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FAO – Global Symposium on soil biodiversity 2021

The Global Symposium on Soil Biodiversity (GSOBI21), ‘Keep soil alive, protect soil biodiversity’ took place – virtually – from 19-22 April 2021. It was organised by the FAO, its Global Soil Partnership and other international organisations. The importance of this meeting lies in its main objective: to fill some critical knowledge gaps and promote discussion among policymakers, food producers, scientists, practitioners and other stakeholders on solutions to live in harmony with nature, and ultimately, achieve the SDGs through the conservation and sustainable use of soil biodiversity.

Since it is difficult to summarise all the issues discussed, we recommend reading the documents available on the Symposium website. In brief, the event highlighted the importance of biodiversity in guaranteeing soil health for the vitality of the whole ecosystem and for human well-being. Furthermore, soil biodiversity contributes strongly to tackling environmental problems and it must be considered a natural capital asset from which ecosystem services derive.

non siamo soli!

FAO – Simposio globale sulla biodiversità del suolo 2021

Si è tenuto – on line – dal 19 al 22 aprile 2021 il ‘Simposio globale sulla biodiversità del suolo- Mantenere vivo il suolo, proteggere la biodiversità del suolo, organizzato dalla FAO, dal suo Global Soil Partnership e da altre organizzazioni internazionali. 

L’importanza di questo incontro risiede nel suo obiettivo principale: colmare alcune lacune di conoscenza critica e promuovere la discussione tra responsabili politici, produttori di alimenti, scienziati, professionisti e altre parti interessate alle soluzioni per vivere in armonia con la natura e, in ultima analisi, raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile attraverso la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità del suolo.

Difficile riassumere tutte gli argomenti presentati, consigliamo di leggere i documenti disponibili nel sito web del Simposio. In sintesi, è emersa l’importanza della biodiversità per garantire la salute del suolo per tutta la vitalità dell’ecosistema e per il benessere degli esseri umani. Inoltre, la biodiversità del suolo contribuisce fortemente ad affrontare i problemi ambientali e deve essere considerata un capitale naturale da preservare perché ne derivano i servizi ecosistemici.

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The importance of teaching materials on the soil for children

For once we are not writing about an experience or initiative in a particular country; instead we are following up a suggestion from a reader – a teacher, presumably – who told us about the FAO guide to soil experiments for children and young people. Published on World Soil Day in December 2017, it provides step-by-step and above all simple explanations for anyone who want to help young students learn about the soil.

From the very first issue this Newsletter has always paid attention to teaching, especially the very young. We attach great importance to the need to make younger generations of students aware of the soil and its complexity. For this reason we have written about initiatives, publications, and other activities available in various different countries.

Here is a link to the FAO’s guide, which at present is available only in English.

Soil Experiments for Children: http://www.fao.org/3/a-i7957e.pdf

istituzioni europee

GROW Observatory

Un interessante convegno “Interfaccia politica dell’Osservatorio” si è tenuto a Bruxelles il 3 e 4 settembre scorso, organizzato da GROW Observatory. Quest’ultimo è un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea che ha come obiettivo la creazione di un movimento di cittadini (nel senso di soggetti di una nazione che, come tali, godono di diritti politici) capaci di generare, condividere e usare le informazioni e i dati relativi al terreno. In questo modo s’intende affrontare consapevolmente le urgenti sfide che la scienza e la società devono risolvere per quanto riguarda la conservazione e l’uso della risorsa suolo.

Il progetto si basa sulla possibilità di raccolta dati sul suolo (temperatura, umidità, ecc.) attraverso un sensore messo nel suolo dall’agricoltore, trasmessi via satellite ad un centro elaborazione dati e restituiti all’agricoltore sotto forma di informazioni utili per coltivare. I dati a loro volta sono elaborati per essere messi a disposizione della comunità locale e dei decisori politici. Al di là della struttura e dei responsabili del progetto, è interessante la possibilità di stabilire stretti legami tra i rappresentanti del mondo dei ricercatori e quello degli agricoltori pionieri.

Alla presenza di rappresentanti della FAO, della Direzione Generale (DG) Ambiente e della DG Ricerca della Commissione Europea, di ricercatori e di rappresentanti della società civile si è svolto un confronto aperto e fortemente utile per le prospettive di sviluppo offerte da questa esperienza.

Va sottolineato che quello dell’elaborazione dati e azione “Osservatorio” è solo uno degli aspetti del progetto, forse il meno conosciuto; mentre un altro basato sulla formazione on line (attraverso Massive Open Online Courses – MOOC) ha ottenuto un franco e rapido successo che ha permesso la creazione di legami tra gli stessi agricoltori (importante la distinzione tra agricoltori e agricoltori pionieri), la società civile e il mondo – spesso chiuso – dei ricercatori e degli accademici. Ne scaturisce che il concetto di scienza dei cittadini non è un concetto astratto. Al contrario, esso diviene il fulcro su cui costruire le basi di una scienza partecipata a diretto contatto con le realtà di coloro che la vivono.

Alla domanda di base del convegno, se l’Osservatorio può essere lo strumento per ottenere una politica più consona alle esigenze di una protezione e uso del suolo per le prossime generazioni, la risposta è sicuramente positiva. L’ulteriore sviluppo va posto allora nella giusta direzione col passaggio da una struttura basata sulla disponibilità (il progetto di ricerca) ad una permanente organizzata per raccogliere i dati provenienti dagli agricoltori e dai cittadini, elaborarli e fornirli agli stessi agricoltori e ai vari attori responsabili della gestione di quel territorio.

Forum SIP

Un primo passo … del nostro cammino!

Nel luglio 1969 l’Apollo 11 portò i primi uomini sulla Luna. Il commento del primo passo di Neil Armstrong sulla superficie lunare fu “un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’Umanità”.

Volutamente esageriamo paragonandoci all’evento dell’Apollo 11, ma possiamo affermare che anche dal Forum SIP è stato compiuto un primo “passo” per gli obiettivi riguardanti la dimensione europea del suolo. Il testo con tre domande inviato ai candidati italiani al Parlamento europeo ha permesso di ottenere 19 risposte. Le consideriamo come il “nucleo” base di un’azione più vasta che avrà una direttrice di marcia ben precisa:

  1. consolidare la sinergia tra i 19 che hanno mostrato sensibilità alla tematica suolo in Europa e fare sì che la comunicazione su questo punto circoli tra di loro e tra gli altri che si dimostreranno altrettanto sensibili;
  2. sollecitare negli altri stati membri dell’Unione europea la creazione di altrettanti nuclei “politici” sensibili alla stessa tematica;
  3. permettere il collegamento tra questi nuclei e la formulazione di una azione comune;
  4. spronare all’interno delle istituzioni comunitarie la necessità di una direttiva a protezione dei suoli nell’Unione.

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UN Declaration on the rights of peasants

The rights of peasants? The subject has been under discussion for over 40 years. As long ago as 1981 the FAO, following the World Conference on agrarian reform and rural development in 1979, launched the Peasants’ Charter calling for programmes and policies that supported peasants and the rural world. In addition, all sections of the UN were invited to commit themselves to putting into action the principles supporting peasants. This turned out to be a dead end, however, not least because attention was focused only on the rights of agricultural workers in developing countries.

Since then various proposals have been launched and put into practice in different nations of the world. Only last 28 September, the UN’s Human Rights Council adopted the text of the United Nations Declaration on the Rights of Peasants and Other People Working in Rural Areas  by a large majority (33 votes in favour, 11 abstentions, 3 against). Great credit is due to the international movement La Via Campesina which has fought for this for 17 years. Continua a leggere “UN Declaration on the rights of peasants”

non siamo soli!

Dichiarazione ONU dei Diritti dei Contadini

Diritti dei contadini? È un argomento di cui si discute da oltre 40 anni. Già nel 1981 la FAO, a seguito della Conferenza Mondiale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale del 1979, aveva lanciato la Carta dei Contadini con cui si sollecitavano programmi e politiche in favore dei contadini e del mondo rurale. Si invitavano inoltre tutte le istanze delle Nazioni Unite a impegnarsi per la concretizzazione dei principi a favore dei contadini. Si rimaneva però un vicolo cieco, anche perché si pensava ai diritti dei contadini solo nel mondo in via di sviluppo.

Da allora varie proposte sono state lanciate e rese valide per la realtà nelle varie nazioni del mondo. Alla fine solo il 28 settembre scorso, il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha adottato a larga maggioranza (33 voti a favore, 11 astenuti, 3 voti contrari) il testo della Dichiarazione dei diritti dei contadini e di altre persone che lavorano nelle aree rurali. Ne va riconosciuto il merito al movimento internazionale La Via Campesina che si è battuto durante ben 17 anni per ottenerla. Continua a leggere “Dichiarazione ONU dei Diritti dei Contadini”