English

Do no significant harm

The Regulation establishing the Recovery and Resilience Facility (RRF) provides that no measure included in a Recovery and Resilience Plan (RRP) should lead to significant harm to environmental objectives within the meaning of Article 17 of the Taxonomy Regulation. According to the RRF Regulation, the assessment of the RRPs should ensure that each and every measure (i.e. each reform and each investment) within the plan complies with the ‘do no significant harm’ principle.

What constitutes ‘significant harm’ for the six environmental objectives covered by the Taxonomy Regulation?

  1. An activity is considered to do significant harm to climate change mitigation if it leads to significant greenhouse gas (GHG) emissions;
  2. An activity is considered to do significant harm to climate change adaptation if it leads to an increased adverse impact of the current climate and the expected future climate, on the activity itself or on people, nature or assets;
  3. An activity is considered to do significant harm to the sustainable use and protection of water and marine resources if it is detrimental to the good status or the good ecological potential of bodies of water, including surface water and groundwater, or to the good environmental status of marine waters;
  4. An activity is considered to do significant harm to the circular economy, including waste prevention and recycling, if it leads to significant inefficiencies in the use of materials or in the direct or indirect use of natural resources, or if it significantly increases the generation, incineration or disposal of waste, or if the long-term disposal of waste may cause significant and long-term environmental harm;
  5. An activity is considered to do significant harm to pollution prevention and control if it leads to a significant increase in emissions of pollutants into air, water or land;
  6. An activity is considered to do significant harm to the protection and restoration of biodiversity and ecosystems if it is significantly detrimental to the good condition and resilience of ecosystems, or detrimental to the conservation status of habitats and species, including those of Union interest.”

Forum SIP

Forum SIP: La mia esperienza in qualità di tirocinante al Parlamento europeo

Mi chiamo Anna Paesano, sono laureata in Scienze Agrarie Ambientali e Forestali e specializzata in Biotecnologie Agrarie e Ambientali.

Nel settembre 2020, mentre il mondo subiva la seconda ondata di aggressioni della pandemia, ho iniziato una fantastica esperienza, ho preso il volo … fino in Belgio, e mi sono trasferita a Bruxelles!

In effetti il Forum Salviamo il Paesaggio mi aveva offerto l’opportunità di svolgere un tirocinio di quattro mesi presso l’ufficio MEP Eleonora Evi (Verdi / ALE).

L’aspetto entusiasmante era non solo di poter mettere in pratica quanto avevo imparato durante i miei studi, ma di farlo al servizio delle istituzioni europee.

Ho preso parte alle attività degli uffici in modo dinamico. Ho osservato il lavoro del Parlamento europeo su ambiente, agricoltura, suolo e cambiamento climatico, biodiversità e in particolare ho assistito ai lavori dei comitati ENVI e PETI di cui la parlamentare Evi è membro.

Da ottobre 2020 a gennaio 2021 ho seguito gli aggiornamenti su PAC, Green Deal e relative strategie promossi dalla Commissione Europea.

Ho avuto modo inoltre di partecipare ad uno stimolante ciclo di conferenze sul riconoscimento dei diritti della natura organizzato dall’europarlamentare Touissant, e poi a diversi webinar sul Carbon Farming, l’importanza del suolo come pozzo di carbonio e le conseguenze sulle emissioni di GHG, sul ruolo chiave per la biodiversità, sul cambiamento climatico e i suoi effetti sulla salute umana.

Un traguardo interessante è stato raggiunto a fine gennaio, quando col team di Eleonora Evi abbiamo aiutato Luca Colapaoli a presentare – e far sì che fosse accolta – la Petizione sul consumo di suolo dell’area di San Donato Milanese (n. 0148/2020 presentata per conto di GreenSando). In quella circostanza è stato stimolante osservare l’impegno del Parlamento europeo in prima linea per la difesa del suolo di fronte all’amministrazione locale.

Questi sono in generale i temi che ho affrontato durante il tirocinio.

Purtroppo, a causa della pandemia, gli uffici del PE hanno chiuso l’accesso a tutto il personale due settimane dopo il mio arrivo a Bruxelles. Quindi non sono stata in grado di condurre le interviste sul tema “suolo” con i deputati: era la principale attività sulla quale si sarebbe dovuto basare il mio tirocinio. Tuttavia, grazie al 100% di smart working, posso dire di aver portato a casa una notevole esperienza sia formativa sia lavorativa sia di vita.

Attualmente il mio obiettivo è dedicarmi alla scienza, in particolare alla scienza del suolo e della terra, il che implica uno stretto contatto con la politica ambientale che è lo strumento più importante per difendere il suolo e l’ambiente.

Ritengo estremamente positiva l’opportunità di sperimentare l’inserimento in un team molto attento alle problematiche ambientali (nonostante le varie dinamiche politiche!), e anche di aver potuto contare sul sostegno da parte di Mario Catizzone e del Gruppo Suolo Europa.

Grazie a tutti per esservi fidati di me! Anna Paesano: anna-paesano@libero.it

Forum SIP

GNDE (Società Civile) : La geopolitica del Green Deal

GNDE – Società Civile  https://report.gndforeurope.com/

È molto interessante osservare come di fronte allo stesso problema, pur partendo da punti di vista differenti, si arrivi a indicare percorsi simili o convergenti. Abbiamo sempre sottolineato l’importanza del documento Green New Deal for EU (GNDE), ora ci sembra che anche l’analisi prospettata da Bruegel e l’European Council on Foreign Relationships (pubblicata il 2 febbraio scorso) converga su alcune delle raccomandazioni presenti nel GNDE.

Invitiamo a leggere tutto il documento di Bruegel, di cui menzioniamo qui alcune delle azioni raccomandate:

“4. Diventare uno standard mondiale per la transizione energetica, in particolare per l’idrogeno e i green bond. Richiedere il rispetto di rigide normative ambientali come condizione per accedere al mercato dell’UE sarà un forte incoraggiamento a diventare “verdi” per tutti i paesi.

5. Internazionalizzare il Green Deal Europeo mobilitando il bilancio dell’UE, il Fondo dell’UE per la ripresa e la resilienza e la politica di sviluppo dell’UE.

6. Promuovere coalizioni globali per la mitigazione del cambiamento climatico, ad esempio attraverso una coalizione globale per il permafrost, che finanzierebbe misure per contenere il disgelo del permafrost.

7. Promuovere una piattaforma globale sulla nuova economia dell’azione per il clima per condividere le lezioni apprese e le migliori pratiche.”

Cosa ne pensano i nostri lettori?

Leonard, M., J.Pisani-Ferry, J. Shapiro, S. Tagliapietra and G. Wolff (2021) ‘The geopolitics of the European Green Deal’, Policy Contribution 04/2021, Bruegel Policy Contribution Issue n ̊04/21 | February 2021 The geopolitics of the European Green Deal Mark Leonard, Jean Pisani-Ferry, Jeremy Shapiro, Simone Tagliapietra and Guntram Wolff

Forum SIP

Tassiamo la speculazione!

GNDE – Società Civile   https://report.gndforeurope.com/

In questa sezione proponiamo temi difesi dalla società civile e inquadrabili nello schema proposto dal rapporto Green New Deal for Europe.

Questa volta invece ci occupiamo di un deputato europeo: Pierre Larrouturou.

Sconosciuto ai più, è il parlamentare responsabile del rapporto generale sul bilancio europeo. Proprio in ragione dei dati controllati, ha cercato di attirare l’attenzione sulla necessità di agire rapidamente contro la speculazione finanziaria.

Constatata l’inerzia della struttura parlamentare, Pierre ha deciso ed effettuato uno sciopero della fame all’interno del Parlamento europeo. Obiettivo? Convincere i suoi “colleghi” e le istituzioni europee a mettere prioritariamente in discussione la proposta di tassare la speculazione finanziaria. Ecco le sue parole: “C’è qualcosa di osceno ad ascoltare che non vi sono fondi per la salute, il clima e il lavoro, mentre una piccola tassa sulla speculazione porterebbe ogni anno 50 miliardi di euro”.

La sua proposta è chiara: instaurare una tassa sulle transazioni finanziarie. Coloro che comprano azioni sul mercato finanziario non sono soggetti a tasse, mentre se si compra del pane si paga la TVA. Se ne deduce che azioni e obbligazioni sono più essenziali alla vita che non il cibo.

Siccome i media non hanno divulgato l’azione di Larrouturou, che è arrivato a 18 giorni di sciopero della fame per lanciare l’allarme, ci è parso opportuno che almeno noi ne trattassimo nel nostro Bollettino.

https://www.facebook.com/larrouturoupierre/

https://www.euractiv.fr/section/economie/news/le-depute-europeen-pierre-larrouturou-en-greve-de-la-faim-pour-la-sante-le-climat-et-lemploi/

istituzioni europee

Osservatorio Europeo sul Suolo (EUSO)

Congratulazioni al Centro Comune di Ricerca (JRC-Joint Research Center) della Commissione europea per la creazione e il lancio, il 4 dicembre 2020, dell’Osservatorio europeo sul suolo (EUSO). Era necessario avere uno strumento unico capace di convogliare forze energie dati e politiche sui suoli verso una concezione comune. La scelta della data coincide con la Giornata Mondiale del suolo. Non si è trattato del solito rito di celebrazione, al contrario si è assistito alla presentazione di una visione chiara e alla illustrazione delle varie tappe da percorrere tutti assieme ricercatori, associazioni, agricoltori, politici, amministratori, e società civile.

Il primo passo sarà il coinvolgimento degli Stati membri al fine di poter moltiplicare in maniera esponenziale i siti da cui raccogliere i dati sui suoli.

Il nuovo Osservatorio del suolo dell’UE raccoglierà e tratterà dati satellitari e campioni sul campo per creare un quadro e controllare la situazione della salute dei suoli in tutta Europa. Cinque sono gli obiettivi che l’EUSO si propone:

  1. Sviluppo di un largo sistema di monitoraggio sui suoli
  2. Un rinforzato centro europeo di dati sul suolo
  3. Un supporto alle politiche: monitoraggio delle politiche per il loro impatto sui suoli
  4. Supporto alle azioni di ricerca e innovazione
  5. Un Forum europeo sul suolo, aperto e inclusivo

L’EUSO non nasce per creare un’ulteriore struttura burocratica europea. Al contrario si vuole razionalizzare, usare e complementare azioni e dati finora sparsi in differenti organismi. Facilitare quindi lo scambio le sinergie e soprattutto l’uso di dati elaborati scientificamente per rispondere alle necessità delle politiche e degli amministratori in un contesto di reciproco ascolto. Riconosciamolo: è un’impresa non facile ma necessaria, soprattutto ora che col Green Deal si stanno elaborando politiche che hanno un diretto impatto sui suoli.

Il Forum SIP con le sue azioni e le sue esperienze dovrà far parte di questo cammino iniziato il 4 dicembre.

La registrazione degli interventi dell’intera giornata è disponibile nel sito dell’Osservatorio https://bit.ly/3pChPFM

Altre info: EUSO: https://ec.europa.eu/jrc/en/eu-soil-observatory

English

Sustainable soil management within the European Green Deal

The last few months have seen the accumulation, under the Green New Deal umbrella, of a series of documents directly connected with the soil. Experts in the field have read and analysed various documents on subjects such as farming, climate, biodiversity, forests, research, etc., in the search for parameters, data, indications and objectives that can be regarded as being held in common.  It’s an arduous task, which is why we are pleased to welcome an article written by 2 researchers from the Joint Research Centre (JRC), Luca Montanarella and Panos Panagos, which analyses, compares and describes the implications for the soil of three EU documents: Farm to Fork, Biodiversity, Climate. Our cover summarises their analysis, this is what they have to say:

This opinion paper addresses the importance of soils within the Green Deal and identifies the significance of soils in Biodiversity Strategy, Farm to Fork and Climate Law. In all three policies, soil health will benefit from ambitious objectives to be reached by 2030: 50 % reduction of pesticides, 50 % decrease of nutrients excess, 20 % fertiliser reduction, organic farming at 25 % of agricultural lands, 10 % increase of landscape features, increase of land-protected areas at 30 %, wetlands restoration and halting land degradation.

Soils will therefore play an important role in the future agricultural policy (Farm to Fork strategy), environmental protection (Biodiversity strategy) and climate change (Climate Law).

…  …  …

The European Green Deal sets out a comprehensive strategy for tackling climate and environmental-related challenges. Soils play a central role in achieving the Sustainable Development Goals (SDGs) by 2030 (Bouma et al., 2019). For Europe, this means that soils have to be included as a key element of the proposed European Green Deal (EGD).

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istituzioni europee

Gestione sostenibile dei suoli all’interno dell’European Green Deal

In questi ultimi mesi si sono accumulate, sotto l’ombrello del Green New Deal, serie di documenti aventi diretta interconnessione con i suoli. Gli addetti ai lavori hanno letto e analizzato i vari documenti su agricoltura, clima, biodiversità, foreste, ricerca, … cercando di ritrovarvi parametri, dati, indicazioni, obiettivi da considerare comuni.  È un compito arduo: perciò riteniamo più che benvenuto un articolo scritto da due ricercatori del Centro Comune Ricerca (JRC) che analizzano comparano e descrivono le implicazioni per i suoli di tre documenti comunitari: Farm to Fork, Biodiversità, Clima. La sintesi della loro analisi è riportata nell’immagine della nostra copertina, ma lasciamo loro la parola.

“Questo documento affronta l’importanza dei suoli all’interno del Green Deal e identifica la rilevanza dei suoli nella Strategia sulla Biodiversità, Farm to Fork e Climate Law. In tutte e tre le politiche, la salute del suolo beneficerà di obiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2030: riduzione del 50% dei pesticidi, riduzione del 50% dell’eccesso di nutrienti, riduzione del 20% dei fertilizzanti, agricoltura biologica al 25% dei terreni agricoli, aumento del 10% dei fattori relativi al paesaggio, aumento del 30% delle aree protette, ripristino delle zone umide e arresto del degrado del suolo.

Il suolo giocherà quindi un ruolo considerevole nella futura politica agricola (strategia Farm to Fork), nella protezione ambientale (strategia Biodiversità) e nel cambiamento climatico (legge sul Clima).

…  …  …

Il Green Deal europeo definisce una strategia globale per affrontare le sfide legate al clima e all’ambiente. I suoli svolgono un ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) entro il 2030 (Bouma et al., 2019). Per l’Europa, ciò significa che il suolo deve essere incluso come elemento chiave del Green Deal Europeo (EGD).

Soprattutto i suoli svolgono un ruolo chiave nel raggiungimento dell’ambizioso obiettivo europeo di un’UE climaticamente neutra entro il 2050. In qualità di principale “pozzo” di carbonio, il suolo è determinante nella mitigazione delle emissioni di gas serra e pertanto dovrebbe essere un elemento essenziale della nuova legge sul clima dell’UE.

Inoltre, i suoli detengono una grande riserva di biodiversità (Jeffrey et al., 2010) e quindi sono inclusi nella nuova strategia dell’UE sulla biodiversità 2030. Poiché la strategia sulla biodiversità ha gli obiettivi ambiziosi di migliorare le caratteristiche del paesaggio, aumentare l’agricoltura biologica, impegnarsi con l’installazione di 3 miliardi di nuovi alberi, riduzione dei pesticidi e arresto del degrado del suolo, la gestione sostenibile del suolo vi è quindi pienamente affrontata. Infine, il suolo è il fondamento dell’agricoltura e pertanto dovrà svolgere un ruolo significativo nella strategia europea “Farm to Fork”.

Incorporare un quadro coerente di gestione sostenibile del suolo all’interno di tutte e tre le strategie sarà difficile, dati i necessari compromessi tra obiettivi e traguardi talvolta contraddittori. Un quadro coerente potrebbe essere una revisione della strategia tematica dell’UE per il suolo che tenga conto degli obiettivi e delle ambizioni del Green Deal Europeo.”

Anche a detta dei due redattori, questo articolo non è da considerarsi un documento esaustivo, ma ha l’alto valore aggiunto di fare il punto della situazione sul suolo e le attuali politiche in discussione a livello Europeo. Riteniamo che possa essere considerato, assieme al rapporto del Board di esperti della Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea, la leva per arrivare ad una nuova Direttiva europea sul suolo.

Ci ripromettiamo pertanto come Forum SIP di promuovere un dibattitto di analisi/studio di questo articolo, questa volta da strutturare e programmare a livello delle organizzazioni e degli attori interessati dal suolo in Europa. A presto riparlarne dunque.

Questo articolo è pubblicato da: Elsevier

Titolo: The relevance of sustainable soil management within the European Green Deal

(L’importanza della gestione sostenibile del suolo nell’ambito del Green Deal europeo)

Titolo della rivista: Land Use Policy (Politica sull’uso del suolo)

Collegamento DOI CrossRef alla versione mantenuta dall’editore:

https://doi.org/10.1016/J.LANDUSEPOL.2020.104950

Tipo di contenuto: articolo

Copyright: © 2020 Gli autori. Editore: Elsevier Ltd.

Forum SIP

GNDE (Società Civile) : Charte Demain de la Terre

GNDE – Società Civile  

Alcuni dei nostri lettori ci indicano come il Green New Deal for Europe potrebbe migliorare se incorporasse alcune indicazioni riguardanti direttamente gli aspetti ambientali.

Ci hanno segnalato Demain la Terre, un’associazione francese di produttori di frutta e verdura fresca o trasformata, uniti attorno a un progetto comune di sviluppo sostenibile. Creata nel 2004, ha l’obiettivo di riunire aziende di tutte le dimensioni che vogliono pensare, sperimentare e sviluppare l’agricoltura del futuro, una terza via con il biologico e l’agricoltura convenzionale / ragionata. Per ottenere ciò, dal 2010 si sono dotati de la Charte Demain de la Terre (Carta del Domani della Terra) che vuole fornire ai consumatori prove credibili dell’impegno dei produttori, basato su tre priorità: salute, qualità e rispetto per l’ambiente. La Charte si articola attorno a otto tematiche relative allo sviluppo sostenibile.  

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