istituzioni europee

Nuovi orientamenti tecnici per i progetti infrastrutturali per il periodo 2021 – 2017

Se uno dovesse fidarsi delle parole che si dicono in questo momento circa l’ambiente il clima e il suolo, penserebbe di avere ottenuto il diritto a un mondo meraviglioso e che i potenti della terra lo stanno difendendo con tutte le loro energie fisiche ed economiche.

La realtà è invece sotto I nostri occhi. Per fortuna c’è chi ha ancora energie per reclamare un mondo più giusto, un ambiente più sano, una società inclusiva. I giovani di Friday For Future (FFF) sono di nuovo tornati a manifestare, Extinction Rebellion (XR) è di nuovo in agitazione nelle strade, associazioni e gruppi cercano il modo di farsi ascoltare. Il “vento” deve tornare a cambiare.

In questa nuova direzione vorrebbe andare la Nota della Commissione europea su “Nuovi orientamenti tecnici sulla resilienza ai cambiamenti climatici dei progetti infrastrutturali per il periodo 2021-2027“.

“Gli orientamenti contribuiranno a integrare le considerazioni climatiche negli investimenti futuri e nello sviluppo di progetti infrastrutturali che spaziano dall’edilizia alle infrastrutture di rete e fino ad una serie di costruzioni di sistemi e beni. In tal modo gli investitori istituzionali e privati europei saranno in grado di prendere decisioni informate su progetti ritenuti compatibili con l’accordo di Parigi e con gli obiettivi climatici dell’UE.”

“Gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno già sentire su beni e infrastrutture con cicli di vita lunghi – ferrovie, ponti o centrali elettriche – e si prevede che aumentino in futuro.

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Where are we going wrong?

The most recent European elections saw a considerable number of green MEPs win seats in the European Parliament. Along with the regular demonstrations by citizens of all ages inspired by the young people of FridaysForFuture, the call for a Europe that pays attention to environmental concerns became a European political priority. The response was the launch of the Green Deal for Europe.

Since then we have witnessed a succession of European initiatives, presented with sonorous words and liberal use of the term “sustainable”, but which empty the true essential aims of change of meaning. 

We have stressed many times in this Newsletter how distant this is from the urgent needs of the environment. We are obliged to return to this theme in relation to the Climate law formally approved by the European Parliament on 24 June. A single figure tells us everything: the climate law will be the European driving force for climate neutrality by mid-century and will set in stone the EU’s target to reduce net greenhouse gas emissions by 55% by 2030 compared to 1990 levels. The initial proposal was for 70%, a target that has already been negotiated downwards…

We have to wonder why, despite the support and concerns of the European peoples, (not to mention the environmental disasters), we continue to see continual compromises that reduce the chances of real change. The usual response is: “something is better than nothing”. But here lies the real mistake: hoping that by accepting not much we can still bring about improvements. As the young people of FFF keep telling us: the house is on fire, the fire is spreading, and neither a glass nor a bucket of water will be enough to put out the flames.

Furthermore, we are governed by people who do not fully understand the meaning of the words environment, ecosystem, climate change, soil. And it’s not even their fault … how can an expert in physics and robotics, like the current Italian minister for the ‘ecological transition’ (ex ‘minister for the environment’), be expected to understand the arrangement of “vacuums” in the soil?

So perhaps we should start from this particular point: elect European groups of environmental experts with the power to preventively veto proposed legislation. The role could be given to the European Environment Agency, but unfortunately that body lacks the necessary authority because its members are not elected.

This team of elected environmental experts would have just two tasks:

  1. assess the compatibility of proposed laws, regulations and infrastructure projects with environmental limits, at the request of committees, associations or groups of citizens;
  2. publicly inform and educate politicians and officials who make incorrect or misleading statements about the environment.

What do our readers think? We would like to hear your suggestions, observations, ideas, critiques and comments.

non siamo soli!

Decennio del Ripristino degli Ecosistemi 2021 – 2030

Senza troppa enfasi mediatica, è stato dato inizio lo scorso 5 giugno al Decennio del Ripristino degli Ecosistemi. Con questa azione si vuole coinvolgere le Nazioni del mondo ad agire per salvaguardare i terreni agricoli, le foreste, le praterie, le torbiere e le mangrovie che sono sottoposti a un degrado sempre crescente. Governi, settore privato e società civile hanno 10 anni entro il 2030 per ripristinare 350 milioni di ettari di paesaggi degradati.

Si tratta di un impegno lungo e duraturo che mal si addice ai tempi corti della politica. Le Nazioni Unite, come pubblicato nel sito web dell’Iniziativa 4per1000, hanno lanciato un sondaggio globale online per fare il punto sulle capacità esistenti per il ripristino degli ecosistemi. Questo sondaggio è stato sviluppato congiuntamente da una coalizione di 38 organizzazioni, sotto la guida della FAO. Sarà una specie di fotografia per identificare cosa e quali capacità devono essere potenziate per raggiungere gli obiettivi del Decennio.

Una lunga marcia inizia sempre con un primo passo, ci auguriamo che questo decennio veda un reale impegno di governi e istituzioni che prendano sul serio ciò che i giovani di Friday For Future stanno gridando da anni in tutti i luoghi del mondo.

https://www.decadeonrestoration.org/

https://www.decadeonrestoration.org/take-survey

Forum SIP

Tavola rotonda “Soil is Life, is Food, is Future”

Ci siamo! Quando leggerete questo Bollettino mancheranno solo pochi giorni alla tavola rotonda virtuale e internazionale. Vi siederanno rappresentanti del mondo della ricerca, del mondo agricolo, del settore privato, delle costruzioni, dei sindacati, delle istituzioni comunitarie, delle amministrazioni locali. Ci sarà il video di Riccardo Mei e i commenti di chi si occupa della rigenerazione a livello nazionale, del mondo rurale, di Friday For Future, del mondo della cultura.

Saranno tre ore intense di scambi, commenti, opinioni da cui fare emergere un’analisi su una possibile strategia comune per la salvaguardia dei suoli da poter inviare alla COP26.

Essendo i posti limitati, invitiamo tutti coloro che ancora non lo hanno fatto a registrarsi rapidamente al seguente link: https://www.lasolastrada.it/registration/

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Citizen Science

In our October newsletter we wrote briefly about the Grow Observatory initiative, a research project based on the participation of citizens – in this case farmers  –  in the collection of data about the soil. We believe that this connection between researchers and citizens should be used to the full and if possible strengthened.

From the outset, our own SIP Forum has been able to involve and empower our members and affiliated groups. One example is the campaign on the concrete census. In order to involve younger people, the Forum can now make use of the tools for participation that use new technology. We can create a tool for democratic control based on the responsible participation of individuals, to identify and assess soil degradation. How? With a phone app. Such an app would allow the systematic collection of data and information about the soil, to be recorded on dynamic maps with the possibility of differentiated functionality.

The data is collected by individuals who are attuned to the question of the protection of the soil / land / landscape and who can provide – through photos, descriptions and information – details of situations in which a certain soil is being degraded. We are not talking about soil science data in the strict sense, but rather about easily obtainable information about pollution, soil sealing, misuse and so on. The participating individual fills in the spaces in the app and adds photos and comments. Continua a leggere “Citizen Science”

Forum SIP

Azione di scienza partecipata dai cittadini (Citizen Science)

Nel nostro numero di ottobreabbiamo succintamente parlato dell’iniziativa Grow Observatory, progetto di ricerca che si basa sulla partecipazione dei cittadini – in questo caso degli agricoltori – alla raccolta dati sul suolo. Riteniamo che questo legame tra ricercatori e cittadini debba essere sempre più utilizzato e se possibile rafforzato.

Il nostro Forum SIP è stato capace sin dall’inizio di coinvolgere e responsabilizzare i propri membri e le proprie associazioni. La campagna sul censimento del cemento ne è un esempio. Per andare incontro alle nuove generazioni, può ora dotarsi di strumenti di partecipazione che usano le nuove tecnologie. Possiamo creare uno strumento di controllo democratico basato sulla partecipazione responsabile delle singole persone, da applicare al controllo del degrado del suolo. Come? Con una APP (applicazione telematica) da scaricare su telefoni portatili. Tale strumento dovrà permettere la raccolta organizzata di dati e informazioni sui suoli, da riportare su mappe dinamiche con possibilità di differenti funzionalità. Continua a leggere “Azione di scienza partecipata dai cittadini (Citizen Science)”