabilità ambientale”

Dialogo sociale europeo per costruzioni sostenibili

Durante tutto l’anno che è appena terminato il Gruppo Suolo Europa a nome del Forum SIP ha attivato contatti e sollecitato istituzioni al fine di effettuare incontri e dibattiti con i vari attori sociali e istituzionali che si occupano del suolo. Alcuni degli interlocutori contattati sottolineavano che il dibattito era già in corso e che rappresentanti della Società Civile e di quelli delle Costruzioni avevano già stabilito delle Linee Guida.

I nostri interlocutori si riferivano sia alla Comunicazione della Commissione europea al Parlamento e al Consiglio, dal titolo ” Strategia per la competitività sostenibile del settore delle costruzioni e delle sue imprese” (COM-2012-433 del 31/07/2012), che al progetto finanziato sempre dalla Commissione europea: BROAD – Building a Green Social Dialogue.

Il primo documento è un testo di riferimento per politici e governi degli Stati membri dell’UE.

Articola diverse raccomandazioni legate ad un mercato edilizio in cui le imprese e i lavoratori edili devono risolvere problemi quali la carenza di lavoratori qualificati, la scarsa attrattività che il comparto esercita sui giovani a causa delle condizioni di lavoro, la limitata capacità di innovazione e il fenomeno del lavoro sommerso. Il tutto è stato formulato in un momento in cui la crisi economica e finanziaria erano nel loro momento più critico. Quindi le opzioni erano tutte orientate a rialzare le attività del settore delle costruzioni in termini di investimenti, capitale umano, requisiti ambientali, regolamentazione e accesso ai mercati. Continua a leggere “Dialogo sociale europeo per costruzioni sostenibili”

Primo Forum Europeo di Agroecologia

Nel 2014 si è tenuto il primo Simposio Internazionale di Agroecologia per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione, organizzato dalla FAO a Roma.  A tale incontro, sempre nel quadro dell’iniziativa della FAO, è seguita una serie di riunioni nei vari continenti. Quella europea è stata organizzata a Lione (Francia) dal 25-27 ottobre 2017. Ospitato nella prestigiosa sede dell’Università di Isara, questo primo Forum Europeo di Agroecologia ha visto la presenza di oltre 300 persone in rappresentanza di agricoltori, tecnici, ricercatori, studenti, istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, della società civile e di ONG …

Ricordiamo che per agroecologia si intende l’applicazione dei principi ecologici all’agricoltura sia per la produzione di cibo che di altri prodotti, il tutto basato sulla gestione degli agrosistemi. Questa “definizione” sintetizza il concetto di agricoltura che integra aspetti scientifici e sociali del suo ecosistema. In altre parole ottenere una agricoltura sostenibile, capace cioè di produrre cibo a sufficienza per la crescente popolazione mondiale ma senza mettere in pericolo l’ambiente e le risorse naturali. Naturalmente permettendo la redditività economica e sociale degli agricoltori. Di tutto questo il suolo è l’elemento fondamentale.

L’incontro di Lione ha affrontato molti argomenti cercando di chiarire la differenza dell’agroecologia da varie specifiche tecniche agricole come l’agricoltura organica, la permacoltura, l’agro foresteria, … Allo stesso tempo, è emerso un quadro non esaltante per l’Europa: l’agroecologia vi è limitata a poche strutture e in poche aree. Un interessante dibattito si è concentrato su come mantenere l’autonomia degli agricoltori pur accompagnandoli nel loro passaggio all’agroecologia. Per questo compito, uno specifico ruolo è richiesto ai ricercatori e al mondo scientifico. Continua a leggere “Primo Forum Europeo di Agroecologia”

SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE: LULUCF

Le istituzioni internazionali e in particolare quelle europee sono esperte nel creare acronimi incomprensibili. In passato, ad esempio, le Direzioni generali della Commissione europea erano indicate con numeri romani, la DG XII stava per la ricerca, la DG VIII per la cooperazione allo sviluppo, e così via. Si è optato in seguito per nomi interi DG Ambiente, DG Ricerca e Innovazione, … ma la tendenza era sempre quella di usare acronimi comprensibili ai soli addetti ai lavori: DG ECHO, DG EAS, EEAS, …

Non c’è quindi da stupirsi se LULUCF indica “Uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura” (“Land use, land use change and forestry”). Questo è anche il titolo della proposta di regolamento UE, attualmente in discussione al Parlamento europeo e al Consiglio, relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l’energia (COM(2016)0479) .

Il cambiamento climatico è drammatico e sempre più evidente (inondazioni, cicloni, siccità, incendi, …) e deve essere affrontato insieme da tutti gli Stati Membri. L’accordo di Parigi del dicembre 2015 è la pietra miliare a cui riferirsi, se si vuole cominciare ad agire con una speranza di riuscita. Però il testo non prevede il … suolo. E non si tratta di dimenticanza. Per ottenere un accordo servivano consensi. Il suolo presenta una complessità nei suoi aspetti non solo tecnici, ma anche sociali ed etici. Perció gli organizzatori francesi hanno lanciato a latere un’azione parallela, denominata “Iniziativa 4per1000”, di cui il Forum SIP è partner e della quale relazioniamo regolarmente nei nostri bollettini.

A Parigi, le politiche europee hanno preso “coscienza” che, per il raggiungimento degli obiettivi di mitigazione del clima a lungo termine, sarà fondamentale il contributo proveniente dall’uso del suolo e delle foreste.  La Commissione Europea ha quindi preparato una proposta di regolamento, presentata nel 2016 al Parlamento Europeo e al Consiglio, sull’inclusione dell’uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura (LULUCF) nell’ambito del quadro 2030 per il clima e l’energia dell’UE. Tale proposta, attualmente in discussione, sarà inserita in quella sulle politiche del clima dell’Unione Europea in sostituzione del Protocollo di Kyoto che scade alla fine del 2020.

Si prevede di applicare la proposta di regolamento alle emissioni e agli assorbimenti dei gas a effetto serra alle seguenti categorie di suolo: a) terreni imboschiti, b) terreni disboscati, c) terre coltivate gestite, d) pascoli gestiti, e) terreni forestali gestiti.

Questa “classificazione” è motivata da motivazioni sia di contabilità che di continuità con il regolamento del 2013. Essa permette a tutti gli Stati Membri di poter calcolare gli effetti di accumulo o perdita di carbonio e presentarne rapporto alla Commissione.

Come il LULUCF contribuirà a livello di UE ad una riduzione del 30% delle emissioni dei gas serra entro il 2030 rispetto al 2005? Definendo impegni per gli Stati Membri che, oltre ad essere mantenuti, devono essere reali e controllabili secondo modalità precise di contabilizzazione (emissioni e immagazzinamenti). Il rigore richiesto viene però “compensato” dalla proposta di passare dall’attuale rendicontazione annuale ad una quinquennale.

Tale proposta di regolamento, prodotta dalla Commissione, non soddisfa molti parlamentari europei che la considerano “permissiva”, basata su considerazioni non chiare e sprovvista di reali obiettivi di protezione e di attuazione.

Il Parlamento europeo sta quindi presentando una serie di emendamenti che rendano più incisiva l’azione proposta. Essi, oltre alla maggiore presa in considerazione dei suoli, vanno verso un’attenta valutazione delle implicazioni sugli aspetti sociali degli strati più poveri e a rischio fame nell’Unione.

Invitiamo a leggere tutti gli emendamenti proposti e a seguirne l’evoluzione. Il dibattito in corso è sicuramente costruttivo e si può contattare direttamente un parlamentare europeo per esprimergli la propria opinione. Nomi e coordinate dei parlamentari sono disponibili nel sito web del Parlamento europeo, ma se già se ne conosce il nome, l’indirizzo email è: nome.cognome@europarl.europa.eu .

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