esperienze in Italia

Corso sul suolo per “curiosi”

Se chiediamo ad un ricercatore del suolo di spiegarci cosa è il suolo, probabilmente … non comprenderemmo granché della sua spiegazione, non per “cattiveria” ma per deformazione professionale. Un pedologo invece dovrebbe passare chiare informazioni, soprattutto a coloro che per mestiere “comunicano” cioè attori, giornalisti, disegnatori, scrittori … Purtroppo resta ancora un grande gap nel fornire informazioni e dettagli sull’importanza del suolo: da una parte si svolgono corsi universitari e dall’altra arrivano piccoli flash in particolare rivolti alle scuole elementari o secondarie.

Indichiamo allora un corso on line intitolato Il Suolo è Vita creato e realizzato proprio con lo scopo di far capire l’importanza del suolo per la sopravvivenza e quindi la necessità di averne cura.  Chi ne parla lavora / usa il suolo e anche lo studia, ma soprattutto lo “ama”. L’obiettivo è avvicinare i “curiosi” alla scoperta della complessità del suolo, svelandone i “segreti” per riconoscerne lo stato di salute.

Suddiviso in 9 capitoli (con pratiche e applicazioni in campo), vi si impara a fare il compost, il biochar, e ad arricchire il suolo con microrganismi e materiali di scarto seguendo etiche e principi della permacultura. Lo sforzo organizzativo è particolarmente impressionante: oltre 6 ore di filmati e immagini esclusive.

Sottolineiamo che non si tratta di un “corso per negati”, ma per “curiosi” che vogliano comprendere da dove ha origine la vita.

Maggiori info: Francesca del Bosco boscodiogigia@gmail.com

https://bosco-di-ogigia.teachable.com/p/suolo/?coupon_code=SUOLO

istituzioni europee

Valutazione dell’impatto della politica agricola comune (PAC) sulla gestione sostenibile del suolo

Quando si vuole prendere tempo … si fanno fare studi, ricerche, analisi. Molto dipende a chi si affidano queste azioni. Comunque sia, i risultati finali possono essere interessanti per capire se e come andare avanti. Il rapporto sulla Valutazione dell’impatto della politica agricola comune (PAC) sulla gestione sostenibile del suolo acquisisce, proprio in questa fase della discussione sulla PAC, una importanza particolare sia per la PAC sia per la definizione della nuova strategia europea sul suolo.

Chi ha voluto questo studio? Direttamente la Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea. A chi è stato affidato? Al Gruppo Europeo di Interesse Economico, Alliance Environnement: oltre venti persone ne hanno curato l’analisi e la redazione. Lo studio ha preso in considerazione le varie disposizioni della PAC a partire dal 2014 ed ha effettuato verifiche in aree agricole di dieci Stati membri dell’UE.

In sintesi, a noi sembra che il rapporto abbia una solida base sia scientifica che di raccolta degli elementi di valutazione. Il risultato finale è abbastanza chiaro: gli strumenti della PAC malgrado le potenzialità descritte non hanno sostenuto e salvaguardato la produttività e fertilità dei suoli. Il rapporto finale conta quasi 150 pagine: ne riportiamo qui solo alcune considerazioni conclusive sufficientemente rappresentative.

“Solo poche delle attività necessarie per la protezione del suolo sono applicate a livello dell’UE. Inoltre, le attività chiave, come il traffico controllato, la rotazione diversificata delle colture, la no/ridotta/tardiva lavorazione del suolo e l’applicazione del compost, nonché la limitazione delle dimensioni del terreno non sono in alcun caso imposte dal regolamento UE; vale a dire le aree vulnerabili in termini di qualità del suolo (o suscettibilità all’erosione) non beneficiano di disposizioni specifiche stabilite a livello dell’UE.

Esaminando le decisioni degli Stati membri e delle autorità di gestione di mettere in pratica strumenti e misure che promuovono attività per la gestione sostenibile del suolo, lo studio ha rilevato che alla qualità del suolo è stata attribuita meno importanza rispetto ad altre preoccupazioni ambientali (per esempio biodiversità e acqua, che beneficiano di obiettivi dell’UE legalmente vincolanti e istituzioni o servizi dedicati). Questo livello di priorità attribuito alla questione della qualità del suolo sembra derivare principalmente dal livello di consapevolezza che le autorità nazionali e locali hanno dei rischi per il suolo e delle loro possibili conseguenze.

L’assenza di diminuzione del bilancio azotato di crescita dal 2010 suggerisce che la recente attuazione della PAC non è riuscita a fornire un ulteriore contributo all’effetto che le precedenti politiche avevano sulla riduzione dell’uso di fertilizzanti.

L’impatto delle misure e degli strumenti della PAC sulla compattazione del suolo e la salinizzazione rimane molto limitato, poiché nessuno strumento ha affrontato chiaramente tali questioni.

Guardando tempeste, siccità, incendi e impermeabilizzazione del suolo come altri fattori che possono influire sulla qualità del suolo, si può osservare che tali eventi possono avere un impatto su aree molto estese e possono quindi avere un impatto molto significativo sulla qualità del suolo rispetto all’impatto che ci si può aspettare dalla PAC. È anche importante notare che i suoli degradati e spogli sono più colpiti da tempeste e siccità rispetto ai suoli gestiti in modo sostenibile e che la frequenza di eventi naturali estremi dovrebbe aumentare in futuro: questo suggerisce che le misure e gli strumenti della PAC devono aumentare di scala per contrastare, per quanto possibile, gli effetti di questi eventi.

La necessità di limitare l’erosione, aumentare il contenuto di carbonio nei suoli minerali, proteggere i prati e garantire il mantenimento del loro contenuto di carbonio è affrontata esplicitamente nel quadro della PAC. Tuttavia, le norme stabilite a livello dell’UE non sono molto ambiziose e il contributo della PAC per mitigare tali minacce per il suolo dipende quindi dalle scelte di attuazione prese a livello dei singoli Stati membri o delle regioni.”https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/85bd465d-669b-11eb-aeb5-01aa75ed71a1/language-en

istituzioni europee

Tabella di Marcia per la nuova strategia per il suolo

Il 5 novembre 2020 è stata pubblicata dalla Commissione europea la Tabella di Marcia (Roadmap) relativa alla Nuova strategia per il suolo: suolo sano per una vita sana.

In quattro pagine abbiamo la sintetica descrizione della situazione e l’indicazione delle diverse fasi da affrontare. La consultazione pubblica è stata effettuata a novembre/dicembre 2020, entro la primavera 2021 saranno attivate le consultazioni con specifici esperti dei e negli stati membri dell’UE, delle istituzioni comunitarie e in particolare dell’Agenzia Europea dell’Ambiente. Il tutto dovrebbe concludersi con un testo, prima dell’estate 2021.

La nuova strategia europea sul suolo avrà come obiettivo la salvaguardia dei suoli europei nei contesti già definiti sia internazionalmente che nell’Unione. Lo si concretizzerà:

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non siamo soli!

Suolo – soluzione anche per la crisi climatica (UK)

Abbiamo bisogno di soluzioni e indicazioni positive. Ricercatori del suolo e agricoltori difficilmente riescono a trasmettere le loro conoscenze al grande pubblico. Ci è riuscito un non agricoltore! Un giornalista di The Guardian ha illustrato in maniera didattica la “problematica” suolo in un video di 7 minuti disponibile già da luglio del 2019. Ha brevemente accennato a definizioni e problemi, ma ha indicato soluzioni e opportunità. In tempo di crisi pandemica e negazionismo fa piacere vedere che potremmo farcela.

Il video, purtroppo solo in inglese, merita di essere visto e spiegato ai bambini, anche ai più piccoli.

Una volta visto il video, risulta molto più semplice comprendere l’appello dell’Alleanza per suoli sostenibili (Sustainable Soils Alliance – UK) che identifica in 8 punti ciò che un governo deve fare per avere dei suoli sani da trasmettere alle future generazioni. Ne Indichiamo qui solo i titoli, mentre alleghiamo copia integrale dell’Appello.

1.Strategia a lungo termine, 2. Impatto economico, 3. Monitoring, 4. Misure per promuovere pratiche e incentivi finanziari, 5. Riduzione degli elementi inquinanti, 6. Innovazione e mezzi, 7. Educazione e formazione, 8. Collaborazione

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Agricoltura senza suolo

Alcune notizie riguardanti le colture senza suolo ci inducono ad una serie di riflessioni. Molti considerano questa agricoltura detta “verticale” il futuro dell’alimentazione. Anche a Parigi ci si cimenta con la produzione sul tetto di uno dei padiglioni della fiera, nel quartiere della Défense, su una superficie di 15000 metri quadri. Obiettivo: produrre centinaia di chili di frutta e vegetali attraverso l’aeroponica, cioè la tecnica con cui le piante – senza suolo – sono alimentate con nutrienti liquidi. Si tratta della più grande fattoria aeroponica su tetto al mondo.

In quanto agronomi “classici”, rimaniamo sempre un po’ perplessi di fronte a simili esperienze. Non abbiamo niente contro, ma ci domandiamo se è possibile far dipendere dall’essere umano il controllo di tutti i parametri della Natura. Uno sguardo al passato ci fa particolarmente riflettere. Un esempio: pochi anni fa in Piemonte residui di pesticidi erano presenti nel 91.5% dei punti di campionamento delle acque superficiali e nel 65.9% di quelli delle acque profonde. Inoltre nelle acque sia superficiali che profonde della regione sono presenti, tra gli altri, i diserbanti Atrazina (e i suoi metaboliti), Terbutilazina (e metaboliti), Glifosato (e metaboliti), Metolaclor, ecc. ecc. L’impiego dell’atrazina è vietato dal 1994, in Piemonte dal 1990: dopo 30 anni è ancora lì, nelle acque superficiali e di falda. Nel 2016 si è poi trovato DDT (il cui uso in Italia è vietato da 42 anni) in campioni di acque sotterranee piemontesi e in campioni di quelle superficiali, in percentuale superiore agli standard europei.

Nel passato eravamo cattivi, ma ora siamo buoni: l’alimentazione aeroponica sarà controllata da un computer con intelligenza artificiale annessa. Così non si potrà sbagliare e sarà dato il giusto alimento al momento in cui la pianta ne ha bisogno … e gli essudati radicali che sono la linfa vitale per batteri funghi micro e anche macro fauna? Vengono lavati ed espulsi.

Si continua così a perpetuare il concetto che l’importante è solo la produzione della pianta. Allora chiediamo di aprire le finestre e guardare fuori: fiumi che straripano, ponti che crollano, smottamenti, frane, città sott’acqua … No! in queste condizioni oggi non possiamo sentirci “buoni”. Allora, coraggio! riprendiamo a difendere il suolo che come mostra l’immagine della nostra copertina è il perno per il rilancio sia italiano che europeo.

Andate a visitare il padiglione alla Défense, osservate attentamente le piante, toccatele, accarezzatele, forse loro si renderanno conto che almeno voi capite l’importanza del suolo.

istituzioni europee

Gestione sostenibile dei suoli all’interno dell’European Green Deal

In questi ultimi mesi si sono accumulate, sotto l’ombrello del Green New Deal, serie di documenti aventi diretta interconnessione con i suoli. Gli addetti ai lavori hanno letto e analizzato i vari documenti su agricoltura, clima, biodiversità, foreste, ricerca, … cercando di ritrovarvi parametri, dati, indicazioni, obiettivi da considerare comuni.  È un compito arduo: perciò riteniamo più che benvenuto un articolo scritto da due ricercatori del Centro Comune Ricerca (JRC) che analizzano comparano e descrivono le implicazioni per i suoli di tre documenti comunitari: Farm to Fork, Biodiversità, Clima. La sintesi della loro analisi è riportata nell’immagine della nostra copertina, ma lasciamo loro la parola.

“Questo documento affronta l’importanza dei suoli all’interno del Green Deal e identifica la rilevanza dei suoli nella Strategia sulla Biodiversità, Farm to Fork e Climate Law. In tutte e tre le politiche, la salute del suolo beneficerà di obiettivi ambiziosi da raggiungere entro il 2030: riduzione del 50% dei pesticidi, riduzione del 50% dell’eccesso di nutrienti, riduzione del 20% dei fertilizzanti, agricoltura biologica al 25% dei terreni agricoli, aumento del 10% dei fattori relativi al paesaggio, aumento del 30% delle aree protette, ripristino delle zone umide e arresto del degrado del suolo.

Il suolo giocherà quindi un ruolo considerevole nella futura politica agricola (strategia Farm to Fork), nella protezione ambientale (strategia Biodiversità) e nel cambiamento climatico (legge sul Clima).

…  …  …

Il Green Deal europeo definisce una strategia globale per affrontare le sfide legate al clima e all’ambiente. I suoli svolgono un ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) entro il 2030 (Bouma et al., 2019). Per l’Europa, ciò significa che il suolo deve essere incluso come elemento chiave del Green Deal Europeo (EGD).

Soprattutto i suoli svolgono un ruolo chiave nel raggiungimento dell’ambizioso obiettivo europeo di un’UE climaticamente neutra entro il 2050. In qualità di principale “pozzo” di carbonio, il suolo è determinante nella mitigazione delle emissioni di gas serra e pertanto dovrebbe essere un elemento essenziale della nuova legge sul clima dell’UE.

Inoltre, i suoli detengono una grande riserva di biodiversità (Jeffrey et al., 2010) e quindi sono inclusi nella nuova strategia dell’UE sulla biodiversità 2030. Poiché la strategia sulla biodiversità ha gli obiettivi ambiziosi di migliorare le caratteristiche del paesaggio, aumentare l’agricoltura biologica, impegnarsi con l’installazione di 3 miliardi di nuovi alberi, riduzione dei pesticidi e arresto del degrado del suolo, la gestione sostenibile del suolo vi è quindi pienamente affrontata. Infine, il suolo è il fondamento dell’agricoltura e pertanto dovrà svolgere un ruolo significativo nella strategia europea “Farm to Fork”.

Incorporare un quadro coerente di gestione sostenibile del suolo all’interno di tutte e tre le strategie sarà difficile, dati i necessari compromessi tra obiettivi e traguardi talvolta contraddittori. Un quadro coerente potrebbe essere una revisione della strategia tematica dell’UE per il suolo che tenga conto degli obiettivi e delle ambizioni del Green Deal Europeo.”

Anche a detta dei due redattori, questo articolo non è da considerarsi un documento esaustivo, ma ha l’alto valore aggiunto di fare il punto della situazione sul suolo e le attuali politiche in discussione a livello Europeo. Riteniamo che possa essere considerato, assieme al rapporto del Board di esperti della Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea, la leva per arrivare ad una nuova Direttiva europea sul suolo.

Ci ripromettiamo pertanto come Forum SIP di promuovere un dibattitto di analisi/studio di questo articolo, questa volta da strutturare e programmare a livello delle organizzazioni e degli attori interessati dal suolo in Europa. A presto riparlarne dunque.

Questo articolo è pubblicato da: Elsevier

Titolo: The relevance of sustainable soil management within the European Green Deal

(L’importanza della gestione sostenibile del suolo nell’ambito del Green Deal europeo)

Titolo della rivista: Land Use Policy (Politica sull’uso del suolo)

Collegamento DOI CrossRef alla versione mantenuta dall’editore:

https://doi.org/10.1016/J.LANDUSEPOL.2020.104950

Tipo di contenuto: articolo

Copyright: © 2020 Gli autori. Editore: Elsevier Ltd.

Forum SIP

Forum SIP:Seminario di studio su suolo e dimensione europea (webinar)

Il 24 settembre, dalle ore 19 alle 21, via una piattaforma elettronica, si è tenuto un seminario di studio del Forum SIP sul rapporto sul suolo del gruppo di esperti (Board) nominati dalla Direzione Generale Ricerca della Commissione europea “Prendersi cura del suolo è prendersi cura della vita”(Caring for soil is caring for life).

All’esposizione illustrante il contenuto del rapporto è seguita l’analisi critica del documento. Hanno inizialmente preso la parola sette invitati in rappresentanza del mondo edile, del settore pianificazione, dell’area ricerca, dei giovani, del settore costruzioni, dell’agricoltura biologica ed un parlamentare europeo. Il dibattito aperto e franco che ne è seguito, nonostante la dinamica contingentata, ha permesso di far emergere vari elementi. Ne è scaturita un’immagine globalmente positiva del rapporto che apre la via a molte importanti riflessioni. Se vi è quindi unanimità sul suo apprezzamento, allo stesso tempo sono stati identificati elementi necessari per la sua valorizzazione sia per i programmi di ricerca comunitari sia per la nuova direttiva europea sui suoli (in preparazione). Ad esempio va precisato come concretizzare la partecipazione e il confronto con i cittadini, come interconnettere coerentemente la protezione dei suoli con le altre iniziative comunitarie riguardanti ambiente clima biodiversità etc. , una chiara e ferma presa di posizione sull’arresto di consumo di suolo fertile, come sottrarre l’accaparramento da parte di cosche mafiose criminali o speculative, come utilizzare le leve fiscali per disincentivare l’uso di risorse non rinnovabili, adeguare gli obiettivi a ciascuno Stato membro, come incentivare la de-impermeabilizzazione e la rinaturalizzazione.

Questi primi punti sottolineano le complessità da affrontare e necessitano di essere ulteriormente definiti. Il dibattito induce ad altre riflessioni e soprattutto chiarisce che una futura direttiva europea sul suolo non può essere demandata a un numero limitato di soggetti, ma deve essere il risultato di un confronto aperto tra tutti coloro che a diverso titolo usano il suolo, anche con chi lo usa senza preoccuparsene. Questo incontro va quindi considerato un primo seminario di studio ed analisi, cui dovranno rapidamente succedere altre iniziative che allarghino la partecipazione ad altri interlocutori e nei diversi Stati membri dell’Unione Europea.

È intenzione del Forum, tramite il suo gruppo di lavoro sulla dimensione europea, produrre una relazione dettagliata su quanto presentato per diffonderlo anche al di fuori della cerchia dei membri del Forum SIP. Inoltre, a breve, la registrazione dell’incontro sarà resa disponibile e accessibile direttamente in internet.

Forum SIP

Elementi irrinunciabili di una Direttiva europea sul suolo

È iniziata una ricerca interna al Forum SIP in merito alla futura proposta di direttiva europea sul suolo prevista entro il 2021. Il GSE ha attivato la consultazione articolata in diverse fasi, la prima della quale è stata la raccolta delle idee che dovrebbero essere contenute nella direttiva. Ne è scaturita una gran quantità di proposte con cui effettuare l’analisi iniziale.

Per ora come elementi portanti della nuova direttiva emergono:

Controllo Democratico / Partecipazione

  • Agire rapidamente contro abusivismi e utilizzazioni illegali dei suoli, a tale scopo ci si dovrà basare sull’impegno ed il controllo da parte di volontari e interessati.
  • Promuovere la partecipazione democratica dei cittadini e delle loro associazioni alle strategie di pianificazione.

Educazione

  • Promuovere una cultura scientifica del suolo e degli ecosistemi attraverso l’introduzione di corsi ambientali e sociali integrati nei programmi scolastici.

Principi guida

  • Il parametro “tempo” nel suolo non può essere compresso.
  • È fondamentale usare i suoli in funzione della loro classe di capacità di uso ed evitare e vietare ogni azione che comporti un cambiamento della capacità d’uso.
  • Arresto definitivo di ulteriore consumo di suolo a partire dal 2030.
  • Funzione sociale della proprietà privata

Azioni

  • Realizzare azioni di de-cementificazione, de-impermeabilizzazione e ri-naturalizzazione del suolo.
  • Rendere obbligatori censimenti del cemento e delle infrastrutture.

Chiediamo a tutti i nostri lettori di partecipare a questo sforzo di analisi e di inviare le loro considerazioni al nostro indirizzo email suolo.europa@gmail.com. I contributi ricevuti saranno analizzati da tutti i componenti del GSE.

Chi intenda partecipare direttamente a questa attività di studio/analisi è invitato a comunicarlo a suolo.europa@gmail.com per essere integrato nel gruppo di studio.