Forum SIP

Due candidate per uno stage a Bruxelles!

Il Forum SIP tramite il suo Gruppo Suolo Europa cerca di creare delle occasioni di studio sulle tematiche relative a suolo/territorio/paesaggio e le relative dimensioni europee. Il primo marzo era stato lanciato un appello specifico nel sito del Forum SIP.

Hanno manifestato interesse 15 persone, 9 delle quali hanno inviato il proprio Curriculum Vitae. Sette hanno accettato di sostenere un colloquio via internet con due membri del GSE.

Gli elementi valutati sono stati: autopresentazione (aspetti caratterizzanti, qualità dell’esposizione); competenza professionale; capacità di comprensione (Proposta DDL del Forum SIP, Tavola Rotonda al PE); capacità di sintesi (con relativo resoconto in inglese).

Dai 7 interessati, di cui molti validi, alla fine della procedura sono emerse due candidate che hanno iniziato la fase di preparazione nella prima settimana di aprile.

Ringraziamo tutte e tutti coloro che hanno risposto al nostro invito e che hanno accettato di sottomettersi a questa selezione.

Ricordiamo che lo stage finale va inserito in un lavoro da concordare con il o i professori dell’Università di appartenenza.

Purtroppo il budget messo a disposizione dal Forum SIP vale solo per una persona. Ma questo non può e non deve costituire un fattore limitante, in quanto il Gruppo Suolo Europa cercherà di vedere se e come ottenere un ulteriore finanziamento e consentire lo stage ad ambedue le candidate selezionate.

 

esperienze in Italia

Re-soil-foundation

Il mondo accademico e il mondo scientifico che si occupano di suolo si stanno organizzando. Novamont, Politecnico di Torino e Università di Bologna hanno lanciato Re Soil Foundation per promuovere la ricerca scientifica e tecnologica su una bioeconomia sostenibile con al centro il suolo e i territori.

Per alcuni la Novamont è una entità poco conosciuta. Si tratta del centro di ricerca creato nel 1990 all’interno del gruppo Montedison con l’obiettivo di sviluppare prodotti chimici a basso impatto ambientale, utilizzando materie prime di origine agricola da derivare per esempio da mais, grano e patate. Due erano inizialmente le linee di ricerca: il biodiesel e le bioplastiche.

Al momento della crisi della Montedison, Novamont venne acquisita dalla Banca Commerciale Italiana e da investitori privati, tra cui dal 2016 anche l’ENI.

La Fondazione Re Soil si deve all’iniziativa della Dr.ssa Catia Bastioli che da anni segue per Novamont il settore bioplastiche e alla sua recente nomina nella Mission Board sul suolo di “Horizon Europa”, il nuovo programma quadro di ricerca della Commissione Europea. Continua a leggere “Re-soil-foundation”

non siamo soli!

BASTA … progetto di ricerca sul Biochar !

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo questo articolo sul Biochar.

BASTA è un progetto di ricerca (FWO n. S000119N) pensato, avviato e condotto dall’Università di Hasselt e dall’Istituto per la ricerca agricola, della pesca e della nutrizione – in Belgio (ILVO – Instituut voor Landbouw-, Visserij- en Voedingsonderzoek). Il progetto unisce la competenza e gli sforzi di diversi esperti in chimica, biologia, economia e diritto per determinare il valore aggiunto del biochar nell’uso sostenibile del terreno attraverso applicazioni mirate (BASTA e’ l’acronimo del titolo del progetto: Biochar’s Added Value in Sustainable land use with Targeted Applications).

Il biochar è un materiale carbonaceo stabile, poroso, prodotto mediante decomposizione termica (o pirolisi) della biomassa. Date le sue promettenti caratteristiche fisico-chimiche, il biochar può essere usato per esempio in agricoltura, principalmente come ammendante agricolo e fertilizzante, nell’allevamento per vari scopi, ma anche come mezzo per la bonifica del suolo, e può anche essere considerato una tecnologia NET (Tecnologia a Emissione Negativa) o CDR (Rimozione del biossido di carbonio).

Il biochar ha suscitato un grande interesse nella comunità scientifica nell’ultimo decennio: inizialmente studiato principalmente in relazione alla fertilità e al miglioramento del suolo – specialmente dopo la scoperta dei cosiddetti suoli Terra Preta (terreni neri) in Amazzonia -, ora viene anche ampiamente considerato per il suo possibile ruolo nel ridurre le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera e, quindi, per il suo potenziale di alterazione del clima, al punto che nei suoi ultimi rapporti l’IPCC (Gruppo Intergovernativo sul cambiamento climatico) elenca il biochar tra gli strumenti proposti per mitigare i cambiamenti climatici attraverso di rimozione di CO2.

 Il progetto BASTA risponde a molte delle “Grandi sfide” del 21 ° secolo: uso di materie prime rinnovabili, sicurezza alimentare globale, agricoltura sostenibile e resiliente al clima e lotta ai cambiamenti climatici. Il progetto mira a colmare le lacune in un’economia circolare attraverso un riutilizzo efficiente della biomassa organica residua, con particolare attenzione ai risultati economici, ambientali e sociali ed entro limiti economici, ecologici e giuridici ottimali.

In particolare, questo progetto, (co) finanziato da FWO (Fonds Wetenschappelijk Onderzoek, ovvero la Fondazione di ricerca – Fiandre), mira a creare diversi biochar “su misura” (e quindi aventi determinate caratteristiche) dalla biomassa residua e a studiarne il potenziale di valorizzazione in applicazioni specifiche: (1) il biochar viene aggiunto durante l’elaborazione di letame e altre biomasse per studiarne gli effetti sulla qualità del prodotto e sull’efficienza del processo, nonché sulle emissioni di gas serra (GHG) e ammoniaca (NH3); (2) il modo di agire del biochar nei substrati di coltivazione è studiato al fine di progettare alternative alla torba a base di biochar, alternative che siano sostenibili  e che sopprimano le malattie; (3) il biochar viene usato  in campi aperti che sono attualmente sotto pressione (suoli moderatamente inquinati da metalli e sensibili alla siccità) al fine di studiare le caratteristiche specifiche del biochar allo scopo di ripristinare questi terreni degradati. Inoltre, la capacita’ di resistenza agli effetti del cambiamento climatico del biochar è testata nell’Ecotron dell’Università Hasselt, un’infrastruttura sofisticata in cui vengono simulate condizioni climatiche future.

 

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istituzioni europee

Ruralization

Ruralization è un progetto – finanziato dalla DG Ricerca della Commissione Europea e iniziato nel maggio 2019 con durata fino ad aprile 2023 – che ambisce a riequi

ruralisation

librare la tendenza che attualmente favorisce lo sviluppo urbano rispetto a quello rurale. Allo stesso tempo vuole offrire alle nuove generazioni possibilità di lavoro in un quadro di sostenibilità economica ambientale e sociale. Il consorzio di ricerca  è composto da 18 partner di 12 stati differenti e per l’Italia partecipa l’Università della Calabria.

Pur essendo una ricerca – e quindi svolga la raccolta ed elaborazione di dati per offrirne un possibile modello interpretativo e decisionale – Ruralization ha un approccio particolarmente interessante perché si concentra su ambizioni, sogni, idee relative al mondo rurale delle nuove generazioni. Ne dovranno scaturire futuri rurali alternativi in termini di possibilità, probabilità e preferibilità. I risultati del progetto produrranno nuove opzioni e prospettive tanto per i nuovi insediamenti rurali quanto per i responsabili politici, con strumenti pratici per gli attori rurali.

Trovare e sviluppare queste pratiche innovative richiede il coinvolgimento delle parti interessate, come agricoltori, giovani e imprenditori rurali. Attualmente RURALIZATION sta creando un database per aiutare a connettersi con le principali parti interessate.

Per aderire al database iscriversi qui: https://www.ruralization.eu/contacto

Forum SIP

Un/a stagista a Bruxelles

Il GSE e il Forum SIP hanno deciso di cominciare a costruire occasioni di partecipazione e coinvolgimento alle proprie attività da parte di giovani che si interessano alle tematiche suolo/territorio/paesaggio.

A tale scopo si vuole mettere assieme un gruppo di studenti universitari cui offrire delle opportunità di tesi di laurea su argomenti trattati dal Forum. I giovani che si manifesteranno disponibili, apparterranno a strutture universitarie italiane e non necessariamente alla stessa università, saranno messi in contatto tra loro e lavoreranno in maniera solidale. Oltre alla motivazione, dovranno possedere i requisiti necessari ad entrare in contatto con le realtà presenti in altri Stati membri dell’Unione europea. Continua a leggere “Un/a stagista a Bruxelles”

non siamo soli!

Delta International Summer School 2019 – a Green Week

La Delta International Summer School – DISS è un corso interdisciplinare di 6 giorni consecutivi, una palestra per menti e mani, promosso dal Dipartimento di Architettura di UniFe insieme alla Scuola Superiore di Studi sulla Città e il Territorio di UniBo (sede di Ravenna). Il corso riceve anche fondi europei nell’ambito del P.A.L. (Piano di Azione Locale) L.E.A.D.E.R. Misura 19 Liaison Entre Actions de Développement de l’Économie Rural (Collegamento tra le azioni di sviluppo dell’economia rurale). LEADER dal 1989 è uno degli strumenti delle politiche europee per promuovere l’innovazione nelle aree rurali italiane attraverso i Gruppi Azione Locale (GAL, in questo caso Delta 2000), finalizzati a realizzare una strategia di sviluppo locale sostenibile e progetti di cooperazione fra i territori.

Per taluni le scuole finiscono in giugno, per altri iniziano. O forse, più realisticamente, non finiscono mai: i liberi professionisti da tempo sentono ripetere ‘se non ti formi, ti fermi’. Continua a leggere “Delta International Summer School 2019 – a Green Week”

Forum SIP

…. Andiamo a cominciare

Come accennato in precedenti articoli ci stiamo muovendo come Gruppo Suolo Europa del Forum SIP per concretizzare due obiettivi: dialogo tra i differenti attori che usano o si occupano del suolo; sinergie tra le varie associazioni della società civile che non hanno il suolo tra le loro principali preoccupazioni.

Il primo obiettivo deve abbattere pregiudizi ed arroccamenti per costruire, se non proprio fiducia, almeno rispetto reciproco. Il secondo è molto spesso bloccato dalla struttura delle stesse associazioni della società civile.

Sono comunque ambedue obiettivi difficili da raggiungere e che necessitano di tempo. Ricordiamo che il parametro “tempo” per essere sostenibile deve essere rispettato e non può essere artificialmente “compresso”. Lo dimostra anche il fallimento della raccolta del milione di firme per l’ICE sul suolo people4soil che forse non ha rispettato proprio questo parametro.

Cosa induce una ONG o una associazione a non poter cooperare con un’altra associazione? Tanti motivi, a cominciare dalla carenza di fondi e di organici, cui s’aggiunge la dispersione in piccole e medie associazioni difficilmente collegate o collegabili, nonostante i moderni mezzi di comunicazione. Vi è poi il carattere di volontariato e di precarietà che induce ad un continuo turnover di responsabili e di persone. Se si guarda poi alla crisi economica e alla conseguente situazione di carenza di posti di lavoro, le attività nell’associanismo a volte “rimpiazzano” la disoccupazione …

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non siamo soli!

La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane

Lo scorso 27 Febbraio si è tenuto il Webinar[1]La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane”. Si tratta del primo appuntamento formativo organizzato da PAN Europe nell’ambito della campagna “Città Libere dai Pesticidi”. PAN Europe è una ONG con sede a Bruxelles impegnata dal 1987 nella lotta contro l’utilizzo dei pesticidi chimici (vedi presentazione del PAN Europa nel Bollettino n. 40 del 1 ottobre 2017).

La Rete Europea delle Città Libere dai Pesticidi è il progetto PAN che nasce con l’obiettivo di riunire una massa critica di Comuni impegnati ad eliminare l’uso degli antiparassitari e fornire una piattaforma europea all’interno della quale condividere esperienze, pratiche e conoscenze, ricevendo un supporto reciproco. Continua a leggere “La gestione sostenibile degli spazi verdi nelle aree urbane”