People4Soil: … dall’ironico al ridicolo …

Gli Stati membri dell’UE non hanno legislazioni nazionali valide per la protezione dei suoli. Senza un “ombrello” europeo comune, alias una specifica direttiva con limiti e obblighi, ogni Stato membro produrrà legislazioni parziali, insufficienti o anche penalizzanti per il suolo.

Creare un quadro di riferimento comune era la principale motivazione dell’Iniziativa dei Cittadini Europei people4soil.

Dopo il non raggiungimento del quorum, ci attendevamo un’analisi da parte del comitato organizzatore sulle ragioni del fallimento della raccolta del milione di firme.

Invece, in Italia il fallimento è trasformato in “gioia”. Continua a leggere “People4Soil: … dall’ironico al ridicolo …”

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People4Soil: siamo pronti: procediamo!

Ancora pochi giorni ed arriverà a scadenza l’anno per la raccolta delle firme per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) people4soil.

Indipendentemente dal risultato, ora inizia il vero lavoro. Le istituzioni europee e i loro iter decisionali sono il principale ma non il solo obiettivo di questa ICE.

Lo sforzo effettuato per la raccolta delle firme è stato importante, le persone che si sono mobilitate rappresentano il capitale umano con cui innescare un radicale cambiamento di mentalità e di sensibilità in tutti i cittadini europei. Senza questo cambiamento qualsiasi direttiva o legge sarà sempre parziale e impotente di fronte al costante e crescente consumo di suolo. Legislazioni già esistenti in alcuni Stati membri hanno già mostrato i loro limiti, se non addirittura il loro fallimento nella messa in esecuzione. Continua a leggere “People4Soil: siamo pronti: procediamo!”

EuropaCity – Speculazione immobiliare (Francia)

Una vecchissima barzelletta sull’inquinamento delle città terminava con: “Le città dovrebbero essere costruite in campagna, perché lì l’aria è più pura”. Questa battuta da sola sintetizza l’intera problematica del consumo di suolo!

Pochi sanno, o se lo sanno non lo sottolineano abbastanza, che l’Italia per quanto riguarda il consumo di suolo è il “leader” negativo europeo. Da soli siamo responsabili del 24,13% della perdita totale di suolo agricolo nell’Unione Europea (UE). Ciò non significa che gli altri Stati membri siano in condizioni migliori. Ci tallona la Spagna col 19,61% e la Francia con l’11,85%[1] ed esistono pure specifiche aree in condizioni peggiori della media italiana.

È il caso dell’Île-de-France, più comunemente conosciuta come la Région Parisienne. È una Regione fortemente popolata (12,3 milioni di abitanti, circa 1000 ab/km²) e la sua urbanizzazione si è sviluppata tutto attorno all’agglomerazione di Parigi. Nell’Île-de-France in media 2000ha di terreno sono spariti ogni anno: l’equivalente di 2800 terreni di calcio e al ritmo di 20 m² al secondo. Una distruzione silenziosa incoraggiata dallo Stato e dalle collettività locali in nome – come al solito – dello sviluppo territoriale e di posti di lavoro. Lo sviluppo di Parigi ha di fatto fagocitato tutti i terreni agricoli, fatta eccezione per un’area di 700 ha nel nordest della città in direzione dell’aeroporto di Roissy – Charles de Gaulle.

Ma pure quest’area ha attirato l’attenzione e l’appetito di promotori immobiliari ed ecco che è stato approvato il progetto EuropaCity: un nuovo centro commerciale con una nuova fermata di Metropolitana e di treno RER, un grande parco divertimenti, parcheggi, hotels, centri di affari … Il tutto per 280 ha naturalmente da prelevare alle ultime terre agricole. Continua a leggere “EuropaCity – Speculazione immobiliare (Francia)”

Green Week 2016: occasione sprecata!

Come annunciato, la Green Week 2016 si è tenuta dal 30 maggio al 3 giugno.

Il tema: “Investire per un futuro più verde”.

Ci attendevamo un sano confronto tra i diversi attori – da quelli economici agli ambientalisti – su questa tematica importante, fondamentale se si vuole dare speranza alla generazioni future. Purtroppo l’occasione è andata sprecata. Continua a leggere “Green Week 2016: occasione sprecata!”

Green 10

Le Istituzioni Comunitarie a Bruxelles sono come un’arnia attorno alla quale ronzano centinaia di api. Si comprende facilmente che le “api che ronzano” sono le varie rappresentanze del settore pubblico o del settore privato.

Le rappresentanze della società civile sono perdenti in questa “fotografia”. Per ronzare attorno all’arnia ci vogliono strutture, tempo e persone preparate. Non tutte le associazioni se lo possono permettere. Per cercare di ovviare a questo “squilibrio” le istituzioni europee hanno ufficialmente accettato di avere come interlocutori gruppi di associazioni che vengono più o meno regolarmente consultate. Continua a leggere “Green 10”

ARC2020 AGRICULTURE AND RURAL DEVELOPMENT

ARC2020 è una piattaforma di attori agricoli e rurali che ha coinvolto oltre 150 reti e organizzazioni della società civile (da 22 Stati membri dell’UE), tutti impegnati sulle questioni relative alla Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (PAC). ARC2020 chiede un cambiamento di paradigma in agricoltura e una rinascita rurale al fine di dare alla società civile una voce forte nel dibattito sulla riforma in corso. ARC2020 opera attraverso azioni comuni che mobilitano persone e organizzazioni attraverso le frontiere europee. Continua a leggere “ARC2020 AGRICULTURE AND RURAL DEVELOPMENT”

Ufficio Europeo dell’Ambiente (EEB)

La presenza delle istituzioni europee ha reso Bruxelles il luogo privilegiato per conoscere praticamente ciò che accade nel mondo. Questo spiega il numero delle rappresentanze, diplomatiche e del mondo degli affari, che hanno come obiettivo conoscere in anteprima ciò che bolle in pentola. In questo quadro anche molte organizzazioni non governative hanno creato uffici con personale in loco. Tra esse, le ONG ambientaliste sono tra le meglio organizzate attraverso il loro Ufficio Europeo dell’Ambiente (EEB). Continua a leggere “Ufficio Europeo dell’Ambiente (EEB)”