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Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano (Napoli)

Francesco Russo, in qualità di rappresentante del Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano, da molto tempo fa parte di Salviamo il Paesaggio a livello nazionale.

Il Comitato segue e partecipa alle iniziative volte alla protezione dell’ambiente e in particolare del suolo e del territorio. Ha un nucleo di persone particolarmente attivo che si preoccupa della formazione dei giovani. Da anni é nata l’Università Popolare Paesi Vesuviani, di cui Russo è presidente, che si dedica alla formazione professionale e offre le conoscenze necessarie per orientarsi nella competitività internazionale dell’import-export delle aziende produttrici di beni e servizi e per le strategie di marketing con i Paesi emergenti di Asia, Africa, Europa e America Latina. Esportazioni/importazioni soprattutto nel settore agro-alimentare. I docenti sono spesso manager delle grandi compagnie di navigazione, che trasferiscono esperienze, operatività pratica, sapere teorico e pratico, competenze, che consentono opportunità di lavoro attraverso le aziende del settore del marketing, del commercio internazionale e del turismo.

Contatti: Università Popolare Paesi Vesuviani
Via E. A. Mario 6
80046 San Giorgio a Cremano (NAPOLI) Email: unisangiorgio@virgilio.it e Saverio.france.russo@gmail.com

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Atti dell’incontro/dibattito del 24 settembre 2020

Alleghiamo la pubblicazione che riporta gli interventi e il dibattito del webinar del 24/09/2020 organizzato dal Forum SIP, sul rapporto “Caring for soil is caring for life”.

Ricordiamo che il rapporto originale in inglese e la sua traduzione in italiano sono scaricabili dalla pagina riunioni in cui è possibile anche attivare la registrazione integrale o delle varie parti, già disponibili su YouTube.

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Forum SIP:Seminario di studio su suolo e dimensione europea (webinar)

Il 24 settembre, dalle ore 19 alle 21, via una piattaforma elettronica, si è tenuto un seminario di studio del Forum SIP sul rapporto sul suolo del gruppo di esperti (Board) nominati dalla Direzione Generale Ricerca della Commissione europea “Prendersi cura del suolo è prendersi cura della vita”(Caring for soil is caring for life).

All’esposizione illustrante il contenuto del rapporto è seguita l’analisi critica del documento. Hanno inizialmente preso la parola sette invitati in rappresentanza del mondo edile, del settore pianificazione, dell’area ricerca, dei giovani, del settore costruzioni, dell’agricoltura biologica ed un parlamentare europeo. Il dibattito aperto e franco che ne è seguito, nonostante la dinamica contingentata, ha permesso di far emergere vari elementi. Ne è scaturita un’immagine globalmente positiva del rapporto che apre la via a molte importanti riflessioni. Se vi è quindi unanimità sul suo apprezzamento, allo stesso tempo sono stati identificati elementi necessari per la sua valorizzazione sia per i programmi di ricerca comunitari sia per la nuova direttiva europea sui suoli (in preparazione). Ad esempio va precisato come concretizzare la partecipazione e il confronto con i cittadini, come interconnettere coerentemente la protezione dei suoli con le altre iniziative comunitarie riguardanti ambiente clima biodiversità etc. , una chiara e ferma presa di posizione sull’arresto di consumo di suolo fertile, come sottrarre l’accaparramento da parte di cosche mafiose criminali o speculative, come utilizzare le leve fiscali per disincentivare l’uso di risorse non rinnovabili, adeguare gli obiettivi a ciascuno Stato membro, come incentivare la de-impermeabilizzazione e la rinaturalizzazione.

Questi primi punti sottolineano le complessità da affrontare e necessitano di essere ulteriormente definiti. Il dibattito induce ad altre riflessioni e soprattutto chiarisce che una futura direttiva europea sul suolo non può essere demandata a un numero limitato di soggetti, ma deve essere il risultato di un confronto aperto tra tutti coloro che a diverso titolo usano il suolo, anche con chi lo usa senza preoccuparsene. Questo incontro va quindi considerato un primo seminario di studio ed analisi, cui dovranno rapidamente succedere altre iniziative che allarghino la partecipazione ad altri interlocutori e nei diversi Stati membri dell’Unione Europea.

È intenzione del Forum, tramite il suo gruppo di lavoro sulla dimensione europea, produrre una relazione dettagliata su quanto presentato per diffonderlo anche al di fuori della cerchia dei membri del Forum SIP. Inoltre, a breve, la registrazione dell’incontro sarà resa disponibile e accessibile direttamente in internet.

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Amici di Cuirone

Cuirone è una frazione del Comune di Vergiate (Varese) nella parte settentrionale del Parco lombardo della Valle del Ticino.

L’associazione Amici di Cuirone senza finalità di lucro, è stata fondata nel 1987 da Giorgio e Miranda Ostini con lo scopo di promuovere la ricerca, la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del luogo attraverso lo studio del patrimonio ambientale, storico, architettonico, artistico, archeologico e dialettale costituito dai beni culturali, materiali e spirituali di Cuirone e del territorio di Vergiate.

Negli anni l’obiettivo si è concretizzato con la costituzione di un Laboratorio di studio territoriale, sia per la realizzazione di mostre e pubblicazioni sull’evoluzione del territorio e della sua comunità a supporto di iniziative di sensibilizzazione rivolte al pubblico e alle istituzioni scolastiche, che per la redazione di osservazioni agli atti di governo del territorio – dai vecchi Piani Regolatori (PRG) ai recenti Piani di Governo del Territorio (PGT) – che risentono del disordinato modello di sviluppo industriale/commerciale/viabilistico che ha caratterizzato la provincia di Varese e più in generale la Lombardia dagli anni sessanta in poi.

Tuttavia Cuirone è rimasto un borgo ben conservato, caratterizzato da case rurali ristrutturate e cascine in pietra spesso fiancheggiate da orti e giardini, circondato da boschi e vaste aree ancora agricole ben si presta a nuovi e più sostenibili modelli di fruizione e di uso del territorio. 

Su iniziativa dell’associazione, Cuirone è stato segnalato tra i “Luoghi del Cuore” del censimento F.A.I. Fondo Ambiente Italiano sin dal 2010 e nel 2012 si è classificata al secondo posto in provincia di Varese tra i luoghi più segnalati e al nono posto a livello nazionale nella categoria borgo.

Dal 2011 Amici di Cuirone è il referente locale per il Comune di Vergiate nell’ambito del Forum nazionale Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori.

Una parte dei lavori dell’Associazione è raccolta nel laboratorio in cui lavorava Giorgio Ostini, artista che amava definirsi solo artigiano. Questo piccolo e operoso spazio continua a vivere nel segno della creatività anche ospitando lavori di altri artisti ed è aperto per chiunque voglia conoscere sia il poliedrico lavoro di Giorgio che le iniziative dell’associazione.

Maggiori informazioni:

Miranda Baratelli Ostini amicidicuirone@gmail.com http://www.cuirone.net/

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Lettera ai membri delle Commissioni ENVI e AGRI del Parlamento europeo

Il Forum SIP continua a sollecitare l’attenzione del Parlamento europeo sull’importanza del suolo. Una lettera è stata inviata ai membri delle sue Commissioni ambiente (ENVI) e agricoltura (AGRI), in totale oltre 200 persone. Il testo originale è stato inviato in FR / DE / EN. Riportiamo qui la traduzione in italiano:

Dallo scorso dicembre 2019 la pubblicazione del Green Deal for Europe ha innescato un meccanismo di rilancio politico dell’intera problematica ambientale europea.

Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, la DG Ambiente – che segue il ritmo di scadenze previste dalla roadmap del Green Deal – ha già prodotto una serie di Comunicazioni ufficiali sulle tematiche ambientali.

 In questo nuovo contesto il suolo ha acquisito visibilità ed è chiaramente menzionato nella comunicazione sulla biodiversità con l’impegno di una nuova Proposta di Direttiva da produrre entro il 2021.

Ricordiamo che il suolo, elemento portante dell’ecosistema e fonte di vita, non è ancora tutelato da una specifica direttiva europea, pur essendo sempre più a rischio di degrado e di perdita. I rapporti ufficiali dell’Agenzia Europea dell’Ambiente riferiscono i dati più che catastrofici sulla perdita di suolo nelle sue varie forme.

Diventa così essenziale sviluppare un contesto comportamentale basato sull’importanza della protezione, del restauro e della conservazione del suolo contro la mentalità corrente dell’abuso che ancora troppo lo sottovaluta. Mantenere la qualità e la funzionalità del suolo si rivela fondamentale per concretizzare tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e per assicurare un avvenire dignitoso alle future generazioni. 

 Ora è il momento per le istituzioni comunitarie di riflettere, ripensare e rivisitare quanto va fatto per il suolo al fine di ottenere un piano scientificamente credibile che permetta la sua gestione sostenibile nonché un’agricoltura all’avanguardia e attenta alle questioni climatiche globali. Questo piano dovrà diventare il perno della futura proposta di direttiva sul suolo e dovrà poggiare su un preciso assioma: in ogni documento in preparazione non può mancare l’obbligo immediato di arresto di spreco di suolo. Tale indirizzo non comporta affatto il fermo del comparto dell’edilizia. Al contrario è l’unica prospettiva capace di coniugare la salvaguardia di aree di suolo con la vastissima attività settoriale indispensabile a recuperare, migliorare energeticamente, mettere in sicurezza l’immenso patrimonio edilizio obsoleto esistente, a proseguire con le opere di ammodernamento e ristrutturazione di edifici e abitazioni in città e borghi rurali così da favorire l’adeguamento tecnologico.

Però proteggere il suolo dall’uso incontrollato e dalle contaminazioni (estrazioni petrolifere, discariche abusive, mala-gestione dei rifiuti, …) e quindi dall’attuale trend negativo, sarà possibile solo con una comune assunzione di responsabilità basata sulla salute, qualità e disponibilità del suolo per una reale sicurezza alimentare; sull’accesso alla terra e la ricostituzione di una cultura agricola e dei suoli; su una riconsiderazione profonda dell’urbanizzazione e la crescita / riduzione delle città; su un ripensamento complessivo della mobilità e della relativa necessità infrastrutturale.

È pertanto essenziale che la nuova proposta di direttiva sul suolo scaturisca dal coinvolgimento, oltre che dei ricercatori e del mondo accademico, anche degli altri attori che si occupano di suolo: agricoltori, sindacati, costruttori, architetti e ingegneri, rappresentanti della società civile, esponenti del mondo produttivo, amministratori, paesaggisti, professionisti e naturalmente le istituzioni comunitarie.

 Come Forum Salviamo il Paesaggio abbiamo già sollecitato l’attenzione delle istituzioni comunitarie sull’importanza di salvaguardare il suolo per le presenti e future generazioni.

Ci rivolgiamo ora a lei in quanto membro o sostituto della Commissione ENVI / AGRI affinché possa agire direttamente per la creazione di un contesto legale europeo coerente con quanto fin qui illustrato.”

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GNDE (Società Civile) ≠ GNE (Commissione Europea) – W la differenza: “La normalità è il problema”

Nel clima di incertezza creatosi col Covid 19 si vive in situazione di attesa. Sembra quasi di essere tutti posizionati su una linea di partenza in attesa dello sparo dello starter. Per andare dove? Per ricominciare tutto come prima, una volta eliminati vincoli e limiti?

Questa tragedia – in cui i morti si contano a migliaia – deve, e sottolineiamo deve, farci riflettere e riconsiderare il nostro modo di vivere. La generazione più penalizzata è quella dei più anziani, proprio quella che ha permesso nel dopoguerra di costruire in Europa un’oasi felice nel mondo. Un’oasi di pace di solidarietà di comprensione chiamata Unione Europea. Sono state le loro energie e le loro rinunce a permetterci una vita dignitosa, fondata su valori invidiati da chi non è membro dell’UE. Sono loro che hanno creato sanità, cibo e educazione per tutti, senza se e senza ma. Li stiamo lasciando andare per primi. Nelle case di riposo di molti Stati – per decisione di carattere politico o di urgenza – non ricevono il sostegno sanitario necessario. Non vogliamo criticare, chiediamo solo a ognuno di avere un pensiero di saluto per questi anziani che nel momento finale della loro esistenza rimangono soli, senza la presenza e il conforto dei loro cari.

Le politiche basate sul profitto di smantellamento delle attività pubbliche hanno prodotto lo sfacelo che è sotto i nostri occhi. La cosiddetta TINA (“Non c’è alternativa”) è risultato un fallimento, così come la mondializzazione/globalizzazione selvaggia. Nel momento della crisi è allo Stato che ci si rivolge e alla sua capacità di regolare non solo l’emergenza sanitaria, ma anche la sopravvivenza economica delle imprese e dei singoli.

Il GNDE e il GNE, con tutti i loro limiti hanno l’obiettivo di indurci a cambiare modo di vivere, attraverso il rispetto dell’ambiente e la coesione sociale. Sembravano suoni di campane provenienti da un villaggio lontano, quasi un flebile suono rispetto ai rumori assordanti della nostre occupazioni quotidiane. Ora, in questa tempesta mondiale, devono essere il nostro punto di riferimento, di approdo e di speranza. Continua a leggere “GNDE (Società Civile) ≠ GNE (Commissione Europea) – W la differenza: “La normalità è il problema””

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Resoconto Finale AG del 12 ottobre 2019

Trovate qui il resoconto dettagliato dell’Assemblea Generale del Forum Salviamo il Paesaggio tenutasi a Milano il 12 ottobre scorso. La lettura permette di comprendere i nuovi obiettivi che il Forum si è dato. Sono obiettivi ambiziosi che richiedono un maggior impegno e una maggiore consapevolezza da parte di tutti i membri del Forum. Sappiamo cosa fare e come farlo, tocca a tutti noi unirci e metterci a disposizione dei giovani che stanno pretendendo un radicale cambiamento della società. Giovani che si battono per poter continuare a sperare di avere un futuro.